Renewal di Dario Piparo

Dario Piparo:

Dario Piparo è nato nel 1988 e vive ad Agrigento, dove studia Giurisprudenza. Charles Bukowski gli ha cambiato la vita e il modo di concepire la letteratura. Adora Battiato, John Lennon, i Dire Straits e il rock and roll rivoluzionario degli anni ’60. Se dovesse scegliere un’epoca in cui rinascere, sceglierebbe quella. Il suo obiettivo è quello di svegliarsi ogni giorno e avere la consapevolezza di saper scrivere meglio. Renewal è il suo primo romanzo, pubblicato con la Casini Editore nel 2011.

 

Titolo: Renewal (isbn: 9788879051828)
Autore: Dario Piparo
Serie: #
Edito da: Casini Editore
Prezzo: 16,90€
Genere: Noir, Giallo
Pagine: # (La casa editrice preferisce non numerare le pagine dei suoi romanzi!)
Voto:

Trama: Diario del Guardiano. Stamani la civetta ha bussato alla mia finestra. Ormai l’evento è vicino e il nostro futuro è prossimo. Il giorno sta arrivando. 1961. Il popolo Ilois venne cacciato dalle isole Chagos. Esiliati alle Mauritius soffrirono la fame e l’emarginazione sociale. Ma alcuni di loro, ancora oggi, conservando un segreto, alimentano la speranza. Ai nostri giorni, Kevin Stanford, giornalista statunitense di venticinque anni, parte con il suo gruppo di amici per una vacanza verso le Maldive. In mezzo alle loro storie di sesso e d’amore, di amicizia e tradimenti, una serie di scoperte sconvolge il loro viaggio: un antico manufatto, un messaggio cifrato, un’isola apparentemente deserta. Chi si nasconde dietro questo enigma? Perché Kevin e i suoi amici vengono coinvolti? Chi è e quali poteri ha il “Guardiano”? Una serie di indizi li porterà a imbattersi in occulte trame internazionali, in depistaggi della CIA, e, naturalmente, nell’orgoglio ferito e nella “magia” del popolo Ilois, desideroso di riconquistare a ogni costo la sua isola.

Citazione: Scott Dunne si voltò. Kevin era addormentato, mentre Ian e PJ guardavano fuori dall’elicottero.
— Ci siamo.
Annuirono. Erano tesi.
— Credo sia tutto chiaro. Fate come vi ho detto.
— È tutto chiaro — rispose Ian.
Scott Dunne cambiò il tono di voce. Era rilassato, quasi dolce.
— Noi usiamo dare un nome alle missioni, di volta in volta. Questa non ne ha ancora uno. Qualche idea?

Ian staccò gli occhi dall’isola. Era serio, le labbra strette, le pupille piene di un vortice incessante di informazioni caotiche e di emozioni difficilmente controllabili. Osservò Kevin, svenuto accanto a lui, e ripensò a tutte le pinte di scotch e alle puttanate della sua vita. Guardò PJ, alla sua destra, silenzioso e incazzato come sempre.
— Renewal — disse Ian. Forse qualcosa stava cambiando. Forse in quella cazzo di vita inutile stava trovando qualcosa di buono.
— Renewal? — ripeté Dunne.
— Esatto.
PJ guardò Ian e annuì.


Recensione:

Ad un primo impatto il romanzo Renewal (da parte di una lettrice come me) sembrava possedere tutti quegli elementi che mi avrebbero fatta mortalmente annoiare: spionaggio, sparatorie, misteri inspiegabili fin dall’inizio (è in quei momenti che il mio cervello fa le valigie e dice “ciao ciao” lasciandomi sola davanti a pagine da quel punto in poi incomprensibili), episodi e personaggi del tutto distanti da me. Aggiungete a tutto ciò un titolo che non mi ispirava (sensazione personale) e una cover che nonostante la bellezza dell’ isola mi dava l’impressione di qualcosa di fantascientifico (genere che decisamente non preferisco)… il libro è stato bocciato fin dalle prime pagine.

…ma com’è bello potersi ricredere, com’è bello procedere nella lettura con tanto di paraocchi e pregiudizi per poi vederli cadere uno dopo l’altro, pagina dopo pagina… com’è bello assistere alla sconfitta del mio miserabile intuito per ottenere, in cambio, una lettura appassionante, coinvolgente, interessante al punto da trasformare quelle spaventose  500 pagine (sì, ok, la casa editrice non vuole numerarle ma io devo assolutamente sapere quante ne sono!!!) in una compagnia straordinariamente piacevole.

Se l’inizio mi aveva spaventata e fatta (mentalmente) scappare, appena si entra nella storia vera e propria e si fa conoscenza coi tanti personaggi, scatta immediatamente la mia empatia nei loro confronti. Sono un gruppo di amici, giovani, che decidono di fare una vacanza alle Maldive approfittando dell’ospitalità gratuita di Cataldo Rodriguez, proprietario del Resort e vecchio amico di college di Kevin, uno dei personaggi principali. Ognuno dei ragazzi ha il suo ruolo ben preciso nella storia: non ci sono veri e propri protagonisti affiancati poi dai personaggi secondari, perchè l’autore è riuscito nell’intento di renderli tutti indispensabili, di far compiere loro determinate scelte che influenzeranno il resto della narrazione facendoli diventare, di volta in volta, responsabili dell’andamento dell’intreccio narrativo. Non è così facile riuscire in questo intento: si corre il rischio della dispersione del racconto o di mandare in confusione il lettore che si trova a dover seguire tante vite: qui è tutto ben collegato e allo stesso tempo perfettamente separato, di modo che  possiamo conoscere ognuno di loro sia come come individuo singolo sia relazionato ad altri. L’autore non si mantiene mai sul superficiale e, mentre ci dà la possibilità di comprendere le motivazioni di ogni loro azione, ci regala le immagini dei personaggi, intervallandole ai capitoli,  rendendoci così ancora più partecipi e coinvolti nella storia.

La vita di questi ragazzi si intreccia poi con storie di spionaggio, di contro-spionaggio, di doppio e triplo gioco in cui non mi addentro per non rischiare lo spoiler ma anche e soprattutto per non darvi informazioni probabilmente sbagliate (gli spionaggi si inseriscono in maniera confusa nel mio cervello, che non è più in grado di sistemarli al posto che spetta loro…), e a questi complotti si unisce la storia e il destino del popolo degli Ilois, il tutto in un intreccio magicamente perfetto. Tutto ritorna al proprio posto, ogni equilibrio è ristabilito e la nostra mente è risucita a seguire quegli intrighi senza troppe difficoltà (grazie, Dario!).

Quando arriva il finale, o forse dovrei dire i finali previsti per ogni attore della storia, sono arrivati i brividi: l’autore dimostra ancora una volta la sua capacità di saper conquistare il lettore fino all’ultima parola. Non c’è un finale vagamente prevedibile o scontatamente troppo lieto: c’è sempre l’imprevisto dietro la porta, che mantiene alta la nostra curiosità  e la nostra immaginazione. Ad ognuno di noi pensare come potrà andare poi o magari si prevede un seguito? Chissà…

 

Booktrailer:

 

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3 risposte a “Renewal di Dario Piparo”

  1. Dario Piparo ha detto:

    Grazie a te Girasonia76,

    complimenti per l'ottima recensione. Sei riuscita a toccare i punti giusti, con competenza e senza spoilerare troppo. Brava davvero.

    Sono felice di averti donato una buona lettura.

    A presto,

    Dario.

    • girasonia76 ha detto:

      Grazie a te Dario di essere riuscito ad abbattere il duro muro del pregiudizio di una lettrice come me, che quando non ama un genere non vuol dare neanche una chance… promettici di farti leggere ancora!

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