Sakamichi no Apollon di Yuki Kodama

Fumetteria

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Sakamichi no Apollon
di Yuki Kodama 

Yuki Kodama

Le notizie ufficialmente rilasciate al pubblico che riguardano Yuki Kodama sono sfortunatamente molto poche.

È nata nella prefettura di Nagasaki il 26 Settembre di un anno non reso noto e ha debuttato nel 2000 sulla rivista CUTiE comic della casa editrice Takarajimasha, con il breve lavoro di otto pagine Zakuro.

La serializzazione di Sakamichi no Apollon inizia nel 2007 per terminare nel 2012. All’inizio dello stesso anno l’opera vince il premio Shogakukan nella categoria dei manga in generale e in Aprile inizia la trasmissione dell’anime.

Kodama Yuki, sito ufficiale in Giapponese: http://www012.upp.so-net.ne.jp/kodamayuki/

Trama

La storia inizia nell’estate del 1966, con il trasferimento di Kaoru Nishimi nella scuola superiore della cittadina dove si è trasferito per vivere con dei suoi parenti, dal momento che il padre è spesso all’estero per lavoro. Nonostante sia intelligente, uno studente modello e venga da una famiglia molto benestante, a causa dei frequenti cambi di scuola, Kaoru ha sviluppato una certa ansia sociale, che lo fa star male quando si sente al centro dell’attenzione. Unico rimedio è fuggire sul tetto della scuola per ritrovare la calma.

È in questo modo che incontra Sentaro Kawabuchi, un ragazzo considerato un teppista e attaccabrighe, da cui Kaoru
cercherà inizialmente di tenersi alla larga.

Dopo essere stato però aiutato da lui, Kaoru scoprirà la profonda passione di quel ragazzo per il jazz e dopo averlo ascoltato suonare la batteria, resterà talmente affascinato da quel genere da voler imparare a suonarlo al pianoforte, nonostante la sua formazione da pianista di musica classica, e per la prima volta troverà qualcosa che lo diverte e lo appassiona sinceramente.

Tra i due ragazzi, così diversi per estrazione sociale e carattere, si svilupperà un profondo legame d’amicizia che verrà comunque messo alla prova dalle situazioni che si troveranno a vivere e dalle azioni che compieranno. Anche le loro vite familiari, che all’inizio sembrano semplici, nascondo realtà più complesse che grazie all’aiuto l’uno dell’altro, in momenti diversi, riusciranno ad affrontare.

Un ruolo molto importante avranno anche Ritsuko, amica d’infanzia di Sentarou e compagna di classe sua e di Kaoru e che inizialmente agirà da collante tra i due; Yurika, una ragazza di buona famiglia che conoscono durante una gita e che scoprono frequentare la loro stessa scuola, e Jun, uno studente universitario amico di Sentarou e colui che lo ha introdotto al Jazz.

Tra i cinque si svilupperanno dei complessi rapporti d’amore e d’amicizia che porteranno tensione e cambiamenti nel gruppo, ma anche maggiore consapevolezza e maturità, fino a determinare scelte importanti nelle loro vite.

Il manga e l’anime

Manga

Titolo: Sakamichi no Apollon

Autore: Yuki Kodama

Editore: Shogakukan

Genere: Josei (*), Sentimentale, Amicizia, Vita scolastica

Volumi: 9 + 1 speciale di brevi side stories

Voto: 9

Ancora inedito in Italia

 

Anime

Titolo: Sakamichi no Apollon

Studi d’animazione: Mappa e Tezuka Production

Regista: Shinichiro Watanabe

Anno di trasmissione: 2012

Rete televisiva: Fuji TV

Episodi: 12

Voto: 8

Sito ufficiale dell’anime in inglese: http://www.noitamina-apollon.com/index_en.html

Trailer su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=nzY6Y-AHEaw

# Curiosità: I titoli di tutti gli episodi sono titoli di reali canzoni jazz.

La recensione

L’atmosfera di fine anni sessanta e l’influenza americana nella cultura Giapponese sono espresse incredibilmente bene, mentre sullo sfondo si percepiscono i cambiamenti degli anni intorno al ’68, le rivolte studentesche che hanno interessato anche il Giappone e che avranno un forte peso ad un certo punto della trama.

Uno degli aspetti che più appassiona in quest’opera è, a mio avviso, l’ottimo senso di realismo che riesce a trasmettere. Guardando l’anime o leggendo il manga si viene portati indietro in una sorta di breve viaggio nel tempo fino a un periodo storico piuttosto vicino, ma non vissuto direttamente da molti di noi. Riusciamo a coglierne i tratti fondamentali nella vita dei personaggi, in quello che accade loro intorno, nel modo di parlare, di vestire, nella musica stessa.

Altro punto di forza è come riesca a trattare argomenti a volte piuttosto seri, senza appesantire, con naturale freschezza, appassionando sempre più capitolo dopo capitolo, o episodio dopo episodio.

La storia si snoda principalmente negli anni delle superiori, ma verso la fine segue i protagonisti per alcuni anni seguenti, fino alla conclusione.

L’anime è davvero una piccola perla per diversi motivi tra cui l’ottima animazione, di qualità superiore rispetto alle normali produzioni televisive, e la splendida colonna sonora, opera della bravissima Yoko Kanno, compositrice affermata e autrice di moltissime musiche e famose colonne sonore per anime, film d’animazione e videogames (basti citare I cieli i Escaflowne e Cowboy Bebop).

Per quanto riguarda la storia, comunque, il manga si attesta a un livello nettamente superiore all’anime. Infatti, sebbene quest’ultimo ricalchi abbastanza fedelmente le pagine dell’opera originaria, per narrare l’intera vicenda in 12 episodi sono stati effettuati inevitabili tagli e semplificazioni, di cui risente soprattutto l’episodio finale, in cui vengono compressi eventi che avrebbero trovato miglior spazio in due episodi. Restando quindi un prodotto di tutto rispetto, nella versione cartacea ci sono contenuti molto più dettagliati e sfumature che rendono ancor più profonda e realistica la caratterizzazione dei personaggi e spiegano meglio alcuni eventi.

Sono comunque dettagli che è possibile evincere soltanto con il diretto paragone tra le due versioni, e che nulla tolgono all’anime se considerato singolarmente.

Come accennato poco sopra, la caratterizzazione dei personaggi è realizzata molto bene, con le incertezze, le preoccupazioni, le speranze, i piccoli pensieri a volte meschini che si affacciano anche tra i sentimenti di amicizia più sincera.

Non ci sono eroi in Sakamichi no Apollon, non ci sono obiettivi per raggiungere i quali i protagonisti voteranno tutto il loro impegno. C’è invece il confronto con la realtà, con quanto vogliamo e possiamo raggiungere con le nostre forze, c’è il desiderio di restare fedeli a sé stessi e a quel che abbiamo considerato importante, a quei legami che, seppure non hanno cambiato il nostro futuro, sappiamo essere stati fondamentali nella nostra vita e aver lasciato traccia nella persona che siamo diventati. Ci sono i ricordi e la nostalgia, a volte piacevole, a volte dolorosa, che la consapevolezza di un passato impossibile da recuperare porta con sé. C’è infine la speranza di poter comunque afferrare qualcuno di quei sogni che avremmo desiderato realizzare da giovani, a patto di accettare un loro cambiamento negli anni e non smettere di inseguirli.


Ho conosciuto Sakamichi no Apollon con l’anime, ma già dopo pochi episodi ho iniziato a leggere il manga, tanto la storia mi aveva appassionata.Commento personale

Come ho scritto sopra, considero l’opera cartacea migliore, superiorità tanto più evidente se si confrontano le due versioni assaporandole contemporaneamente. Quello che comunque il manga non può trasmettere, sono le meravigliose musiche create per l’anime e che arricchiscono di un’atmosfera unica la storia.

Per chi volesse avvicinarsi a questa serie, consiglio quindi entrambe le versioni, magari iniziando proprio dall’anime. Se però dovete operare una scelta, optate per il manga, il cui finale dà agli anni che i protagonisti hanno trascorso insieme, un significato più profondo e un peso maggiore.

Quel che mi ha colpita degli ultimi volumi, prima del capitolo finale, è quanto questo manga possa trasmettere il desiderio di ricordare e la nostalgia, a volte piacevole, a volte dolorosa, che la consapevolezza di un passato impossibile da recuperare porta con sé.

(*) Josei: manga che in Giapponese sono rivolti principalmente a un pubblico di donne adulte.

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