Serie delle Terre Originarie di Silvia Mangiardi

Silvia Mangiardi

Silvia Mangiardi è nata nel 1992. Vive a Vibo Valentia, dove frequenta l’ultimo anno di liceo classico. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo, L’Erede Perduto, e nel 2011 ha deciso di riportare i suoi lettori nelle Terre Originarie, dando così vita a Sangue di Dea.

Terre Originarie;

1. L’Erede Perduto (isbn:9788860377647)
2. Sangue di Dea (isbn:9788856746730)

Titolo: L’Erede Perduto
Autore: Silvia Mangiardi
Serie: Serie delle Terre Originarie, 1
Edito da: I Salici
Prezzo: 18,00€
Genere: Young Fantasy, Magia, Elfi, Creature Fantastiche
Pagine: 425 p.
Voto: 3Astelle.png

Trama: L’Erede Perduto è il primo capitolo della Saga delle Terre Originarie. In un mondo splendido e dannato, si dispiega l’epopea della profezia e della predestinazione, della ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo, della scoperta e della riscoperta degli aspetti più oscuri e terribili dell’indole umana. Rimanendo sempre sospesi tra un mondo senza tempo e l’odierna società urbana, scopriamo personaggi tormentati, la protagonista in particolare, inquieti e sferzati dai colpi del destino. Amori e perdite, vendetta e giustizia si sfaldano e si confondono nell’eterna lotta tra il bene e il male. Dietro le vicende individuali e spirituali, tuttavia, si delineano i profili del dramma collettivo, degli orrori amari dell’imperialismo ricoperti dal sentore dolce delle cause umanitarie.

Titolo: Sangue di Dea
Autore: Silvia Mangiardi
Serie: Serie delle Terre Originarie, 2
Edito da: Albatros
Prezzo: 19,80€
Genere: Young Fantasy, Magia, Divinità
Pagine: 350 p.
Voto: 4Astelle.png

Trama: Sangue di dea è il mio secondo romanzo. Nelle pagine intrise di individualismo, emerge un’intensa analisi della mente umana nel suo scindersi tra natura animale ed entità divina. Vent’anni dopo L’Erede Perduto, le Terre originarie raccontano la storia di Danae, adolescente per metà dea e per metà umana. Ricattata e oppressa, Danae non si rassegna al destino che altri vogliono scrivere e vive una vita in fuga, braccata da chi vuole il suo sangue. Ma Sangue di dea è anche la storia di un amore che può elevare l’uomo alla più alta spiritualità o distruggerlo con la sua assenza. Sospesi tra le arcane Terre Originarie e il Mondo Equivalente, il nostro mondo, osserviamo personaggi e storie estratti da entrambi i mondi che si sovrappongono e si accavallano, mescolando i profili di New York o di Roma alle sconfinate pianure e alle selve misteriose di un’altra epoca.

Recensione:

Uno dei vantaggi di avere fra le mani tutti i libri di una determinata serie, sta proprio nella possibilità di leggerli conseguentemente e di assimilarne tutti gli elementi senza fastidiose interruzioni, anche quando i romanzi, benché legati dallo stesso background, presentano comunque personaggi e vicende diverse.

Così, come la lettura si è liberata del fastidioso “primo libro” e “secondo libro”, anche la recensione cercherà di illustrare, senza troppe indiscrezioni di trama, questi due romanzi fantasy nostrani.

Inizialmente l’età dell’autrice – perlomeno l’età alla prima stesura del capitolo iniziale della serie – lasciava qualche perplessità: il mercato è infatti strapieno di baby novelli Rowling che si improvvisano narratori continuando, però, a rimarcare semplicemente l’ovvio e il “già scritto”. Spesso neanche in un italiano sufficientemente corretto, che è la cosa più triste.

Aprire “L’erede perduto” e scoprire che, invece, non solo era scritto in italiano corretto e con uno stile pulito ma piuttosto ricercato è stata una piacevolissima sorpresa che ha fatto tirare un sospiro di sollievo e continuare la lettura con più ottimismo.

La storia vede come protagonisti Elèna e Alex, normalissimi ragazzi dei nostri giorni che si ritrovano catapultati in un mondo diverso, un mondo fantastico dove tutto gli è oscuro, misterioso e soprattutto sconosciuto. Appare subito chiaro al lettore che l’atmosfera muta e il romanzo inizia ad ingranare verso una connotazione di stampo più classico. Infatti ci troviamo di fronte a due dei quattro eredi ai troni delle Terre Originarie che dovranno spingersi a compiere il loro destino (e chiamiamolo “viaggio del Fato”, che tanto la storia è sempre quella) ed una profezia, fra creature fantastiche, luoghi mistici, elfi e intrighi complessi e ben elaborati che arricchiscono il romanzo.

Se la trama infatti non spicca particolarmente per originalità – presenta per l’appunto tutti i buoni “ingredienti” del solito fantasy  -, è lo stile dell’autrice e la sua capacità di collegare eventi apparentemente senza alcun legame a rendere la lettura scorrevole e interessante.

Senza contare che, per incredibile che possa sembrare, la Mangiardi è riuscita a dare a tutti i suoi personaggi una “voce” diversa e univoca, cosa che perfino autori più esperti spesso faticano ad elaborare! Elèna, Alex, Dhaki, Nashat, Kali e tutti i personaggi de “L’Erede Perduto”; come anche Adryas, Danae, Attis, Iryde e tutti gli altri “co-protagonisti” di “Sangue di Dea”… Sono molti, indubbiamente, ma tutti in grado di farsi ricordare senza schemi mentali e solo con la forza della loro caratterizzazione.

Indubbiamente “L’Erede Perduto” si presenta come più collettivo, benché sia il primo, credo che sia decisamente migliore de “Sangue di Dea” come caratterizzazione. Si sente la forza del gruppo dei protagonisti, i loro sentimenti e il peso di un fato comune; in “Sangue di Dea” invece si sente un forte individualismo che lo penalizza un po’ (visto che il numero dei personaggi presenti non ha nulla da invidiare al primo libro).

Come già detto, lo stile è il punto forte del romanzo, di entrambi i romanzi per la precisione. Questi infatti presentano uno stile ricercato ma mai pesante, evidentemente l’autrice ha compreso che arroccare un libro di parolone complesse prese a casaccio dal dizionario non fa necessariamente un buon libro, sia ringraziato il Dio Protettore della Cultura. La trama è avvincente e scivola via, veloce, verso la fine che il lettore ricerca con ansia e anticipazione in ogni pagina, riga dopo riga.

Lotte di potere, viaggi del destino, predestinazione, ribellione, intrecci, insicurezze, ricerca dell’Io, ma anche amore, speranza, amicizia, gelosie, invidie, inganni… Sono questi i pilastri su cui si reggono questi romanzi, e soprattutto un bel finale che non ti lascia con l’amaro in bocca in attesa di un fantomatico e potenziale seguito che non sai mai se e quando uscirà. Sicuramente azzeccato, in entrambi i casi e… Non aggiungiamo altro!

Se parliamo di editing e cura del volume, anche in questo caso “L’Erede Perduto” ne esce nettamente vincitore. La copertina è semplice, quasi minimalista ma sicuramente centrata e l’impaginazione curata in ogni dettaglio (a parte qualche minimo refuso qua e là). Per quanto riguarda, invece, “Sangue di Dea” il font è fastidiosamente chiaro (su una pagina leggermente più gialla del solito da ancora più fastidio) e la copertina insignificante e tristemente anonima. Paradossalmente mettere una copertina nera con il titolo bianco, in corsivo, avrebbe fatto sicuramente più effetto.

Se andiamo a tirare le somme notiamo una cura inferiore del testo (editing mancante? Conoscendo la casa editrice non stentiamo a crederlo) ma che, nel complesso, visto che è presumibile che a differenza del primo libro non ci abbiano messo proprio le mani, direi che dobbiamo fare un elogio alla scrittrice.

Prezzi alti in entrambi i casi, per un romanzo di un esordiente, che scoraggiano il lettore – soprattutto per “Sangue di Dea” che costa quasi 20€ per 350 pagine – ma che purtroppo penalizzano un’autrice che, altrimenti, merita decisamente di essere letta perché ha tutte le carte in tavola per approfondire il suo lavoro. È un’autrice che ha “qualcosa” da raccontare e che lo fa bene…

 

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2 risposte a “Serie delle Terre Originarie di Silvia Mangiardi”

  1. silvia ha detto:

    Nasreen ho letto adesso la recensione! Ti ringrazio davvero tanto per i consigli e per gli elogi. Le recensioni obiettive e lucide sono un ulteriore stimolo per migliorare e crescere. E' stato davvero un piacere essere recensita da te.

    Un sorriso,

    Silvia

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