Serie “Fever” di Karen M. Moning [La Rivelazione dell’antica carta #5]

Serie “Fever”

di Karen M. Moning

Karen Marie Moning

Nata in Ohio. Dopo aver esercitato per anni la professione di medico legale, ha deciso di intraprendere la carriera dei suoi sogni: quella di scrittrice. Quattro manoscritti dopo, senza contare le decine di lavori part-time, Highlander: amori nel tempo è stato pubblicato da Bantam ed è stato nominato a due RITA Award. La sua fortunata serie sugli Highlander ha scalato le classifiche più prestigiose: New York Times, Usa Today, Publishers Weekly. I suoi romanzi hanno ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali e sono stati pubblicati in numerosi paesi, fra i quali Germania, Francia, Inghilterra, Spagna.

Sito dell’autrice: http://www.karenmoning.com/

Serie Fever;

1. Il segreto del libro proibito (isbn:9788865081358)
2. Il mistero del talismano perduto (isbn:9788865081365)
3. La maledizione della luna nera (isbn:9788865081846)
4. Alla ricerca dell’ultima verità (isbn:9788865082713)
5. La rivelazione dell’antica carta (isbn:9788865083352)

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Titolo: Il segreto del libro proibito
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore: Claudio Carcano)
Serie: Serie Fever; vol. 1
Edito da: Leggereditore (Collana: /)
Prezzo: 9,90 €
Genere: Adult Fantasy, Urban Fantasy, Fae
Pagine: 400 pag.
Voto:
   

Trama: Quando sua sorella viene assassinata, Mackayla Lane deve rimettere in gioco tutto ciò che ha sempre dato per scontato, mettendo in dubbio la sua stessa identità. Con un solo indizio, lasciatole da Alina poco prima della sua scomparsa, la ragazza decide di lasciare la tranquillità della sua casa in Georgia e di partire per l’Irlanda. Da subito comprende che non si tratta di un semplice omicidio: qualcosa di molto pericoloso e terribilmente oscuro vi si nasconde dietro. La aspetta un mondo nel quale nulla è ciò che sembra, e lei è disposta a spingersi fino in fondo. Chi era realmente sua sorella? E perché ha provato a decifrare l’antichissimo Sinsar Dubh? Segui le tracce di un libro senza tempo, e riscrivi al fianco di Mac e del letale Jerico, la trama del loro destino e di quello dell’intera umanità.

Recensione
di Nasreen

Ecco finalmente, dopo averlo tanto atteso, il primo libro della serie Urban Fantasy, dai toni un po’ dark, “Fever” di Karen Marie Moning.

Come tutti i libri lungamente attesi, anche “Il segreto del libro proibito” avrebbe potuto rivelarsi una delusione o perlomeno al di sotto delle aspettative. Invece, già dalle prime pagine, ciò che salta immediatamente alla mente del lettore è l’assenza totale del fastidioso sentore di dejà vu che ultimamente accompagna quasi il 90% delle letture di stampo Urban Fantasy. La Moning ci sorprende e gratifica con un romanzo libero dai soliti schemi urban fantasy e arricchito con elementi intriganti e avvincenti che conquistano il lettore fin dalla prima pagina.

È infatti innegabile che accanto al cuore del romanzo, prettamente urban fantasy con una mitologia soprannaturale Fae completamente ridisegnata per assumente vagamente i toni fantascientifici di un’invasione di creature spaventosamente potenti e pericolose, l’autrice abbia affiancato una protagonista dai tratti leggeri, quasi a ricordare i romanzi chick-lit, ed un’atmosfera intricata al punto da potervi riconoscere i tratti di un  buon thriller.

L’intero romanzo viene narrato in prima persona, dal punto di vista di McKayla (detta Mac), che consente all’autrice di giocare con gli indizi, le atmosfere ed il lettore stesso che viene tenuto con il fiato sospeso assieme alla stessa protagonista, scansando – per fortuna – la fastidiosa e recente abitudine di palesare entro pochi capitoli tutti i punti cruciali della storia e poi descrivere al lettore come “anche i protagonisti” ne vengano a conoscenza.

Mac è una ragazzetta americana. Una normale ragazza americana, con una vita magnificamente normale, un passato banale ed una famiglia deliziosamente normale. Tutta la tua esistenza si condensa nel suo piccolo paese natale della Georgia, il suo lavoretto part-time ed il college che proprio non si decide a frequentare seriamente. Almeno fino a quando non sarebbe tornata sua sorella da Dublino, dopo – se lo è ripromesso! – avrebbe fatto le cose per bene ed avrebbe messo la testa apposto.

Peccato che la sua vita subirà uno scossone decisivo quando, in una calda giornata estiva, viene informata del brutale omicidio della sua adorata sorella maggiore.

Il dolore e la disperazione di Mac rimbalzano immediatamente contro il lettore che si trova catapultato in atmosfere ben più cupe e penose, fra l’incapacità di reazione dei genitori di Mac e la scoperta, da parte della ragazza, degli ultimi messaggi che la sorella aveva tentato disperatamente di farle avere prima di essere assassinata. Lei. Sua sorella aveva cercato lei nei suoi ultimi istanti di vita e Mac non c’era stata.

Saranno proprio le ultime parole della sorella maggiore, registrati nel suo cellulare, che spingeranno Mac a prendere il primo volo per Dublino per spingere le forze dell’ordine locali a riprendere le indagini, arrestate per mancanza di prove.

Arrivata a Dublino Mac si ritroverà alle prese con un mondo completamente diverso, come è diversa la gente e la lingua stessa, che la fanno sentire isolata e smarrita.

Dublino viene presentata come in netto contrasto con la solarità dell’America e della Georgia. È una città cupa, diffidente, ricca di miti e credenze popolari che si mescolano con gli abitanti e le viuzze della città. Tutto appare inospitale per una ragazza di paese come Mac ma, ben presto, si renderà conto che, in quella città, c’è veramente qualcosa di spaventosamente diverso e pericoloso… E sua sorella Alina l’aveva scoperto rimettendoci la vita.

Chi sono quegli esseri incredibilmente belli che, di punto in bianco appaiono ai suoi occhi – e solo ai suoi – come creature così orrendamente deformi da infestare i suoi incubi a vita? Cos’è il Sinsar Dubh che sua sorella stava cercando e che le ha lasciato come compito di trovare? Perché sembra che questo misterioso oggetto sia praticamente conosciuto da nessuno ma desiderato da molti?

E soprattutto, cos’è che striscia nella notte dei vicoli della vecchia Dublino?

Sarà l’incontro con Gerico Barrons, librario ricco e pericolosamente affascinante, che cambierà definitivamente la vita di Mac, incastrandola in un gioco nel quale si è volutamente immessa ma dal quale non potrà mai più sfuggire, con tutto il peso della sua eredità genetica di Veggente Sidhe.

Per tutto il romanzo il lettore non riuscirà mai a comprendere completamente chi è che da la caccia a Mac, cosa sta cercando – o perlomeno il suo reale potere – e chi sono i soggetti di cui può o non può fidarsi. Perfino l’inquietante Barrons finirà per apparire pericoloso, amico e nemico con la velocità di un battito di ciglia confondendo la protagonista quanto il lettore che attenderà con il fiato sospeso il colpo di scena, temendolo.

La trama, da leggera e quasi d’evasione, va ad acquisire pagina dopo pagina sempre maggior spessore e complessità, con svolte intriganti ed impensate. La parola “noia” non sarà mai contemplata durante la lettura di questo romanzo.

Avremo modo anche di riscoprire il personaggio di Alina che, da come viene descritta nelle prime pagine da Mac, apparirà chiaramente come una persona completamente diversa, come se il solo fatto di essere arrivata a Dublino avesse influenzato la sua personalità rendendola irriconoscibile alla stessa sorella minore.

E, con la nuova Alina, vedremo fiorire anche la giovane McKayla che, affiancata da Barrons ed il suo impossibile carattere, finirà per lasciarsi alle spalle le illusioni e le menzogne adolescenziali per addentrarsi in un mondo fatto di pericolo, mistero e morte. La vedremo fiorire come protagonista, persona e donna e ci piacerà sempre di più con quel suo carattere irriverente e indipendente.

Un romanzo che cattura e affascina fra i suoi mille colpi di scena, nonché i passi di pura adrenalina, che vede protagonista la nostra giovane eroina. Il finale, aperto, potrebbe risultare un po’ fastidioso per alcuni, visto la grande quantità di indizi e punti insoluti lasciati dall’autrice, ma, per nostra fortuna, il secondo romanzo è già alle porte: a febbraio avremo il sequel!


Titolo: Il mistero del talismano perduto
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore: Andrea Bruno)
Serie: Serie Fever; vol. 2
Edito da: Leggereditore (Collana: /)
Prezzo: 9,90 €
Genere: Adult Fantasy, Urban Fantasy, Fae
Pagine: 400 pag.
Voto:
   

Trama: La porta sta per aprirsi, e non sarà la luce a venirti incontro ma la magia di un talismano dai poteri sconosciuti. Ombre oscure si avvicinano all’orizzonte, e una sola donna è in grado di dissiparle. Sei pronto a percorrere una strada disseminata di pericolo, sensualità e mistero? Da quando Mac ha scoperto di essere una veggente sidhe, la sua vita ha preso una piega del tutto inaspettata. E ora che la resa dei conti è inesorabile, di chi potrà fidarsi? Forse di un amuleto prezioso e antichissimo, che sembra proteggerla da sempre, oppure dello sfuggente Gerico? Tra piste false, esseri feroci, e la doppiezza di una realtà che non conosce pace, la giovane Mac dovrà tirare fuori tutto il suo coraggio, perché la sua caccia è appena iniziata e nulla potrà fermarla.

“Se lui non fosse stato un altro, e io anche, avrei definito lussurioso lo stringersi dei suoi occhi scuri dalle palpebre pesanti. Ma lui era Barrons e io Mac, e un’esplosione di lussuria era più o meno probabile quanto la fioritura delle orchidee in Antartide.”


Recensione

di Nasreen

Il mistero del talismano perduto è il secondo romanzo della serie urban fantasy per adulti “Fever”, opera dell’autrice Karen Marie Moning che, pare, vedremo ben presto sul grande schermo!

Avevamo lasciato Mac alle prese con la consapevolezza della sua natura di Veggente, il mondo Sidhe, l’attacco al presunto assassino di sua sorella e la sua quasi-morte a seguito del suo tentativo di infiltrarsi nella tana del nemico, da sola, e senza avere fra le mani neppure un’arma se non la Lancia ammazza-Sidhe.

Nonostante la sua mossa avventata Barrons arriva a salvare la situazione e, pur non svelando ancora nulla a Mac, la salva e la cura, evitando di perdere così il suo personale rilevatore di oggetti Sidhe che è, per l’appunto, Mac.

Il secondo romanzo riprende proprio dal recupero di Mac che inizierà un percorso senza ritorno verso la sua crescita come Veggente, donna ed eroina di questa serie pur senza abbandonare il desiderio di vendetta per la morte della sorella che, scopriremo, contrariamente da quanto lasciato intendere nel primo libro, non è riuscita ancora a soddisfare.

“La fuori c’è un mondo strano e nuovo e le regole sono cambiate: le principesse devono cavarsela da sole”

In questo volume l’autrice ci concentra moltissimo sull’evoluzione di Mac e sul suo passato, condiviso con la sorella Alina, che è piuttosto oscuro e complesso. Le due sorelle sono, infatti, eredi di un’importante famiglia di veggenti Sidhe, gli O’Connor, e sono state date in adozione con l’obbligo, per la famiglia adottante, di non riportare mai più le bambine in Europa e di tenerle lontane dai centri urbani. Perché questo vincolo? Cosa spinse i genitori delle bambine a mandarle via, in America?

Pochissime di queste domande troveranno risposte, ma l’autrice ci regala momenti davvero fantastici in cui Mac viene in contatto con la sua Congrega, che saranno tutt’altro che lieti e sereni. Conosceremo Rowena, il capo della Congrega, e Dani una giovane ed impulsiva adolescente Veggente che penserà bene di complicare un po’ la vita a Mac, salvo poi allearsi con lei passandole qualche informazione extra.

Nel frattempo il rapporto fra Barrons e Mac sarà sempre più teso, carico di attrazione sessuale ma anche più complesso. Mac si rende conto di provare attrazione nei confronti di Barrons e l’uomo si libera di Fiora, la sua collega e amante, perché mette in pericolo Mac facendo entrare le Ombre nel negozio mentre questa dorme. Il bacio che c’è stato nel primo romanzo non sembra aver minimamente influenzato il rapporto fra i due che continuano a punzecchiarsi, darsi del Lei e urlarsi contro ad ogni buona occasione, anche se… Alla fine anche Barrons spesso e volentieri, anche se non a parole, dimostra chiari sprazzi di interesse nei confronti di Mac, soprattutto quando diventa geloso.

Mac da parte sua, però, non può esporsi. Non vuole e non ci pensa neanche troppo visto che, tutt’ora, Barrons le omette quasi tutto quello che lo riguarda e continua a trattarla come il suo personale rilevatore di Oggetti Sidhe. Non può fidarsi dell’uomo, nonostante l’attrazione, e questo la confonde e la demoralizza sempre di più.

Mi fissò. Sollevai il mento e lo fissai di rimando.
Io e Barrons abbiamo un modo unico di comunicare. Abbiamo queste conversazioni non verbali, in cui non parliamo con le bocche, ma con gli occhi, intendendoci alla perfezione.
Non gli dissi: Lei è uno stronzo così borioso.
E lui non disse: Se mai brucerà un altro dei miei tappeti da un quarto di milione di dollari, la frusterò a sangue.
E io non dissi: Oh, tesoro, davvero non lo farà?
E lui non disse: Cresca Miss Lane, non mi porto a letto le ragazzine.
E io non dissi: Non ci verrei anche se fosse l’unico posto di Dublino nel quale trovare riparo dal Signore Domine.
– Forse un giorno si ricrederà. – La sua voce era cupa, furiosa, quasi gutturale.
– Come?

L’autrice è stata veramente bravissima ad inserire questo tocco romance che si evolve, capitolo dopo capitolo, e che non si trasforma nel giro di dieci pagine da un “Ciao, piacere di conoscerti” ad un “Ciao, ti amo e voglio fare sesso con te”. Forse sarà più frustrante per alcune lettrici, ma è senza dubbio intrigante ed interessante vedere come il rapporto Barrons/Mac tenda ad evolversi soprattutto quando sono sottopressione. Oppure quando Barrons salva la vita a Mac, di nuovo. Per l’ennesima volta.

Altro bel personaggio, per quanto inquietante e un po’ irritante, è V’Lane, principe Sidhe il cui potere è quello di uccidere tramite il sesso. Non fa altro che giocare con Mac, è equivoco, irritante e pericoloso ma, quando Mac è nei guai, arriva e in cambio di un’ora di tempo della ragazza per parlare (questo viene precisato) le salva la vita. Cosa c’è dietro questo atteggiamento? Cosa stanno tramando i bellissimi Sidhe della corte luminosa?

Come se non bastassero tutti questi continui pasticci (come alcune improvvisate davvero tutte da leggere da parte del padre di Mac, Barrons, la polizia locale…) il fratello minore del mafioso che Mac e Gerico avevano ucciso nel precedente libro si fa vivo con Mac, ben deciso ad uccidere l’assassino di suo fratello e vendicarlo.

Arriveranno altri personaggi che diventeranno ben presto parte integrante delle vicende della serie Fever e vecchie conoscenze, che speravamo di non dover più rileggere, si faranno nuovamente vivi e faranno un bel po’ di danni.

Il romanzo è ricco di avvenimenti, colpi di scena e soprattutto di approfondimenti psicologici per quanto riguarda i personaggi ed i rapporti interpersonali. Lasciati un po’ nel dimenticatoio gli altri oggetti Sidhe e la ricerca del fantomatico libro Sinsar Dubh.

Ovviamente il romanzo si chiuderà con un altro fastidioso e snervante cliffhanger che non farà altro che far sospirare al lettore il prossimo romanzo che, speriamo, arrivi presto.


Titolo: La maledizione della luna nera
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore: Andrea Bruno)
Serie: Serie Fever; vol. 3
Edito da: Leggereditore (Collana: /)
Prezzo: 10,00 €
Genere: Adult Fantasy, Urban Fantasy, Fae
Pagine: 400 pag.
Voto:
   

Trama: Il segreto di un libro oscuro e dimenticato, una città dove il passato sembra rivivere con forza, il sentimento che unisce i due protagonisti a caccia di verità sono i giusti ingredienti per il nuovo e attesissimo grande successo della serie Fever di Karen Moning.
Una Dublino piovosa, oscura e inquietante è il teatro di una caccia che si fa sempre più dura e implacabile. MacKayla Lane è ancora sulle tracce del Sinsar Dubh, un libro antico, potentissimo e misterioso, e per cercarlo si è trasformata in una predatrice spietata. Lei è l’unica a poter ‘sentire’ il Libro, e la sua dote attrae inesorabilmente altri cacciatori: Gerico Barrons, dalla sensualità prorompente, che vorrebbe acquisire i poteri magici del Libro, V’lane, dalla bellezza sovrannaturale, che lo vorrebbe per consegnarlo alla sua Regina, e infine Rowena, la Gran Signora delle veggenti sidhe, la stirpe di cui anche Mac fa parte. A cosa dovrà arrivare Mac per contrastare questa minaccia terribile? Di chi si può veramente fidare? Con i suoi poteri, la sua forza e la sua intelligenza riuscirà a salvare l’umanità e a portare la Luce in un mondo che appare sempre più buio e oscuro?


Recensione

di Nasreen

Con “La maledizione della Luna Nera” abbiamo finalmente la possibilità di leggere il terzo episodio della serie urban fantasy per adulti “Fever” di Karen Marie Moning, che tanto abbiamo atteso in Italia e che, finalmente, ci è stata portata dalla Leggereditore ad inizio 2012.

Il romanzo riprende a narrare le disavventure di McKayla Lane, ventiduenne americana dall’aria un po’ svampita che si ritrova, dopo l’assassinio della sorella maggiore, per le strade di Dublino alle prese con leggende, magia, misteri e mostruosi esseri fatati. Un mondo diverso, gotico e assolutamente pericoloso, del quale Mac sembra far parte per diritto di nascita in quanto Veggente Sidhe e quindi una delle poche in grado di vedere gli esseri fatati che da sempre si nascondono all’occhio dell’uomo.

Dublino rappresenterà per McKayla una fonte inesauribile di avventure e incubi, accompagnata anche questa volta da Gerico Barrons (un uomo misterioso dalle inquietanti e molto poco umane capacità) e V’Lane (principe Sidhe che sembra nutrire un particolare e morboso interesse per Mac).

V’Lane

In questo capitolo Mac si ritroverà ad avere a che fare nuovamente con il fantomatico Sinsar Dubh, antica reliquia Sidhe che sembra aver indirettamente causato la morte di sua sorella (che ne era alla ricerca) e che sembra essere oggetto di desiderio di tutti coloro che la circondano. Ognuno di loro vuole il libro, per i motivi più disparati, e fanno di tutto per manipolare Mac, unica in grado di “percepire” le reliquie Sidhe e quindi il libro.

Il libro, però, risulta essere un osso più duro del previsto, perfino per Gerico Barrons e, nel frattempo, Mac inizia finalmente a perdere la patina lamentosa di ragazzetta di provincia per trasformarsi in una guerriera con alleati, nemici e soprattutto strategie. Da burattino quasi inerme prova a trasformarsi in burattinaio e questo, onestamente, sembra essere un ottimo passo avanti ai fini della trama.

Nel frattempo però non è solo il libro – che sembra aver messo gli occhi su di lei per qualche strana e irragionevole ragione – a creare problemi a Mac, ma ci sono anche una schiera di potenziali nemici che, travestiti da alleati o prepotenti benefattori, finiscono per farla letteralmente impazzire. Di chi fidarsi? Barrons con il suo inquietante ed oscuro passato, V’Lane con il suo sfacciato potere sessuale, il giovano druido Christian o la Veggente Capo che sembra interessata solamente a sottomettere Mac e il suo potere, anche con la forza?

L’ambientazione de “La maledizione della luna nera” si dimostra all’altezza dei precedenti libri, è sempre ben curata nei minimi particolari e i toni dark di questa Dublino fatata si scuriscono ad ogni capitolo, in un crescendo carico di aspettativa e adrenalina.

I personaggi, Mac in primis, sono tratteggiati con grande perizia, se si considera che il romanzo è stato scritto in prima persona (dal punto di vista di McKayla), quindi la Moning si dimostra perfettamente in grado di gestire questi suoi personaggi lunatici, eccentrici e pericolosi.

L’umorismo di Mac è inquietante, si sta trasformando da frivolo e un po’ lagnoso a cinico e sferzante. Assolutamente adorabile!

Per quanto riguarda il finale, notiamo che questa volta l’autrice ha deciso di lasciarci con l’acqua alla gola con un cliffhanger assolutamente mostruoso. L’ansia per l’attesa del prossimo romanzo è alle stelle mentre facciamo congetture sulla sorte della nostra Mac.

Una nota dolente? La traduzione che, questa volta, purtroppo, non merita. Soprattutto nella prima metà del romanzo molte frasi sono completamente da interpretare e questo, da una casa editrice come la Leggereditore, non è ammissibile.


Titolo: Alla ricerca dell’ultima verità
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore: Andrea Bruno)
Serie: Serie Fever; vol. 4
Edito da: Leggereditore (Collana: /)
Prezzo: 12,00 €
Genere: Adult Fantasy, Urban Fantasy, Fae
Pagine: 498 pag.
Voto:
   

Trama: MacKayla Lane si trova nuda sul freddo pavimento di pietra di una chiesa, in balia del Signore Domine che un tempo ha giurato di uccidere. Lontana da casa, incapace di controllare i suoi appetiti sessuali, MacKayla è ora completamente irretita dall’incantesimo del Signore Domine… Lui le ha rubato il passato, ma lei non permetterà mai che l’assassino di sua sorella possa rubarle anche il futuro. Eppure, neanche il più potente tra i veggenti può competere con il Signore Domine, che ha scatenato in Mac un insaziabile desiderio sessuale che la consuma. Solo le parole misteriose del diario di Alina possono salvarla. Mentre i suoi nuovi genitori sono scomparsi e la vita dei suoi cari è sotto assedio, Mac sta per trovarsi faccia a faccia con una sconvolgente verità su sé stessa… e sul mondo che pensava di conoscere.

Recensione
di Nasreen

Dopo il tremendo cliffhanger del terzo romanzo, La Maledizione della Luna Nera, che ci aveva lasciato letteralmente boccheggianti, finalmente abbiamo modo di riprendere la lettura delle disavventure della giovane veggente sidhe MacKayla Lane-O’Conner.

Il quarto e penultimo romanzo della serie Fever, Alla ricerca della verità, di Karen Marie Moning, continua a narrarci le avventure di Mac, ex fresca e un po’ svampita ragazza americana trasferitasi a Dublino per indagare sulla morte della sorella, ormai diventata una veggente sidhe a tutti gli effetti e intenzionata a fermare i piani del Signore Domine e salvare il mondo.

Le vicende riprendono esattamente dal momento in cui, alla fine de La Maledizione della Luna Nera, il tentativo di Barrons e del giovane Christian, di tenere in piedi i muri che tenevano separato il mondo umano da quello Sidhe, fallisce. Mac viene catturata e accerchiata dai Principe della Corte Oscura che la fanno impazzire fino allo stato di Pri-ya, praticamente un animale priva di intelletto e volontà e alla sola ricerca di altro sesso fatato.

Nel frattempo, il mondo implode letteralmente sotto gli attacchi delle Zone Oscure che fanno sparire umani e porzioni di città, gli orrendi Sidhe Oscuri si mescolano fra la gente cibandosene senza limiti e la popolazione terrestre viene praticamente decimata. Perfino le altre veggenti sidhe non riescono a far fronte alla disastrosa situazione e si limitano a resistere, come possono, giorno dopo giorno.

Sarà solo con il tardivo intervento di Barrons che Mac potrà uscire, poco a poco, dal suo stato di Pri-ya per accorgersi, una volta ripresasi, che l’intero mondo era completamente e irrimediabilmente cambiato. Inclusa lei. Non c’era più nulla della vecchia svampita MacKayla, ora tutto il colore della sua vita era ricoperto dai vai gradi di grigio. E nero, moltissimo nero.

“Ho un senso dell’umorismo nero.
Vivete voi la mia vita, e vedrete di che colore diventa il vostro.”

MacAureola

Inizierà così la rimonta di Mac, che diffidando ormai di tutti i suoi precedenti alleati, deciderà di fare da sola e, con la compagnia della giovanissima Dani, inizierà a compiere qualche passo avanti nel districare quell’assurda matassa di bugie, sotterfugi e omissioni, che ormai rappresentavano la sua esistenza.

Niente più V’lane, niente più Barrons, niente più Rowena. Vedremo una Mac forte, testarda e finalmente decisa a camminare con le sue gambe, fra uno scivolone e l’altro, senza più il desiderio di affidarsi a qualcuno.

Qualcuno, di cui si fidava, le dimostrerà che fidarsi è stupido. Qualcuno di cui aveva sempre diffidato non farà che confermarle il suo ottimo intuito e, invece, ci sarà anche qualcuno, che temeva e odiava, che si rivelerà essere qualcosa di più di uno scontato nemico da abbattere. E se le carte in tavola fossero ancora più complesse del previsto? E se il nemico principale del mondo fosse proprio colei che sta cercando di proteggerlo con tutte le sue forze?

Il romanzo, decisamente più corposo dei precedenti, si snoderà per 500 pagine, fra POV (point of view) di Mac e di Dani, fra i misteri di questo mondo fantastico creato da Karen Marie Moning. Ci verranno finalmente svelati alcuni punti, ma mai, purtroppo, gli enigmi. Nuovi quesiti si aggiungeranno ai precedenti, e l’incertezza della situazione sarà perfettamente trasmessa al lettore.

Se da una parte l’aggiunta della voce narrante di Dani dà una freschezza al romanzo che ormai aveva perso da un po’, dall’altra il senso di impazienza si sta facendo sempre più acuto e, questo, non è necessariamente un bene. Il lettore ha bisogno di qualche risposta, qualche indizio concreto che possa spronarlo a fare supposizioni, ipotesi e che lo tenga interessato. Dopo quattro romanzi, il continuo intricare, strecciare e nuovamente rimescolare il tutto, che la Moning fa a ogni capitolo, comincia un po’ a stufare. Il “tutti sanno ma nessuno lo dice chiaramente a Mac per chissà quale assurdo motivo” è snervante e non tiene più dopo quattro romanzi.

Soprattutto per quanto riguarda Barrons: chi diavolo è? Le teorie sono almeno una quindicina e, purtroppo, tutte potrebbero essere la risposta esatta. Come no. Karen Marie Moning, ci vuole morti, è ormai appurato!

Se da una parte l’evoluzione della nostra Mac è sicuramente positivo (anche se ciò che riesce a scoprire sulla doppia Profezia, che verterebbe su di lei, ci lascia ancora una volta perplessi), dal punto di vista sentimentale la ragazza non è troppo sveglia. Disgraziatamente Dani dimostra chiaramente più capacità critica della tostissima nuova Mac 4.0., e il tutto senza aver visto Barrons cantare e ballare per lei. Non che ci voglia una laurea magistrale in psicologia per capire che Barrons vede Mac come qualcosa di più di una semplice arma. Che i suoi metodi siano discutibili è ovvio, come il suo caratteraccio, ma che tenga a Mac è altrettanto ovvio.

Mi scruta dall’alto in basso. “Guarda come mi fissi. Cazzo.
Capisco perché lo fanno.”
“Chi fa cosa?”
“Gli esseri fatati. Trasformare le donne in Pri-ya.”
Non mi piacciano quelle parole. Mi terrorizzano. Io sono il desiderio. Lui è il mio mondo. Glielo confesso. Si mette a ridere, e i suoi occhi si illuminano come il cielo notturno squarciato da milioni di stelle.
“Cosa sono, Mac?” 
Appoggia il suo corpo elegante e forte al mio, intreccia le dita alle mie, e mi allunga le mani dietro la testa.
“Sei il mio mondo.”

Nell’ultima parte, con l’entrata in scena di un altro personaggio, la narrazione si fa, forse volutamente, più confusa. Ci sono una valanga di nuove informazioni, che non chiariscono nulla, come al solito, e ancora una volta un finale con un cliffhanger da togliere il fiato e salire l’ansia a livelli non troppo salutari.

Purtroppo, ancora una volta, la Leggereditore sembra aver fatto un lavoro tristemente approssimativo per quanto riguarda la traduzione. Il formato, la copertina rigida, perfino il titolo sono tutti elementi molto ben curati, ma quando si tratta di refusi, purtroppo, gli scivoloni sono a dir poco imbarazzanti. Forse il traduttore dovrebbe curare più attentamente ciò che riporta in italiano, non sempre “tradurre alla lettera” va bene. Spesso si ottengono frasi che in italiano sono senza senso, se non proprio imbarazzanti! L’editing, come le altre volte, è frettoloso e poco curato. Questa autrice e i lettori che spendono i loro soldi per comprarlo meritano sicuramente più considerazione.

In definitiva è un romanzo in perfetto stile Moning: piacevole, interessante, intrigante e snervante. Se avete un po’ di amor proprio, consiglio di leggerlo solo dopo aver acquistato anche l’ultimo romanzo della serie, altrimenti, se adorate stare con l’anima impiccata a causa di una morte inspiegabile e di una Mac completamente fuori di sé, prego, questo è senza dubbio il romanzo che fa per voi!


Titolo: La Rivelazione dell’antica carta
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore: Andrea Bruno)
Serie: Serie Fever; vol. 5
Edito da: Leggereditore (Collana: /)
Prezzo: 14,00 €
Genere: Adult Fantasy, Urban Fantasy, Fae
Pagine: 498 pag.
Voto:
   

Trama: MacKayla Lane era solo una bambina quando lei e sua sorella Alina furono date in adozione e bandite dall’Irlanda per sempre. Vent’anni dopo, Alina è morta e Mac è tornata nel luogo da cui era stata esiliata per dare la caccia all’assassino di sua sorella. Ma dopo aver scoperto di appartenere a una stirpe magica e maledetta, Mac verrà coinvolta nel millenario conflitto tra umani e immortali, in un turbine di eventi in cui nulla sembra esserle risparmiato. Quando la magia nera getta la sua ombra oscura sui destini di chi le sta vicino e una donna misteriosa infesta i suoi sogni, Mac si accorge di non potersi fidare più di nessuno. Non è certa neppure di sé stessa, né del destino che legge nei disegni neri e cremisi di un’antica carta dei tarocchi. Mac sa solo che la paura uccide, ma non sa ancora quanto può fare l’amore, e dovrà prepararsi ad affrontare l’ultima verità sul suo esilio e sul suo passato.

Recensione
di Nasreen

In Agosto è arrivato finalmente il quinto e ultimo volume della famosa e ben apprezzata serie per adulti urban fantasy “Fever”, di Karen Marie Moning.

La Rivelazione dell’Antica Carta è, infatti, una sorta di resa dei conti per tutti i lettori che hanno amato, atteso e agognato le fantomatiche risposte a tutti i nodi sciolti che la Moning ci ha servito per ben quattro lunghi romanzi. Praticamente un’agonia.

Il mondo è alle prese con una sorta di Apocalisse, gli esseri Fatati Unseelie sono ormai ovunque e uccidono cibandosi di umani indiscriminatamente, le Ombre hanno divorato ormai intere porzioni di pianeta e i pochi umani sopravvissuti si trovano a dover fare i conti con la dura e triste realtà: il mondo non appartiene più alla razza umana. In tutto questo, come sempre, MacKayla Lane si trova disperatamente in balia degli eventi cercando di salvare quante più vite possibili, scoprire l’assassino di sua sorella Alina, sopravvivere a tutti coloro che vorrebbero manipolarla e, giusto per non farsi mancare, sopravvivere anche all’atroce dolore di aver ucciso l’uomo che si è riscoperta troppo tardi di amare.

Un ultimo romanzo pienamente degno della penna della Moning, carico di sentimento, intrighi, confronti e, finalmente, risposte. I capitoli vengono narrati alternativamente da Mac, la giovane Dani e, non meno importante, dal Sinsar Dubh. Avremo anche un narratore d’eccezione, qualcuno di inaspettato ma sicuramente apprezzato da tutti i lettori.

Dopo aver conosciuto la Mac combattiva, nel precedente volume, in questo, invece, avremo modo di conoscere la Mac dilaniata dal dolore, dalla disperazione e dall’atroce senso di colpa di aver ucciso Barrons, l’uomo – o quello che è, visto che perfino lei lo ignora – che ha ucciso mentre cercava di proteggerla. Questa Mac è sorprendentemente opposta alla Mac 1.0, come spesso si autodefinisce. È una spietata combattente, pronta a tutto – ma proprio a tutto, siete avvertiti, per impossessarsi dei segreti del Sinsar Dubh. Non è più interessata a niente e a nessuno, non vuole più salvare il mondo, vuole il Sinsar Dubh per usarlo, per farlo suo e per arrivare al suo scopo finirà per passare sopra tutto e tutti.

Interessata a riscrivere la storia dell’umanità, grazie ai poteri del Libro Oscuro, ferirà Dani, si alleerà contro il suo peggior nemico e ucciderà senza il minimo rimorso chiunque tenti di fermarla. Il Mondo deve tornare indietro, deve riavere Barrons, tutto il resto è in secondo piano.

Nel frattempo l’inferno risputerà fuori un personaggio importantissimo e molto, molto arrabbiato con Mac, che farà di tutto per metterla alle strette e sfruttarla, ancora una volta, per avere per sé il Libro, ignaro che, questa nuova Mac, non ha nessunissima intenzione di farsi sfruttare, neppure da lui. Avremo modo di scoprire finalmente CHI ha ucciso Alina, la sorella maggiore di Mac, e questo ci spezzerà letteralmente il cuore, assieme a quello dell’assassino stesso. Scopriremo un grande tradimento e daremo un volto, finalmente, al Vecchio Re Unseelie, creatore del Sinsar Dubh.

Le rivelazioni della Moning sulla natura di Mac, sul suo passato, sulla profezia di distruzione e sulla natura del Libro, stranamente interessato a dare la caccia proprio alla giovane veggente Sidhe, saranno scioccanti. Incredibili, folli ma renderanno le cinquecento pagine de La Rivelazione dell’antica Carta un romanzo accattivante e degno di essere letto tutto in un fiato.

Impossibile fare oltre che qualche minimo cenno alla trama, gli spoilers purtroppo saltano fuori come d’incanto. Basti dire che chiunque abbia amato i primi quattro romanzi – nonostante il continuo “accenno ma non rivelo niente”, tipico di questa autrice – non potrà non adorare questo ultimo appuntamento con la serie Fever. In realtà l’autrice ci regalerà altri due romanzi, più avanti, dopo aver terminato la Trilogia di Dani, ma per adesso ogni puntino verrà appositamente sulla propria “i”, senza lasciare nulla al caso.

Un epilogo adrenalitico ed accattivante per una delle serie urban fantasy più belle del panorama fantasy contemporaneo. Complimenti all’autrice.

 

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0 risposte a “Serie “Fever” di Karen M. Moning [La Rivelazione dell’antica carta #5]”

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