Serie Hereafter di Tara Hudson [Dove finisce il buio #2]

Tara Hudson

Tara Hudson è una scrittrice americana nata e cresciuta in Oklahoma. Laureata in giurisprudenza, ha da sempre avuto una forte passione per le storie fantasy e si è sempre divertita a raccontare storie di fantasmi alle sua amiche, durante le loro escursioni nei cimiteri. Se fosse per sempre è il suo primo romanzo e nasce proprio da uno di quei racconti. Attualmente vive in Oklahoma con il marito ed il figlio.

Sito Web: TaraHudson.com
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: Tara Hudson


Hereafter
 Series

1. Hereafter, 2011 (Se fosse per sempre, 2012)
2. Arise, 2012 (Dove finisce il buio, 2013)
3. Elegy, previsto in USA per il 2013

 

Titolo: Se fosse per sempre
Autore: Tara Hudson
Serie:  Hereafter Series 1
Edito da: Nord
Prezzo: 18,60 €
Genere: Paranormal romance, YA
Pagine: 368 p.
Voto:

Trama: Chissà da quanti anni Amelia si aggira inquieta sulla riva del fiume. Quand’è morta, ne aveva solo diciotto e, da allora, ha perso la cognizione del tempo e non ricorda nulla del suo passato: né i suoi genitori, né i suoi amici, nemmeno il proprio cognome. Rammenta solo le acque scure che si sono chiuse su di lei, soffocandola. Le stesse acque che vede nei suoi incubi quando, atterrita, è costretta a rivivere ogni angosciante momento della propria morte. Un giorno, però, dopo uno di quegli orribili sogni, Amelia capisce che c’è qualcosa di molto diverso. Perché stavolta non si tratta di lei, bensì di un ragazzo che sta davvero affogando e che lotta per sopravvivere. Amelia non può lasciare che pure lui subisca il suo stesso destino e decide di aiutarlo: come per magia, il ragazzo non solo trova la forza di nuotare verso la riva, ma riesce addirittura a vedere il viso di Amelia, a sentire la sua voce, a sfiorarle una guancia con la punta delle dita. In quell’istante, lei capisce di non essere più sola, di aver trovato qualcuno di cui potersi fidare, qualcuno disposto a scoprire chi l’ha uccisa. Qualcuno che, per amor suo, sfiderà perfino le forze oscure che stanno cercando di distruggerla…


Recensione

di CriCra

Gridai. 
Gridai come quando la morte mi aveva travolto.
 In quel momento, il ragazzo aprì gli occhi e mi fissò.
 Ero sconcertata. Poteva… vedermi?
 Lui allungò una mano e me la posò sulla guancia. 
Poi sorrise.
 La mia gioia era incontenibile.
 Mi vedeva! Mi vedeva! 

Tara Hudson al suo esordio con questo primo volume di una nuova trilogia paranormal romance, ci racconta  una romantica storia d’amore. La protagonista è Amelia che proprio nel giorno del suo diciottesimo anno muore per cause del tutto sconosciute, nelle acque di un fiume, dopo la caduta da un ponte.

amelia

Lei  è costretta a stare in eterno in quel luogo, sotto le sembianze di un fantasma, rivivendo ogni giorno quel tragico momento, affogando nel fiume con le acque scure e gelide che la ricoprono, senza lasciarle la possibilità di respiro e di salvezza. E puntualmente, dopo aver rivissuto questo orrendo incubo, si risveglia in un cimitero circondato da un fitto boschetto e pieno di inquietanti lapidi.

Tutto questo ripetersi degli eventi va avanti per anni. Amelia non ricorda il come ed il perché sia successo tutto questo, di lei ricorda solo il suo nome; non ha ricordi dei suoi genitori o della sua casa, di amici od altro. I suoi tentativi di farsi vedere o sentire da qualcuno sono tutti vani fino a quando, nel susseguirsi di uno dei suoi incubi, qualcosa cambia.

Nelle acque del fiume c’è un ragazzo che sta affogando e lei, nel tentativo di salvarlo, si avvicina, d’istinto prova a toccarlo e per la prima volta dopo tanti e tanti tentativi di farsi vedere o sentire da un essere umano, finalmente ci riesce. Il ragazzo si risveglia, la vede e riesce a tornare a galla per salvarsi.

joshuaJoshua – questo il nome del ragazzo – dopo essere stato soccorso torna in quel luogo, come se fosse trascinato da una forza a lui del tutto sconosciuta, spiegato poi dal fatto che lui discende da una famiglia di Veggenti, i quali hanno capacità particolari come appunto vedere gli spiriti. Qui rincontra Amelia, instaurando così un nuovo inimmaginabile profondo rapporto d’amore, che può affrontare e vincere ogni ostacolo, alla continua ricerca e scoperte che avranno dell’incredibile.

Amelia, dopo l’incontro con Joshua, incontrerà un altra persona, Eli, il quale anche lui è un fantasma. Dall’aspetto bello, trasandato e dannato di una rock star che ha dell’inquietante, Eli le confessa di conoscerla da tanti anni, manifestandosi solo ora  per metterla al corrente di quale sarà – a detta dei suoi piani – il suo destino, in quel luogo, da li all’eternità.

Eli è una entità malvagia, al servizio di demoni del male che lui stesso chiama “Padroni” e se vogliamo potremmo paragonarlo alla figura di “Caronte” proprio perché il suo compito è quello di traghettare le anime che perdono la vita  in quel luogo, in un abisso nero e di paura, che si trova proprio sotto quel ponte – High Bridge – oramai conosciuto con l’epiteto di “maledetto”; un luogo oscuro dove ogni cosa sembra essere il riflesso di una brutta foto al negativo.

Joshua aiuterà Amelia non solo ad affrontare Eli e i suoi piani malvagi, ma affronteranno grandi prove come la ricerca continua di tracce di memoria del suo passato, chi era Amelia, dove viveva e dove si trovavano adesso i suoi genitori;  ma anche un altro pericolo dato dalla presenza di una congregazione di Veggenti – nei quali la capostipite è proprio la nonna  di Joshua, Ruth – la quale considera le anime che non hanno oltrepassato questo mondo come anime maligne che devono essere appunto esorcizzate e rimandate nel luogo alle quali appartengono.

high

È il riaffiorare, ancora una volta, della continua lotta tra il bene e il male, dove in questo caso chi dovrebbe essere dalla parte del bene è considerata da molti il male. Amelia sta percorrendo un viaggio, in bilico tra due corsie stradali, dove la strada che dovrà percorrere non è ancora del tutto stabilita dato che le “presenze oscure e demoniache” oramai la conoscono e sanno che lei è fonte di grandi poteri, che a lei stessa sono ancora preclusi, e di conseguenza continueranno ad ostacolarla e a tentarla per farla schierare dalla loro parte, magari al posto di Eli stesso.

Una storia romantica, carica di speranza, sensazioni, ricordi e profumi andati persi nel tempo, che ti fa pensare a come sia essenziale tenere custoditi nella mente anche i più piccoli particolari della propria vita, per renderti conto di quanto fossero davvero significativi una volta persi.

Come inizio trilogia devo dire che sono abbastanza soddisfatta, dato che l’attenzione ovviamente è stata attirata e la voglia di sapere il proseguo è stata stuzzicata. Nella speranza che questo mistero possa essere risolto, mi auguro che l’autrice ci dia modo di continuare a gustare la storia al più presto.


Titolo: Dove finisce il buio
Autore: Tara Hudson (Traduttore: Chiara Messina)
Serie: Hereafter, #2
Edito da: Nord (Collana: Narrativa Nord)
Prezzo: 17,60 €
Genere: Paranormal Romance, YA, Horror, Gotico
Pagine: 368 p.
Voto: http://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png

Trama: Abbracciarsi, tenersi per mano, baciarsi: sono gesti quotidiani che scandiscono e consolidano ogni relazione, ma per qualcuno sono un desiderio irrealizzabile. Amelia è un fantasma, un’anima inquieta rimasta legata alle acque scure del fiume in cui è affogata dieci anni prima, e non può nemmeno sfiorare il suo adorato Joshua senza che la sua evanescente figura svanisca nel nulla. Tuttavia, per coronare il suo sogno d’amore, Amelia è disposta a tutto, anche a sfidare le leggi che regolano il regno dei morti. Lei sa che un certo rituale le permetterebbe di recuperare la sua forma corporea… ma sa pure che quel rituale è così potente da mettere in grave pericolo proprio la vita di Joshua. Amelia non vuole rischiare di condannare l’uomo che ama a vagare per sempre sotto forma di spirito e sarà costretta a fare una scelta: restare con Joshua, ma senza poterlo toccare, condannandolo a vivere un’esistenza di sacrifici; oppure rinunciare a lui, per lasciarlo libero di costruirsi una nuova vita..


Recensione
di Antanasia

Romanticismo e intrighi sono alla base di Dove finisce il buio, il secondo libro della serie Hereafter che porta con sé il mistero dell’amore e della vita dopo la morte.

Lo stile della srittrice ha un singolare magnetismo, affascinante e comprensibile: la suspance e i colpi di scena che, a mio avviso, la scrittrice sa creare e gestire molto bene all’interno del romanzo, permettono al lettore di immergersi nelle vicende di cui narra.

New Orleans è l’ambientazione scelta per questo libro: gli avvenimenti che si svolgono nella città definiscono la visione dei vivi e dei morti, le loro percezioni, le quali marcano l’improbabilità della storia d’amore tra Joshua e Amelia. E proprio l’improbabilità porta Amelia a prendere una dolorosa decisione che, tuttavia, non la fa smettere di sperare, almeno fino a quando il pericoloso tentativo di Joshua, di migliorare la situazione, cambia le carte in tavola. L’oscura New Orleans si fa scenario di deliri, materializzazioni manovrate, inseguimenti sovrannaturali e visioni inaspettate; ma anche di una Jillian che si accinge a diventare un personaggio di rilievo e di nuove figure che entreranno nel cuore di Amelia.

Mi ha fatto piacere vedere Joshua più attivo, rispetto al precedente libro, sebbene ci sia ancora strada da fare… Per quanto riguarda Amelia, invece, la situazione è più complessa: la sua personalità ha preso forma, ora che ha tutti i ricordi della sua vita, quindi si possono apprezzare le caratteristiche del suo personaggio, non solo dal punto di vista del confuso spirito che s’innamora di una persona vivente. Destinata, però, a subire un forte cambiamento negli ultimi capitoli del romanzo, è soggetta a una nuova evoluzione.

L’amore tra Joshua e Amelia è molto dolce e triste. I due ragazzi si amano in un modo così vero e puro da sfidare le leggi naturali della vita e della morte; sono un’unica persona e un unico spirito, un unico cuore che batte: un amore romantico ed emozionante, che avvolge, nella nebbia oscura di una storia complicata e intrigante che, fino ad ora, la scrittrice è riuscita a sviluppare e mantenere in un modo originale e tale da suscitare l’interesse fino all’ultima riga.

Nonostante il mio giudizio sia positivo, ho comunque riscontrato un finale troppo frettoloso, dove le spiegazioni arrivano tutte insieme, anche se c’è già un miglioramento rispetto al finale del primo libro. Confido nella grande abilità di Tara Hudson per un seguito avvincente che non vada a cadere nella banalità, e consiglio questa storia a chi ama il genere e a chi piace avventurarsi nei diversi stili di scrittura che rendono unici gli autori e le storie che ci regalano.

 

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