Serie Highlander di Karen Marie Moning [L’ultimo dei Templari]

Karen Marie Moning;

Nata in Ohio. Dopo aver esercitato per anni la professione di medico legale, ha deciso di intraprendere la carriera dei suoi sogni: quella di scrittrice. Quattro manoscritti dopo, senza contare le decina di lavori parttime, Highlander: amori nel tempo, è stato pubblicato da Bantam ed è stato nominato a due RITA Award. La sua fortunata serie sugli Highlander, che inaugura con questo primo titolo, ha scalato le classifiche più prestigiose: New York Times, Usa Today, Publishers Weekly. I suoi romanzi hanno ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali, e sono stati pubblicati in numerosi paesi, fra i quali Germania, Francia, Inghilterra, Spagna.

Sito dell’autrice: http://www.karenmoning.com/

Serie Highlander;

1. Highlander. Amori nel tempo, 2011 (Beyond the Highland Mist, 1999) (isbn:9788865080696)
2. Highlander. Torna da Me, 2004 e 2011 (To Tame a Highland Warrior, 1999) (isbn:9788865080979)
3. Highlander. L’ultimo dei Templari, 2012 (The Highlander’s Touch, 2000) (isbn:9788865081693)
4. Kiss of the Highlander
5. The Dark Highlander
6. The Immortal Highlander
7. Spell of the Highlander

Grazie al blog “BooksBloog” sappiamo che i primi cinque romanzi sono libri singoli e autoconclusivi ambientati nello stesso universo e che condividono le stesse creature fantastiche. Però il quarto e quinto romanzo dovranno essere letti in sequenza perchè entrambi riguardano la stessa vicenda che vede inizio nel quarto e conclusione nel quinto.

Titolo: Highlander. Amori nel tempo
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore: Marilisa Pollastro)
Serie: Serie Highlander, vol.1
Edito da: Leggereditore (Collana: Narrativa)
Prezzo: 10.00€
Genere: Paranormal Romance, Adult
Pagine: 384 p.
Voto:

Trama: È conosciuto come “Il falco”, un predatore leggendario, invincibile sul campo di battaglia quanto nelle camere delle dame di tutto il Regno. A nessuna donna è possibile ignorare il suo fascino, ma mai nessuna è riuscita a scalfire il suo cuore… Fino a che un mago assetato di vendetta trasporta Adrienne de Simone dalla Seattle dei giorni nostri alla Scozia medievale. Prigioniera di un secolo troppo distante da lei, con la sua intraprendenza, i suoi modi diretti e sfrontati, Adrienne diverrà la sfida più ardua che “Il falco” abbia mai affrontato. E quando i due vengono costretti a sposarsi, Adrienne si ripromette di tenerlo a debita distanza: dopo anni di delusioni, lei non ha nessuna oglia di farsi abbindolare dall’ennesimo dongiovanni… Ma “Il falco”le ha promesso che presto non potrà fare a meno di sussurrare il suo nome, pregandolo di accendere quella passione così intensa, così diversa dalle altre… E questa volta lei dovrà ricredersi, perché anche il più duro dei predatori può celare la promessa di una felicità sconfinata. Ciò che non sanno è se il loro destino la contempla…

L’alba sorgeva dall’oceano, oltre le scogliere, con un’impazienza violacea che tingeva le mura di Dalkeith di un color porpora scuro. Nel suo studio, Hawk scrutava la notte filtrare attraverso le porte aperte sul versante occidentale.
Lei se ne stava sul ciglio della scogliera, immobile, con la mantella di velluto che svolazzava nel vento. A che cosa pensava, mentre guardava nel vuoto, in direzione del mare? Erano passate settimane da quel giorno alla fucina, settimane rigogliose con giorni fragili e albe delicate, notti vermiglie e temporali estivi. E nei giorni che passavano, quei gioielli delle estati scozzesi, c’erano mille vedute che voleva condividere con lei. Lei era tutta la sua vita. Non aveva modo di tornare da qualunque posto fosse venuta! Lui le avrebbe dato tutto quello che voleva. Tutto, ma lei non doveva lasciarlo. Quello mai. La sua esistenza aveva le sembianze di un inferno dorato e lui non ne trovava l’uscita.

Recensione
di Nasreen

“Amori nel Tempo” è il primo romanzo della serie historical romance fantasy per adulti Highlander dell’autrice Karen M. Moning. Diciamo che in questa serie, visto questo primo romanzo, l’elemento fantasy è molto superficiale, l’autrice sembra dare molta più importanza all’aspetto romance (romantico).

In ogni capitolo della serie si sviluppa una storia d’amore fra i due personaggi principali di turno e, come molte altre serie paranormal romance, la vicenda tende a esaurirsi con un lieto fine.

Nello specifico in “Amori del tempo” incontriamo una tematica un po’ alla Gabaldon, con salti nel tempo annessi e connessi, le similitudini ci sono anche se siamo su due piani assolutamente diversi: la Moning è lontana dalla perfezione storica e romance della Gabaldon.

Il conte Hawk Douglas è un uomo bellissimo e dalle capacità amatorie tali che il suo nome è praticamente leggenda nelle corti e nei salotti delle donne scozzesi ma, per sua sfortuna, la Regina delle Fate decide di far ingelosire il suo Re e tesse le sue lodi scatenando, ovviamente, le ire del Re delle Fate che deciderà di rendere la vita dello scozzese un inferno facendone il suo nemico. La distruzione di Hawk diverrà scopo assoluto del Re e del Giullare di corte, anch’esso amante della Regina.

Sarà proprio la sua capacità di far cadere ogni donna ai suoi piedi a diventare il fulcro del piano delle due fate. Infatti il buffone di corte, Adam Black, verrà incaricato di scovare – in ogni spazio e tempo – l’unica donna destinata a resistergli.

La troverà nel XX secolo nei panni della giovane, ferita e spaventata Adrianne de Simone. Per Adrianne gli uomini belli sono automaticamente degli uomini senza cuore destinati a rovinarle la vita. Non avrebbe mai ceduto a nessun uomo bellissimo, in memoria del dolore patito per mano di uno loro.

Inutile dire che Adrianne finirà proprio nel passato e farà immediatamente breccia nel cuore del giovane Hawk, detto il Falco. È altrettanto inutile specificare che tutto il romanzo verterà proprio sul continuo scontrarsi, rincorrersi, rifiutarsi dei due personaggi principali, ovvimanete il tutto animato da Adam Black, il buffone della corte delle fate, ben deciso a far perdere Hawk e a possedere Adrianne per il semplice gusto di piegare definitivamente Il Falco.

Il romanzo in sè potrebbe essere considerato praticamente un classico del genere – ricordiamo che è stato scritto nel 1999 anche se è arrivato in Italia ben dodici anni dopo! – e che, ai fini della semplice trama non ha nulla da invidiare agli altri romanze. Adrianne è un bel personaggio, carismatico e caparbio abbastanza da far penare il caro e vecchio Hawk  (e tutti noi con loro!). Lo stesso Adam Black è un buon personaggio antagonista, per quanto detestabile.

Quello che però fa perdere infiniti punti a questo romanzo è l’assoluta mancanza di caratterizzazione storica della vicenda! Le donne del XX secolo non parlano allo stesso modo di quelle del 1500; eppure la madre di Hawk sembra avere comportamenti, dialetti e lessico simili, se non identici, a quelli di Adrienne! Molte delle espressioni di Adrianne – anche le più colorite – avrebbe causato un attacco cardiaco ad una donna del 1500, per quanto moderna e intelligente fosse.

Lo stesso discorso vale per gli uomini scozzesi del calibro di Hawk stesso. Questo sono uomini, del 1500, ben abituati a farsi ascoltare, servire e riverire dalle loro donne. Per quanto amore potessero provare per queste ultime, nulla avrebbe potuto ammorbidire il loro carattere a tal punto! Lo stesso corteggiamento di Hawk è veramente fuori, per quanto romantico, dai canoni del 1500 se non consideriamo, poi,  che un uomo medio avrebbe preso la moglie e l’avrebbe stuprata direttamente la notte di nozze – tralasciamo questa brutalità -, allo stesso tempo questo non si sarebbe fatto mettere il collare senza combattere e senza aver fatto una sfilza di errori uno più catastrofico dell’altro.

Il nostro Hawk si limita a innamorarsi di colpo di questa donna, fare apertamente il geloso, accettare di cederla ad un altro uomo se fosse stato il suo volere… Ah!… e ricattarla! Un bacio per un po’ di caffè mattutino. A parte la prima mattina, quella che poteva essere un grazioso gioco forza da poter sfruttare in più casi, è stato abbandonato dall’autrice. Che peccato.

E che dire del tè che sembra essere continuamente servito presso la corte di Hawk? I tempi non coincidono visto che nel 1500 il tè non era stato ancora importato nelle terre scozzesi.

Un altro particolare che scolvolge il piacere della lettura è stato che questa povera donna si ritrova di punto in bianco nel passato e, semplicemente, non ha neanche una mezza crisi di nervi. Per quanto possa essere aperta, mentalmente parlando, e sveglia, un viaggio nel tempo scuoterebbe chiunque!

Invece la nostra “eroina”, tranquillamente, accetta il suo triste fato senza una lacrima o una crisi di nervi, più che legittima aggiungerei. Non si danna per la sua vita perduta (a parte che per la gatta!) e non si preoccupa di essere finita in un epoca tutt’altro che ospitale. Semplicemente assurdi.

Gli stessi personaggi scozzesi del passato hanno comportamente un tantino “assurdi”. Una donna, nel 1500, appare dal nulla in mezzo ad una sala e nessuno si fa prendere dal panico? Erano uomini (e donne) molto religiosi, diffidenti, ignoranti e chiusi in mondi piccoli e regolati da ferree regole di condotta e vorrebbero farmi credere che una donna in jeans e maglione che appare dal nulla in mezzo ad una sala non farebbe scatenare l’inferno?

Purtroppo, per quanto al storia d’amore sia piacevole, il bello di questi romanzi sta proprio nel leggere il contrasto fra il carattere dell’uomo del passato, con tutte le sue concezioni maschiliste e retrograde, e il carattere della donna moderna. Come riuscirà l’amore a sbocciare di fronte a questi contrasti culturali?

Come riuscirà la donna a piegare dolcemente la brutalità di un uomo scozzese del passato?

Tutto questo non abbiamo avuto modo di leggerlo, appunto perchè l’autrice non ha caratterizzato abbastanza i suoi personaggi. Credo si possa descrivere la storia come una semplicissima storia d’amore fra due persone un po’ troppo orgogliose ma niente di straordinario. Un vero peccato ma, dato che si tratta di un romanzo di esordio, non possiamo che attendere i seguiti di questa serie!

Titolo: Highlander. Torna da Me
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore: Alessandra Petrelli)
Serie: Serie Highlander, vol.2
Edito da: Leggereditore (Collana: Narrativa)
Prezzo: 10.00€
Genere: Paranormal Romance, Adult
Pagine: 384 p.
Voto:

Trama: Nato in un clan di guerrieri dai poteri sovrannaturali, Gavrael McIlioch ha abbandonato il proprio nome e il castello che lo ha visto crescere, determinato a sfuggire al destino oscuro dei suoi antenati. Per proteggere i suoi cari dal clan rivale, vive sotto falsa identità e crede di aver rinnegato per sempre i sentimenti che lo legano alla splendida Jillian St Clair. Tuttavia, nonostante la lontananza, non ha mai smesso di vegliare su di lei, e quando il padre di Jillian gli chiede di accorrere in suo aiuto, lui si precipita al suo fianco, per riprendersi l’unica donna che abbia mai desiderato.

Perché è fuggito da lei? E perché le si riavvicina ora, proprio quando il padre ha organizzato una gara fra cavalieri che aspirano a prenderla in moglie? In preda alla rabbia, Jillian si è ripromessa di non cedere mai al matrimonio. Gavrael è l’uomo che ama, ma è anche colui che l’ha quasi costretta fra le braccia di un altro. Lui ha provato a fingere indifferenza, ma nulla riuscirà a tenerlo lontano dall’unico essere che possa placare il suo animo, nulla, nemmeno le oscure presenze che auspicano la morte di entrambi…

“ Narra la leggenda che, se il mortale è degno,
l’alito primordiale degli dèi soffierà nel suo
cuore, rendendolo invincibile.
Le donne mormorano che il Berserker sia
un amante insuperabile; secondo la leggenda esiste
una sola anima gemella per lui. Come il lupo, ama una
sola volta è per sempre.”

Recensione
di CriCra

“Torna da me” è il secondo romanzo della serie historical romance fantasy per adulti Highlander dell’autrice Karen M. Moning. In questo nuovo appuntamento di questa serie, la storia parla di due nuovi personaggi: Gavrael McIllioch il leggendario Berserker delle Highlands e la splendida Jillian St Clair. La storia man mano che prende vita, ci fa rivivere flashback di eventi passati, vissuti dai protagonisti, facendoci capire come si siano incontrati, con la conseguenza romantica di un innamoramento quasi istantaneo, ma come ogni storia d’amore che si rispetti, costretto ad affrontare grandi ostacoli, pene e pericoli.

Gavrael da piccolo vede assistere alla quasi totale distruzione del suo clan e si trova ad assistere ad una scena orrenda, che lo fa cadere in errore per più di quindici anni, dando la colpa a suo padre, della morte di sua madre. Lui invoca il potente Odino, per concedergli la forza di distruggere i suoi nemici, diventando così un leggendario Berserker, un essere dalla forza incredibile, capace di annientare chiunque si metta sulla sua strada. Dopo una sanguinosa battaglia, decide di abbandonare la sua terra e di andare in un luogo lontano, dove nessuno sa chi lui sia, per cercare di dimenticare e di ricominciare a costruire la sua vita. Proprio in uno di questi suoi viaggi incontra Jillian e tra loro scatta subito qualcosa, che li fa avvicinare. Con una nuova identità, Gavrael ora si fa chiamare Grimm Roderick  e vive accanto alla famiglia di Jillian, promettendo al padre di lei, che l’avrebbe sempre protetta; ovunque lui si fosse trovato, sarebbe tornato per mantenere la sua promessa.

Come per il primo libro di questa serie, devo dire che anche questo, non riscontra molto la mia opinione positiva. Il lato soprannaturale della storia è molto limitato, restringendosi soltanto sulla figura di Gavrael. Si, posso definirlo carino, in alcuni punti anche divertente, ma sinceramente anche qui, la storia è caduta in esempi di errori anacronistici di espressioni di dialogo.

Di sicuro nel 1500, le persone non si esprimevano con termini come “analisi scientifica”  o “ragionamento deduttivo”. E poi dai, si cade nella banalità, un semplice bacio, di sicuro non potrebbe mai in maniera letterale, far muovere la terra.

Lui che ama Lei, ma convinto di non poterla avere, fa di tutto per avvicinarla agli altri contendenti, crogiolandosi allo stesso tempo, nella più sfrenata gelosia, ma non facendosi mancare piccoli momenti di intimità e di continue ripicche e frecciatine come tra fidanzatini; è un po’ ridicolo a mio parere.

La caratterizzazione  dei personaggi c’è, capiamo che Gavrael è un uomo molto combattuto nel suo intimo, un uomo che ha paura di svelare i suoi veri sentimenti; paura di poter fare del male, in qualsiasi modo, alla donna che lui ama da tutta una vita; paura di non poter accettare anche un semplice sguardo di commiserazione o di angoscia negli occhi di Jillian, quando lei dovesse infine scoprire la verità su di lui; e Jillian  allo stesso tempo è una donna, oltre che bella e intelligente,  molto orgogliosa e caparbia, convinta nel suo intimo, del suo profondo amore per Gravael/Grimm e capace di affrontare ogni ostacolo, per farglielo capire.

Una semplice storia d’amore, ma da leggere  tranquillamente per una volta soltanto.


Titolo: Highlander. L’ultimo dei Templari
Autore: Karen Marie Moning (Traduttore:  Marilisa Pollastro)
Serie: Serie Highlander, vol.3
Edito da: Leggereditore (Collana: Narrativa)
Prezzo: 10.00€
Genere: Paranormal Romance, Adult
Pagine: 368 p.
Voto: 
   

Trama: Nel Quattordicesimo secolo l’Ordine dei Templari viene messo al bando; i suoi cavalieri, perseguitati in tutta Europa, vengono accolti in Scozia, in grande segretezza. Circenn Brodie è uno di loro, un guerriero immortale, custode delle reliquie sacre dell’Ordine e di una boccetta dal contenuto magico, appartenente al popolo delle fate. Il suo è un mondo retto da formule magiche e regole antichissime. Quando Lisa Stone viene catapultata dai giorni nostri in un castello medievale, tra le braccia dell’affascinante guerriero, la sua vita sembra crollare in un istante. Sarà un sogno o un terribile scherzo del destino? Nessuno dei due è pronto a questo incontro, ma nulla potranno contro la magia che sta per travolgerli. Il nuovo, eccitante capitolo di una delle serie più inconfondibili e seguite degli ultimi anni, quella degli Highlander, i guerrieri immortali.

Recensione
Cerridwen

Rudi guerrieri dallo sguardo di ghiaccio, svolazzanti kilt dai colori più disparati, il suono delle cornamuse che si propaga per le sale dei castelli e i dolci paesaggi della Scozia … ma anche tradimenti, guerra, duelli all’ultimo sangue, cavalieri senza macchia, damigelle in pericolo e, naturalmente, passioni travolgenti e amori da favola. Mettete tutto questo insieme, aggiungete uno stile narrativo vivace e un pizzico, quanto basta, di magia e otterrete Highlander. L’ultimo dei Templari, terzo appuntamento con la Highlander Series firmata Karen Marie Moning.

L’autrice della ben più famosa Fever Series ci presenta un’irresistibile miscela fra storia, romance e avventura, condita da una dose di humor e capace di tenere col fiato sospeso – e il naso fra le pagine – anche la lettrice più ostinatamente critica.

Dopo un primo volume non certo privo di difetti (Highlander. Amori nel tempo) e un secondo nel complesso abbastanza dimenticabile (Torna da me), con quest’ultimo romanzo la saga giunge finalmente ad un punto di svolta. Un indice sensibile dell’avvenuto cambiamento è costituito dalla stessa corposità della storia che si arricchisce non solo di eventi ma anche di pagine. Altri, tuttavia, sono gli elementi che contribuiscono realmente a rendere L’ultimo dei Templari un romanzo meritevole di lettura.
Innanzitutto, la trama: credibile e avvincente, nonostante manchi quel tocco di originalità che forse avrebbe potuto regalare al romanzo qualche punto in più. Sparite le imperfezioni e i tocchi di banalità che avevano caratterizzato il primo volume, la storia scorre fluida e trascinante, senza forzature o intervalli morti fra un evento e l’altro. Lo stesso espediente utilizzato per cambiare il piano temporale e giustificare la presenza della giovane protagonista nella Scozia del XIV secoli risulta plausibile e sicuramente meglio costruito rispetto al precedente.

Cameriera di giorno e donna delle pulizie di notte, Lisa Stone è una donna a cui la vita ha riservato una notevole dose di tragedie e sofferenze. Perso il padre in un incidente automobilistico e costretta a provvedere – oltre che a se stessa – anche alla madre affetta da un male incurabile, la giovane si districa ogni giorno fra due lavori, cercando di tenere in piedi quel che resta della sua esistenza.
Le prime pagine del romanzo, quelle in cui viene presenta Lisa e raccontata la sua storia, sono molto toccanti e piene di sentimento. In appena poche righe iniziali, infatti, viene subito fuori il ritratto di una donna forte, onesta, impavida. In altre parole, una vera “guerriera”, anche se sfornita di spada ed elmo.
Quasi per contrasto, invece, la figura dell’eroe maschile appare piuttosto stereotipata e dai contorni sfocati. Circenn Brodie, guerriero immortale e custode delle reliquie sacre dell’Ordine dei Templari, non è all’altezza della personalità e del carisma della giovane Lisa. Rude ma all’occorrenza gentile, spietato e allo stesso tempo valoroso, tormentato ed irresistibile, il suo personaggio rientra perfettamente all’interno di quelli che sono i canoni del romance più classico.
Dopo un inizio turbolento e spiazzante per entrambi, passando per il classico misunderstanding e per una serie di brillanti e deliziosi battibecchi fra l’irascibile guerriero e la testarda giovane donna, si dipana una storia d’amore romantica al limite dello stucchevole e che tuttavia non costituisce un elemento di disturbo, perché corretta nei punti giusti da una tensione erotica palpabile e quanto mai intrigante.
I personaggi di contorno, inoltre, contribuiscono ad alleggerire una vicenda altrimenti appesantita da un’atmosfera cupa e malinconica. Gli allegri amici e consiglieri di Circenn, Galan e Duncan, con il loro humor e la loro ironia, ne sono un esempio. Quanto all’affascinante Adam Black, l’elfo nero già incontrato nel primo volume della saga, non possiamo che attendere con trepidazione la sua storia e il libro a lui dedicato (The Immortal Highlander).

L’ambientazione del romanzo è decisamente evocativa e il riferimento ai Cavalieri Templari aggiunge un tocco in più ad un’atmosfera già di per sé abbastanza suggestiva. Non si può pretendere, naturalmente, da un romanzo del genere una perfetta ricostruzione storica, coerente e curata fin nei più piccoli dettagli. Un impegno modesto nel documentarsi e una certa onestà nel decidere di non procedere su terreni sconosciuti sono sufficienti a rendere anche il più semplice paranomal romance un romanzo piacevole. Del resto, il fine ultimo, non è l’apprendimento (ben accolto se presente) ma il divertimento.

 E, da questo punto di vista, L’ultimo dei Templari, raggiunge in pieno il suo scopo.

 

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3 risposte a “Serie Highlander di Karen Marie Moning [L’ultimo dei Templari]”

  1. Amyra Hastur ha detto:

    Uhm…non so quanto la traduzione conti in questo caso perchè non l'ho letto in italiano, ma ricordo distintamente di aver dato 5 stelle a "To Tame a Highland Warrior", e la media su Amazon.com è 4.5 stelle. Quindi a me l'originale era piaciuto ^^

    *Moning forever*

  2. Nasreen ha detto:

    io ho letto solo il primo e, prima o poi!!!!, prenderò anche il secondo. Prima mi smaltisco la roba in arretrato a dicembre ^^

  3. Nadia ha detto:

    quando traduranno in Italiano il Capitolo
    5. The Dark Highlander
    6. The Immortal Highlander
    7. Spell of the Highlander
    grazie, mi sono piaciuti molto i prmi 4 capitoli , adesso vorrei sentire cosa accade
    al gemello diventato Oscuro

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