Serie Mara Dyer di Michelle Hodkin [Io non sono Mara Dyer #2]

Trilogia di Mara Dyer

di Michelle Hodkin

Michelle Hodkin

Michelle Hodkin è nata in Florida nel 1982, ha frequentato il college a New York e si è laureata in legge. Ha viaggiato il mondo con la sua compagnia teatrale. Ora si dedica solo alla scrittura e ai i suoi tre animali domestici. Questo è il suo primo libro.

Mara Dyer Series:

1. Chi è Mara Dyer? (isbn:9788804616764)
2. Io non sono Mara Dyer (isbn:9788804627685)
3. 
The Retribution of Mara Dyer

Clicca sul titolo del volume interessato per arrivare alla recensione.

Titolo: Non sono Mara Dyer
Autore: Michelle Hodkin (Traduttore: E. Costantino)
Serie: Mara Dyer Series, vol.2
Edito da: Mondadori (Collana: Chrysalide)
Prezzo: 17.00€
Genere: Paranormal Thriller, Mystery, Young Adult, Paranormal Romance
Pagine: 461 pag.
Voto: 
   

TramaMara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato e nessuno le crede mentre giura di averlo visto con i propri occhi.
Quel ragazzo dovrebbe essere morto e Mara rischia di finire i suoi giorni nell’ospedale psichiatrico in cui è tenuta sotto osservazione. L’unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un’allucinazione. Così la sera è libera di vedere Noah, l’unico che ancora crede in lei, l’unico capace di sfidare i suoi demoni e risvegliare i suoi sensi.
Ma i fatti inquietanti si moltiplicano e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte per fotografarla nel sonno e riporta alla luce una bambola appartenuta alla nonna. Mara le dà fuoco, ma tra le sue ceneri trova un ciondolo identico a quello che Noah porta al collo…

Recensione
di Nasreen

Io non sono Mara Dyer è il tanto atteso seguito del romanzo paranormal thriller Chi è Mara Dyer?, che ci aveva colpito e conquistato il giugno scorso con la sua originalità ricca di mistero e suspense.

The Unbecoming of Mara Dyer, titolo originale del romanzo che sicuramente meglio delinea il fulcro di questo secondo capitolo delle avventure della giovane Mara, arriva nelle nostre case confermando, dopo pochissime pagine, le idee e le alte aspettative creatasi alla fine del primo libro.

Amalgamando con estrema destrezza thriller, mystery, paranormal e romance, la giovane scrittrice americana Michelle Hodkin riesce immediatamente ad avviluppare il lettore, trascinandolo nel vorticoso turbinio di eventi che sembrano aver sconvolto definitivamente la vita di Mara Dyer.

Mara era una normalissima giovane adolescente, fino a quando un evento traumatico e disastroso non la portata a scoprire il suo terribile e distruttivo potere. Dopo una straziante ricerca di risposte, affiancata dall’affasciante e misterioso Noah, scopre, infatti, di essere stata proprio lei l’artefice dell’incidente che aveva causato la morte della sua migliore amica e del fidanzato. Uccidere solo desiderandolo: un incredibile e terribile potere che sembra scorrere in Mara, sprigionandosi ogni volta che la ragazza si trova in situazioni di terrore e fortissimo stress emotivo.

Scoprire questa verità la colpisce al punto da spingerla a volersi punire, frustrata e atterrita da un nemico che non crede di poter sconfiggere: se stessa.

È possibile salvarsi quando il tuo nemico è dentro di te?

Da questo punto le avventure di Mara riprendono. Il suo tentativo di allontanarsi dalle persone che ama, per non far loro del male, sembra essere fallito, anche se parzialmente. Tutti, ormai, la credono sull’orlo della follia e il sostegno di una struttura di ricovero psichiatrica ormai inevitabile. In tutto questo, solamente Noah continua a sostenerla, complice e innamorato, con la consapevolezza della vera natura di Mara, che condivide in parte.

Uno rigenera ogni tipo di ferita e guarisce; l’altra uccide. Due anime che sembrano essersi trovate e continuano a combattere contro tutto e tutti pur di tirare fuori Mara dal vortice di terrore e follia che sembra avvilupparla sempre di più.

Jude è tornato. Il fidanzato che credeva di aver perso e ucciso nel crollo dell’edificio da lei causato l’anno precedente è lì, nella sua nuova cittadina, e sebbene morto per tutti, tranne che per Mara e Noah, ha come unica missione quella di tormentarla, avvicinandola ogni giorno di più alla follia.

Nessuno è infatti in grado di comprendere ciò che vede, i fenomeni ai quali assiste, e, soprattutto, nessuno sembra intenzionato a crederle quando, in preda al panico, urla: Jude è vivo!

Shock post-traumatico da forte stress: ecco la diagnosi per le sue visioni. Sonnambulismo, ricordi non suoi e terribili eventi ai quali assiste, dichiarati “visioni”. La possibilità di un ricovero coattivo si fa sempre più concreta e Noah e Mara non possono far altro che continuare le loro ricerche da soli, mentre la ragazza si impegna giorno dopo giorno a “rinascere”, almeno apparentemente.

È importante, infatti, che nessuno sospetti delle loro ricerche e dei loro poteri, che lei torni “normale” il più presto possibile e che il ricovero diurno dia, almeno formalmente, esisti positivi.

Tra visioni di un lontano passato che non le appartiene, inspiegabili legami fra Mara e Noah Show, minacce, truci regali e risposte che sembrano far sorgere solo nuove domande, continua l’avventura che ci porta a scoprire qualcosa di più su Mara Dyer.

Impossibile spingersi oltre con le rivelazioni. Inattuabile, perché Io non sono Mara Dyer è uno di quei romanzi che gioca con il “dico e non dico”, che avvolge il lettore in un leggero stato di ansia che scaturisce in rabbia o terrore a seconda degli eventi che si sviluppano pagina dopo pagina. Non c’è mai una risposta concreta, un passo in avanti che ti aiuti a comprendere qual è il confine fra verità, realtà, allucinazione e menzogna. Per tutto il romanzo sappiamo bene chi è il nemico di Mara, ma è altrettanto chiaro che non sia possibile ricondurre tutto unicamente a lui. È ovvio che, oltre a Jude, ci sia qualcosa di più grande, cattivo e pericoloso che sembra orchestrare tutto intorno ai protagonisti.

L’amore della famiglia di Mara, che sembra aver quasi adottato anche Noah, finisce per ritorcersi contro la ragazza, diventando una delle sue debolezze principali. Non può realmente combattere contro chi vuole farla impazzire o abbandonarla al suo lato oscuro, perché ha qualcosa da perdere: la sua famiglia.

Mara si conferma una protagonista assolutamente da amare e rispettare. È terrorizzata, vicina alla paranoia, braccata, minacciata, stanca, ma non arresa: quello mai. È coraggiosa, testarda, imprevedibile, arguta e, forse, un po’ cinica, ma sempre pronta a combattere contro tutto e tutti, per se stessa, per il suo amore e per la sua famiglia. Non si arrende, non si piange addosso, ma quando sente di non farcela sa dove potersi rifugiare, a chi chiedere aiuto, e non se lo nega.

Noah, da parte sua, è uno dei migliori co-protagonisti in circolazione. Affascinante, ammaliante, innamorato, forte ma anche spietato. Lui combatte per Mara, crede in Mara e non c’è giusto o sbagliato che sembra interessarlo: è solo Mara il su fulcro. Vuole salvarla da Jude, da se stessa, da chiunque stia cercando di portargliela via. Mara è sua ed è piuttosto chiaro che non si farà fermare da nulla, se non dalla morte.

Pensi di potermi fare del male, ma non è così.  E se anche fosse? Preferirei morire con il tuo sapore sulle labbra che vivere senza poterti toccare.  Sono innamorato di te, Mara. Io ti amo. Indipendentemente da quello che fai.

Un romanzo in grado di trattenere il lettore, di affascinarlo e coinvolgerlo nella fitta rete di eventi incomprensibili che tormentano i protagonisti. Impossibile sciogliere la tensione prima dell’ultima pagina e anche se, mano a mano, le varie tessere del puzzle vanno a ricomporre il quadro generale degli eventi, finiremo per accorgerci che esso è solo un’infinitesimale parte della storia creata da Michelle Hodkin.

Una storia da brivido, un thriller psicologico dalle tinte noir, apparentemente indirizzato ad un pubblico giovane, ma in grado di coinvolgere lettori di ogni età grazie alla scrittura seducente e accattivante della Hodkin.


Gli altri libri della trilogia:

Titolo: Chi è Mara Dyer?
Autore: Michelle Hodkin (Traduttore: E. Costantino)
Serie: Mara Dyer Series, vol.1
Edito da: Mondadori (Collana: Chrysalide)
Prezzo: 16.00€
Genere: Paranormal Thriller, Mystery, Young Adult, Paranormal Romance
Pagine: 280 p.
Voto: 
   

TramaEra solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale e le sue amiche sono morte. Cos’è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l’unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L’incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza, o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer? Un viaggio ipnotico tra i fantasmi dell’amore e della psiche per un esordio thriller paranormale che ha stregato i lettori americani.

Recensione
di Nasreen

Clicca per leggere

Chi è Mara Dyer (The Unbecoming of Mara Dyer) è l’apprezzatissimo romanzo di esordio dell’autrice americana Michelle Hodkin. Primo di un’ennesima saga paranormal thriller YA dai fortissimi cenni romance, di cui The Evolution of Mara Dyer, il secondo, arriverà nelle librerie ad ottobre; Chi è Mara Dyer è il classico romanzo che un amante del genere non può lasciarsi scappare per nessun motivo.

Il libro ci viene presentato come thriller-mystery dai forti cenni soprannaturali, ricco di suspense e ambiguità. È un romanzo molto particolare nel suo continuo “dire e non dire”, accennare, confondere e stordire il lettore con segnali solo apparentemente contraddittori. Questi, alla fine, risulteranno essere perfettamente logici, uno dopo l’altro, e andranno a confermare tesi e supposizioni che fino a quel momento avevano, forse, contraddetto.

Chi è Mara Dyer è un romanzo impalpabile, fatto di inquietanti riflessi negli specchi, traumi da affrontare, calore familiare, primi giorni di scuola, morte e sedute spiritiche. È fatto anche di amicizie, primi amori, dolore e assassini; è composto da molti elementi che vorrebbero trasformarlo ed innalzarlo al rango di romanzo “di genere”, ed invece non fanno altro che contribuire a renderlo unico, speciale. Non è un thriller, non è semplicemente un fantasy, non è un romanzo d’amore, non è un giallo,  ne un romanzo adolescenziale: è tutto questi generi e nessuno di questi.

Perfino la protagonista, Mara, reduce di un terribile trauma che è costato la morte della sua migliore amica e del suo fidanzato, è un personaggio interessante. È forte, logica, sferzante nelle sue battutine ma sensibile con il suo album di disegno, mentre tratteggia i lineamenti di una persona che odia con tutta se stessa. O forse no.

È una ragazza che cerca di affrontare un grandissimo trauma, ma, con tutta la sua determinazione, cerca di farlo nel migliore dei modi. Si preoccupa per se stessa, si analizza con freddezza e si rende conto di quando arriva il momento di chiedere aiuto, senza trasformarsi in un’eroina tragica dai retroscena infantili di chi è troppo arrogante per chiedere aiuto. Combatte contro l’accondiscendenza di una madre che non riesce davvero ad aiutare la figlia, ma preferisce chiuderla in una bolla di ignoranza; accetta l’aiuto del fratello e si preoccupa dell’influenza che i suoi comportamenti potrebbero avere sul fratellino minore. Tutto questo contribuisce a rendere Mara il personaggio speciale che è: non c’è nulla di artificioso, forzato o perfetto in lei, mentre cerca di arrancare fuori dal vortice di paura e insicurezza in cui è scivolata, tradita dalla sua stessa mente.

Le immagini della sua migliore amica e di Jude continuano a seguirla e le cose intorno a lei continuano a vorticare incerte e confuse, tra apparizioni, allucinazioni, incubi, morti improvvise e strane scariche di adrenalina che la colpiscono, lasciandola completamente atterrita di fronte alle conseguenze.

In tutto questo si inserirà piano il co-protagonista, Noah, il bello e dannato della situazione. Forse è merito dell’ironica e tagliente penna di Michelle Hodkin, ma Noah risulta immediatamente accattivante e affascinante oltre ogni limite. Ogni stereotipo possibile ed immaginabile è stato attribuito a questo personaggio, ma, nonostante ciò, il suo essere schifosamente ricco, bellissimo, menefreghista delle regole, voluto da tutte le ragazze, sarcastico, carismatico, accattivante, sfacciato, e chi più ne ha più ne metta, non intacca minimamente l’impatto che ha sulla protagonista, sulla storia e sui lettori. Non è sgradevole, non è irritante (okay, forse un po’), e non infastidisce la lettura.

Il suo rapporto con Mara è umano e privo del solito colpo di fulmine che trasforma, in genere, due perfetti sconosciuti – nonché opposti caratterialmente sul 99% degli aspetti – in due lati della stessa medaglia, sempre appiccicati e tutti cuoricini.

“Cosa sei, una moralista con il complesso di Edipo?”  Gli angoli della sua bocca si piegarono in un sorriso calmo e condiscendente.
Avrei voluto toglierglielo dalla faccia a suon di botte. “In realtà sei tu quello che cita Nabokov. E neanche in modo corretto, tra l’altro. Quindi, tu cosa sei?
Il suo mezzo sorriso si trasformò in un ampio ghigno. “Oh, io sono decisamente un moralista con il complesso di Edipo.”
“Così hai tu l’ultima parola, vero?”
“Non ancora.”
“Che bastardo”

Insieme percorreranno un lungo percorso che li unirà come persone e che li avvicinerà sempre di più al mistero che avvolge Mara e lo stesso Noah.

L’autrice, in questo suo romanzo d’esordio, trae ispirazione un pò qua e un pò là, ripescando elementi dalla cinematografia orientale, elementi new age e la cruenta fantasia di alcuni fra i più importanti autori thriller internazionali. Il tutto, però, non stride e non annoia, anzi: Michelle Hodkin è stata straordinariamente brava ad amalgamare tutti questi elementi,  per poi presentarci un romanzo accattivante, seducente, scorrevole e umoristico in alcuni punti, come feroce in altri.

La Hodkin si dimostra incredibilmente capace nell’assemblare intrighi e indizi che, però, nemmeno alla fine del libro ci mostrano il risultato finale: Chi è Mara Dyer? Se speravate in una risposta finirete per rimanere delusi. Non si sa, non ci viene detto.

Scopriremo qualcosa di più sui poteri di Mara, su quelli di Noah (perché ovviamente qualcosa saprà fare anche il bello e dannatissimo Noah), ma non sapremo “cosa” sono, tantomeno “chi”. Peccato.

Il risultato dell’enigma è rimandato, si spera, nel prossimo libro a ottobre, mentre noi dovremo accontentarci del terribile e terrificante cliffhanger finale che vedrà riapparire qualcuno di assolutamente inaspettato.

5 Comments

Condividi