Serie Stephanie Plum di Janet Evanovich [agg. 4°libro]

JJ.Evanovichanet Evanovich

Nata a South River, New Jersey, il 22 aprile 1943. Ha studiato arte e ha deciso di diventare scrittrice all’età di trent’anni. I primi libri, di genere romantico, li ha pubblicati con lo pseudonimo di Steppie Hall, iniziando a usare il vero nome solo con la serie di Stephanie Plum (personaggio ispiratole dal film Prima di mezzanotte).

Sito: http://www.evanovich.com/

 

Serie “Stephanie Plum”

Bastardo Numero Uno
Due di troppo
Tre e sei morto
The Last Peep (racconto incluso in Mary Higgins Clark presents The Plot Thickens)
Non dire quattro
Batti il cinque
Sei nei guai/Cacciatrice di taglie
Colpo al cuore
Hard Eight
Visions of Sugar Plums
To the Nines
Ten Big Ones
Eleven on Top
Twelve Sharp
Plum Lovin’
Lean Mean Thirteen
Plum Lucky
Fearless Fourteen
Plum Spooky
Finger Lickin’ Fifteen
Sizzling Sixteen
Smokin’ Seventeen

 

bastardonumerounoTitolo: Bastardo numero uno
Autore: Janet Evanovich
Serie: I Casi di Stephanie Plum, 1
Genere: Umoristico, Thriller
Edito da: Teadue
Prezzo: 8,60 euro
Voto:

 

Trama: Stephanie Plum è carina, solida, spiritosa, cresciuta nel pittoresco quartiere chiamato il Borgo di una città del New Jersey che, invece, di pittoresco non ha nulla. Quando malauguratamente si ritrova disoccupata, finisce col fare l’agente di recupero per conto del cugino che le affida il caso di Joe Morelli, dongiovanni fascinoso e canagliesco nonché poliziotto in fuga accusato di omicidio. Munita di pistola, spray antiaggressione, incoscienza e sfacciataggine, Stephanie si improvvisa una sorta di cacciatrice di taglie.

Recensione:
di Hydra

Stephanie va ormai per i trenta e la sua vita è ancora un caos totale: una casa che pare quella di uno studente, abitudini alimentari disastrose, familiari ingombranti e adesso anche il licenziamento. La ditta di biancheria intima per la quale lavora è stata acquisita da un’altra azienda e lei è tra il personale in esubero. Ci sono le bollette e lo shopping da pagare, così Stephanie per disperazione si rivolge al cugino nonché maniaco sessuale, Vinnie, che nella vita si occupa di prestare soldi per le cauzioni. Stephanie, però, di fare l’archivista non ne vuole sapere e riesce a convincere il cugino a farle fare l’agente di recupero, ovvero colui che provvede a consegnare al tribunale i clienti di Vinnie che non si presentano all’udienza rischiando di fargli perdere i soldi della cauzione. In realtà, si tratterebbe di un mestiere poco adatto a una donna, soprattutto ad una assolutamente impreparata come Stephanie che pensa di cavarsela con uno spray al peperoncino, tanta buona volontà e la scelta dei casi più facili. Ovviamente finirà col scegliere il cliente sbagliato e ritrovarsi in mezzo a omicidi, attentati alla sua persona, e disastri vari.

Bastardo numero uno è il primo romanzo con protagonista Stephanie e, rispetto ai capitoli successivi, si sente che l’autrice è ancora un po’ in rodaggio col nuovo progetto (prima la signora Evanovich si dedicava a romanzi rosa, ben dodici), anche se vien fuori comunque una storia divertente con dei personaggi davvero simpatici che, però, non daranno il meglio di sé. Nonna Mazur, ad esempio, s’intuisce subito che sarà una potenziale fucina di situazioni comiche, ma alla fin fine compare ben poco e senza combinare grossi danni (godetevela, invece, in tutta la sua potenza in Due di troppo).

Chi cercasse un poliziesco ironico, probabilmente, rimarrebbe deluso; a parte forse nel secondo episodio, l’intrigo non è mai poi molto complesso. Il bello sta tutto nel seguire le assurde tecniche d’indagine di Stephanie e i guai in cui si caccia. In Bastardo numero uno il suo obiettivo è Joe Morelli, sciupa femmine che rischiò di morire investito tra le ruote della Buick di casa Plum (alla guida c’era la nostra eroina e il gesto era intenzionale), ancora adesso un bel manzo nonché poliziotto che si è dato alla macchia. Per la gioia del pubblico femminile il duello con Stephanie verterà anche su questioni romantiche (oddio, sempre con taaante frecciate e battute di mezzo, niente melensaggini), che alla Evanovich il genere rosa piace si nota eccome.

Anche se non è il miglior episodio della saga, se si vuole affrontare quest’ultima, la lettura è obbligatoria: sarebbero romanzi autoconclusivi e ogni volta l’autrice si perita di aggiungere le nozioni base per presentare i vari comprimari, ma a leggere tutto in ordine c’è più gusto. In ogni caso, ritengo che si tratti di una storia molto piacevole e veloce, su cui è sufficiente non farsi troppe aspettative. Molti commenti in rete sono un tantinello troppo entusiastici e uno rischia di immaginarsi chissà quale capolavoro d’ironia.

Il motivo principale per cui consiglio questa saga, oltre ovviamente alla piacevolezza della lettura, è che si tratta di una di quelle storie che si portano dietro non solo storia e personaggi, ma anche la descrizione di tutta una cultura che un italiano non avrebbe modo di conoscere, a meno di soggiornare per un po’ nel New Jersey. Stephanie viene da Trenton, città poco allettante per un turista, dotata di un’intera zona a dominio d’italoamericani: il Borgo, dove Stephanie si muove, che sembra un mondo a parte (e che di sfumature della Penisola ne ha conservata ben più di una). S’impara qualcosa anche di prettamente americano, come il cibo allucinante o la facilità con cui ci si ritrova una pistola per casa o si cambia automobile. Lo stesso lavoro di agente di recupero, una sorta di cacciatore di taglie in salsa moderna, non ha un corrispettivo italiano ed è buffo sbirciare un po’ nel settore.

Non saprei dire quanto tutto questo possa piacere ad un pubblico maschile: il libro è sicuramente divertente e, a suo modo, didattico ma si nota parecchio che l’autrice è una donna (le descrizioni puntuali degli orrendi capi che si mette addosso Stephanie non mancano mai, per dirne una), quindi se non si apprezza un punto di vista femminile così invadente forse è il caso di evitare.
Per tutti gli altri, invece, non vedo alcuna controindicazione.

Titolo: Due di troppo
Autore: Janet Evanovich
Serie: I casi di Stephanie Plum, 2
Edito da: TEA
Prezzo: 8,60 €
Genere: Giallo/Umoristico
Pagine: 352 p.
Voto:

Trama: Irresistibile, magnetica, divertente, Stephanie torna con la sua seconda avventura, in cui è alle prese con Kenny Mancuso, un ragazzo come tanti che probabilmente ha appena ammazzato il suo migliore amico. Ancora una volta finirà per scontrarsi con Joe Morelli, poliziotto dal discutibile passato e dalla libido costantemente su di giri, con la cattiva abitudine di immischiarsi negli affari di Stephanie. Anche se in questo caso viene il dubbio che sia lei a finirgli tra i piedi, rendendogli il lavoro difficile e dando alla sua vita quel brivido in più, che certo non gli mancava. Non è professionale, ma è molto convinta, non è bella però è sexy, più che coraggiosa è assolutamente incosciente, e ha un fiuto infallibile per i guai: Stephanie Plum è un’antieroina a cui ci si affeziona a suon di risate e per cui si tifa dalla prima all’ultima pagina.

Recensione:
by Hydra

Dopo Bastardo numero uno immagino che tutti quanti non aspettassimo altro che veder Stephanie all’opera come si deve, e non solo in un paio di gag. In questo Due di troppo ha pagine e pagine a disposizione sia per seminare disastri e dialoghi assurdi, ed è anche grazie a questo personaggio che il romanzo risulta decisamente migliore del capitolo precedente. Non che quell’altro fosse brutto, ma si sentiva che la saga non era ancora ben decollata.

Quella di affidare la riuscita del romanzo all’inserimento di un nuovo comprimario azzeccato è una tattica che l’autrice utilizzerà puntualmente anche nei romanzi successivi, e per quanto non sempre il risultato sia sugli stessi livelli, si può dire che funzioni. O almeno finora, la saga è molto lunga, qua in Italia ancora se ne può leggere una minima parte. Oltre a più riuscite situazioni comiche c’è una trama più articolata (inizia tutto con un tipo che impallina il ginocchio del suo migliore amico in seguito rinvenuto cadavere e qualcuno che deruba il becchino locale di un carico di bare) e interessante a migliorare ulteriormente il quadro, per quanto non si tratti comunque di niente di complicato o spettacolare.

Come detto altrove, non è la componente thriller a far da padrona in questa saga. Lo stile è assolutamente invariato rispetto al primo episodio: azione veloce, tanti dialoghi frizzanti, personaggi pittoreschi e un punto di vista molto femminile. Anche qui ci si potrà deliziare con le descrizioni puntuali del look dei protagonisti e con le liste di cibi allucinanti che ingurgitano.

Come il primo e gli altri a venire Due di troppo è un romanzo autoconclusivo e può essere letto senza alcuna difficoltà senza conoscere il primo episodio, ma consiglio di fare una cosa simile se e solo se ci si ritrova davvero costretti: il mistero a cui gira intorno Stephanie e il romanzo sarà pure totalmente slegato da quello di Bastardo numero uno, ma la schermaglia tra Sthefanie e Morelli no, e quella c’è molto più gusto a seguirla in ordine cronologico. Magari si potrebbe ancora iniziare a leggere da Due di troppo senza perdere poi così tanto, ma partire dai romanzi successivi proprio no.

Titolo: Tre e sei morto
Autore: Janet Evanovich
Serie: I casi di Stephanie Plum, 3
Edito da: TEA
Prezzo: 8,60 €
Genere: Giallo/Umoristico
Pagine: 352 p.
Voto:

Trama: Dov’è finito il vecchio Mo Bedemier, accusato di porto abusivo di arma da fuoco e libero su cauzione? Compito ingrato per la cacciatrice di taglie Stephanie Plum, visto che il latitante in questione non è un pericoloso spacciatore, ma un gelataio innocuo e benvoluto da tutti nel Borgo, tranquillo quartiere residenziale di Trenton, New Jersey. Tanto innocuo Mo non dev’essere, in fondo, perché le indagini portano a scoprire scenari insospettabili e pericolosi, in cui Stephanie si ritrova suo malgrado invischiata. Non proprio impeccabile nel suo lavoro, Stephanie ha però dalla sua un’estrema determinazione, che la porta a inseguire un ricercato in qualunque circostanza, anche a costo di abbandonare la poltrona del parrucchiere nel bel mezzo di una tinta. A bordo di una mastodontica Buick blu del ’53, Stephanie riesce a destreggiarsi fra inseguimenti, sparatorie e appostamenti. Al suo fianco l’esagitata Lula, ex prostituta dai modi piuttosto spicci, e il tenebroso Ranger. E poi c’è l’agente di polizia Joe Morelli, che nella nostra eroina vede ben più di una semplice cacciatrice di taglie…

Recensione:
di Hydra

Stavolta Stephanie si ritrova tra i piedi non solo l’ennesimo caso che pare facile ma si rivela un autentico ginepraio, ma l’intero popolo del borgo s’impegna a metterle i bastoni fra le ruote: il suo pacco da recuperare è il vecchio e innocuo (apparentemente, forse) gelataio del quartiere, amato e stimato da tutti gli abitanti, che non vedono di buon occhio i tentativi di assicurarlo alla giustizia da parte della nostra eroina.

Che poi il povero gelataio non sembra aver commesso nulla di grave, peccato che diventi un po’ troppo difficile da trovare e nel frattempo il borgo si popoli di gente manesca e poco raccomandabile…

La new entry di quest’episodio è l’ex prostituta Lula, conosciuta in Bastardo numero uno e assunta come archivista dal cugino Vinnie (che sarebbe anche il datore di lavoro di Stephanie) in Due di troppo. Per non sapere che fare imporrà a Stephanie il proprio aiuto nella ricerca del caro vecchino, portando tutta la sua irruenza nonché una visione del mestiere di agente di recupero un tantino cinematografica.

Il personaggio è divertente, ma non batte nonna Mazur, e Tre e sei morto l’ho trovato quindi un po’ meno divertente del capitolo precedente. Sempre molto godibile, beninteso. Anche il mistero torna a essere meno curato, e alla fine si tratta semplicemente di Stephanie che cerca di acciuffare il nonnino mentre altra gente cerca di riempire di botte/far fuori lei, senza che la poveretta capisca poi se non proprio nel finale cosa stia davvero succedendo.

Come indagine non sarà un granché, ma chi se ne frega. Il romanzo mi sono messa a leggerlo per farmi qualche risata e quelle ci sono, quindi tanto basta. Immancabili le scaramucce con Morelli, e la travagliata liason tra i due si fa ancora più interessante e fa ben prevedere per le prossime puntate, e arrivati a questo punto la lettura della storia completa è imprescindibile, vi rovinereste un buon 40% della suspunce.

Per il resto i metodi dell’impavida protagonista rimangono gli stessi, ovvero pressapochismo, incoscienza, faccia di bronzo, colpi di fortuna alternati a disastri e disgrazie varie.

Da segnalare anche le immancabili scenette familiari che sanno molto di Bel Paese, e godetevi la scena in cui Stephanie e relativo padre guardano la partita in tv. Non per la scena in sé, ma per la descrizione di quello che si mangiano durante la visione.

Titolo: Non dire quattro
Autore: Janet Evanovich
Serie: I casi di Stephanie Plum, 4
Edito da: TEA
Prezzo: 8,60 €
Genere: Giallo/Umoristico
Pagine: 320 p.
Voto:

Trama: Maxine Nowocki è sparita improvvisamente dopo essere stata liberata dal carcere dove era finita con l’accusa di aver rubatola macchina del fidanzato. Lui intanto comincia a ricevere inquietanti messaggi minatori. È il momento per Stephanie Plum di entrare in scena per dipanare la matassa con l’aiuto dei suoi strampalati ma geniali amici.

Recensione:
di Hydra

Una ragazza litiga col fidanzato e gli porta via l’auto, lui la denuncia e lei si fa prestare dal solito Vinnie i soldi della cauzione, per poi puntualmente sparire. Tocca a Stephanie andarla a recuperare, ma la tipa si rivela non esattamente una povera fidanzatina indifesa, e probabilmente è anche immischiata in qualcosa di un tantinello pericoloso.

E a quanto pare ha anche una mente contorta o uno strano senso dell’umorismo, visto che inizia a mandare messaggi in codice all’ex fidanzato per fargli fare una caccia al tesoro. Che ovviamente sarà Stephanie a fare, altrettanto ovviamente per denaro. Ad aiutarla una drag queen appassionata di enigmistica nonché cantante in un gruppo musicale alla moda.

A leggerla la trama sembrerebbe tanto interessante, eppure questo è l’episodio che finora meno m’è piaciuto. Un po’ per tutto quanto: il comprimario di turno è divertente quanto si vuole ma non raggiunge nemmeno i livelli di Lula, la caccia al tesoro non è che sia orchestrata poi tanto bene, e in generale non mi è parso un romanzo dei più riusciti.

Se non ci fosse stata la componente Stephanie vs Morelli a sollevare la baracca (componente molto interessante e corposa, lo ammetto), forse gli avrei dato pure tre stelline. Che oltretutto la formula, in Non dire quattro, comincia a sapere un po’ di ripetitivo, con Stephanie che si avvale di un nuovo comprimario, qualcuno che non sa chi sia cerca di ucciderla e qualcun altro la intralcia, più gli intermezzi familiari e amorosi di mezzo…

Una cosa che non mi è piaciuta per nulla è proprio come l’autrice ha impostato la caccia al tesoro: ci sono dei biglietti con degli enigmi che puntualmente il travestito risolve, ma perché non mostrarceli anche a noi poveri lettori questi messaggi? Capisco che la Evanovich non fosse un’esperta di codici cifrati e non potesse scriverseli da sé, ma chiedere una consulenza a qualcuno? Non puoi basare un romanzo su dei messaggi cifrati e poi semplicemente far arrivare un personaggio che dice d’averli risolti e dà la soluzione! Facceli vedè!

Non dico di fare come Conan Doyle che si mise addirittura a disegnare i pupazzi ballerini dell’omonimo racconto, ma almeno due righe di numeri a casaccio, per dare l’illusione ai lettori di aver visto l’enigma… L’ho trovata un’incuria che si poteva evitare, insomma. Anche perché visto che l’autrice al momento della scrittura del libro non era certo un’esordiente sconosciuta e senza mezzi e conoscenze, non credo che racimolare questi enigmi fosse un’impresa così titanica.

A parte questo il romanzo è comunque divertente e piacevole, e se vi siete appassionati alla saga continuate pure con la lettura, non sarà il più bello ma è carino anche questo. Peccato per quegli indovinelli, davvero.

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  1. […] Ranger – dalla serie Stephanie Plum di Janet Evanovich (genere: romance, umoristico, thriller) – “L’uomo del mistero vestito di […]

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