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Joyce-Carol Oates

Capitan Salgari

È considerata una delle figure più rilevanti della narrativa americana contemporanea.
Nella sua opera narrativa ha esplorato le residue potenzialità del realismo sociale da un lato, e del genere «neogotico» dall’altro. Dal Giardino delle delizie (A garden of earthly delights, 1966), mappa di un eden sfigurato dalla violenza, a Quelli (Loro, 1969), che proietta vite ed esperienze femminili sul fondale apocalittico della Detroit dei conflitti razziali, a Bellefleur (1980), saga di una famiglia potente e maledetta, la Oates ha delineato i temi di una produzione vasta ed eclettica, che sperimenta generi e stili.
Tra le sue opere, i romanzi Marya (Marya: a life, 1986), Acqua nera (Black water, 1992), Zombie (1995), Una famiglia americana (We were the Mulwaneys, 1996), racconti (Storie americane, Where are you going, where have you been? Selected stories, 1993) e saggi (Sulla boxe, On boxing, 1987). Con lo pseudonimo di Rosamond Smith si è dedicata alla suspense: Nemesi (Nemesis, 1990), Occhi di serpente (Snake eyes, 1992).
Nei romanzi più recenti ha soprattutto indagato l’evoluzione delle dinamiche familiari che portano a inattese esplosioni di violenza (La ballata di John Reddy Heart, Broke heart blues, 1999; Blonde, 2000, su Marilyn Monroe; Un giorno ti porterò laggiù, I’ll take you there, 2002; La madre che mi manca, Missing mom, 2005; La figlia dello straniero, The gravedigger’s daughter, 2007).
Per gli adolescenti ha scritto Bruttona & la lingua lunga (Big mouth and ugly girl, 2002) e Occhi di tempesta (Freaky green eyes, 2003), spietati e taglienti.
In Italia i suoi libri sono pubblicati da Bompiani, Mondadori, il Saggiatore. I suoi ultimi libri pubblicati in Italia sono: Sorella, mio unico amore (Mondadori 2009), Una brava ragazza (Bompiani 2010), Uccellino del paradiso (Mondadori 2011), Doppio nodo (Bompiani 2011), La ragazza tatuata (Mondadori 2012), Storia di una vedova (Bompiani 2012).

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Il Corsaro NeroTitolo: Sexy
Autore: Joyce-Carola Oates
Serie: //
Edito da: Mondadori (Collana: //)
Prezzo: 13,00 €
Genere:  Romance, LGBT, Young Adult
Pagine: 186 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/3Bstelle.png

  

Fu un giovedì di novembre, dopo l’allenamento di nuoto. La storia con il professor Tracy. La storia a cui Darren sarà costretto a ripensare mille volte e che gli cambierà la vita, facendogli scoprire la cattiveria, l’indifferenza e la vigliaccheria di chi lo circonda. Darren è bello, sportivo, timido. Terribilmente sexy per le ragazze, ma anche per chi assiste ogni giorno ai suoi allenamenti e fotografa il suo corpo mentre emerge dalla piscina, teso, perfetto, indifeso. Ma Darren non sa, non vuole sapere. Non sa nemmeno se è giusto accettare un passaggio dal suo professore, sempre così gentile con lui. Ma quando Darren verrà trascinato nel fango, dovrà affrontare molti lati oscuri, e scegliere da che parte stare.

Recensione
di Livin Derevel

Joyce Carol Oates viene considerata una delle più grandi autrici del nostro tempo. Non avendo null’altro di suo, io voglio sperare che questo sia stato solo uno scivolone.

L’unico aggettivo con cui sento esprimere appieno quello che provo verso questo romanzo è: vergognoso.
La narrazione dipinge Darren come un ragazzino chiuso in se stesso, un gran nuotatore con bel fisico, quello che però non afferma mai in modo chiaro e conciso è che è un omofobo in tutto e per tutto.

La sua mente è un unico pregiudizio contro il professore con la sciarpa e gli atteggiamenti un poco femminili; lo rifugge, non vuole nemmeno guardarlo in faccia né rimanere solo in aula con lui, perché? Perché così dicono che bisogna fare, perché gira voce che sia gay, che sia un pervertito.

E dopo che il suddetto pervertito gli ha offerto un passaggio in auto, Darren non fa altro che essere preda del continuo terrore che gli altri lo cataloghino come omosessuale, è la sua onta, diventa il suo chiodo fisso, non se lo leva dalla testa, tutti sparlano di lui perché l’hanno visto sulla sua auto, e ovviamente Darren – povera stella eterosessuale! – si sente ferito nel profondo per essere additato come uno di quegli schifosi.

Arriva il giorno in cui alcuni ragazzi – dei veri e propri ignoranti, aggiungo io – iniziano a diffondere false voci che il professore li abbia molestati, così l’unica cosa che rimane da fare all’uomo è chiedere aiuto a Darren, pregarlo di dire la verità, che in realtà non si è mai permesso di mettere le mani addosso a nessuno studente. E Darren? Darren cancella tutte le mail senza muovere un dito, giustificandosi con Non sono affari miei.

Poi il professore muore, in un incidente stradale.
Improvvisamente Darren si sente liberato. In un primo momento si fanno strada in lui alcuni sensi di colpa, ma che svaniscono alla velocità della luce quando si ritrova ad andare a letto con una ragazzetta, stupida e oca come solo una cheerleader stereotipata riesce ad essere. E vissero tutti e felici e contenti, tranne quell’invertito.

La cosa che più mi disgusta non è tanto la trama – un protagonista palesemente patetico e privo di forza interiore – quanto il messaggio stesso che viene trasmesso. In realtà è Darren che deve subire maldicenze e cattiverie perché visto in compagnia di un omosessuale, è lui che si sente in soggezione, che si sente frustrato, è la sua la vita difficile, non certo quella dell’insegnante, è lui che deve lottare contro il mondo che è brutto e cattivo, in realtà è Darren la vittima di tutto.

Vergognoso. Assolutamente vergognoso.

Un idiota che non ha il coraggio di aprire la bocca e dire la verità, un moccioso infantile che trasuda voglia di essere accettato da quel branco di primati del suo liceo, che si ostina a sentirsi sudicio fin quando il professore non muore a bordo della sua auto, cosa della quale infatti non gli dispiace. La storia rispecchia soltanto una linea fatta di omofobia e omertà, della paura di essere diverso dalla massa. Darren è un personaggio detestabile che – a parer mio – meriterebbe di essere preso a sberle per giorni consecutivi senza pausa, quale debole ignorante privo di individualismo.

All’inizio del romanzo appare una dedica dell’autrice che cita A tutti i Darren.
Vorrei dire A tutti i Darren che sarebbe bello se la smettessero di essere dei vigliacchi.

Livin è veramente una stronza. Ha la lingua biforcuta e il dente avvelenato, è arrogante e invadente, ha una critica per ogni cosa possibile e immaginabile e si diverte a far incazzare gli altri. Detesta chi le chiede dei soldi, gli imbecilli e le Mary Sue - sia immaginarie che in carne e ossa. Scrive di slash, di gente strana e sogna di diventare l'Oscar Wilde del ventunesimo secolo.