Sherlock. Il Telefilm

Sherlock

Le avventure di Sherlock Holmes come non le avete mai viste: il grande investigatore e il suo degno collaboratore nati dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, si destreggiano tra un caso e l’altro nella Londra del nuovo millennio.

Scheda Info

Titolo: Sherlock
Titolo Originale: Sherlock
Ideatore: Mark Gatiss, Steven Moffat
Genere
:† Giallo, Drammatico
Stagioni: 2 + 3 in fase di registrazione
Puntate per stagione: 3
Durata singola puntata
: 90 minuti
Telefilm: In Corso
Paese
: Regno Unito
Rete inglese:
BBC One
Rete Italiana
: Joi, Italia 1.
Lingua Originale:† Inglese

Interpreti: Benedict Cumberbatch, Martin Freeman.

In Italia dal: 18 febbraio 2011 – Finito il: ####

Voto:

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=1HL3ivu6jsI

Trama: John Watson è un medico militare tornato dalla guerra in Afghanistan alla ricerca di un posto dove stabilirsi. Quando un suo vecchio compagno di università gli suggerisce l’idea di un coinquilino, John fa la conoscenza dell’eccentrico Sherlock Holmes, consulting detective. Da quel momento la sua vita cambia per sempre. Seguendo e modernizzando l’opera originale senza tradirne lo spirito, Sherlock Holmes e John Watson si ritrovano ad affrontare casi insolvibili, senza sapere se chi sta loro accanto è amico o nemico…

Recensione
di MorganLeFay

Sherlock Homes nel 2012. Lo ammetto, ero fin troppo scettica e l’idea non mi entusiasmava affatto. Tirare fuori personaggi letterari dal loro ambiente è sempre un rischio. Rischio che però Mark Gatiss e Steven Moffat hanno corso e trasformato in meritatissimo successo. Il loro Sherlock è spettacolare. Completamente diverso da tutte le altre trasposizioni, questo moderno Mr. Holmes non può che essere amato da chiunque abbia amato i libri del Baronetto Doyle.

Come il suo alter ego cartaceo, Sherlock vive al 221B di Baker Street, nell’appartamento affittato dall’affettuosa ma severa Mrs Hudson, la donna in grado di conquistarsi l’amore del pubblico con una sola battuta: I’m your landlady, dear, not your housekeeper (Sono la padrona di casa, non la sua governante). Anche nel 2012 Sherlock, interpretato da un magistrale Benedict Cumberbatch, fa ciò che gli riesce meglio, risolvendo casi impossibili e mettendo in imbarazzo Scotland Yard e il Detective Ispettore Lestrade. Questo Holmes del terzo millennio è un sociopatico, pronto a scaricare la cartuccia di una pistola contro il muro per la noia, o tenere una testa mozzata nel frigorifero per i suoi esperimenti. A differenza del suo alter ego cartaceo, non aspetta che sia il caso, nelle vesti dell’Ispettore, a venire da lui; ci si infiltra senza uscire da casa. Particolare è una delle prime scene del primo episodio: la conferenza stampa di Lestrade è continuamente interrotta dall’arrivo di messaggi sui cellulari dei giornalisti: è Holmes, pronto a contraddire ogni parola del poliziotto.

Altro pregio di questa serie è il richiamo al canone originale; i titoli degli episodi strizzano l’occhio ai romanzi pur prendendo una strada diversa: ad esempio A Study in Pink, ispirato a Uno Studio in Rosso, percorre la via scartata nel romanzo, o The Rainchenbach Falls, dove le cascate nelle quali lo Sherlock cartaceo si getta con l’acerrimo nemico Moriarty, diventano un prezioso quadro recuperato dal nostro eroe, che si guadagnerà l’appellativo di Eroe del Rainchenbach.

E che dire della preziosa spalla del nostro investigatore, il nostro narratore, John Watson? Martin Freeman dà vita ad un dottore che si emancipa, finalmente, dal ruolo di eterno secondo, divenendo per l’investigatore un compagno alla pari. La complicità dei due personaggi è evidente sin dal primo incontro. Watson non ha remore a rimbrottare il sociopatico coinquilino, a denigrare il suo sito web (The science of Deduction, vi ricorda qualcosa?) o a mandarlo bellamente al diavolo quando ritiene che se lo meriti.

E se da una parte c’è l’amico e collaboratore, dall’altra parte fa il suo ingresso nella serie l’arcinemico, Moriarty (Andrew Scott) che riesce a tenere testa a Sherlock, contrapponendosi al nostro eroe come un cattivo pieno di lucida follia, dalla voce instabile e le movenze irritanti. Moriarty è geniale nel suo squilibrio, il perfetto contraltare alla fredda logica e al genio sarcastico di Holmes.

Una menzione particolare la merita lo stesso Mark Gatiss, ritagliatosi per sé il ruolo del maggiore degli Holmes, Mycroft. Parte dei servizi segreti di Sua Maestà (che Mr. Bond mi perdoni), Mycroft non è presente fisicamente nella vita del fratello, tanto da far credere a Watson, a causa della segretezza di cui si circonda, di essere un nemico dello stesso Sherlock. Altra interpretazione splendida, questo fratello maggiore non smette mai, da lontano, di tenere d’occhio il più giovane; sempre pronto ad intervenire, lo nasconde sotto l’aria annoiata, vagamente superiore e soddisfatta assunta ogni qualvolta si ritrovi a rimproverare l’investigatore che si è cacciato in un guaio più grande di lui. Il suo è un atteggiamento di superiorità, certo, ma non cieco; è in grado di apprezzare le doti di Sherlock e, se necessario, di utilizzarle per quel “bene comune” che il minore dei fratelli Holmes non riesce, perlomeno inizialmente, a contemplare.

Una produzione praticamente perfetta, ottimi scenari e interpreti ideali: Sherlock è un vero e proprio gioiellino per la BBC. Un solo consiglio, per chi si accinge alla visione: lingua originale e sottotitoli. La comprensione può essere difficile all’inizio, stiamo parlando di puro inglese britannico, e forse la velocità con la quale si esprimono gli interpreti (Sherlock nella prima serie, l’intero cast nella seconda) può scoraggiare la visione, ma è l’unico modo per apprezzare veramente questa serie, che fa delle capacità attoriali e della sceneggiatura il suo punto di forza .

 

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