Siate come Kirk!

Siate come Kirk

dietrolapenna

State scrivendo l’ultima scena del vostro romanzo, quella in cui la protagonista affronta il suo nemico per l’ultima volta. Avete l’impressione che le vostre mani siano possedute, mentre battono sulla tastiera e narrano di come la spada di Lei squarcia la corazza del malvagio e gli spacca il cuore. È un momento catartico, fortissimo, il culmine emotivo del vostro romanzo. Una settimana dopo la pubblicazione, qualcuno mostrerà al mondo come sia un’immensa idiozia.

Prima di procedere, un avviso ai naviganti: dire “qualcuno” e dire “metà dell’universo”, nell’era telematica, è grossomodo la stessa cosa. Pensare che l’opinione di una sola persona non conti nulla è stupido, soprattutto quando può diffondersi a macchia d’olio e trovare grande supporto. Ma, in ogni caso, non è di questo che dovreste preoccuparvi: se siete lo scrittore dell’esempio, beh, avevate un patto con i lettori e lo avete infranto, lasciando che la vostra supponenza si sostituisse a una ricerca seria e approfondita.

Nel suo libro L’ultima lezione, scritto mentre il cancro lo stava uccidendo, Randi Pausch racconta di quando conobbe William Shatner, l’attore che interpretò il capitano Kirk in Star Trek. Pausch descrive Shatner come “a man who knew what he didn’t know, was perfectly willing to admit it, and didn’t want to leave until he understood”. Questa descrizione, quella di un uomo che Pausch definisce “eroico” (lui che stava lottando contro una malattia mortale!), rappresenta lo scrittore perfetto: una persona che si approccia alla materia di cui scrive conoscendone poco o nulla, ma è determinata a documentarsi fino a quando non sarà in grado di scriverne in modo serio e informato. Questo non significa che uno scrittore di fantasy debba diventare un esperto di rango accademico in storia medievale, metallurgia e scherma storica; significa, tuttavia, che deve sapere cosa succede quando una spada colpisce una lastra di metallo angolata spessa due millimetri. Documentarsi è un atto di rispetto nei confronti del lettore, che vi paga con soldi veri e ha tutto il diritto di esigere un lavoro vero in cambio. È anche un atto di rispetto nei confronti della vostra opera: si può prendere un anello di ferro, coprirlo di vernice dorata e incastonarci un pezzo di vetro, ma il risultato non sarà mai bello quanto un vero anello con solitario. E voi volete la cosa vera.

Detto questo, il mio consiglio per quando dovete fare una ricerca di questo tipo è: non andate troppo a fondo. Se volete narrare un duello, è importante che impariate come si usano le spade, ma non è necessario conoscere l’esatta composizione dell’acciaio delle lame del IX secolo dopo Cristo, né derivarne la probabilità percentuale che una si spezzi colpendo una pietra. Gli scrittori hanno ancora il diritto a prendersi delle licenze drammatiche, per cui la spada si romperà o meno a seconda di quale evento sarebbe drammaticamente migliore. D’altro canto, lasciatevi incuriosire: se, cercando informazioni su un argomento, vi capita di imbattervi in articoli o testi correlati che trattano argomenti di nicchia, provate a darci un’occhiata. Qualche tempo fa, mentre mi stavo documentando riguardo le armi da fuoco, ho trovato una guida (ovviamente pubblicata negli Stati Uniti) sul portare armi nascoste; l’ho letta per curiosità e ci ho trovato un sacco di spunti, nonché le soluzioni a un paio di problemi che avevo incontrato quando avevo tentato di scrivere un romanzo il cui protagonista aveva necessità di girare armato (e io non avevo la minima idea di come avrebbe potuto nascondere una pistola). Se avessi ignorato la mia curiosità e mi fossi limitato a leggere libri che parlano di armi in senso stretto, avrei perso un’ottima occasione e quel romanzo non sarebbe mai stato scritto; a dire il vero non lo è ancora stato, ma ho superato uno degli scogli più importanti.

La documentazione è un processo divisibile in tre fasi, a ciascuna delle quali corrisponde una diversa consapevolezza: sapere di non sapere, sapere cosa cercare e saper leggere quello che si è trovato.

In primo luogo, lo scrittore deve essere capace di ammettere la propria ignoranza. Mentre scrivete, dovreste chiedervi continuamente: “ho una preparazione su quello di cui sto scrivendo? Quanto mi sto basando sulle mie conoscenze e quanto sto inventando di sana pianta?” Se la risposta all’ultima domanda è qualunque cosa diversa da “niente”, è tempo di andare alla ricerca di documenti (libri, articoli, ecc) su cui basare la vostra opera. Questa è la consapevolezza più difficile da raggiungere, perché a molti sembra pericolosamente vicina a un’ammissione di debolezza (e in un certo senso lo è) ma non del tipo vergognoso. Anche le persone più intelligenti, prive delle basi teoriche, possono commettere degli errori quando si tratta di scrivere una storia: documentarsi consente di applicare la propria intelligenza in modo corretto e produttivo.

Detto questo, cosa deve cercare lo scrittore? La tentazione sarebbe quella di andare su Wikipedia, leggere quanto scritto lì sopra e mettersi il cuore in pace. Purtroppo, per quanto utile sia Wikipedia (e lo è molto), il suo essere aperta alle modifiche da parte di chiunque la squalifica come fonte affidabile: le informazioni inserite non sono sottoposte ad alcun vaglio o, se lo sono, non è quello di studiosi qualificati, ma di persone comuni, per quanto appassionate. Wikipedia può essere un punto di partenza, sopratutto come fonte bibliografica: andate in fondo agli articoli e guardate le sezioni “Bibliografia” e “Collegamenti esterni”, segnatevi quei titoli e date un’occhiata a quelle pagine web. Per quanto riguarda i libri, abbiate cura di leggerne almeno due o tre sull’argomento che vi interessa, in modo da confrontare i pareri degli autori e non rischiare di basare il vostro lavoro sul parere di un ciarlatano deriso da tutti (può capitare, sopratutto per chi si approccia per la prima volta a un argomento che non gli è noto). Gli articoli sul web sono più difficili da valutare, sopratutto perché, come nel caso di Wikipedia, c’è poco o nessun controllo sul loro contenuto; per questo è meglio non usarli come fonti uniche di informazione e, soprattutto, preferire quelli che contengono una bibliografia e/o citano di frequente le loro fonti (indice del fatto che l’autore si è documentato a sua volta).

Sembra superfluo dirlo, ma lo diciamo lo stesso: non sono assolutamente fonti affidabili le opere di immaginazione, come film e romanzi, nemmeno quando sono autobiografiche o raccontano fatti realmente accaduti. Persino chi ha vissuto gli eventi in prima persona può avere una visione parziale o errata di essi (ad esempio, un soldato che definisce “precisa” un’arma che non lo è, sottovalutando le proprie doti di tiratore), mentre le opere di fantasia sono spesso piuttosto “elastiche” dal punto di vista della rappresentazione della realtà.

Una volta raccolto un quantitativo sufficiente di fonti, bisogna leggerle. È una cosa che va fatta con attenzione, prendendo appunti e segnandosi i passi più interessanti: facendo altrimenti, si rischia di leggere molto senza assimilare niente. Resistete alla tentazione di saltare i brani che vi sembrano meno interessanti, perché potrebbero contenere informazioni cruciali (non tutti i saggisti sono bravi a mettere in evidenza i fatti principali). Una volta terminata la lettura delle opere che avete trovato, ricominciate dalla prima e rileggetele tutte almeno una volta: troverete che qualcosa vi era sfuggito, oppure che l’ultimo articolo letto vi ha illuminato su qualcosa che c’era scritto nel primo libro. Provare per credere.

Documentarsi può sembrare un processo lungo e tedioso e, per un’ottima ragione, lo è. Ma è anche una pratica estremamente utile per due motivi. In primo luogo, un racconto o un romanzo documentato ha una base concreta, reale, in cui gli spettatori possono identificarsi (per non parlare delle curiosità, scoperte durante la documentazione, che avrete incluso e che susciteranno il loro stupore); in secondo luogo perché fa dello scrittore una persona più colta, che è sempre un bene.

Quando scrivete un racconto, un romanzo o un articolo, siate come il capitano Kirk. Documentatevi.

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