Sogno di una Notte di Nykyo

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Sogno di una Notte

di Nykyo

 

TitoloSogno di una Notte
Autore: Nykyo
Edito da: Triskell Edizoni
Collana: Triskell Rainbow
Genere: M/M, contemporaneo, sportivo
Formato: pdf, epub, mobi
Uscita: 20 Marzo 2017
Prezzo: Ebook 4.49 €

 

Trama: Il’ya è un giovane fotografo sportivo freelance con un amore spiccatissimo per l’hockey e il balletto e un’antipatia viscerale per il pattinaggio artistico sul ghiaccio. In apparenza cinico, sarcastico e con una propensione per gli uomini dal fisico massiccio e molto mascolino, durante una serata in discoteca Il’ya si ritrova suo malgrado stregato da un misterioso ragazzo androgino che sembra un folletto. Puck, come Il’ya finirà per ribattezzarlo, lo trascinerà dritto dentro un “sogno” da cui alla fine della notte Il’ya avrà ben poca voglia di svegliarsi. Ma sarà vero che gli incantesimi delle fate svaniscono sempre all’alba?

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Recensioneùdi Sil.lav

All’inizio si potrebbe scrivere liberamente tratto da “Sogno di una notte di mezza estate”. Tanta è l’atmosfera quasi fiabesca e maliziosa che vi si respira leggendolo. Strano, perché la storia è anche molto concreta. Sicuramente è una scelta voluta visti i frequenti richiami a Puck e perché molto nel libro ricorda la famosa commedia shakespeariana.
L’ambientazione è inconsueta per un romanzo MM: si svolge a Mosca. La scrittrice mi ha destabilizzato con questa scelta, conosco poco la cultura russa e da quel poco che ne posso capire mi sembra un adattamento ben sviluppato. I richiami all’omofobia sono ben inseriti nel libro. Un altro elemento inconsueto è il lasso temporale che copre il racconto dato che si svolge in un solo giorno.

Il’ya è un fotografo, un paparazzo, come lui stesso si autodefinisce. Una persona che sfrutta le debolezze delle celebrità per il suo bieco tornaconto, rubando attimi privati per darli in pasto alle masse. Proprio la sua brutale onestà verso se stesso te lo fanno prendere in simpatia. È lui la voce narrante del libro. Spesso ci si perde nelle sue digressioni. In alcuni momenti queste sue divagazioni ti fanno perdere il ritmo della storia, anche se ti permettono di approfondire meglio il suo complesso carattere.

Fare il paparazzo è quello che gli permette di vivere, in una realtà dove l’indigenza è dietro l’angolo. La sua vera passione sono il balletto e l’hockey. Il primo, sente che gli permette di migliorarsi come persona: osservando qualcosa di bello e puro, gli permette di purificarsi dalle brutture del mondo. L’hockey, invece, essendo tutto muscoli e forza, lenisce la parte più animale del suo essere, permettendogli di essere aggressivo senza in realtà ferire nessuno. Una cosa che trova noiosa e totalmente inutile è il pattinaggio artistico, pur essendo lo sport russo più amato e sembra quasi un mix tra i suoi due più grandi amori. Il pattinaggio gli risulta privo della magia del balletto e senza l’aggressività del hockey, uno sport patetico. Caso vuole che gli viene affidato proprio un lavoro per fotografare un gala di pattinaggio artistico. Quanto gli viene data la notizia, decide di lasciare seduta stante la noiosa serata in discoteca organizzata da un amico per tornarsene a casa, nell’ultimo sguardo alla pista e viene folgorato da una visione. Un folletto, un essere etereo che lo inchioda sul posto. È subito attratto da questo piccolo uomo “fatina” anche se non è assolutamente il suo genere.

La parola “androgino”, che nel mio vocabolario ha sempre contato molto poco, ora inizia ad avere un significato parecchio interessante. Forse inizia ad assumere un senso concreto perfino il concetto di folletto. O dovrei dire di ninfa? Con quegli occhi allungati e quei capelli nerissimi arricciati dietro le orecchie in una maniera in apparenza ribelle e un filo selvaggia sembra davvero il Puck di “Sogno di una notte di mezza estate”, solo più lascivo di quello di Shakespeare. Un Puck sbucato da un cespuglio di felci soltanto per danzare nudo sotto la luna piena.

La sua figura eterea ma nello stesso tempo forte, traspare da tutta la sua persona. I ferranti dialoghi tra i due sono veramente belli. La loro subitanea intesa è magica. Entrambi sentono di potersi fidare dell’altro senza nessuna garanzia. Il’ya intuisce che il suo Puck è un personaggio che dovrebbe conoscere, ma che in realtà non gli dice nulla. Se non la voglia di passare del tempo con lui.
La loro avventura di una notte sembra solo la magia di una sera, rimane solo un piccolo biglietto su cui è scritto proprio un verso della commedia di Shakespeare come indizio per un loro possibile nuovo incontro.

Un libro molto carino da leggere, l’ironia presente nel racconto, la magia che traspare in diversi momenti rendono la lettura godibile. Non è un libro perfetto. Come ho detto spesso le digressioni di Il’ya rendono la storia poco fluida, nei momenti più caldi del racconto, ci vengono inseriti ricordi d’infanzia. Un altro elemento che incide è proprio la brevità del suo svolgimento, ci sono tutti i presupposti per una grande storia d’amore ma noi ne vediamo solo l’inizio per quanto bello. Chissà se la scrittrice ha previsto di scrivere ancora su questi due personaggi, vedremo! Comunque il libro è auto conclusivo, con un finale aperto.

Il problema è che non ci credo. Sono fatalista, sì, ma non nel senso che mi bevo stronzate come la predestinazione. Il punto non è che mi sto mettendo in testa che l’universo sta cercando di dirmi qualcosa, a meno che quel qualcosa non sia che sono un coglione che ha inanellato una gloriosa serie di figure di merda. Il nocciolo della questione è che, ora come ora, se dicessi che non ho voglia di saperne di più su ……… e sulle sue molteplici sfaccettature, direi una bugia colossale. Lo desideravo anche prima, figuriamoci adesso che sto vedendo di cosa è capace e quanto affini possono essere, malgrado tutto, i nostri gusti.

 

VOTO:

 

autrice

Nykyo, che ovviamente non si chiama davvero così, è nata nel 1975, nell’assolata Sardegna, ma si sente sempre un po’ bambina. Ha una passione per la scrittura fin da quando frequentava le elementari, ama il Giappone (ecco spiegato lo pseudonimo) e prova un amore incondizionato per il pattinaggio che è sbocciato quando aveva appena quattro anni e non avrà mai fine. Felicemente sposata a un marito che la appoggia qualunque cosa scriva e con una bimba che adora farsi raccontare le favole della buona notte inventate da mamma, nella “vita di tutti i giorni” è una leguleia dall’aspetto irreprensibile, ma davanti al foglio bianco di Word si trasforma in un’inguaribile romantica con una spiccata preferenza per le storie d’amore M/M. Questo è il suo primo romanzo e lei spera che lo apprezziate, anche perché nelle sue intenzioni non sarà né il solo né l’ultimo.

 

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