Sondaggio: Aspettando “Proibito” di Suzuma Tabitha

Ragazzi, il sondaggio “Aspettando “Proibito” di Suzuma Tabitha” è chiuso e terminato. I risultati di questo sono piuttosto interessanti. La maggior parte delle persone, infatti,ha asserito che, sì, è innegabilmente giusto parlare di qualunque cosa nei libri ma che, in realtà, l’importante non è tanto “Cosa” si dice ma bensì “Come si dice”.

Contrariamente alla realtà, molti autori sono convinti di poter giustificare la loro inettitudine classificando il loro romanzo “Per ragazzi…” , come se i giovani fossero una qualche specie di essere umano minorata pronta a scusare uno stile di scrittura acerbo, mediocre o semplicemente farcito di stupidità.

Conseguenzialmente, questi autori si trovano ad asserire e a sostenere un paradosso: da una parte sono convinti di poter scrivere qualunque stupidata gli passi per la testa perché “tanto sono ragazzi e quindi…” e, da un’altra, sono convinti che, dopotutto, sono “solo” libri per ragazzi e che tanto i giovani di oggi sono “svegli” ergo: possono sbizzarrirsi come meglio credono. Devo ancora comprendere come facciano a crederci ma tant’è che molti sostengono questa tesi.

In realtà scrivere un romanzo per ragazzi è difficile circa 30 volte tanto rispetto alla stesura di un romanzo per adulti. Un adulto, innanzitutto, possiede un bagaglio culturale e di esperienze che gli consentirà di non lasciarsi abbacinare da tesi e insegnamenti sbagliati e, da non dimenticare, lo spirito critico di un adulto tende a essere molto forte. Pochi adulti (almeno si spera!) finiranno per osannare un romanzo solo perché “a tutti piace”.

Tornando al quesito del Sondaggio: “Un libro YA può parlare di tutto?

La risposta in realtà è SI e NO. Per quale motivo? Semplice. In realtà non dipende dall’argomento trattato ma dalla capacità dell’autore nel farlo. Si può parlare di autolesionismo, anoressia, bulimia, morte, perversioni sessuali, incesto… E questi sono solo alcuni degli argomenti più controversi. Sì, in effetti si PUO’ scrivere di questi argomenti ma va fatto con estrema attenzione perché le menti giovanili sono spugne che assorbono informazioni senza curarsi troppo dei “perché”.

E qui che entrano in campo altri fattori complessi. Bisogna scrivere seguendo la morale comune? Bisogna scrivere seguendo dei dogmi religiosi (esempio: un libro che esalta in modo esasperante il sesso dopo il matrimonio)?

A mio avviso la risposta è che ogni autore dovrebbe scrivere con onestà intellettuale, maturità e con la lungimiranza necessaria per prevedere, almeno a grandi linee, come prenderà un ragazzo le sue parole.

E’ ovvio e inscindibile che un autore particolarmente cattolico potrà sostenere il sesso dopo il matrimonio, poichè, ai fini puramente pratici, non causerebbe un “danno” se dei giovani credessero a prescindere alle sue parole. Prima o poi, crescendo, avranno la possibilità di farsi un’opinione propria senza, nel frattempo, commettere errori irreversibili.

Diverso è il concetto di “preservativo=male assoluto” che potrebbe sostenere un cattolico estremista. In questo caso il suo pensiero, se influenzasse dei giovani, potrebbe creare gravissime conseguenze, anche se, come adulto – e magari sposato -, questo pensiero non rappresenti altro che una convinzione religiosa, tutto questo un giovane non lo pondera prima di decidere di darsi alla bella vita senza protezione.

Ovviamente questi sono casi estremi ma assolutamente plausibili.

In passato è accaduto di leggere di giovani esordienti che scrivessero romanzi per Young Adulti (giovani fino ai 16 anni) contenti dei modelli piuttosto sbagliati.

Parliamo di ragazzine estremamente libertine e osannate per questo motivo dalle amiche; parliamo di ragazze incredibilmente magre e apprezzate unicamente per questo loro aspetto fisico; amiche sovrappeso afflitte da grosse depressioni e insicurezze derivanti da questo loro essere “più grosse di…” che invece di essere aiutate e spronate venivano compatite e offese…

Nella società di oggi, presentare questi modelli, è sbagliato. Seppur plausibili, nel senso che senza dubbio sono reali e concrete queste circostanze, è altrettanto vero che non serve dare “ragione” alle ragazzine la cui convinzione è che essere una taglia 40 sia tutto nella vita o confermare ad un’adolescente che l’importante è unicamente essere belle, magre e disponibili. Altrettanto sbagliato è presentare dei bulletti di quartiere che hanno uno stuolo di ragazze adoranti e che, alla fine, otterranno quella più bella e affascinante di tutte.

E’ un argomento complesso e fortemente controverso quindi, a questo punto, sarebbe bello poter leggere cosa ne pensate Voi, lettori di Sognando Leggendo, in proposito.

Pensate che gli autori siano responsabili di ciò che scrivono?

Credete che sia compito esclusivo degli adulti che circondano i ragazzi (anche se stiamo parlando di giovani uomini e donne quindi sarebbe difficile a priori far cambiare loro idea. Sempre meglio prevenire che curare…)?

Diteci cosa ne pensate! A voi la parola…

 

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3 risposte a “Sondaggio: Aspettando “Proibito” di Suzuma Tabitha”

  1. Malitia ha detto:

    Non penso che siano proprio i libri ad ispirare modelli negativi, a meno che non si tratti di casi eclatanti e di gran successo come tre metri sopra il cielo. Forse non si prende in considerazione il fatto che molti ragazzi, per quanto possano restare influenzati dai media e soprattutto se sono quei tipi che si approcciano ai libri non commerciali, difficilmente si lasciano condizionare da "dottrine" sbagliate. Non sono certo stupidi, solo perché sono adolescenti. Esiste una capacità di discernimento che non necessariamente viene maturata nell'età adulta ed un ragazzo che conosce i mali di oggi o che pensa con la propria testa (e, credimi, ce ne sono più di quanto si pensi) difficilmente sarà spinto all'anoressia perché Babi porta la taglia 40 e si nutre solo di insalatine e Diet Coke.

    • Nasreen ha detto:

      Ciao Malitia! Prima di tutto Grazie per essere intervenuta, credevo che nessuno avrebbe colto il mio post piuttosto provocante!

      In tutta onestà, partendo dal fatto che le opinioni personali sono sacre e quindi sto esprimendo solo un mio punto di vista, devo ammettere che non sono propriamente d'accordo.
      Se avallassimo il tuo ragionamento sarebbe come dire che gli adolescenti non hanno bisogno di "modelli" ne tanto meno di genitori perché sono in grado (grazie al alla fantomatica capacità di discernimento) di valutare da soli ciò che è giusto o sbagliato. Cadrebbe così il ruolo di genitori, professori, istituzioni.. Cosa che sta accadendo e vediamo con quali risultati.
      Non credo sia così, e più che altro mi baso sui fatti.
      Oggi come ieri i ragazzi non sanno pensare con le loro teste. E' provato. Basta fare una passeggiata in centro per avere delle prove tangibili di ciò.

      Tralasciando 3MSC che è stato un caso eclatante, oppure il ragazzo che si butta dal quarto piano convinto si saper volare (un altro caso limite!) possiamo dire che oggi se la moda dice che bisogna andare in giro con un chiodo in fronte… Il giorno dopo il 70% dei ragazzi adolescenti hanno tre chiodi in fronte.

      Non c'è individualismo, non c'è logica e non c'è capacità di analisi. Semplicemente si segue il branco. Un "Branco" che è guidato, a secondo dei casi, da grandi delle multinazionali che desiderano vendere un paio di jeans inguinali (e che quindi esaltano come il must della stagione), oppure da una grande casa editrice che decide (chissà poi in base a che cosa) che un determinato libro – o saga – deve fare abbastanza numeri da permetterle di stare in panciolle per tutto l'anno successivo… In questo caso basta un po' di pubblicità che sappia pigiare sui "bottoni" giusti di queste giovani mente che PUFF… come tante pecorelle smarrite si radunano intorno al Capo Branco.

      I ragazzi non sono stupidi, ma sono trascinabili. Ed è qui che sta il problema ed è sempre qua che bisognerebbe vigilare… Un po' come quando si cerca di instaurare una setta/regime (o quello che vogliamo) le prime vittime sono i ragazzi… Perchè? Perchè sono manipolabili. MA NON PERCHE' SONO STUPIDI.
      Ma perchè, semplicemente, non hanno l'esperienza necessaria per difendersi dai giochi psicologici, perchè non hanno avuto modo ne tempo di costruirsi un'opinione fondata sull'esperienza… I ragazzi semplicemente assorbono tutto ciò che vogliono o che gli fa comodo. Ed è naturale che sia così, fa parte del processo di crescita. E un ragazzo di 15 anni NON E' ADULTO. Non lo è di testa, non lo è per esperienze di vite… 15 anni sono pochi e un ragazzo/a merita di essere protetto e cresciuto. Non deve essere portato in braccio ma va aiutato a prendere una strada consona, quindi – tornando al discorso originario – non gli si deve proibire di leggere determinati argomenti (transessualità, stupri, droghe…) perchè fanno parte del mondo di tutti i giorni però è altrettanto vero che bisogna vigilare su "cosa" legge. Sono gli adulti che dovrebbero stare attenti a ciò.

      Se è vero che i ragazzi sono capaci di valutare da soli non avremmo emergenza anoressia, emergenza bullismo, emergenza stupri minorili fra minori e tante altre cose…

      Di conseguenza credo che, come ogni adulto che si rispetti dovrebbe avere la maturità di tenere un comportamento retto di fronte a dei ragazzi (tesi avallata da psicologi e sociologi) per imprimere il cosiddetto "buon esempio" è altrettanto vero che un romanzo diretto ad un pubblico giovanile le cui giovani menti sono facilmente plasmabili deve trasmettere dei messaggi sani o quantomeno debba farlo in modo onesto, logico e non di parte. Ci deve essere chi vigila su ciò. Ripeto: si può parlare di tutto ma è sempre importante valutare il "come".

      Però su un fatto sono d'accordo con te, Malitia, ci sono le mosche bianche! Non sono poche e meritano fiducia!
      Ma queste sono sempre esistite e non è di loro che dobbiamo preoccuparci perchè certamente leggeranno Classici, Fantasy, Thriller e perfino Porno. Loro non hanno limiti, la loro mente è sveglia e capace di valutare. Noi, in qualità di adulti, dobbiamo vigilare sulla maggioranza che, ripeto, non è stupida ma ha bisogno di crescere e per farlo ha bisogno di tempo. Il compito degli adulti e aiutarli a formarsi un'opinione non indottrinarli. Pubblicare romanzi che contengono messaggi sbagliati sono un pericolo, non per le mosche bianche (che neanche se li leggono magari!) ma la massa di menti più vulnerabili che ancora non si sono formati una loro "opinione".

      Anche perchè, siamo onesti, quanti sono i "veri" lettori fra i giovani? Ragazzi che hanno letto Il Principe di Machiavelli e… boh, La Troisi, per dirne una. I veri lettori, quelli che spaziano, "studiano", e si muovono autonomamente senza seguire le mode del momento non sono molti.
      Oggi possiamo dire che ci sono più ragazzi che leggono grazie ai BOOM come Harry Potter, 3MSC (e compagnia bella…), Twilight. Con questi BOOM abbiamo avuto un'incremento di lettrici (soprattutto) fra i giovanissimi ma solo perchè sono state delle mode. Molti dei lettori di Moccia… Sono rimasti a MOCCIA! Al massimo hanno tirato fino a T.V.U.K.D.B.!

      Ora che ci penso… Che desolazione °_°

    • Nasreen ha detto:

      Ah, mi è venuto in mente una cosa… Se è vero che le menti delle ragazzine non sono influenzabili come dico.. Allora perchè in edicola si trova Romeo e Giulietta, Cime Tempestose e Orgoglio e Pregiudizio con le copertine in stile Twilight?
      Perchè gli editori sanno che, grazie alla moda li compreranno. Magari una bellissima edizione Acquarelli di Orgoglio e Pregiudizio lo avrebbero schifato con un "orroreeeee"….

      Il che mi fa incavolare da matti ma tutto sommato conferma il fatto che sono manipolabili come scimmiette ammaestrate molti °_°

      Che schifo di papiro che ho scritto °________________________° Sono proprio logorroica °_°

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