Sono tornata, amore di Takuji Ichikawa

Takuji Ichikawa

Takuji Ichikawa è nato a Tokyo nel 1962 e si è laureato in economia all’università di Dokkyo. Nel 1997 ha iniziato a pubblicare romanzi in internet, finché nel 2002 è uscito nelle librerie il suo primo titolo, Separation. Quando cadrà la pioggia, pubblicato in giappone nel 2003, ha subito attirato l’attenzione internazionale, raggiungendo nel 2005 la 24° edizione. Ne sono stati tratti un film, una fiction e un manga.

Titolo: Sono tornata, amore 
Autore: Takuji Ichikawa (Traduttore: M. Mariotti)
Serie: //
Edito da: Salani (Collana:  Romanzi)
Prezzo: 16,00 €
Genere:  Narrativa, Classici
Pagine: 343 p.
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Trama: Tre amici si ritrovano dopo diciassette anni: Karin, famosa modella conosciuta col nome d’arte di Morikawa Suzune, Satoshi, proprietario di un negozio di piante marine, e Yuji, appassionato disegnatore. Tutti e tre sembrano aver perso reciprocamente le tracce, finché un giorno Karin si presenta improvvisamente al negozio di Satoshi in cerca di un lavoro. Trascorrendo del tempo insieme a lei, Satoshi ricorderà  gli anni in cui Karin e Yuji erano i suoi migliori amici d’infanzia, le lunghe giornate passate insieme e le tante promesse che si erano scambiati…

Recensione
di Debora

Dove vanno le persone che amiamo quando non ci sono più?

Dopo tanto tempo, mi gusto finalmente un libro di un autore giapponese! Amo questi autori (anche se ammetto di non conoscere troppo la loro cultura  e le loro tradizioni) e amo i libri di Takuji Ichikawa, di cui ho già letto Quando cadrà la pioggia tornerò. Non ho resistito quindi ad acquistare anche Sono tornata, amore e ad immergermi in un mondo ovattato; sì, perché quando leggo libri di questo tipo mi sento a casa, circondata da atmosfere che infondono tranquillità e armonia interiore.

Il fulcro di questo libro sono le conversazioni. Lo stile è semplice, colloquiale; i personaggi principali della storia conversano tra di loro del più e del meno, a volte di cose futili, altre volte di cose importanti. Potrà sembrare banale ma, se ci pensate bene, anche la nostra vita di tutti i giorni è costellata da parole scambiate con altri; attraverso il dialogo, infatti, conosciamo meglio una persona e le sue idee. E questo, a mio parere, è quello che l’autore vuol farci capire. Sono in primo luogo messi a nudo i sentimenti dei protagonisti, perché prevalgono i loro stati d’animo e i loro conflitti interiori.  Sono rare, invece, le descrizioni di ambientazioni e luoghi; essi passano in secondo piano, non sono necessari per lo svolgimento della storia o per creare il contorno giusto; i dialoghi bastano a dirci tutto. Certo, le interazioni dei protagonisti avvengono sempre in ambienti chiusi (come ad esempio il negozio di piante acquatiche di Satoshi), quasi i personaggi ricercassero più intimità, trovandosi così più a loro agio e pronti ad esplorare il loro animo.

Come accade molto spesso nei romanzi di autori giapponesi, ci troveremo di fronte a fatti surreali; anche in questo caso troveremo eventi fuori da ogni logica, che la scienza potrebbe definire impossibili, ma per chi ha fede, per chi ci crede fino in fondo, questi eventi accadono e basta, quasi magicamente.

Il personaggio che più spicca a mio parere è Karin, una ragazza sfrontata, schietta e bellissima, ma che nasconde qualche mistero nel suo passato. Lo scrittore si muove in due diversi spazi temporali per descrivere la splendida amicizia tra questa, Satoshi e Yuji; racconta l’infanzia dei tre e il presente, con il loro ricongiungimento. Questo loro incontro non sarà però così semplice: ma dobbiamo accontentarci, vuol far capire l’autore, e avere speranza, perché quando si ama una persona prima o poi ci si ritrova sempre. 

“Va tutto bene. Ti terrò sempre fra le mie braccia.”
“Ci incontreremo ancora un giorno…”
“Alle fine di un lungo, lungo viaggio… un giorno, di nuovo… “

Nonostante queste parole possano apparire troppo sdolcinate, vi assicuro che non rischierete di assistere a scambi eccessivamente romantici fra i protagonisti. Forse soltanto nelle ultime pagine del libro l’autore rovina un po’ quella vena malinconica presente in tutto il romanzo. Non vi spiegherò come, perché potrei anticiparvi troppo; scopritelo da soli.

Sullo sfondo del romanzo c’è inoltre tanta solitudine che traspare; i protagonisti – chi più chi meno – si sentono poco appagati dalle loro relazioni amorose o genitoriali; sono sempre rapporti difficili, che richiedono uno sforzo enorme per essere gestiti.

Questo è un romanzo intimistico che vuole scandagliare i moti dell’animo umano; per farlo meglio, in questo caso l’autore accompagna i protagonisti, negli incontri e nelle chiacchiere, in un rituale tipico come quello del tè; forse è una piccolezza che solo una maniaca di tè e tisane come me può vedere, ma questo momento è associabile alla convivialità e mai come in questo romanzo i dialoghi rivestono un ruolo fondamentale. Ma non possiamo non ricordare come il tè assuma in Giappone una valenza importante; è un momento di meditazione e sono essenziali le caratteristiche della stanza in cui ci si trova a gustare questa preziosa bevanda. La semplicità è quindi la chiave per poter raggiungere meglio armonia, serenità e pace dei sensi.

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