‘Speak – Le parole non dette’ di Laurie Halse Anderson

Speak – Le parole non dette

di Laurie Halse Anderson


Titolo
: Speak – Le parole non dette
Autore: Laurie Halse Anderson
Traduttrice: T. Lo Porto
Edito da: Giunti
Prezzo: 8,00 €
Genere: Romanzo di formazione, drammatico.
Pagine: 187 p.

 Trama: Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L’estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che…

 

Recensioneùdi La Chain Allie

Quando il silenzio ha il sapore di un urlo.

Ci troviamo da subito catapultati nella vita di Melinda Sordino nel suo primo giorno di liceo: la seguiamo sul pullman, all’interno della scuola, in classe e da subito ci rendiamo conto che è un’emarginata e inizia a subire atti di bullismo. È un’emarginata perché durante la festa d’estate ha chiamato la polizia per denunciare un qualcosa di orribile che le è accaduto e, nel fuggi fuggi generale, non riesce a confessare il fatto. Una volta scoperto che è stata lei a rovinare la festa facendo arrestare delle persone, i coetanei la guardano con disprezzo e le amiche le voltano le spalle. La verità, che colpisce come un pugno nello stomaco, è che Melinda durante la festa è stata stuprata e il ragazzo che ha commesso questo atto inizia a frequentare la sua ormai ex migliore amica. Melinda, dopo l’esperienza traumatica, anziché chiedere aiuto decide di chiudersi in una sorta di mutismo. L’input di rivalsa e ribellione, di “nuovo appropriamento” della sua vita, arriva inizialmente, e per tutto l’anno scolastico, dal professor Freeman, insegnante di educazione artistica, che le assegna il compito di disegnare un albero in modo da trasmettere qualcosa a chi lo osserva, e dalle continue provocazioni e istigazioni del suo carnefice.

‘Il signor Freeman pensa che abbia bisogno di trovare i miei sentimenti. Come è possibile che non li trovi? Mi stanno mangiando viva come un’epidemia di pensieri, vergogna e sbagli’.

Il libro è suddiviso in quattro parti, ognuna relativa ai bimestri scolastici ed è scritto in prima persona. La carenza di dialoghi fa subito rendere conto che si tratta di un libro introspettivo, un monologo, un diario, una confessione celata, che contrappone il silenzio esterno con l’urlo interno dei pensieri di Melinda, delle sue emozioni.

Lo stile di scrittura non è particolarmente entusiasmante, spesso vengono tralasciati spazi temporali e talvolta riesci a prevedere quello che accadrà, senza contare che spesso gli avvenimenti risultano forzati o esagerati, come se tutte le disgrazie del mondo si stessero abbattendo sulla protagonista… ma la trama è senza fronzoli, diretta – così come il linguaggio informale di qualsiasi teenager – e capita di riuscire a immedesimarsi in Melinda e avere la gola secca e sentire il desiderio di urlare… il tema trattato induce a riflettere e il messaggio arriva forte e chiaro.

Il libro non parla né di bullismo, né di stupro. Parla di emarginazione, di domande senza risposta, di dolore, di quella solitudine che si prova quando si è circondati da amici, familiari, professori, tutti troppo presi da altro. Parla di come un’adolescente cerca di ritrovare la propria voce in un mondo che non ha la minima di intenzione di ascoltarla.

Quando la gente non si esprime, muore un po’ alla volta…

I personaggi di contorno sono i classici ragazzi stereotipati delle High School americane: dall’amica logorroica e approfittatrice al compagno riflessivo e secchione, dal bellimbusto prepotente e violento al professore sensibile e anticonformista. Quest’ultimo nel particolare potrebbe urtare parecchio – sembra quasi un mentore, una figura da seguire qualsiasi cosa accada, col suo modo di parlare filosofico già nel modo di presentarsi: “Benvenuti all’unico corso in cui vi verrà insegnato a sopravvivere“, ma nel complesso l’ho trovato utile per puntare il faro completamente sulla protagonista: è un personaggio così ben descritto attraverso le sue emozioni e sensazioni da risultare reale.

Melinda è intelligente, ironica e il suo silenzio è l’emblema di quello che molti giovani vivono: spesso ci si trova in un mondo a cui non si sente di appartenere, ad avere intorno persone che credi non possano capire. Melinda utilizza il suo silenzio come richiesta di aiuto, che però nessuno attorno a lei recepisce: i genitori sono troppo presi da loro stessi, i compagni concentrati ad odiarla, la nuova arrivata, Heather, alla prima occasione dimostra come l’amicizia sia spesso frutto di solo interesse, e i professori fingono di volerla ascoltare.
Lentamente però si rende conto che la vera forza nasce da dentro e che il modo migliore per affrontare le situazioni è reagire, dando voce alla vera se stessa che come un albero muta forma, ma in ogni caso, si erge verso l’alto oltre le intemperie (simbolo di questa evoluzione è proprio la copertina del libro).

Questo è un romanzo sull’accettazione, sul fatto che le cose accadono e non abbiamo modo di tornare indietro nel tempo per modificarle. Bisogna guardare avanti trovando qualsiasi modo per superarle, senza arrendersi, contando sempre sulle proprie forze, contando sulla forza delle parole.

Si capisce, fin dall’inizio, che il romanzo è dedicato ad un pubblico appena adolescente di 13-14 anni che può forse avvicinarsi al modo di pensare e sentirsi di Melinda, spronando al dialogo e al confronto e non ad un silenzio interiore. D’altra parte mi sento di dire che questo libro potrebbe essere un punto di riflessione, di partenza per gli adulti all’essere più sensibili verso i giovani e ai diversi contesti in cui questi sono costretti a rapportarsi, alle problematiche che qualsiasi ambiente può produrre in un ragazzo solo, che non ha una figura-guida o che più semplicemente, non lo ascolta… e trovare – forse è un’idea troppo utopistica? – uno spunto su come aiutarli.

È stato prodotto un film nel 2004 da Jessica Sharzer, con un’eccellente Kristen Stewart (chi l’avrebbe mai detto?).

 

Abbiamo valutato questo libro: 

Laurie Halse Anderson è nata nel 1961 a Postdam, cittadina dello stato di New York. Con 25 libri all’attivo e numerosi riconoscimenti letterari è attualmente una delle scrittrici più amate nel campo della narrativa Young Adults. L’autrice ha studiato in Danimarca, vissuto in una fattoria, lavorato in un negozio di vestiti, approcciato la vita collegiale all’Onondaga Community College e si è infine laureata nel 1984 alla facoltà di lingue e linguistica della Georgetown University. Dopo aver costruito una famiglia e dato alla luce due bambine, ha iniziato la sua carriera di scrittrice pubblicando la sua prima opera nel 1996: Ndito Runs, a cui sono seguiti svariati racconti per l’infanzia. Tra gli altri romanzi di Laurie Halse Anderson si segnalano: Catalyst (2002), Prom (2005), Twisted (2007) e Wintergirls (2009) che ha scatenato un dibattito tra le teenager americane, ricevuto ottime critiche e un notevole successo di vendite. Speak, che pubblicato originariamente nel 1999 ha ispirato un film (2004) con lo stesso titolo e identica fortuna, è il suo primo romanzo ad arrivare finalmente in Italia (a partire dal 14 ottobre).

 

 

by La Chain Allie
Editing by CriCra

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi