Noi di Sognando Leggendo abbiamo avuto il piacere di partecipare allo Speciale indetto da Vocedelsilenzio, sul suo blog Le Mele del Silenzio, dedicato all’uscita del libro ESEDION di Claudia Tonin (edito Linee Infinite). Lo Speciale è articolato in diverse “puntate” su diversi blog. Se siete arrivati a questa puntata vuol dire che siete partiti dal blog di Voce… O forse no.

 

In ogni caso per chi volesse iniziare il viaggio dello Speciale dall’inizio: Cliccare qua

Per chi volesse leggere la puntata precedente: Cliccare qua – Blog The book lover di Keira

Per andare alla puntata successiva: Cliccare qua – Blog Bibliomania

 

Esedion, di Claudia Tonin

22 maggio; 15,00€


L’Esedion è morto.
Sono già partiti per cercare il suo successore.
Tieniti pronto ad agire”.

 

È arrivata l’estate e la scuola è finita.
Alex e Sofia iniziano a conoscersi. Sembra una storia d’amore tra adolescenti, come ce ne sono molte, però il destino ha in serbo per loro un’avventura straordinaria.
Nella notte stellata di giugno un segno appare nel cielo, ma solo a pochi è concesso il privilegio di scorgerlo. Uno tra tutti sarà chiamato a vigilare sul nostro mondo, ma chi?
La scoperta di una civiltà antica e diversa, la chiamata a ricoprire un ruolo che si perpetua
nei secoli, la battaglia contro un terribile nemico, saranno questi i compiti che l’Esedion dovrà svolgere per Estreira e per il re di Treso.
Alex e Sofia, con l’aiuto di nuovi straordinari amici, dovranno imparare ad usare i poteri nascosti della mente, per riuscire a salvare il nostro mondo e quello nuovo dalla folle brama di potere di Ryan, il traditore.
Un grande viaggio che cambierà per sempre il destino dei protagonisti, una scelta che li porterà alla scoperta di se stessi e delle loro capacità.

 

Claudia Tonin:

Nata nel cuore dell’estate, è stata subito contagiata dai genitori dalla passione per la lettura, il cui virus poi è mutato in una irrefrenabile voglia di scrittura. Vive tra le colline del prosecco, ma sogna spesso la Calabria. Ha fatto diversi lavori, prima, durante e dopo la laurea, per fermarsi nel variegato universo dell’impiego pubblico.

Esedion è il suo primo romanzo ma, spera, non sarà l’ultimo.

Claudia ha un blog: esedion.blogspot.com

 

Ora passiamo alla nostra parte dello Speciale tutto incentrato sul Krakatoa.

Cos’ha a che vedere il vulcano Krakatoa con Esedion?

 

Beh, vi lascio un piccolo indizio, una citazione proprio tratta dal romanzo:

“Purtroppo le ripercussioni nell’altra dimensione furono catastrofiche, passando alla storia terrestre come l’esplosione del Krakatoa. L’isola indonesiana fu parzialmente distrutta e con essa tutte le persone terrestri e tresiane che vi abitavano. […]Non si conosce la fine degli esuli tresiani, anche se non vi sono prove certe della loro morte, risulta inconcepibile che qualcuno sia riuscito a sopravvivere.”

 

KRAKATOA:

Il Krakatoa è un vulcano dell’isola indonesiana di Rakata, isola che si trova nello stretto della Sonda, tra Giava e Sumatra. Una di quelle isole paradisiache che tanto ci affascinano.

Questo vulcano è però ben più famoso dell’isola che lo ospita perché, nell’agosto del 1883, una sua eruzione devastò l’isola con la più grande esplosione naturale della storia.

Ed è proprio questo avvenimento che ci interessa e che andrà a costituire un tassello di Esedion.

Questa eruzione aveva un’energia equivalente a 500 megatoni è provocò il suono più forte mai udito sul pianeta, un boato che arrivò a quasi 5000 km di distanza. L’esplosione distrusse i due terzi del territorio che allora era l’isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò un’onda di maremoto alta 40 metri che correva alla velocità di 1120 km/h.

Vennero espulse più di 5 miglia cubiche (circa 21 chilometri cubi) di roccia, cenere e pietra pomice, e l’esplosione fu distintamente ascoltata fino ad Alice Springs in Australia, e a Rodriguez vicino all’isola Mauritius, e il riverbero delle onde atmosferiche fu avvertito in tutto il mondo. 165 villaggi furono devastati, 36.000 persone morirono e molte migliaia di persone furono ferite dall’eruzione, la maggior parte delle quali a causa dello tsunami che seguì la tremenda esplosione.

Nuove eruzioni del vulcano, dal 1927, hanno fatto emergere una nuova isola, detta Anak Krakatau (che significa figlio di Krakatoa).

L’eruzione iniziò con piccole emissioni di vapore il 20 maggio, e queste continuarono per i tre mesi successivi. L’11 agosto tre aperture regolarmente eruttavano dal vulcano. In questo periodo le maree furono stranamente alte (molte imbarcazioni ormeggiate affondarono), e fenomeni come il frantumarsi immediato di finestre erano ordinari. L’11 agosto si vide l’inizio di un’eruzione più ampia, con una colonna eruttiva carica di cenere proveniente da 11 aperture. Il 24 agosto l’eruzione si intensificò, e il culmine del cataclisma iniziò domenica 26 agosto verso mezzogiorno. Nuvole di cenere provenienti dall’eruzione raggiunsero un’altezza di 36 km, e si generò il primo tsunami. Il 27 agosto le eruzioni avvennero alle 05:30, 06:42, 8:20 e alle 10:02 ora locale.

Gli effetti di questo ‘straordinario’ fenomeno naturale uccisero, come già accennato, circa 36.000 persone, e cancellarono diversi villaggi. Circa altre 1.000 persone morirono per gli effetti dei fumi vulcanici e della cenere. Navi lontane, che stavano solcando i mari del Sudafrica, si rivoltarono quando lo tsunami le colpì, e i corpi delle vittime furono trovati nell’oceano per settimane dopo il tragico evento. Numerosi rapporti dell’epoca documentano la presenza di gruppi di scheletri umani vaganti per l’oceano indiano su zattere di pomice vulcanica, e finiti sulle coste orientali dell’Africa anche un anno dopo l’eruzione.

Pensate che, sempre in seguito al cataclisma, si generarono tramonti spettacolari in tutto il mondo per diversi mesi successivi, poiché la luce solare si rifletteva sulle particelle di polvere sospese nell’aria, eruttate dal vulcano nell’atmosfera. Addirittura, a causa delle particelle di cenere emesse nell’aria, la Luna mantenne per anni un colore bluastro.

 

Ora, per concludere, scambiamo due parole con l’autrice di questro intrigante romanzo….

DOMANDE ALL’AUTRICE:

Grazie mille per avermi permesso di essere ospite del tuo blog. Mi sento onorata e lusingata di trovarmi in questo luogo virtuale per amanti dei libri. Veramente grazie di cuore a te e a Vocedelsilenzio.

Ci dai qualche anticipazioni sul ruolo del Krakatoa nel libro?

L’isola di Krakatoa è l’antefatto della storia, il momento in cui nasce il cattivo. E si sa che il cattivo a volte è più importante del protagonista buono di un romanzo. Ho scoperto di voler molto bene al mio Ryan (il cattivo della storia. ndr) e l’ho coccolato molto, forse troppo.  Ma questo spetterà ai lettori giudicarlo.

E che ci dici dell’eruzione del vulcano?

Diciamo che l’eruzione resta sullo sfondo, non ne parlo mai direttamente, se non nei ricordi del cattivo. Vorrei dedicare più spazio a questo evento, da cui è partita tutta la storia. Chissà forse un giorno scriverò dettagliatamente l’esplosione del vulcano Krakatoa.

L’idea di inserire eventi sovrannaturali in un evento naturale storico è molto affascinante. C’è un motivo preciso per cui hai scelto proprio il disastro del Krakatoa?

Sì, l’ho analizzato per un esame universitario: geografia. Mi è rimasto impresso il fatto che il clima del pianeta ha risentito enormemente delle emissioni in atmosfera di questo vulcano. Pensare che un’isola, lontana migliaia di chilometri, aveva compromesso i raccolti e causato carestie in Europa, mi fece riflettere non poco. Mi diede la giusta prospettiva per capire come si debba pensare in termini globali, quando si parla di clima. Quindi, quando dovetti pensare a una grande manifestazione della potenza naturale, Krakatoa mi venne subito alla mente.

 

Prossima parte dello Speciale “Esedion” sul Blog Bibliomania: *link*

Studentessa universitaria a pieno regime e lavoratrice a tempo perso con una sana morbosa ossessione per la lettura. Collezionista di accendini, libri e sogni nel cassetto, Nasreen è la fondatrice di "Sognando Leggendo" che porta avanti con pugno di ferro, lingua sferzante e un gran cuore. Tutt'ora incellophanato, ma grande. Garantiamo.