Sull’orlo del vespro di Amina Havet

Amina Havet

Nata il 16 Marzo 1985 e cresciuta per il mondo, Amina Havet ha sempre nutrito un forte interesse per la cultura e le leggende locali di ogni Paese.
Laureata in Lingue per la Comunicazione Internazionale nel febbraio del 2008, ha deciso di unire la passione per la creatività e l’amore per la fantasia in un unico libro che ha come protagonista indiscussa la millenaria città di Roma, da sempre centro del mondo e punto d’incontro per le persone di diversa nazionalità.

 Sito: http://awp-libri.blogspot.it/

 

Sull'orlo del vespro (Saga S.O.V. #1)Titolo: Sull’Orlo del Vespro
Autore: Amina Havet
Serie: S.O.V. #1
Edito da: Amazon kindle edition + Lulu auto pubblicazione
Prezzo:  ebook 2,68 €/ cartaceo 13,36€
Uscita: 12 Dicembre 2012
Genere: Urban Fantasy
Pagine: 319 p.
Voto: 

   

Trama: La noiosa vita di Cristopher Lancaster e del suo amico Edward Post viene messa a soqquadro quando il passato del ragazzo si fonde con il suo presente. Colpito da una pesante maledizione che lo costringe a vivere di notte e nascondersi di giorno, Cris ha trascorso la sua esistenza occultando la sua identità e cacciando creature soprannaturali. Tra colpi di scena e situazioni al limite del verosimile, il nostro protagonista dovrà affrontare la sua più grande paura per liberarsi dalla maledizione e proteggere le persone a lui più care.

Recensione
by Antanasia

Nei secoli l’avidità delle persone ha condotto gli individui a far propria la magia, scoprendo che l’unico modo per possederla era quello di vendere la propria umanità, trasformandosi a loro volta in creature che la magia non ha mai accettato e riconosciuto. A tal proposito Cristopher ed Edward ne avevano fatto uso solo ed esclusivamente per mezzo di oggetti incantati e mai su sé stessi, poiché tutt’ora ne scontavano le conseguenze 

Sono rimasta affascinata dal titolo del libro e dalla sua copertina, ma purtroppo solo da questi due elementi che, sicuramente, hanno la loro importanza, ma non bastano per poter leggere una storia dall’inizio alla fine. Infatti, può accadere, a volte, che non si entri in sintonia con un libro e in quel caso ci si accorge subito del disagio, dalle prime pagine: questo è il mio caso e di conseguenza non mi sono sentita di leggere tutta la storia.

In merito a quanto scritto non posso esprimere un’opinione reale sulla storia, come non mi sento di consigliarne o no la lettura.

Un piccolo appunto: magia, incantesimi, salti di secolo, gatti e amori a prima vista poco probabili sono elementi che mi affascinano, ma in questo caso l’approccio non mi ha ammaliato.

Ho appezzato, comunque, le descrizioni poetiche della natura.

Di seguito racconto la mia esperienza nello specifico, passo per passo.

Ciò che mi ha fatto decidere di cominciare a leggere questo libro è stato il titolo. Sull’Orlo del Vespro mi ha fatto pensare a qualcosa di molto profondo, serio in un certo senso: un racconto misterioso, magari basato su qualcosa di concreto, che non vagasse solo nelle fantasie della scrittrice, alla quale concedo l’abilità nel destare interesse nelle persone, ma solo per quanto riguarda  l’apparenza a mio avviso.

La copertina, infatti, mi è piaciuta per lo sfondo del tramonto e per il bellissimo gatto nero: effettivamente è indice di ciò che viene narrato, è una bella metafora.

Il protagonista della storia, un giovane ragazzo di nome Cristopher, è maledetto da una bella ragazza di nobili origini: non si capisce bene perché lei si arrabbia a tal punto di trasformare il giovane in un gatto nero, e questo già mi ha disturbato.  Andando oltre mi sono trovata a leggere dei piccoli discorsi diretti, tra Cristopher e il fratello maggiore, che mi hanno confuso: le prime pagine sono ambientate in un’altra era, presumibilmente il medioevo (?), quindi già questo rinvia il lettore a modi di dire e di fare diversi da quelli di oggi, invece in quello scambio di frasi non ho trovato niente che mi indicasse il secolo in cui la storia stava avendo luogo; sono dovuta tornare indietro e rileggere per vedere se mi era sfuggito qualcosa, ma non ho trovato nulla, oltre la confusione e il fastidio.

Nonostante questa prima impressione, negativa, ho voluto proseguire la lettura per vedere se migliorasse, ma ormai era già andata: un libro per me deve coinvolgere. Le vicende narrate si devono fondere col lettore e quando tale magia non avviene, è complicato proseguire la lettura, che può giungere al tramonto prima del tempo.

Il capitolo successivo è ambientato ai giorni d’oggi, nella città di Roma: è l’alba e Cristopher, centenario, è un gatto che gira per il centro della città in modo frettoloso, perché la maledizione prevede che alla luce del sole il ragazzo si trasformi in un gatto, mentre la notte torna ad avere sembianze umane e lui non può trasformarsi sotto gli occhi delle persone, giustamente. Lavora in un centro veterinario, di notte, e di giorno si nasconde dentro casa, dove convive con “Mister Narciso” del XXI secolo, Edward:  anche lui è stato maledetto, da un’altra pazza, e non può vedere la sua immagine riflessa allo specchio e a tutte le superfici simili, da secoli.

Un giorno Cristopher, da gatto, incontra una ragazza e indovinate un po’? Se ne innamora!

La confusione e il fastidio sono cresciuti nel tornare diverse volte indietro nelle pagine a cercare qualcosa che, di fatti, non c’era.

Qui ho smesso di leggere.

Booktrailer

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