Switched at Birth – Al Posto Tuo

Switched at Birth – Al posto tuo

 

Drama teen dell’Abc family, questo telefilm è pieno dei soliti drammi che riguardano le famiglie, più i drammi creati dalla trama principale: due ragazze scambiate alla nascita, Bay e Daphne, l’una sempre vissuta in una famiglia altolocata con il padre ex giocatore e la madre che sembra uscita da una rivista degli anni 50, l’altra proveniente da una famiglia con pochi soldi e tanti guai, una madre ex alcolizzata redenta per suo bene, la nonna che dà una mano e mal vede il padre, un italiano dal passato misterioso. Già di per sé questo causerebbe i soliti drammi da telefilm dell’ABC, ma essa ci ha anche abituati che, più possono andare male le cose per sconvolgere i personaggi, meglio è. Salvo poi sistemare tutto come se la soluzione potesse piovere dal cielo.

L’elemento in più quindi, oltre allo scambio, è il fatto che Daphne, la ragazza cresciuta in povertà (o nella normalità ma in questi telefilm “medio borghesi” essere normali è come aver vissuto nel ghetto) è sorda.

 

Scheda Info

Titolo: Al Posto Tuo
Titolo Originale: Switched at Birth
Ideatore: Lizzy Weiss
Genere:
  Drammatico
Stagioni:1 stagione
Puntate per stagione: 20/30.
Durata singola puntata:
45 m
Telefilm: In Corso
Paese:
America
Rete americata:
ABC Family
Rete Italiana:
Deejay Tv
Lingua Originale:  Inglese
Voto:

Trailer

Recensione
di Macci_Mellow

La famiglia Kennish (genitori biologici di Daphne) è il prototipo della famiglia perfetta. Brave persone, quasi senza scheletri nell’armadio: il padre ex giocatore di baseball, la madre che sembra essere appena uscita dagli anni cinquanta.

Sono abituati ad avere tutto e la cosa che più è disturbante è che sembra che anche la produzione ne sia d’accordo. Non perdono occasione, infatti, di attaccare la famiglia Vasquez (la madre, Regina, e la nonna, ovvero famiglia biologica di Bay) perché lei è un ex alcolizzata, che ha dovuto crescere sua figlia da sola con l’aiuto della madre; la criticano perché non hanno soldi che piovono dal cielo, perché non apprezzano che Daphne abbia avuto poche possibilità dalla vita, per essere stata negligente e aver fatto diventare loro figlia difettosa. Criticano Regina per ogni santissima cosa che fa, mentre lei non può dire assolutamente nulla sull’educazione impartita alla vera figlia Bay.

L’impressione che la produzione voleva dare era forse il concetto dell’ignoranza sulla condizione delle persone sorde, capaci di tutto e non menomate. La paura, l’accondiscendenza e il disagio sono la prima cosa che i Kennish dimostrano, ma anche quando iniziano a capire Daphne e le sue capacità e quanto ha dovuto fare Regina per rendere la vita della figlia più che soddisfacente, non perdono l’arroganza né la convinzione che la loro visione sia insindacabile perché migliore.

Attenzione, questo non è un elemento drammatico della trama, bensì è il difetto principale che ho riscontrato guardandolo. Ho odiato i Kennish, li avrei mandati sull’astrico solo per farli stare zitti e muti su ogni passo che quella povera di Regina ha dovuto fare.

Premesso questo, la parte veramente godibile di questo telefilm è quando i drammi dei genitori diventano secondari e quelli dei figli, con i loro amori e i problemi tipicamente adolescenziali, si fanno strada tra le puntate.

Il caos iniziale è stato messo in ordine da una convivenza che tra alti e bassi funziona, elementi d’impiccio appaiono come per magia ma alla fine della puntata tutto torna miracolosamente a posto come in ogni storia dell’ABC family.

Il telefilm si alza di livello nella seconda parte della stagione, in cui Bay da egocentrica viziata passa e ragazza con uno spessore emotivo e Daphne passa da povera ragazza sorda a ragazza con egocentrismo tipico del Dna Kennish. Della serie “buon sangue non mente”.

A rendere la storia veramente interessante è la storia d’amore tra Bay e il migliore amico di Daphne, Emmet, che con le sue fotografie riesce a trovare un’intesa artistica con Bay che, segretamente, è una artista di strada.

Il telefilm quindi risulta godibile, niente di speciale, ma ottimo per passare il tempo. Superata la prima metà diventa perfino emozionante sempre se si è capaci di sopportare i Teen Drama tipici di casa Abc Family.

 

Cast

Info e Curiosità

Quando Emmet e Dafne parlano tra loro nel linguaggio dei segni, l’audio viene abbassato fino ad eliminare i rumori di fondo così da inserire lo spettatore in un contesto per non udenti.

Fu lanciato un gioco online, “Switched at Birth: Hunt for the Code” per promozione, che consisteva nel cercare in dieci siti la firma della artista di strada Bay e così vincere l’accesso a video inediti o premi in denaro.

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5 risposte a “Switched at Birth – Al Posto Tuo”

  1. simog55 ha detto:

    Scusa, ma il fatto dello scambio alla nascita è quindi qualcosa che viene fuori subito? Ognuna poi continua a vivere con la famiglia che le ha cresciute?

    Ciao ^_- recensione interessante…

    • Nasreen ha detto:

      Guarda, l'ho iniziato a vedere dopo aver letto questa recensione. ORa ne sono conquistata. Te lo giuro! Sto vedendo ORA l'ultima puntata della prima serie XD

    • Momi87 ha detto:

      Lo scambio si scopre quando Bay, sedicenne, fa un test del sangue a scuola e capisce che il suo gruppo sanguigno non è compatibile con quello dei propri genitori e dopo analisi più accurate scoprono l'errore commesso dall'ospedale. Alla fine per far in modo che tutti abbiano modo di conoscersi meglio, la famiglia Vasquez si trasferirà presso la tenuta dei Kennish, con i problemi che una convivenza improvvisata potrà portare e con l'elemento principale dello scambio che la fa da padrone.

  2. Macci_Mellow ha detto:

    Le ragazze capiscono di essere state scambiate all'età di sedici anni, per tanto hanno come "famiglia" la famiglia che le ha cresciute!

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