Tartarughe all’infinito di John Green

Tartarughe all’infinito

di John Green

Titolo: Tartarughe all’infinito
Autore: John Green || Traduttore: B. Masini
Edito da: Rizzoli
Genere: Narrativa, YA
Pagine: 333 p. || Prezzo: 17,00€ cartaceo – 8,99€ ebook

Trama dell’editore:
Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri. Nel suo tanto atteso ritorno, John Green, l’amatissimo, pluripremiato autore di Cercando Alaska e Colpa delle stelle, ci racconta la storia di Aza con una lucidità dirompente e coraggiosa, in un romanzo che parla di amore, di resilienza e della forza inarrestabile dell’amicizia.

Recensione

di Alice

 

Aspettavo da molto l’uscita di questo libro, mi ero informata, avevo fatto ricerche nel web, evitando sempre gli spoiler, e ho assillato un po’ la ragazza della libreria, alla quale avevo anche chiesto di metterlo da parte per me. Aspettative? Moltissime. John Green non è solito deludermi, e non si è smentito neanche questa volta.

Protagonista di questo nuovo romanzo è Aza, adolescente, orfana di padre, che soffre di ipocondria: è questa malattia che governa la sua vita, fatta di spirali di pensiero che stringono sempre più i rapporti con le altre persone, ma soprattutto con se stessa. Aza tenta di combattere le sue ansie e la sua incontrollabile paura di ammalarsi, ma spesso non ci riesce e finisce per richiudersi su se stessa, proprio come una tartaruga.

“Sarei stata sempre così, avrei avuto sempre questa cosa dentro di me. Non c’era modo di sconfiggerla. Non avrei mai ucciso il drago, perché il drago era anche me. Il mio io e la malattia erano legati insieme per la vita.”

Quasi opposta al carattere chiuso, e alla personalità “ricordabile” di Aza, è la sua migliore amica, Daisy, che è un fiume in piena, scoppiettante, travolgente, scrittrice di una famosa fanfiction di Star Wars, alla quale dedica molto del suo tempo.

Questa coppia fatta di elementi tanto diversi, quanto bene assortiti, si lancia all’avventura. Sotto richiesta di Daisy, le due si metteranno alla ricerca di Russell Pickett, un miliardario scomparso, per il quale ritrovamento si sarebbe vinta una ingente somma di denaro. Daisy non essendo in una condizione economica molto favorevole, non esita nemmeno un attimo a spronare la sua amica. Punto di partenza di questa ricerca sono le telecamere poste nella vastissima proprietà dei Pickett; qui, dopo essere state scoperte, riescono a salvarsi con la scusa di essere amiche di Davis Pickett, il figlio maggiore del suo omonimo padre.

 «Quando è scomparso, continuavo a sentire il suo nome al telegiornale, e dicevano il suo nome per esteso – Russel Davis Pickett – e io continuavo a pensare insomma, è il mio, di nome; ed era così strano sentire i giornalisti che dicevano “Russel Davis Pickett risulta scomparso”. Perché io ero lì.»

Davis, è orfano di madre, e suo padre è un miliardario scomparso, che lui non ha intenzione di ritrovare, se non fosse per il fratellino minore che è completamente dilaniato dal non sapere dove sia suo padre. Per Davis è proprio vero che “i soldi non fanno la felicità”, lui è un ragazzo che si ritrova a dover fare il fratello maggiore e donare più affetto e conforto di quanto ne abbia mai ricevuto.

Aza e Davis si conoscono da quando erano piccoli, si amano da sempre ma non hanno mai avuto il coraggio di rivelarlo l’un l’altro. La loro storia non è facile da sostenere, si amano, certo, ma vivono l’amore in due modi diversi: Aza è fatta di parole, tanto che non si perde neanche un post del blog di Davis che, invece, vive di gesti, di contatto, che per Aza è insostenibile. Tra loro vi sono silenzi interrotti da parole che hanno un grande impatto sul lettore, tanto che mi sono immedesimata e commossa varie volte.

«Mi piacciono le poesie brevi con schemi metrici strani, perché la vita è così.» «La vita è così?» Stavo cercando di capire cosa intendeva. «Sì. Rima, ma non nel modo che ti aspetti.»

La storia è raccontata tutta dal punto di vista di Aza, di modo da poter dare al lettore la possibilità di capire cosa pensi veramente, durante, magari, una normalissima conversazione al tavolo della mensa con i suoi amici. Ho apprezzato molto questa scelta perché nonostante non soffra di questa malattia e mi sembrasse difficile credere di potermi immedesimare in questo personaggio, mi è parso di riuscire a comprendere come ci si senta soli in questo dolore, nonostante le molte persone che ti stanno accanto.

Ho trovato tutto perfetto in questo libro, il lettore non deve far altro che avvicinarsi in punta di piedi nelle vite dei protagonisti e lasciarsi guidare dagli eventi. Ricordatevi, però, che John Green racconta la vita vera, quella difficile che non risparmia niente e nessuno, non c’è quindi da sorprendersi se non ci lascia con una fantastico lieto fine. Anche se nessuno può smettere di sperarci. Ho amato questo libro e non potete assolutamente farvelo scappare, vi regalerà momenti emozionanti, e arriverete alla fine un po’ confusi su come vi dovreste sentire, ma sarete certamente grati di aver conosciuto Aza, Davis, Daisy e le loro storie.

Perché il titolo “Tartarughe all’infinito”? Beh, se vi dicessi tutto io, che gusto ci sarebbe?

John Green: Autore di fama internazionale, John Green è nato nel 1977. È cresciuto in Florida e in Alabama, dove ha frequentato una scuola non molto diversa da Culver Creek. Cercando Alaska, suo romanzo d’esordio, presto diventerà un film. Ha scritto Teorema CatherineCittà di carta e il bestseller Colpa delle stelle, da cui è stata tratta una versione cinematografica. Selezionato dalla rivista Time tra le cento persone più influenti nel mondo, ha dato vita con suo fratello Hank a Vlogbrothers, progetto di video online che ha riscosso grande successo. Puoi seguirlo su Twitter e Tumblr  o visitare il suo sito johngreenbooks.com.

 

 

Editing by CriCra

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