Teleaddicted: American Gods – The secret of the spoons #2

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American Gods

La serie narra le vicende del misterioso Shadow, un uomo che viene rilasciato di prigione tre giorni in anticipo, dopo aver scontato una condanna a tre anni di prigione per una rapina in banca, a causa dell’improvvisa morte della sua amatissima moglie Laura, venuta a mancare in un incidente d’auto. Durante il viaggio in volo verso casa per il funerale, Shadow si ritrova seduto a fianco ad un uomo che si presenta come Mr. Wednesday, il quale si dimostra essere fin troppo informato sulle vicissitudini, passate e presenti, del protagonista. L’enigmatico Wednesday proporrà a Shadow di lavorare per lui come sua guardia del corpo in cambio di un lauto compenso, ma ciò che il protagonista non immagina minimamente è chi sia in realtà il suo nuovo datore di lavoro.

Titolo Originale: American Gods
Ideatore: Bryan Fuller, Michael Green, Neil Gaiman
Genere: Fantasy Mitologico per adulti
Stagioni: 1 stagione.
Puntate per stagione: 8
Durata singola puntata: 60 minuti
Telefilm: In corso
Paese: America
Rete americana: Starz
Rete Italiana: Amazon Prime Video
Lingua Originale: Inglese




 

Recensioneù

di MissMarilux

Ed eccoci cari sognalettori, alla recensione della seconda puntata di American Gods, The secret of the spoons. Partiamo subito con il dire una cosa molto semplice. Non esiste telefilm che abbia un inizio cosi potente e devastante come il monologo che apre la puntata di cui si sta parlando. Abbiamo un nuovo flashback sull’arrivo di Compe Anansi in America, dio ragno africano del Ghana, interpretato da un magistrale Orlando Jones (che si diverte a mescolare tre differenti cadenze nel parlato), che si mostra a noi per la prima volta in un discorso spaventosamente perfetto. Data la mia ossessione per questi 7 minuti ho ricopiato a mano le sue parole, perché meritano di essere lette, ascoltate, viste e gustate. Questi minuti sono un pugno nello stomaco senza se e senza ma, che lasciano lo spettatore sgomento, sperduto, disorientato. Sono cosi potenti che quando entra in scena Shadow, quasi avvertiamo fastidio, come se tutto il resto ci apparisse sottotono. Perché ciò di cui Anansi parla è il problema razziale americano MAI risolto, qualcosa che esiste e che tocchiamo con mano tutti i giorni.
Vi avverto, il linguaggio è schietto, nudo e crudo.

Lascia che ti racconti una storia.
C’era una volta un uomo che veniva continuamente fottuto.
Beh vi piace come storia?
Perché questa è la storia delle persone nere in America.
Cazzo, neanche sapete di essere neri.
Pensate di essere gente normale, lasciate che sia il primo a dirvi che voi siete tutti neri.
Nel momento in cui quei fottuti bastardi olandesi sono arrivati, hanno detto di essere bianchi e voi siete diventati neri, e credetemi, questo è il termine più gentile con cui vi chiameranno.

Lasciate ora che vi dia una immagine di quello che vi aspetta sulla terra ferma.
Siete in America, terra delle opportunità, del latte e del miele, ed indovinate un po’?
Diventerete tutti schiavi, separati, venduti, costretti a lavorare sino alla morte.
I più fortunati potranno riposarsi e scopare la domenica per sfornare nuovi schiavi gratis, e per cosa?
Per il Cotone? L’indaco? Per una schifosissima maglietta viola?
L’unica notizia positiva, è che il tabacco che i vostri nipoti lavoreranno gratis ovviamente, regalerà un bel po’ di cancro a quei pezzi di merda bianchi.

E non ho nemmeno cominciato.
Perché voi 100 anni dopo, sarete fottuti.
E 100 anni dopo quelli ancora? Fottuti.
E 100 anni dopo ancora, quando vi avranno liberato verrete comunque tutti fottuti sul lavoro ed usati come bersagli dalla polizia.
Capite cosa sto dicendo?
Questo ragazzo ha capito. Mi piace.
Si sta arrabbiando. La rabbia è ottima, la rabbia fa riflettere ed agire.
Hai versato le tue lacrime per Compe Anansi, ti darà il suo aiuto.
È arrivato il momento della resa dei conti, dopo 300 anni di totale assoggettamento, stronzate razziste e malattie cardiache.
Lui ora sta dicendo a te, che non vi è una sola fottutissima ragione, per non salire sopra, e tagliare la gola di ogni singolo fottuto bastardo olandese e dare fuoco a questa dannata nave.
Lasciate che questi bastardi brucino.
Lasciate che tutto bruci.

A tirarci su il morale è subito Media, interpretata da una splendida Gillian Anderson. Media signora e dea egli schermi, è una sorta di portavoce dei “new gods”, gentile e affabulatrice, rende perfettamente l’idea della tv: uno strumento falso ed ingannatore a cui nessuno riesce a resistere. Shadow ce la fa ma solo perché mostra già un attaccamento maggiore al suo datore di lavoro, Mr. Wednesday. Fuller – che tu sia maledetto :mrgreen: – ancora non ci mostra niente di quest’ultimo. Tecnicamente per chi vive al di fuori dei social e dei libri, Wednesday è solo un uomo strano, non un antico e potente Dio, ma qui un piccolo elemento divino viene introdotto: la creazione della tempesta. Scena dal forte impatto visivo, riesce a dare qualche prima informazione sulla vera identità dell’uomo. Un passetto alla volta insomma.

Bilquis torna in pista con diversi amplessi e una splendida inquadratura di nudo completo frontale, beh, complimenti a Yetide Badaki per la sua bellezza, e mostra come la dea stia cercando di ripristinare una forma materiale per indossare un antico abito d’oro (elemento di cui francamente non so nulla, non presente nel libro, e su cui dovrò indagare). Abbiamo quindi il primo spunto sul quale non sappiamo effettivamente niente. Un’ottima cosa che rimette immediatamente sul chi va là anche coloro che conoscono la storia a memoria.

Da metà puntata in poi, in campo scenderanno gli dei slavi, Czernobog e le tre sorelle Zorya, di cui una ancora assente per motivi temporali 😛
Questa parte è favolosa. Sembra che l’America abbia lasciato il passo alla Jugoslavia; le musiche, gli abiti, le cadenze degli attori,  ma anche il cibo e le acconciature esibite dalle due Zorya, marcano la loro origine naturale. Un lavoro incredibile. Se il dio oscuro Czernobog (interpretato da un ottimo Peter Stormare, che riesce a dargli anche una cadenza russofona) è un pazzo completo che non lo nasconde, Zorya Vechernyaya, la maggiore, si mostra interessante quanto ambigua. Ho adorato il suo personaggio, la sua battuta dove dice: “la famiglia è quella con cui sopravvivi quando hai bisogno di sopravvivere anche se non ti piace affatto”, racchiude dolore, nostalgia e stanchezza di tempi che mai più saranno. Shadow ne resta affascinato ed inizia a tentennare sulla dimensione reale della realtà. Inizia a dubitare e forse inizia a credere in qualcosa ed accetta una partita a dama con Czernobog dal finale davvero imprevedibile 😉

Voto Puntata:

Qui il promo della terza puntata 😉

Vi ricordiamo qui i link delle recensioni delle precedenti puntate:

0. Anteprima e curiosità
1. The Bone Orchard 30/04/2017
2. The secret of spoons 07/05/2017
3. Head Full of Snow 14/05/207
4. Git Gone 21/05/2017
5. Lemon Scented You 28/05/2017
6. A Murder of Gods 04/06/2017
7. A Prayer for Mad Sweeney 11/06/2017
8. Come to Jesus 18/06/2017

e Qui potete trovare la recensione del libro! Buona lettura!

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