Teleaddicted: oggi parliamo di ‘Sherlock’ [4×03]

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per tutti gli amanti delle serie TV

Sherlock

DatiTelefilm

Titolo Originale: Sherlock
Ideatore: Mark Gatiss, Steven Moffat
Genere: Giallo, Drammatico
Stagioni: 4 stagioni
Puntate per stagione: 3
Durata singola puntata: 90 minuti
Telefilm: in onda
Paese: Gran Bretagna
Rete britannica: BBC One
Rete Italiana: Italia 1, Paramount Channel
Lingua Originale: Inglese

VOTO:

separatore cinemaRecensioneùThe final problem

A mio avviso The final problem è ‘La puntata’: epica, sorprendente ed emozionante. In 90 minuti è stata capace di coinvolgermi nel profondo e farmi provare sentimenti diversi e contrastanti.

La punta ha come fulcro il caso di Eurus Holmes, una sorella di cui Sherlock non ha memoria, e lo scopo per il quale ha messo in scena così tante versioni di se stessa. Attraverso il racconto di Mycroft lo spettatore viene a conoscenza del cupo e spiacevole passato di Eurus e del perché è stata allontanata dalla sua famiglia. Infatti la più piccola dei fratelli Holmes mostra fin dalla più tenera età un sorprendente acume e una capacità di deduzione fuori dalla norma, ma questa sua scaltrezza porterà la bambina ad isolarsi e compiere atti crudeli.

Per evitare che Eurus possa di nuovo ferire chi la circonda, viene internata in una clinica psichiatrica che si trova sull’isola di Sherrinford. Qui gli psicologi effettuano numerosi test e la sua intelligenza viene sfruttata da Mycroft per aiutare la Nazione, fin quando Eurus non escogita un piano per vendicarsi.

Ho amato il personaggio di Eurus e il modo in cui gli autori hanno saputo caratterizzarlo. Infatti ci viene presentata una donna intelligente, spietata, furba e calcolatrice. Tuttavia ho avuto modo di apprezzare anche il lato fragile e insicuro: Eurus è stata abbandonata da bambina, allontanata dai suoi fratelli e nessuno ha mai provato a comprenderla. Infatti la scena che più mi ha commosso in questa puntata è quella in cui finalmente Eurus ristabilisce un contatto con la sua famiglia, ma soprattutto con Sherlock suonando insieme a lui il violino.

Il piano che Eurus mette in atto per vendicarsi dell’abbondono dei fratelli è magistrale, un enigma così ben costruito che metterà in seria difficoltà Sherlock, John e Mycroft. La donna sa che il punto debole di Sherlock sono i suoi sentimenti e l’affetto che prova per la sua famiglia ed è per questo che mette in scena uno spettacolo che mirerà al cuore del fratello. Ho apprezzato che gli autori utilizzassero le scene ad alto carico emotivo, come ad esempio quella in cui Sherlock deve scegliere se salvare John o Mycroft, per mostrarci la profonda umanità del detective e lo sviluppo del personaggio. Nella prima stagione Sherlock ci viene presentato come una persona cinica, senza scrupoli e priva di affetto. In quest’ultima puntata ci viene mostrata una nuova sfaccettatuta dell’animo di Sherlock, quello più fragile e comprensivo. Il detective ha compreso di essere circondato da persone che lo accettano e che i sentimenti non sono una debolezza.

Finalmente ci viene svelato il grande mistero che ha circondato la stagione: Moriarty. Ho letteralmente adorato il suo ingresso nella narrazione, il modo spettacolare in cui si presenta. Moriarty è l’esperto e astuto burattinaio che muove a suo piacimento le pedine, prevede ogni reazione e gode del caos che genera. Moriarty si dimostra ancora una volta l’antagonista perfetto per Sherlock.

Per poco ho creduto che Moriarty fosse sopravvissuto ma presto si scopre che le immagini che lo ritraggono e il suo incontro con Eurus risalgono a ben cinque anni prima. È stato geniale creare un percorso in cui la presenza di Moriarty fosse così costante, sottile e subdola senza che egli facesse realmente la sua comparsa. James Moriarty è il fantasma che continua a perseguitare Sherlock, che conosce ogni suo punto debole e smania per vederlo perdere il gioco crudele che ha messo in atto.

Le scene conclusive sono state una pugnalata in pieno petto per me. La drammaticità e la sofferenza sono state trasmesse con maestria da tutto il cast. In questo frangente lo spettatore viene a conoscenza della vera natura di Barbarossa, che fino a quel momento era stato considerato il cane dell’infanzia di Sherlock e della profonda sofferenza di Eurus.

Il finale ha come cardine il perdono e la comprensione. Sherlock è indulgente con se stesso e perdona Mycroft per avergli nascosto l’esistenza di Eurus. Anche John si assolve, accetando il fatto di essere un uomo fallibile e che ogni tanto i suoi valori possono vacillare. Ho apprezzato che gli autori abbiano mostrato anche le varie declinazioni che può assumere la famiglia: quella di amici che circonda Sherlock, quella tradizionale che si ricostruisce con l’accettazione di Eurus e quella che creano John e Sherlock con la piccola Mary Rose.

The final problem rappresenta un nuovo inizio per i due protagonisti che possono ritornare a risolvere casi insieme più consapevoli di loro stessi e della profondità del loro legame. Ho trovato molto commovente il discorso conclusivo di Mary, che riassume l’essenza stessa dello show. Nonostante le difficoltà e le incomprensioni ci saranno sempre il detective Sherlock Holmes e il dottor Watson. Se gli autori non volesso proseguire la serie credo che questo sarebbe il finale perfetto, la degna conclusione di una viaggio tortuoso che però riconduce al cuore della narazzione: Sherlock e John.

Un aspetto negativo è stata la troppa spettacolarizzazione di alcune scene. In una serie il cui centro è la mente, ho trovato fuori luogo la presenza di esplosioni così esagerate. Altro elemento che mi ha fatto storcere il naso è il fatto che Sherlock avesse completamente rimosso sua sorella, che non possedesse neanche un vago ricordo.

Mi è dispiaciuto leggere su Twitter commenti distruttivi riguardo la puntata e in generale verso l’intera stagione. È innegabile il fatto che la quarta serie sia molto diversa rispetto le precedenti e che i casi siano passati in secondo piano. Tuttavia credo che questo sia il corso naturale della crescita dei personaggi e della storia stessa: siamo partiti con due uomini che avevano perso se stessi e credevano che l’unico modo per essere vivi fosse il pericolo. Ora questi uomini sono più maturi e consapevoli di loro stessi.

The final problem è una puntata emozionante e travolgente, che finalmente ci ha permesso di mettere tutti i pezzi del puzzle al loro posto.

 

By Persefone

Editing by CriCra

 

 

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Una replica a “Teleaddicted: oggi parliamo di ‘Sherlock’ [4×03]”

  1. >Giupio< ha detto:

    Sherlock ha avuto un’evoluzione fantastica e questa puntata lo dimostra perfettamente. Puntata commovente ed emozionante. Fantastica

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