Teleaddicted: Oggi parliamo di ‘Una serie di sfortunati eventi’

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per tutti gli amanti delle serie TV

Una serie di sfortunati eventi

 

La serie ripercorre i primi quattro libri. Osservate le disavventure dei fratelli Baudelaire braccati dal perfido conte Olaf e dalla sua banda in una dramedy inaspettata. 

DatiTelefilm

Titolo Originale: A Series of Unfortunate Events
Ideatore: Mark Hudis
Genere: Drammatica, mistero, commedia
Stagioni: 1 stagione.
Puntate per stagione: 8
Durata singola puntata: 60 minuti circa
Telefilm: in corso
Paese: Stati Uniti d’America
Rete britannica: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Lingua Originale: Inglese


VOTO:

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“Violet, Klaus e Sunny erano bambini intelligenti. Tutto quello che accadde loro fu carico di sventura, infelicità e disperazione”. 
Così inizia questa tragica serie. Il narratore, Lemony Snicket, ci accompagna attraverso un lungo viaggio per far luce sulla vita dei tre orfani Baudelaire. Immagino che il vostro primo pensiero sia stato: “Quante stelle ha ricevuto in questa recensione?” e quindi già sapete che ho dato cinque stelle e, di seguito, vi recensirò il nuovo capolavoro Netflix.

La serie ha il compito di narrare, in un ciclo di otto episodi, i primi quattro libri della famosissima serie di Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler).  Inutile dire che ci riesce perfettamente. Gli episodi corrono senza buchi di sceneggiatura e il tutto risulta ben saldo. L’alone del mistero che ingloba i romanzi viene fedelmente riproposto e implementato, lasciando lo spettatore incollato allo schermo in preda a moltissimi sentimenti. La regia, la sceneggiatura e la scenografia sono perfette, tutte pulite e ben delineate, bisogna osservare il tutto per avere un quadro completo e per essere colpiti dai colpi di scena che funzionano sia verso gli amanti dei libri che verso i novizi.

A far da padrone alla scena, ovviamente, sono i personaggi e la scelta del cast, che riunisce attori di un certo calibro e attori nuovi, è eccezionale. Neil Patrick Harris interpreta il perfido conte Olaf, cattivo principale della serie. Harris è stato fantastico, ha interpretato il personaggio nel miglior modo possibile portando lo spettatore ad odiare ed amare contemporaneamente il perfido conte e tutte le sue sfaccettature. Se si parla di Olaf risulterà doveroso fare il paragone con Jim Carrey che interpreta lo stesso personaggio nell’omonimo film del 2004 (ma questa analisi la lascio per una rubrica che ho intenzione di iniziare). Ad affrontare il talento smisurato di Neil Patrick Harris abbiamo il duo Malina Weissman e Louis Hynes nei ruoli di Violet e Klaus Baudelaire che, nella loro nuova esperienza, riescono ad entrare nelle loro parti e a farsi amare dal pubblico, insieme alla neonata Sunny ovviamente.
Il cast comprende anche Patrick Warburton nel ruolo del narratore Lemony Snicket, narrando e interrompendo la narrazione per spiegarci le cose che potrebbero non essere note e, come lui stesso dice, “per prendere una pausa nei momenti più tesi“. Warburton riesce a trasmettere completamente la tristezza e quel senso di distacco che Lemony Snicket ha nei libri dandoci, di volta in volta, notizie sul suo passato e facendoci porre delle domande.

Un’altra cosa che ho apprezzato è la presenza dei misteri e delle sottotrame. Parallelamente alla storia dei Baudelaire succede qualcos’altro collegato all’incendio e questo espediente mantiene l’alone attivo per poi colpire con i vari colpi di scena.

La serie si dimostra, infine, l’ennesimo capolavoro targato Netflix. Non ho trovato difetti o incongruenze, il tutto era ben pensato e ben narrato, non è una cosa che capita tutti i giorni. L’idea del ciclo di 8 episodi è stata ottima dando così modo di narrare le vicende dei primi quattro libri in maniera precisa e senza saltare dei punti salienti. Attendo con ansia la seconda stagione, stavolta di dieci episodi, che ripercorrerà la storia dal quinto al nono libro.

Info e Curiosità

La sigla ha delle variazioni in ogni arco narrativo. In inglese il cambio avviene sei volte e la sigla viene cantata da Neil Patrick Harris. Ciò significa che Neil Patrick Harris ha cantato sette volte per la sigla, cambiando tono di voce e alcune parole. La seconda stagione è stata annunciata il giorno stesso della messa in onda della prima. 

˜ By Giupio 

Editing by CriCra

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