The Butler. Il film

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The Butler
Un maggiordomo alla Casa Bianca

datifilm

 

Titolo: The Butler
Regia: Lee Daniels
Sceneggiatura: Lee Daniels, Denny Strong
Genere: biografico
Durata: 120 minuti
Interpreti: Forest Withacker: Cecil Gaines; Alex Petyfer: Thomas Westfall; David Oyelowo: Louis Gaines; Opra Winfrey: Gloria Gaines; Lenny Kravitz: James Holloway

Nelle sale italiane dal: 01 gennaio 2014

Voto

Trailer italiano HD

Trama: Il film ripercorre le tappe fondamentali della lotta per i diritti civili degli afroamericani attraverso la vita di Cecil, storico maggiordomo della Casa Bianca.

Recensioneù

di Jacopo Giunchi

The Butler è un film intelligente, impegnato e privo di sbavature. Un film che riprende e attualizza la grande tradizione della blackspoitation, e designa Lee Daniels come possibile erede di uno Spike Lee che da tempo ha esaurito la sua vena creativa, come dimostrano i suoi ultimi, fallimentari, lavori (il tedioso  Miracolo a Sant’Anna e l’inutile remake di Old Boy).

Cecil è nato in una piantagione di cotone nei primi del ‘900, quando ancora gli afroamericani erano cittadini solo sulla carta, ma nei fatti ancora schiavizzati e vittime di soprusi di ogni tipo; nella scena iniziale vediamo, infatti, suo padre venire brutalmente ucciso da un bianco, senza nessuna conseguenza per quest’ultimo. Fuggito dalla piantagione, Cecil trova impiego in città come “negro di casa” e, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, riesce a far carriera fino ad entrare nel personale della Casa Bianca, allora presieduta dall’amministrazione Eisenhower. Comincia, così, la sua lunga esperienza di invisibile spettatore delle sale del potere, dove vede avvicendarsi, nel corso degli anni, figure come Kennedy, Nixon e Regan, mentre all’esterno il paese è in tumulto per le rivendicazioni di Martin Luther King, Malcom X e le Black Panters. Cecil si costruisce una famiglia dalla quale è sempre assente a causa del suo prestigioso lavoro, che, nonostante abbia permesso un adeguato riscatto sociale, è motivo di divergenze e progressivo allontanamento dei membri: la moglie si sente abbandonata e sviluppa una dipendenza dall’alcol, il figlio maggiore diventa un estremo attivista dell’emancipazione nera e il figlio minore si arruola per la guerra in Vietnam.  Il film culmina con un vecchissimo Cecil che, risolti i conflitti coi propri cari, assiste all’elezione di Obama, il quale sancisce definitivamente la pari dignità dei cittadini afroamericani.

La famiglia è usata efficacemente come metonimia della comunità nera, e chiarisce (con qualche necessaria semplificazione) le differenti posizioni e stati d’animo, i conflitti interni e la loro evoluzione durante il secolo. Molte sottotrame vengono lasciate sullo sfondo, e ci si concentra soprattutto sullo scontro generazionaleideologico tra Cecil e il figlio, che milita un po’ in tutti i movimenti di protesta e vede nel padre il simbolo dell’acquiescenza e della sottomissione allo status quo. Il concetto che emerge con più forza è la futilità di certi tentativi estremi di forzare il naturale corso della Storia, e che la conquista dei diritti civili è avvenuta progressivamente per inerzia, mediante la presa di coscienza da parte della democrazia americana dell’enorme contraddizione interna, più che per le spinte di radicalizzazione, che spesso hanno avuto esito controproducente. Il problema principale è che nei luoghi del potere si fatica a vedere la vera entità del problema (oppure sono semplicemente presieduti da personaggi corrotti), come si evince dalle frequenti domande poste a Cecil dai presidenti, i quali non hanno che una vaga idea della condizione del cittadino nero,  e quindi si appellano a lui per comprendere meglio.

Le vicende coprono un periodo molto lungo, e la Storia viene inevitabilmente rappresentata per sommi capi, scegliendo i momenti più salienti e significativi. The Butler si attiene a una Storia ben nota, ufficiale e superficiale, senza addentrarsi nei retroscena e nei particolari delle singole vicende, per darci un quadro d’insieme il più ampio possibile; ne consegue che spesso gli eventi vengono presentati in modo semplicistico e non sono sviluppati ulteriormente, ma vengono lasciati cadere nel dimenticatoio per proseguire nella secolare maratona di Cecil. Si nota uno sforzo notevole per raffigurare, attraverso scenografie, musiche e costumi, l’atmosfera caratteristica di ogni decade, sebbene, a volte, si sconfini nello stereotipo e nella caricatura (soprattutto per quanto riguarda i vari presidenti e le Black Panters).

Un film dal cast ricolmo di grossi nomi, con molte guest star afroamericane prese in prestito dal mondo dello spettacolo: in primis Opra Winfrey, che si dimostra eccellente nell’interpretare la consorte di Cecil; oppure Lenny Kravitz negli improbabili panni di maggiordomo. Anche i presidenti sono stati affidati ad attori di peso, come Robin Williams e John Cusack; ma benché i loro nomi campeggiassero nei cartelloni, la loro presenza è del tutto marginale, e si limita a poche sequenze. Magistrale il protagonista Forest Whitaker; un po’ meno David Oyelowo, attore-feticcio di Daniels, costretto ad interpretare il figlio ribelle dall’adolescenza fino alla mezza età, risultando a volte poco convincente.

In conclusione, un buon film, che purtroppo non ha avuto la distribuzione adeguata, nonostante abbia “sconvolto l’America”, come citavano i messaggi promozionali; un film che non osa troppo e che forse lascia qualche buco storico sul finale, ma che ha il pregio di non essere banale e non scadere nella retorica tipica del genere. Consigliato.

– Jacopo Giunchi

 

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Una replica a “The Butler. Il film”

  1. Nasreen ha detto:

    l’ho visto tempo fa con degli amici… a me è piaciuto moltissimo… ed ora andrò a vedere anche 12 anni schiavo (dicono che sia bellissimo!)

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