The Carrier Series di Leigh Follon

Leigh FallonLeigh Fallon

Leigh Fallon, nata in Sudafrica, vive tra gli Stati Uniti e l’Irlanda con il marito e i quattro figli. Proprio in Irlanda ha trovato l’ispirazione per scrivere il suo primo romanzo, The Mark.

Sito:http://leighfallon.com/
Blog dell’autrice
: http://www.leighfallon.blogspot.com/

The Carrier Series:

1. The Mark, 2011
2. secondo romanzo previsto per il primo 2013
+ altri 2 libri a seguire

Titolo: The Mark
Autore: Leigh Fallon
Serie: The Carrier n° 1
Edito da: Sperling e Kupfer
Prezzo: 16,50 €
Genere: Adult Fantasy,Fantasy
Pagine: 288 p.
Voto:

Trama:Fin dal primo momento in cui mette piede nella sua nuova scuola, in uno sperduto paesino del sud dell’Irlanda, Megan sente di essere irresistibilmente attratta dall’affascinante e solitario Adam De Ris. Più il tempo passa, più Megan si rende conto che i suoi sentimenti per Adam trascendono la sua stessa volontà. I due ragazzi sono infatti uniti da un destino ineluttabile, che è stato scritto per loro già da molti secoli e che affonda le radici nella notte dei tempi, in un mistero antico e pericoloso. Insieme, Adam e Megan possono dominare il mondo. O distruggerlo.

 

Recensione:
di CriCra

The Mark è il primo libro di questa nuova serie urban fantasy YA romantica – The Carrier – e il romanzo d’esordio dell’autrice.

La storia è quella di una giovane ragazza, Megan, rimasta orfana della madre in un grave incidente stradale. Dopo tanti anni a girovagare per vari Stati e città, insieme al padre, si trasferisce in una cittadina del sud Irlanda, Kinsale. Un nuovo lavoro per lui e una nuova scuola e nuove conoscenze da affrontare per lei: Caitlin e Jennifer si dimostrano subito delle care e sincere amiche, specialmente la prima.

L’attenzione di Megan, inoltre, viene catturata da un ragazzo davvero molto attraente e misterioso allo stesso tempo, Adam DeRis, tanto da fargli provare forti emozioni soltanto con piccoli sguardi rubati.

La sue nuove amiche la mettono al corrente che la famiglia del ragazzo, di cui fanno parte i suoi fratelli Rian, Aìne e il tutore Fionn, sembra essere composta davvero da soggetti molto strani, circondati da un alone di mistero, risalente agli antichi Druidi d’Irlanda. Mistero e magia sembrano circondarli.

E questo non fa che aumentare la curiosità di Megan nei confronti di tutti loro.

Infatti, una volta venuta a conoscenza del mistero di questa famiglia, Megan si ritrova a sua volta a farne parte, proprio perché anche lei discende dai Tuatha de Danann, i figli della Dea Danu, la divinità creatrice celtica, che mandò i suoi figli con sembianze umane, dotati dei poteri degli elementi – Terra, Aria, Acqua e Fuoco – per mantenere l’equilibrio sulla Terra.

Loro costituiscono così i nuovi Segnati per linea diretta di sangue, contrassegnati da un marchio di riconoscimento proprio dietro il collo: coloro che devono lottare contro il male, per salvaguardare il mondo intero.

Per come si presenta il libro, devo dire che, copertina a parte (che trovo davvero molto bella), il contenuto lascia un po’ a desiderare.

Mi ha dato l’impressione di essere superficiale; alcune cose non sono così male, come l’ambientazione in una cittadina irlandese, i riferimenti agli antichi druidi, le divinità celtiche, ecc sono tutti dei bei elementi, ma purtroppo non sono stati approfonditi quasi per niente.

Sembra di leggere il riassunto frettoloso di una storia che si svolge troppo rapidamente, tralasciando dettagli che magari avrebbero dovuto essere più approfonditi, sia per quanto riguarda i luoghi dove la storia si sta svolgendo, sia la caratterizzazione dei protagonisti, che manca quasi del tutto, buttata lì come se tutto fosse dato per scontato.

Si cade un po’ nella ripetitività, specie se ci si sofferma su i due protagonisti, che non fanno altro che sbaciucchiarsi di qua e di là, creando un senso di banalità e di irritazione, per quello che mi riguarda almeno.

Certo, qui non troviamo figure mitiche come vampiri, lupi o streghe ma, ahimé, credo che i metri di paragone con molti altri libri possano essere fatti tranquillamente e, quindi, mi astengo dal fare nomi di riferimento proprio per non infierire maggiormente su questo testo, che nel suo complesso giudico carino e, scusate il gioco di parole, semplicemente semplice.

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