The Danish Girl di David Ebershoff

The Danish Girl

di David Ebershoff

 


Titolo
: The Danish Girl
Autore: David Ebershoff (Traduttore: Anna Mioni)
Edito da: Giunti – isbn: 9788809770652
Prezzo: 18.00 €
Genere: Romanzo, lgbt, narrativa, storico, biografico romanzato
Pagine: 368 pag.

Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Giovani e talentuosi, Einar Wegener e sua moglie Greta vivono nella romantica Copenaghen di inizio Novecento, accomunati dalla passione per l’arte: paesaggista lui, ritrattista molto richiesta lei. Finché un giorno Greta, per completare un ritratto, chiede al marito riluttante di posare in abiti femminili. A poco a poco, l’ipnotico pennello di Greta, animata da un’improvvisa ispirazione, e il morbido contatto della stoffa sulla pelle di Einar, lo sospingono in un mondo sconosciuto, mettendo in moto un cambiamento che nessuno dei due avrebbe mai potuto sospettare. Quel giorno il giovane scopre che la sua anima è divisa in due: da una parte Einar, l’artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall’altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere. E Einar si trova di fronte a una scelta radicale: decidere quale delle due sacrificare…

“Un romanzo seducente e profondamente umano.
Uno scrittore di grande talento”

– The New York Time Book Review

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Recensioneùdi Nasreen

Nonostante l’uscita del film nelle sale, ho deciso prima di leggermi il romanzo “The Danish Girl”, per poter affrontare con un po’ di obiettività la storia narrata nella pellicola cinematografica.

Avevo già sentito parlare di Lili Elbe, anni fa, durante la lettura di Man into woman. The first sex change, a portrait of Lili Elbe: the true and remarkable transformation of the painter Einar Wegener (1933), romanzo che avevo cercato durante la mia prima e vecchia caccia riguardo l’argomento del transgenderismo, scoperto in tutta la sua profonda complessità a seguito della lettura di Luna di Peters Julie A., una decina di anni fa. Ovviamente The Danish Girl si discosta profondamente da Man into woman (anche soltanto per la questione del cenno fatto riguardo l’intersessualità del protagonista, mai riscontrato con certezza), ma è pacifico che si tratti di una rivisitazione romanzata, ragion per cui non lo definirò mai “romanzo biografico”.

Tutta questa premessa – forse noiosa per i lettori – è stata necessaria solamente per spiegare che l’argomento in oggetto non mi è nuovo, ma nonostante ciò è stato molto complesso leggere questo romanzo e soprattutto decidere come approcciarmi alla recensione. Dopotutto, ho dovuto ammettere a fine lettura, si tratta di una versione romanzata della vita di Lili Elbe, un romanzo che tratta di sentimenti e, presumo, con la leggera intenzione di trasmettere un messaggio, non certamente conoscenza.

Riassumendo, quindi, The Danish Girl potrà piacere o meno a seconda di come leggere. L’approccio è tutto.

Einar Wegner, in The Danish Girl, è uno stimato professore, nonché pittore, della Copenaghen del 1930, sposato con la ribelle e anticonformista Gerda. Trascorrono una vita tranquilla, fra lezioni, mostre e quadri, fino a quando, una mattina, Gerda chiede al marito di posare per lei in sostituzione alla sua cliente. Einar, dai tratti delicati e femminei, dopo non poca titubanza, decide di acconsentire all’ennesima stravagante richiesta della moglie. Sarà proprio in quell’attimo, indossati gli abiti per la posa, che Einar sentirà risvegliarsi in lui Lili, la dolce, piccola e delicata Lili.

Lili si risveglierà e finirà per divenire la musa ispiratrice di Gerda, nonché un’anima scissa e sempre più indipendente da Einar che, seppur nei primi mesi aveva l’abitudine di rivolgersi a lei come se si trattasse di una terza persona, alla fine finirà per rendersi conto che Lili non è solamente una parte di lui, ma “la” parte più importante, quella che sarà in grado, se lasciata libera, di farlo sentire finalmente libero e completo.

The Danish Girl parla esattamente di questo, del viaggio di consapevolezza di Einar, ma non solo. In realtà, leggendolo molto attentamente, l’autore sembra voler dare una spennellata di forte introspezione dei personaggi secondari, come ad aver l’intenzione di render loro giustizia. Si parla spesso del trauma emozionale che affrontano le persone afflitte da disforia di genere, ma quasi mai di chi invece si trova coinvolto nelle loro vite. Come affrontare la transizione dei propri cari? Quali possono essere le conseguenze emotive sulle persone che si trovano coinvolte?

The Danish Girl sembrava infatti, fino a circa metà romanzo, volersi concentrare propriamente su Gerda, magnifica donna dal cuore immenso che ha sopportato e supportato ogni singolo passo del marito e senza la quale con ogni probabilità Lili non sarebbe mai arrivata ad avere la possibilità di esistere, e tutte le persone “intorno” a Einar/Lili, salvo poi cambiare nuovamente rotta nell’ultima metà del romanzo, tornando a concentrarsi quasi unicamente su Lili.

http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/eddiealiciawegener-xlarge.jpgEinar è protagonista nella prima metà del romanzo, raccontato principalmente da Gerda e dai suoi sentimenti per quel marito che ama e che vede scivolare via fra le pieghe del vestito di Lili, per poi sfuggire via, capitolo dopo capitolo, fino al punto in cui non diviene Lili la protagonista, colei che interagisce con il mondo, che vuole uno spazio tutto per sé e che è del tutto intenzionata a conquistarselo, al punto di sacrificare Einar.

“Finalmente Greta poté rivedere i suoi occhi quando ancora si stavano scuotendo via quel sonno greve di sogni. Scuri e umidi come la pelle non conciata, erano l’unica cosa che rimaneva di suo marito: occhi attraverso i quali Greta poteva ricordare tutta la vita di lui.”

Il lettore finirà inevitabilmente per patteggiare per Einar o Lili, o per entrambi. Sarà doloroso veder sbiadire il pittore, ma incredibilmente emozionante leggere della nascita di Lili. Piangeremo con Gerda per la perdita di suo marito, ma gioiremo per Lili per il germoglio di un nuovo amore. Sarà impossibile restare impassibili e distaccati, anche se, purtroppo, in alcuni punti l’autore sembra aver romanzato davvero troppo per risultare credibile. Le risposte delle altre persone, alla scoperta di Lili, sembrano essere fin troppo umane ed emancipate per essere i primi anni del novecento. O molto probabilmente potrebbe dipendere dalla mia sfiducia verso il genere umano che mi porta a trovare fin troppo poco credibili le loro reazioni.

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Ad ogni modo, a prescindere da tutto, The Danish Girl è indubbiamente un bel libro, un po’ lento nella prima metà, che sembra voler dar il tempo al lettore di immergersi nel mondo di Lili, e più veloce, incalzante ed emozionante nella seconda metà.

Conquista, turba, affascina e sorprende. Un romanzo in grado di aprire e suscitare un pensiero, un piccolo cambiamento nelle menti di chi, leggendo, glielo permetterà.

VOTO:

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David Ebershoff : David Ebershoff (Pasadena, 1969) è un affermato editor e scrittore americano. Ha pubblicato quattro romanzi, tutti bestseller, osannati, premiati dalla critica e tradotti in diciotto paesi. Per Giunti ha pubblicato “La 19a moglie” e “The Danish Girl”, dal quale è stato tratto l’omonimo film di successo candidato agli Oscar 2016. Attualmente vive a New York.

 

 

 

∼ by Nasreen
Articolo corretto da CriCra

 

 

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