The Giver – Il mondo di Jonas. Il film

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le pellicole che – dicono – stanno sbancando al botteghino

The Giver –  Il mondo di Jonas

 

Titolo: “The Giver
Regia: Phillip Noyce
Sceneggiatura: Michael Mitnick
Genere: distopico
Durata: 97 minuti
Interpreti: Brenton Thwaites: Jonas; Jeff Bridges: Donatore; Meryl Streep: Capo Anziano; Katie Holmes: madre di Jonas

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Trama: Jonas vive in un futuro alternativo dove l’umanità, reduce da un apocalittico conflitto, ha deciso di appianare ogni differenza tra gli individui, inquadrati in un rigido ordinamento sociale e anestetizzati dalla somministrazione di droghe. In questo mondo non esiste memoria storica ed un solo individuo è autorizzato a conoscere gli avvenimenti del passato: il Donatore. Il giorno della propria iniziazione, Jonas scopre di essere destinato a divenire il prossimo Donatore, cominciando un apprendistato che lo farà destare dal torpore in cui ha sempre vissuto.

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Recensioneùdi Jacopo Giunchi

Hollywood continua a insistere con le trasposizioni da romanzi distopici e questa volta va a pescarne uno di ben vent’anni fa: The Giver, opera verso cui le più recenti Hunger Games e Divergent sono sicuramente debitrici. Un nutrito cast e un buon comparto tecnico facevano ben sperare su questo progetto, purtroppo non molto riuscito.

Durante la visione salta subito all’occhio che la pellicola è girata per buona parte in bianco e nero, per ricreare la deprivazione sensoriale dei personaggi. Man mano che Jonas si disintossica e riacquista piena percezione, comincia a comparire gradualmente il colore. Questo “effetto Pleasantville”, sebbene efficace, risulta alla lunga stucchevole e mortifica la fotografia, che è uno dei pregi del film.

La sceneggiatura lascia molto a desiderare, a cominciare dall’uso reiterato di un untuosa voce narrante che cerca disperatamente di compiacere lo spettatore con cadenze favoleggianti. I dialoghi appaiono infantili e il comportamento dei personaggi secondari apatico o privo di senso; va detto, a parziale discolpa, che nella società di The Giver baci e carezze sono un tabù inviolabile e qualsiasi passione è al bando, per cui la povertà di scrittura potrebbe anche essere letta come un maldestro tentativo di rappresentare questo stato di cose.

Anche il soggetto, inutile negarlo, vacilla in più punti: si tratta di una storia di formazione sin troppo schematica e banale, per di più infarcita di cliché faciloni come “il prescelto salvatore dell’umanità dotato di magici poteri”; la società distopica, ben lungi dal suscitare riflessioni su quella reale, pare più l’improbabile concretizzazione di un becero immaginario complottista, dove un pugno di gerarchi riduce la popolazione a vegetali e perpetra infanticidi istituzionalizzati al fine di “prevenire l’insorgere di conflitti”.

È interessante il reset linguistico-esperienziale che costringe il protagonista ad apprendere da zero concetti normalmente scontati come colore, emozione, musica ecc … Troppo spesso, però, le epifanie di Jonas sono ridotte a immagini di repertorio televisivo o a confusi montaggi ipercinetici. D’altronde qualsiasi sviluppo serio di questa tematica è stroncato sul nascere già nel libro, che affida il processo di apprendimento a una sorta di potere magico del Donatore, facendo perdere consistenza alla componente fantascientifica.

La recitazione è poco convincente: la popolazione dovrebbe essere anestetizzata e quasi priva di emozioni, ma spesso le espressioni degli attori indicano chiaramente il contrario; Maryl Streep e Jeff Bridges alzano un po’ la media, ma non basta. In definitiva, si tratta di un film che, nonostante lo sforzo produttivo, si colloca al di sotto degli standard qualitativi del genere. Probabilmente l’operazione si fermerà qui e non vedremo trasposti gli altri libri della serie.

– Jacopo Giunchi

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Una replica a “The Giver – Il mondo di Jonas. Il film”

  1. Lux ha detto:

    Concordo con tutto: ho preferito di gran lunga il libro!!

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