The Iron Seas Series di Meljean Brook [La Stirpe]

Meljean Brook

Vive in Oregon con la famiglia ed  è  autrice di libri che hanno riscosso successo in tutto il mondo.
La stirpe è stato giudicato dal “Publishers Weekly” uno dei migliori romanzi degli ultimi anni e ha vinto diversi premi (All About Romance’s Annual Reader Poll for Best Paranormal Romance e RT BookReviews Reviewers’ Choice Award).

 

The Iron Seas Series:

1. La Stirpe (The Iron Duke), 2010
2. Heart of Steel, 2011
3. Riveted,  previsto per settembre 2012

+ eventuali altri libri

 

Titolo: La Stirpe
Autore: Meljean Brook
Serie: The Iron Seas 1
Edito da: Newton Compton (Collana Vertigo)
Prezzo: 9,90 €
Genere: Narrativa, Steampunk, Romance
Pagine: 448 p.
Voto:

Trama: Londra, diciottesimo secolo.
Rhys Trahaearn è diventato un eroe nazionale dopo aver liberato l’Inghilterra dalle orde dell’esercito asiatico.
Il potere lo ha reso un uomo freddo e calcolatore tanto da fargli guadagnare il titolo di Duca di Ferro.
La detective Mina Wentworth non avrebbe mai pensato di avvicinarsi a lui, ma durante le celebrazioni per il trionfo inglese viene ritrovato un cadavere proprio all’interno della casa di Rhys e tocca a lei condurre l’indagine.
Quando Mina scopre che quel corpo appartiene a Roger Haynes, comandante di una nave della Marina Reale, capisce che forze molto più potenti delle truppe asiatiche stanno tramando contro il suo popolo. Inizierà così, per la giovane detective, un viaggio infernale attraverso terre infestate da strane creature e oceani insidiati da terrificanti mostri. Ad accompagnarla sarà proprio l’affascinante Duca di Ferro, che si innamorerà perdutamente di lei, travolgendola in un vortice di passione e desiderio.

Recensione
di Cerridwen

La Stirpe è un romanzo che, nel suo genere, rasenta quasi la perfezione.

Primo volume della Iron Seas Series costituisce un ottimo mix di steampunck, romance e mistery novel senza tuttavia permettere che nessuna delle tre parti prenda il sopravvento mettendo in ombra le altre. È autoconclusivo, nonostante faccia parte di una saga.

Wilhelmina “Mina” Wentworth è un detective in una Londra alternativa e più che mai grigia. Una chiamata improvvisa la costringe ad abbandonare un elegante salotto nobiliare e recarsi fino alla residenza del Duca di Anglesey, all’interno della quale è stato rinvenuto un cadavere.

Senza andare oltre col riassumere la trama – che comunque trovate nello specchietto sopra questa recensione – passo subito ad esaminare il romanzo nelle sue componenti più interessanti, cominciando proprio da quella più notevole: l’ambientazione. Il secolo è il diciottesimo ma il mondo non è quello che conosciamo. Siamo infatti di fronte ad una ucronia, ossia un genere di narrativa che come premessa fondamentale pone un diverso andamento del corso della storia. L’Europa descritta dalla Brook è un brutto sogno che terrorizza il lettore e lo spinge a porsi diverse domande sulla natura degli eventi storici.

Il background è splendido, interessante ed innovativo e costituisce il vero punto di forza del romanzo.
L’avanzata tecnologia a base di naniti e onde radio cattura l’attenzione per il suo essere descritta in modo ricco e vivido. L’atmosfera che si respira addentrandosi pagina dopo pagina nel romanzo è talmente coinvolgente da ritrovarsi in poco più di un pomeriggio già alla fine del libro.
Ogni aspetto di questa realtà distopica è curato fin nei minimi dettagli: dalle conseguenze sociali a quelle politiche.

Iniziamo subito col dire che se un difetto c’è, questo è sicuramente rappresentato dai due personaggi principali e dalla loro caratterizzazione.
Mina è un personaggio riuscito soltanto a metà. Concepita durante la “smania”, una sorta di ordine riproduttivo emanato dagli stranieri invasori, e figlia di una madre che ha preferito cavarsi gli occhi piuttosto che sopportarne la vista, è una donna dal carattere difficile. Introversa, quasi schiva non manca tuttavia di coraggio.
Nonostante questo, il suo è un personaggio non particolarmente originale e a tratti fastidioso. Per essere un investigatore ha un po’ troppi pregiudizi, oltre che la sgradevole tendenza a non azzeccarne nemmeno una e nemmeno per sbaglio.
Per esempio, costruisce la sua opinione su Rhys – mantenendola tra l’altro per buona parte della storia, in barba a tutti gli evidenti elementi che urlavano il contrario – unicamente sulla base di quello che ha letto sui giornali, senza prendere neppure una volta in considerazione l’ipotesi di essersi sbagliata.
La sua ritrosia ad ammettere l’attrazione nei riguardi del Duca e la battaglia che intraprende per non cedere alla passione per un uomo che, in più di un’occasione, le ha dimostrato lealtà e valore, francamente è eccessiva e tirata per le lunghe. Non poggia neanche su solidi motivi perché il conflitto che tormenta i due protagonisti, e in special modo Mina, non ha radici abbastanza profonde.

Altro elemento che diciamo mi ha un po’ “disturbata” è stata l’immediata attrazione che il Duca si ritrova a provare per una completa sconosciuta, qual è all’ inizio appunto Mina, e i suoi ripetuti tentativi di sedurla, facendola partecipe della sua intenzione di portarsela a letto quanto prima. Non una, non due, ma ripetute volte. Decisamente seccante direi. Una era più che sufficiente, dopo di che sorge il dubbio che il povero ex capitano sia affetto da un precoce indebolimento delle facoltà mentali.
L’evoluzione della love story fra Mina e Rhys è bella ma non bellissima. Se cercate un romance puro,  cercate altrove. Se invece volete avventura e colpi di scena, avete preso dallo scaffale il libro giusto.

Poteva anche essere approfondito il tema dell’assoggettamento subito dalle popolazioni europee a causa della tecnologia dell’Orda, esaminando le diverse implicazioni etiche della questione fino a spingersi oltre i confini del semplice romanzo di fantascienza.

Tutto sommato il romanzo aveva più potenziale di quello che l’autore è riuscito ad esprimere.

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condividi