The Midnight Sea di Kat Ross [The Fourth Element #1]

The Midnight Sea

The Fourth Element #1

di Kat Ross

Titolo: The Midnight Sea
Autore: Kat Ross
Serie: The Fourth Element #1
Edito da: Dunwich Edizioni
Genere: Fantasy YA
Pagine: 300 p. || Prezzo: 3,99€/14,90€ || Formato: ebook, cartaceo

Trama dell’editore: Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella. Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi. Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

Sono la luce contro l’oscurità.
L’acciaio contro la negromanzia dei Druj.
E usano demoni per cacciare altri demoni..

The Fourth Element:

1. The Midnight Sea
2. Blood of the Prophet (The Fourth Element #2)
3. Queen of Chaos (The Fourth Element, #3)

Clicca sui titoli per leggere le altre recensioni dei libri della serie.

Recensioneù

             di Nasreen

Nazafareen fa parte dell’isolato clan che si tiene totalmente distaccato dal centro dell’impero: i Four-Legs. Forti, temerari, resistenti e orgogliosamente combattivi.
Eppure, quando durante l’annuale traversata delle montagne “qualcosa” prende sua sorella Asharaf, Nazafareen non può fare assolutamente nulla.

Il senso d’impotenza e rabbia si annideranno nell’anima di Nazafereen per molto tempo, fino a quando, anni dopo, un gruppo di Water Dog si presenterà al suo isolato villaggio in cerca di nuovi membri.

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Il desiderio di vendetta sarebbe stata la sua forza, la forza motrice che le avrebbe consentito di superare il duro addestramento e di sopravvivere ai Druj, gli spettri rapitori di sua sorella. Avrebbe fatto giustizia e aiutato l’Impero a ripulire il mondo da quegli esseri immondi. Questo e mille altri pensieri la spinsero a proporsi per la prova: voleva essere una Water Dog.

E ci riesce. Non solamente viene ammessa all’addestramento, ma scopre anche di avere un dono che le consente di arrivare a Tel Khalujah e nel giro di tre anni imparare velocemente le tecniche di combattimento e la storia dell’Impero.

L’addestramento ha fine e, finalmente, Nazafareen riceve la sua “arma”: Darius.

Darius è un daeva, una sorta di Druj addomesticato secondo l’opinione generale, e Nazafareen deve “utilizzarlo” per combattere i Druj, per annientarli con il suo potere. I daeva, infatti, hanno un immenso potere ma vengono “legati” ad un Water Dog che possiede le “catene” del loro potere e che può sottometterli in qualunque momento. Un legame doppio che mette in comunicazione le menti e le anime dei membri della “coppia”.

I Water Dog vengono addestrati per anni per tenere sotto controllo questo legame, per non finirne influenzati e Nazafareen, che grazie al suo dono ha un accesso ancora più profondo all’anima del suo daeva, finisce inevitabilmente per sviluppare un’empatia unica nei confronti di Darius.

Eppure, a Nazafareen, Darius non sembra un’arma, un oggetto. Non riesce a capire come un essere dall’anima così complessa come il suo daeva possa essere considerato pericoloso, da soggiogare, sottomettere e tenere al “guinzaglio”. Qualcosa non le torna, ma la sua missione è troppo importante, la vendetta ha la precedenza, e niente la terrà ancora lontana dal campo di battaglia.

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Diversamente da quando si era auspicata, non appena la guerra arriverà veramente nella sua vita, Nazafareen si renderà conto di quanto le cose siano diverse e complesse. I dubbi inizieranno a pretendere di essere presi in considerazione e il suo ruolo di Water Dog assumerà tutto un altro peso, che non sempre gradirà.

E mentre tutto intorno a lei prenderà a sfaldarsi, l’unica cosa che aveva sempre tenuto a debita distanza inizierà ad avvicinarsi e a diventare fin troppo importante: Darius.

Midnight Sea è un romanzo di stampo fantasy classico dai toni cupi ma incredibilmente affascinanti. Ambientato nell’antica Persia, fra le montagne e le pianure del Mar Caspio e Mar Nero, ci cattura immediatamente nonostante la lunga introduzione sulla vita della protagonista che viene usata non solo per motivarne carattere e caratteristiche ma anche per illustrarci il mondo stesso creato dall’autrice.

Lo stile di Kate Ross è avvolgente e trascina il lettore fra mille colpi di scena senza però caricarlo di ansia, come invece spesso accade. Non viene creata la solita intrepida eroina con il “dono”, all’oscuro della verità – che invece, putacaso, tutti conoscono – ma i co-protagonisti scoprono la verità con lei, combattendo e soffrendo al suo fianco. Nessuno dei personaggi secondari è una “macchietta”, messa lì per esaltare Nazafareen, ma vivono nell’immaginario del lettore come pezzi indipendenti di questo affascinante mondo creato dalla Ross.

Dei moltissimi eventi che sono stati trattati nella seconda metà del romanzo, fra cui vendetta, amore, tradimenti… l’evoluzione e sdoppiamento dell’antagonista mi ha davvero colpita.

Non c’è “un grande cattivo” da combattere. O meglio, c’è, ma non è stato veramente preso in esame dall’autrice, quanto invece ha preferito mettere sul cammino di Nazafareen un nemico più immediato, forse perfino peggiore del “grande” nemico, proprio perché reale e, soprattutto, perché in parte “vittima” a sua volta di se stesso.

Non sarà semplice scendere a patti con la natura crudele di questo nemico, salvo poi rendersi conto di quanto sia stato ben pensato. Frutto del bene, vittima di se stesso, crudele per predisposizione ma ancor più a causa della follia derivante dalla perdita e implacabile, come solamente un pazzo con niente più che la disperazione a sorreggerlo può essere. Un nemico spietato, da odiare, compatire e da annientare.

Kat Ross è brava. È brava perché è semplice – o fattibile – creare un bel protagonista, ma è difficilissimo creare un bel cattivo.

Trama, personaggi, ambientazione… Tutto assolutamente ben strutturato. Era un bel po’ che un fantasy non riusciva a suscitare la mia euforia, e il desiderio di avere – subito – il secondo volume.
Giusto, a quando l’uscita del secondo libro? =)

 

Abbiamo votato questo romanzo:

KAT ROSS, ha lavorato come giornalista delle Nazioni Unite per dieci anni prima di ritirarsi felicemente a fare ciò che le piace di più: inventare cose. È l’autrice del thriller distopico Some Fine Day e della serie Il Quarto Elemento. Adora i miti, i mostri e scenari da apocalisse. Per altre informazioni sui libri di Kat, puoi trovarla alla pagina katrossbooks.com.

 

 

∼ Posted by Nasreen
Edited by CriCra

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