Thomas Drimm. La fine del mondo viene di giovedì di Didier van Cauwelaert

Didier van Cauwelaert

Didier van Cauwelaert è nato in Francia nel 1960. Fare lo scrittore è sempre stato il suo sogno fin da quando era bambino. Dopo essersi dedicato al teatro e aver lavorato come critico letterario per un canale televisivo, nel 1981 un editore francese ha pubblicato il suo primo libro. Nel corso della sua carriera ha scritto venti romanzi, vendendo ben 5 milioni di copie solo in Francia, e diventando in poco tempo un caso letterario. Nel 1994, il suo romanzo Un aller simple ha vinto il prestigioso premio Goncourt. Thomas Drimm. La fine del mondo viene di giovedì è il primo episodio di una saga, a cui fa seguito La guerre des arbres commence le 13.

Thomas Drimm :

1. La fine del mondo viene di giovedì,2012
2.  La guerre des arbres commence le 13

+ eventuali altri libri

 

Titolo: Thomas Drimm. La fine del mondo viene di giovedì
Autore: Didier van Cauwalaert
Serie: Thomas Drimm 1
Edito da: Fanucci Editore
Prezzo: 9,90 € 
Genere: Fantascienza, Young, Distopico
Pagine: 310 p.
Voto:

Trama:

Un adolescente con qualche chilo in più e con qualche difficoltà di apprendimento e di attenzione si ritrova coinvolto nell’omicidio di uno scienziato responsabile dell’invenzione di un chip in grado di controllare ogni gesto e ogni pensiero degli individui. Ha inizio così un’avventura che lo condurrà a riflettere sui valori perduti della società in cui vive e sulle possibilità di conservare identità e memoria nonostante l’utilitarismo dilagante che tende a cancellare ogni cosa. Un romanzo che attraversa con leggerezza tematiche profonde e interrogativi irrisolti della società contemporanea: il limite della scienza, il suo utilizzo da parte del potere, l’uso improprio e liberticida delle conoscenze scientifiche.
“Chi dice che i libri devono far piangere?
Questo romanzo è un vero spasso. Riderete dalla prima all’ultima pagina.”
Le Monde

Recensione
di Nihal

La fine del mondo viene di giovedì è il primo volume di una nuova serie francese. Il libro è ambientato in un futuro prossimo negli Stati Unici, l’unica terra che è riuscita a salvarsi dalla guerra nucleare grazie a uno scudo di antimateria. Ma il mondo in cui ci troviamo è un mondo in cui conta solo l’immagine, completamente svuotato di valori e controllato dal governo che ha cancellato completamente la storia, la cultura e le religioni del passato per costruire un nuovo concetto di società che si basa sulla completa obbedienza alle leggi, all’omologazione e alla devozione dei confronti dell’Azzardo, unico dio riconosciuto e professato. Per controllare i cittadini, all’età di tredici anni, viene inserito loro alla base del cervello un chip che contiene tutte le informazioni sull’individuo, dalle loro cartelle mediche al conto bancario, oltre a poter essere utilizzato per guardare con gli occhi del proprietario del chip e agire su di lui a livello di funzioni vitali.

Il nostro eroe, Thomas Drimm, è un bambino sulla soglia dei tredici anni, un po’ obeso (condizione di grandissima discriminazione negli Stati Unici), con una madre molto devota al governo e alle sue leggi, egoista ed egocentrica, un padre alcolizzato, considerato sovversivo, che lavorava nella Censura e per questo conosce molte cose del passato (storia, religione, filosofia) e insegna quello che può al figlio. Un grave incidente, che lo porta a uccidere uno scienziato di fama mondiale, addirittura l’ideatore dello scudo di antimateria, lo porta a un’atroce scoperta: lo scudo di antimateria non permette alle anime dei morti di lasciare la terra e le costringe a vagare sole e disperate. Così, aiutato dallo scorbutico scienziato, il professor Pictone, la cui anima si è impossessata del suo orsacchiotto, inizia un’avventura alla scoperta della verità e del potere interiore. La crescita di Thomas è evidente, da bambino ingenuo e maltrattato diventa sempre più deciso e ingegnoso: sbaglia, impara dai suoi errori e ne affronta le conseguenze.

Il mondo di Thomas è un mondo controllato in ogni suo aspetto, dove si soffoca l’intelligenza e l’intraprendenza lasciando che sia la fortuna, l’Azzardo, a dire quale ruolo un uomo debba coprire all’interno di questa società. Thomas stesso è talmente radicato in questo modo di pensare che all’inizio è in balia del professore senza riuscire a imporre le sue intenzioni, senza neanche riuscire ad avere delle intenzioni proprie: viene manipolato e pilotato da diversi personaggi senza che se ne renda conto. Il libro ci fa capire che Thomas possiede un potere di cui, per ora, non ci viene spiegato molto.

Il confronto con 1984 di Orwell è inevitabile, molti sono i tratti simili dal completo controllo del governo sulla popolazione, all’omologazione contemporaneamente forzata e voluta, allo spietato modo che ha il governo di trattare i sovversivi.

La storia ci viene raccontata con una nota ironica che attraversa tutto il libro, lo rende leggero e piacevole e riesce a sdrammatizzare anche le situazioni più tese. Lo stile è fluido e semplice, adatto al pubblico giovanissimo a cui si rivolge, ma che riesce a catturare anche l’attenzione degli adulti. Sicuramente un inizio molto interessante per questa serie che consiglio agli amanti del genere.

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