Thriller Corner # 3 – Il maestro delle ombre di Donato Carrisi (ciclo Marcus e Sandra 03)

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Thriller Corner # 03
Tutti i colori della paura

Il maestro delle ombre

di

Donato Carrisi

Delle patite come noi potevano mancare l’appuntamento con il nuovo attesissimo thriller di Donato Carrisi? Nooooooooo  😉 

Eccoci allora, più intrigate che mai, dopo una lettura coinvolgente e piena di colpi di scena, a scambiare con voi le nostre impressioni; Donato Carrisi è sicuramente uno dei maggiori talenti italiani di thriller, già da noi apprezzato e seguito fin dal grandissimo successo internazionale ottenuto con Il suggeritore, e siamo sicure non vi deluderà anche con questo romanzo che è il terzo con protagonisti Marcus e Sandra.

Cominciamo allora la nostra chiaccherata e siamo proprio curiose di sentire anche i vostri pareri.

I libri di Donato Carrisi recensiti su Sognando Leggendo:

Ciclo Marcus e Sandra

Ciclo Mila Vasquez

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Titolo: Il maestro delle ombre
Autore: Donato Carrisi
Serie: Ciclo Marcus e Sandra 03
Edito da: Longanesi

Trama: 1511. Papa Leone X emana una bolla: Roma non dovrà mai rimanere al buio. Per secoli storici e teologi si interrogano sulle ragioni di questo divieto.
23 febbraio 2015. Un temporale si abbatte su Roma causando per la prima volta nella storia un blackout totale. Un nuovo mostro inizia ad aggirarsi nelle strade della città. Fu il primo dei tribunali della Curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale. Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenziaria si sia occupata e continui a occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose. Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche conosciuta come: il tribunale delle anime. È qui che Bene e Male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell’archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi. È per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro alla costante ricerca di ciò che l’occhio di un semplice detective non può scorgere. Un’anomalia.

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BottaeRispostadi Simog55 & RoRò

RoRò: Quando dici ‘Carrisi’ è successo assicurato. Per me è stato così a ogni suo romanzo, e ogni volta non ho mai smesso di stupirmi per l’inarrivabile capacità di intrappolare il lettore nelle spire dei suoi serrati intrecci. Ho atteso con grandi aspettative Il maestro delle ombre, una storia che sembra essere il perfetto sequel della precedente, senza la cui lettura il lettore perderebbe quel quadro di insieme che l’autore, indizio dopo indizio, si è divertito sadicamente a tracciare sin dal primo episodio. I protagonisti sono sempre loro, Sandra e Marcus, difensori di una giustizia che, molto spesso, opera nelle zone di grigio in cui male e bene si confondono. E poi c’è lei, la Città Eterna, col suo fascino intramontabile, i suoi segreti e il suo misticismo intrinseco. Simona, riesci a immaginare mix più accattivante di questo?

Simog: No, onestamente non riesco a pensare a un’offerta più interessante anche perché i due protagonisti principali, Marcus e Sandra, hanno un carisma difficile da dimenticare. Questa volta assistiamo al loro reincontro, dopo che si erano lasciati pensando forse in maniera definitiva, in una situazione altamente drammatica e, oserei dire, catastrofica: un blackout totale della città di Roma che fa piombare l’intera metropoli in un caos distruttivo, sia da un punto di vista metereologico che umano. Poche volte ho letto pagine così evocative e disturbanti, mi hanno fatto pensare ad autori come King e Altieri, maestri indiscussi di scene apocalittiche e fuori dal tempo. In questa situazione come sospesa, e nel buio che tutto assorbe e nasconde, l’incontro di Sandra e Marcus mi ha ridato un po’ di luce e di speranza in un racconto veramente duro e cattivo.

RoRò: Carrisi ci ha abituati a scenari spietati e inquietanti che non ti mollano più, nemmeno dopo aver girato la quarta di copertina. Perché quanta verità, a volte, può nascondersi dietro una storia di fantasia; verità scomode e scioccanti contro cui tutti i giorni ci confrontiamo e che qualche volta superano persino l’immaginazione del più abile narratore. Nelle sue storie non smette mai di stupire e porre quesiti le cui risposte non sono mai facili da digerire e che quasi mai rivelano una verità assoluta. A lui piace muoversi nelle zone d’ombra dell’umana morale. Ed è forse questo il suo più grande pregio, quello di saper sollecitare riflessioni viscerali e primordiali a cui l’uomo, nel corso del tempo, non ha mai smesso di cercare una risposta. Attraverso quei silenti interrogativi che ama intrecciare con amorevole perizia sollecita le nostre coscienze, come un vero e proprio influsso maieutico. E con quale maestria e poesia riesce poi a farlo. Lui non descrive frangenti, lui evoca immagini come vividi ologrammi, suoni e rumori come colonna sonora del più terrificante film dell’orrore. Carrisi non è solo scrittore, è quasi terapia al nichilismo verso cui certe banali letture ci proiettano inesorabilmente, medicina amara e salvifica allo stesso tempo.

Simog: Indubbiamente mai come in questo libro il confine tra il bene e il male è stato più sottile… Il fine giustifica i mezzi? È giusto opporsi al male con metodi legati al male? Domande che l’umanità si pone dall’inizio dei tempi e che puntualmente – anche quando scegliamo da che parte stare – la vita rimette in discussione attraverso le prove controverse che pone sul nostro cammino.
Marcus è un prete, è abituato a lavorare nell’ombra e tra persone che spesso hanno perso da tempo ciò che ci differenzia in modo indelebile: un’anima. Per brama di potere, di soldi, preda di ogni istinto non mediato dalla ragione, queste persone sono capaci dei crimini più efferati e tutto viene offerto e bruciato sull’altare delle loro bieche passioni. Questa è la realtà che Marcus e Sandra devono contrastare per riuscire a sopravvivere e per trovare il bandolo di una matassa intricatissima iniziata ben 13 anni prima, con il rapimento di un bimbo innocente.
Tutto trama contro di loro, non ultimo un nubifragio talmente devastante da mettere in ginocchio e sommergere Roma, preda di un’oscurità sia fisica che spirituale, che Carrisi riesce a tratteggiare come un pittore con pennellate oscure e suggestive.
Non ti nascondo, cara Romi, che per più di metà libro mi sono sentita oppressa anche io dal buio descritto nelle pagine del libro e perciò, insieme ai due protagonisti, ma anche a tutte le persone che vivono a Roma, mi sono sentita schiacciare e soffocare da un’oscurità quasi tangibile.
Mi sono ritrovata quasi bambina…

RoRò: È vero, qualche volta leggere un romanzo può rivelarsi l’esperienza più realistica che possa capitare. Le emozioni, le sensazioni che riesce a suscitare in noi un buon libro possono diventare così potenti da lasciarci turbati, specie quando i temi trattati sono così spinosi. E se è vero che Carrisi è maestro indiscusso nel raccontare le nostre peggiori fobie, ancora di più lo è il fatto che riesce a intrecciarle a un realismo che non concede scampo. Tuttavia, in questo particolare episodio, sento il dovere di sollevare più di una obiezione. Sin dalle prime pagine, in effetti, ho avvertito la mancanza di qualcosa, quel quid cui solo uno come Carrisi riesce a dare vita ogni volta che intinge il suo calamaio. La storia mi è sembrata mozzata di quell’amore per i dettagli, quella vigile attenzione ai moti dell’animo umano, che danno senso anche alle evoluzioni più discutibili. Il romanzo si presenta come il più breve, forse, (fatta eccezione per La donna dei fiori di carta, che è quasi più un racconto) della sua produzione e può darsi che un centinaio, o forse anche più, di pagine avrebbero potuto rendere plausibili certe scelte. Si percepisce una frettolosa sommarietà cui non fanno eccezione persino i personaggi protagonisti. Eppure l’assenza più rumorosa, fra tutte, è stata quel lirismo, sua impareggiabile peculiarità, quell’intensità evocativa con cui Carrisi ama rendere speciale anche l’atto più banale.

La grande falena lo portava, muovendosi a memoria nella notte. Vibrava le sue ali polverose, schivando l’agguato delle montagne, quiete come giganti addormentati spalla a spalla. Sopra di loro, un cielo di velluto. Sotto, il bosco. Fittissimo.

Dal suggeritore

So che giudicherai un po’ troppo severo il mio giudizio, ma ne Il maestro delle ombre c’è tutto quel che si può desiderare in un buon thriller eppure poco di quello che ho più amato di Carrisi.

Simog: Onestamente io non ho notato una minore cura nell’approfondimento dei personaggi. Quello che mi ha colpito maggiormente è stato lo sguardo disincantato e cinico con il quale Carrisi guarda questi uomini e donne che in nome di presunti valori schiacciano la loro umanità sotto tonnellate di fame di potere, lussuria, crudeltà… questa volta sembra proprio che non ci sia redenzione alcuna per nessuno. Anche Marcus e Sandra escono “sporcati”, direi contaminati, da quella che è una vera discesa negli inferi dell’animo umano. Questo è l’aspetto che più mi ha colpito questa volta: che anche chi, nelle storie precedenti, era considerato “buono” questa volta non lo sia più.
Una visione spiazzante e molto triste.

Per gli amanti dei thriller e di storie complesse, con varie chiavi di lettura che si chiariscono mano a mano che le pagine scorrono ai nostri occhi curiosi, questo romanzo è sicuramente un prodotto ottimo, per chi come noi segue Carrisi fin dall’inizio è una lettura irrinunciabile.

VOTO:
di Simog55: 4Astelle.png

   di RoRò:      

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Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento per poi diventare sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali “Il suggeritore”, “Il tribunale delle anime”, “La donna dei fiori di carta” e “L’ipotesi del male”, tutti pubblicati da Longanesi. Ha scritto e condotto su Rai 3, il sabato in prima serata, la trasmissione Il sesto senso. Breve storia di un grande successo Gennaio 2009: esce in Italia Il suggeritore, il romanzo d’esordio italiano che cambia le regole fissate dai grandi maestri internazionali del genere. Autunno 2009: dopo aver vinto il Premio Bancarella ed essere rimasto più di 30 settimane in classifica, Il suggeritore diventa un fenomeno editoriale in tutto il mondo. Esce in 23 Paesi e sale ai vertici delle classifiche in Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Carrisi diventa l’autore italiano di thriller più venduto nel mondo. Estate 2011: esce Il tribunale delle anime, un thriller ambientato in una Roma misteriosa e inedita, che raggiunge immediatamente la vetta delle classifiche. Autunno 2011: Il suggeritore vince il Prix Polar e il Prix Livre de Poche, il più importante premio dei lettori in Francia. Nel frattempo il romanzo ha venduto oltre un milione di copie nel mondo. Aprile 2013: Mila Vasquez, la protagonista del Suggeritore, torna nel romanzo bestseller L’ipotesi del male. Settembre 2014: Roma è ancora il teatro del nuovo, attesissimo romanzo: Il cacciatore del buio. Alcuni giudizi sul Suggeritore: «Fantastico! Un libro eccellente.» Michael Connelly «Questo romanzo è stato il mio paradiso.» Ken Follett

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