Ticket to hell di Alexia Bianchini

Alexia Bianchini

Classe 1973, autrice di romanzi fantasy dalle venature dark. Pubblica per diversi editori racconti fantasy, horror e di fantascienza. Editor, curatore di antologie, direttore del web-magazineFantasy Planet, direttore e curatore di collana per Lite-edition nonché direttore della Collana Gold per CIESSE Edizioni.

 

Il Corsaro NeroTitolo: Tiket to Hell number one
Autore: Alexia Bianchini
Serie: //
Edito da: ST Books (Collana: Notte)
Prezzo: 0 €
Genere:  Racconto, Horror
Pagine: 4 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/4Astelle152.png

 Trama: Lux è un demone alla ricerca della verità e di un modo per ristabilire l’ordine naturale delle cose in materia di anime destinate all’Inferno.

Il Corsaro NeroTitolo: Tiket to Hell number two
Autore: Alexia Bianchini
Serie: //
Edito da: ST Books (Collana: Notte)
Prezzo: 0 €
Genere:  Racconto, Horror
Pagine: 7 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/3Bstelle89.png

Trama: Valardo, angelo di un altro luogo e un altro tempo, effettua la discesa negli inferi terrestri accompagnato dal signore del Tormento, per recuperare una bambina data alla luce da Lilith.

Recensione
di Debora

Ancora una volta con la recensione di questi racconti di diverso genere, dagli horror agli erotici, noi di Sognando Leggendo vogliamo dare spazio ai giovani talenti italiani e farvi anche conoscere l’impegno di Scrittevolmente.com, che assieme a GDS Edizioni ha creato il marchio ST-Books. Grazie a loro possiamo gustarci gratis dei bellissimi racconti, e quello di Alexia Bianchini è uno di questi. Per dare un’occhiata andate qui: http://st-books.org/

Già il titolo di questi volumi preannuncia qualcosa di infernale: Ticket to hell! Biglietto per l’inferno! Il primo volume, Number one, ha un prologo misterioso e anche un po’ macabro, dati i dettagli con cui l’autrice sceglie di descrivere le azioni più cruente. Agli amanti del genere di certo piacerà.

La figura china sulla vittima lorda di sangue, sembrava stesse pregando.

Il lettore non comprende subito, nelle prime righe, chi possa essere Lux, il protagonista del racconto, e questo accorgimento rende la lettura ancor più emozionante e  piena di aspettative. Certo, i suoi dialoghi, o meglio i suoi monologhi, visto che inizialmente riflette tra sé e sé, non sembrano nei modi quasi arcaici, quelli tipici di un giovane moderno. La curiosità cresce in chi legge e anche le supposizioni sull’origine di questa figura misteriosa.

Quello che però salta più all’occhio è che tutto è relativo, la morale di quest’uomo per lui è quella giusta, perché con quella probabilmente è stato cresciuto ed educato. Non esiste il bene o il male. Per chi è vissuto sempre nel buio esso può rappresentare il giusto, non avendo conosciuto altro. Lanciando una grande provocazione, il male è solo una questione di prospettiva. Un racconto breve, intenso, che ti colpisce per i messaggi che ti lancia, insinuando nel lettore i dubbi sull’esistenza del Bene. Un racconto che per una volta prende come spunto il punto di vista di un “cattivo”, se davvero vogliamo chiamarlo così.

Il secondo racconto presente nella raccolta Number two, che si intitola Un alieno all’inferno, si presenta con un’ambientazione molto più chiara. Siamo in una terra desolata; sembra di cogliere la solitudine da come tutto appare piatto, vuoto e quindi pauroso. E non solo la descrizione dell’ambiente fisico ci aiuta a cogliere le fattezze della Terra ma anche i sentimenti che questo paesaggio infonde sull’angelo, che appare naturalmente spaesato.

Solo polvere e sabbia, che si sollevavano in banchi di nebbia tumefatta, mentre il rumore del crepitio del fuoco sostituiva il silenzio degli spazi aperti.

Come personaggi troviamo Duly e un angelo del regno ancestrale di Tourus che si ritrova nell’Inferno della Terra. E nominando la Terra un luogo infernale forse anche l’autrice voleva ancora una volta lanciarci una provocazione, farci riflettere; l’Inferno forse non è come lo intendiamo noi, come ce lo rappresentano le icone che siamo abituati a vedere. Forse il male è più vicino di quanto crediamo.

Incontriamo anche Lilith, una figura femminile demoniaca, archetipo spesso presente nei racconti dell’orrore. Si mostra però agli occhi del lettore come una figura quasi ammaliante e tentatrice, non proprio paurosa.
Quello che ho amato in questo racconto sono state le sensazioni che mi ha lasciato, non tanto i fatti, che sono solo un modo per rendere il tutto più avvincente. Le sensazioni di oppressione e di tensione sono veramente vivide per tutta la storia.
Dei due io ho preferito sicuramente il primo, forse solamente perché ha un finale più definito che non lascia spazio a molta immaginazione, almeno a mio parere, mentre in Tiket to hell number two mi sono trovata a “interpretare” di più la storia, quasi dovessi cercare un significato nascosto.
Devo sorprendentemente dire che questi racconti mi hanno fatto cambiare idea su questo genere che io ho sempre evitato. Alexia Bianchini mi ha fatto venire una gran voglia di leggere altri racconti horror come questi! Quindi forza Alexia!

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