Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare di Paola Mastracola

Paola Mastracola

Laureata in Lettere, dopo un periodo come docente di Letteratura Italiana all’Università di Uppsala, attualmente insegna lettere nel liceo scientifico di Chieri (Torino). Oltre all’attività di insegnante svolge anche una intensa attività di scrittrice, inizialmente di libri per ragazzi, in seguito si è dedicata soprattutto di romanzi. La sensibilità educativa e l’esperienza didattica si traducono in situazioni narrative nelle quali il riferimento, spesso graffiante, alla realtà della scuola italiana di questi ultimi anni si accosta ad aspetti volutamente antirealistici.

Si è resa nota al grande pubblico grazie al suo primo romanzo, La gallina volante, con il quale ha vinto diversi premi letterari. Successivamente è stata finalista al Premio Strega nel 2001 e ha vinto il Premio Campiello nel 2004.

È sposata con il sociologo e saggista Luca Ricolfi.

Titolo: Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare
Autore: Paola Mastracola
Serie: //
Edito da: Guanda
Prezzo
: 17 euro
Genere: Saggio, Narrativa Contemporanea
Pagine: pag. 271
Voto:

Trama: Questo libro è una battaglia perché la cultura non abbandoni la nostra vita e, prima di ogni altro luogo, la nostra scuola rendendo il futuro di tutti noi un deserto. È anche un atto di accusa alla mia generazione che ha compiuto alcune scelte disastrose e non manifesta oggi il minimo pentimento. Infine è la mia personale preghiera ai giovani perché scelgano loro, in prima persona, la vita che vorranno ignorando ogni pressione sociale e soprattutto famigliare. E perché, in un mondo che li vezzeggia, li compatisce e ne alimenta ogni giorno il vittimismo, essi con un gesto coraggioso e rivoluzionario si riprendano la libertà di scegliere se studiare o no, sovvertendo tutti gli insopportabili luoghi comuni che da almeno quarant’anni ci governano e ci opprimono.

Recensione:
di Debora

Anche questa volta andiamo un po’ fuori dall’ordinario, ormai avete capito che io non sono certo l’addetta ai libri fantasy, infatti, quando posso, spazio molto su altri generi completamente diversi. Quest’oggi vi parlerò di un “saggio”; metto questo termine tra virgolette perché credo non abbia la pesantezza di alcuni saggi che ho provato ad affrontare e non sono riuscita a portare a termine.
Nella prima parte del libro -quella secondo me più interessante- dal titolo “I non studianti”, l’autrice ci propone, descrivendoli molto obiettivamente, i nostri giovani d’oggi sia dentro che fuori la scuola. Poiché insegna lettere in un liceo scientifico, l’autrice, si rende benissimo conto dei livelli di conoscenza dei ragazzi quando varcano le porte del liceo; la situazione è, a dir poco, imbarazzante! Ma la colpa di chi è? viene da chiedersi. Perché ci si concentra così tanto sulle conoscenze, che si definiscono superiori, quando mancano del tutto le basi della conoscenza, ovvero l’uso corretto della lingua italiana? È così importante l’ortografia nel mondo di Internet e di Facebook?
Credo che questo libro abbia, in alcuni punti, una visuale troppo “da insegnante”. Voglio dire che credo sia difficile che un lettore, magari un liceale di quelli che in pagella hanno il 6 tirato, potrà definire questo libro bello e pensare che dica cose giuste. È come ammettere le proprie mancanze. Forse questo liceale tra qualche anno, raggiunta la maturità, prenderà di nuovo in mano questo libro dicendo: “Accidenti, la Mastracola ha dipinto perfettamente i liceali dei miei anni!”.

C’è poi da dire che, ad un certo punto della lettura, sembrava che l’autrice volesse incolpare gli insegnanti dei gradi inferiori al suo (elementari e medie) togliendosi così le responsabilità e le fatiche. Mi è sembrato che dicesse che, se i ragazzi del liceo arrivano senza basi di italiano è perché qualcuno prima di lei non lo ha insegnato loro. Certo è che, nonostante la Mastracola faccia un’analisi colpevolistica, forse, a tutta la società e distribuisca tali colpe a più soggetti, io ho colto un po’ di “puzza sotto al naso” perché lei insegna in un liceo.

Un’altra riflessione che viene da fare, perché ripetuta all’inverosimile, è che i ragazzi dovrebbero avere la possibilità (e la capacità!) di scegliere il proprio percorso. Ma non è così facile purtroppo.

L’autrice nelle prime pagine mi ha tenuta sveglia e attenta ma, verso la fine ho perso l’interesse, in particolare verso le sue proposte utopistiche perché insiste troppo su alcuni concetti, tanto che ci vengono a noia, anche se, magari, rispecchiano la nostra visione delle cose.

Vivamente consigliato a chi lavora nel mondo difficile della scuola. E lo dice chi c’è dentro!

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2 risposte a “Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare di Paola Mastracola”

  1. mammasuperabile ha detto:

    magari fosse semplice capire qual'è la strada da seguire… chi di noi a 10-15 anni ha già la maturità per poter scegliere il percorso che influenzerà tutta la nostra vita? veramente pochi!

  2. Debora ha detto:

    ciao mammasuperabile! in effetti quando dico che i ragazzi dovrebbero avere la capacità di scegliere il proprio percorso affermo proprio questo..ed anche l'autrice ne è consapevole..!in questo libro ci sono veramente tante cose su cui riflettere…

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