Tolkien Day
La vita di J.R.R. Tolkien

Salve sognalettori, oggi, 25 marzo, è Tolkien Reading Day, ricorrenza proposta per la prima volta dalla Tolkien Society nel 2003 (data della distruzione dell’Unico Anello), con lo scopo di favorire la divulgazione delle opere tolkieniane.

SognandoLeggendo quest’anno ha deciso di unirsi all’iniziativa della Tolkien Society e abbiamo dunque organizzato anche noi uno Speciale Tolkierano, che si articolerà in 4 post:

Detto questo, senza ulteriore indugio, iniziamo con la prima di queste quattro tappe dello Speciale tutto dedicato a John Ronald Reuel Tolkien!

J.R.R. Tolkien, la vita

“In realtà sono un hobbit, in tutto tranne che nella statura. Amo i giardini, gli alberi e le fattorie non meccanizzate; fumo la pipa e apprezzo il buon cibo semplice (non surgelato) e detesto la cucina francese; mi piacciono, e oso perfino indossarli in questi giorni cupi, i panciotti ornati. Vado matto per i funghi (raccolti nei campi); ho un senso dell’umorismo molto semplice (che anche i miei seguaci più entusiasti trovano noioso); vado a letto tardi e mi alzo tardi (quando mi è possibile). Non viaggio molto.” (J. R. R. Tolkien)

Così scriveva in una delle sue lettere il professor John Ronald Reuel Tolkien, considerato uno dei “più grandi scrittori inglesi dal 1945” (The Times) oltre che il padre del genere catalogato come high fantasy.

Nato il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein (Sudafrica), Tolkien fu figlio della seconda rivoluzione industriale e visse in un periodo di crescenti nazionalismi e di profonda trasformazione culturale, da cui il mondo occidentale uscì più tecnologico e votato alla scienza che mai.

A tre anni si trasferì in Inghilterra con la madre e il fratello (il padre morì poco dopo senza mai riuscire a riunirsi alla famiglia), affrontando diversi spostamenti per motivi economici. Alla morte della madre (1904), da cui aveva ereditato una passione per gli antichi miti e le lingue del passato, fu affidato a padre Morgan, sacerdote cattolico, che lo guidò nello studio del latino, del greco e poi del gotico e dell’antico finnico. S’innamorò di Edith Bratt a diciotto anni, ma padre Morgan gli impose di non frequentarla fino al compimento dei ventun anni. In questo periodo, grazie a una borsa di studio, il giovane Tolkien si dedicò allo studio dei classici, dell’antico inglese e delle lingue germaniche presso l’Exeter College di Oxford. Nel 1913, appena compiuto il fatidico ventunesimo anno, tornò da Edith, nel 1915 conseguì il titolo di Bachelor of Arts e nel 1916 sposò la sua amata.

Pochi mesi dopo, in piena guerra, sospese gli studi, si arruolò come volontario e partì per il fronte. Una febbre da trincea lo costrinse presto a rientrare in Inghilterra; durante il periodo di convalescenza John Ronald Reuel cominciò a elaborare le lingue elfiche e alcune delle storie che in seguito avrebbero fatto parte del Silmarillion, gettando le basi dei valori e delle idee di fondo che sarebbero poi diventati i pilastri delle sue opere. Alla fine del conflitto, tornò a Oxford, dove collaborò alla stesura dell’Oxford English Dictionary e completò gli studi universitari conseguendo il titolo di Master of Arts (1919).

In questo periodo nacquero i due figli John e Michael. Mentre perfezionava I Racconti perduti e il linguaggio elfico, Tolkien lavorò come Lettore di Lingua Inglese all’Università di Leeds (1920 – 1925) ed ebbe altri due figli, Christopher e Priscilla. Nel 1925 si trasferì come Professore di Lingua e Letteratura Anglosassone al Pembroke College di Oxford. Qui cominciò a scrivere Lo Hobbit (pubblicato nel 1937), quasi per caso: durante la correzione di alcuni compiti, secondo l’abitudine che aveva di prendere appunti sui margini dei fogli, scrisse la frase che diede il via a tutto.

“In un buco nella terra viveva un Hobbit.”

Durante questi anni si sviluppò la sua intensa amicizia con C. S. Lewis (autore de Le Cronache di Narnia) e insieme fondarono il circolo degli Inklings, un informale gruppo letterario che lo stesso Tolkien descriveva come “il nostro circolo letterario di poeti di mestiere”.

Tolkien trascorse la maggior parte della sua vita di professore a Mount Vernon, poco a sud di Oxford. In questo ambiente, circondato da paesaggi splendidi che gli sussurravano l’intensità del legame fra la natura e la parte più segreta dell’animo umano, nacque l’ispirazione per le sue opere. Nel 1945 divenne titolare della cattedra di Lingua Inglese e Letteratura Medievale del Merton College, dove insegnò fino al ritiro dall’attività didattica (1959).

Fu membro della Royal Society of Literature, tradusse e commentò numerosi testi scritti in dialetto medievale dell’Inghilterra centro-occidentale e parallelamente diede libero sfogo alla sua fantasia, fondendo le storie inventate per i suoi figli con le leggende e le mitologie che aveva ideato per il mondo in cui aveva immaginato esistesse il linguaggio elfico.

Dopo la pubblicazione de Lo Hobbit, che riscosse un importante successo, l’editore chiese a Tolkien di portare a termine lo sviluppo dell’universo narrativo che stava costruendo, così nel decennio successivo, attorno al nucleo originario dello Hobbit, prese forma Il Signore degli Anelli. Scritta in una lingua molto ricercata ispirata alla semplicità e alla severità dell’inglese medievale, l’opera – considerata dall’autore come un unico libro e non una trilogia – venne inizialmente pubblicata per ragioni economiche ed editoriali in tre distinti volumi: La Compagnia dell’Anello (1954), Le due torri (1955) e Il ritorno del re (1955).

Nel 1961, Lewis segnalò Tolkien alla giuria del Premio Nobel per la letteratura, che venne però scartato, perché la sua scrittura fu definita “prosa di seconda categoria”.

La Terra di Mezzo offrì a Tolkien innumerevoli spunti, non solo letterari: dopo la raccolta di poesie che narravano Le avventure di Tom Bombadil (1962), fece comporre musica da David Swann a supporto di diverse liriche cantate dai suoi personaggi (The Road Goes Ever On, 1968) e lavorò alla sua opera magna, il Silmarillion, iniziata nel 1917 e mai conclusa.

Dall’immenso repertorio mitico, racchiuso in appunti e manoscritti incompiuti,  l’universo immaginario di Tolkien diede vita a diverse opere, come I Racconti Perduti, I Racconti Ritrovati e I Racconti Incompiuti (pubblicati postumi dal figlio Christopher assieme al Silmarillion).

Nel 1969 il Professore si ritirò a Bournemouth, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita immerso nella natura che tanto amava, ma il successo della sua opera era ormai divenuto inarrestabile. Nel 1972 ricevette la laurea honoris causa all’Università di Oxford e fu insignito dalla regina Elisabetta dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Sua moglie Edith morì nel 1971, due anni dopo, il 2 settembre 1973, Tolkien si spense all’età di ottantuno anni.

Pedo Mellon a Minno

Gli scenari, i personaggi, gli oggetti della Terra di Mezzo (e, più in generale, i racconti, i poemi, i linguaggi fittizi e i saggi sul mondo immaginario di Arda) sono invenzioni narrative che scavano nella sfera emotiva del lettore, fino a ridursi ad archetipi, ovvero schemi universali di pensiero che tutti gli esseri umani condividono da sempre, rendendo unica e fondamentale l’opera del Professore, tanto da farlo riconoscere ufficialmente come “padre” della narrativa fantasy moderna.

Fonti: Wikipedia (alla voce J. R. R. Tolkien); Tolkien e Bach (G. Agnoloni, Galaad Edizioni, 2011).
Posted by Molly
Editing by Simog
Graphic by Valluccina

 

Scrittrice e lettrice appassionata di ogni tipo di letteratura, con una predilezione per il genere fantasy, nata sotto il segno dell'Acquario, "umana" di un gatto prepotente, fiera di appartenere a questo mitico staff di "sognatrici-lettrici", narratrice di terre lontane e fantastiche, cacciatrice di sogni, il mio motto è una frase del grandissimo GRRM: "A reader lives a thousand lives before he dies (...). The man who never reads lives only one." Good read!