Trentino Book Festival 14-15-16 giugno

Finalmente anche nel nostro piccolo Trentino i giorni 14, 15 e 16 giugno per gli amanti della lettura e dei libri ci sarà un’occasione speciale: il Trentino Book Festival. In verità il 2013 è il terzo anno che questo Festival viene proposto tra le nostre montagne, nel bellissimo paese della Valsugana, Caldonazzo, in Provincia di Trento. Quest’anno però l’offerta è più allettante del solito e la manifestazione ideata e diretta da Pino Loperfido, scrittore e giornalista, porterà nel Trentino dei personaggi famosi a livello nazionale e internazionale.
Faccio una piccola parentesi, dovuta, su questo scrittore che nel nostro paesino ha avuto anche il coraggio di aprire una piccola libreria, e con la L maiuscola dico io. Perché? Perché non ci propone solo best sellers ma, come ho potuto vedere io stessa tra gli scaffali, è presente anche molta letteratura dell’Est Europa, che dovrebbe essere sicuramente rivalutata. Se volete curiosare un po’ tra gli scaffali della libreria e vedere le cose che offre, cliccate qui .

Alcuni protagonisti del Festival

Corrado Augias

Corrado Augias (Roma, 26 gennaio 1935) è un giornalista, scrittore, conduttore televisivo e politico italiano. Iscrittosi all’Ordine dei giornalisti il 1º aprile 1969, collabora con il quotidiano la Repubblica, occupandosi della sezione delle lettere inviate dai lettori. Per anni ha curato le corrispondenze da Parigi e da New York per la Repubblica, nonché per i settimanali l’Espresso e Panorama. La giornalista e scrittrice Natalia Augias è sua figlia.

Fulvio Ervas

Nasce in riva al Piave il 23 luglio 1955, senza sapere che Einstein era appena morto. Quando ne avrà coscienza, si iscriverà a liceo con l’idea di costruirsi una cultura scientifica. Attratto da tutti gli animali diversi dall’uomo, si laurea in scienze agrarie, con un’inquietante tesi sulla “Salvaguardia della mucca Burlina”. Insegna scienze naturali nell’Impero della pubblica istruzione, e di questo racconta in Follia docente, ma è assediato da altre storie. Per strada, nell’orto, vicende e personaggi gli si affollano in testa e non gli danno pace finché non si sentono in salvo su una pagina. Insieme alla sorella Luisa ha pubblicato La lotteria (Premio Calvino 2001) e Succulente. Con Commesse di Treviso invece ha dato vita a uno dei più curiosi e divertenti ispettori della pagina scritta, l’ispettore Stucky, mezzo persiano mezzo veneto, e a una serie di storie dove il sangue scorre più nelle vene che nei marciapiedi, dove c’è più umanità che assassini e tanta ironia per raccontare le bellezze e le contraddizioni di un NordEst in continua trasformazione. Lo stesso personaggio gli ha ispirato Pinguini arrosto, Buffalo Bill a Venezia, Finché c’è prosecco c’è speranza e L’amore è idrosolubile, facendogli conquistare lettori da tutt’Italia.
Oggi Fulvio vive vicino a Treviso con la famiglia e un numero crescente di animali domestici.

Marco Travaglio

Marco Travaglio (Torino, 13 ottobre 1964) è un giornalista, saggista e scrittore italiano, attualmente vicedirettore de il Fatto Quotidiano.
Le sue principali aree di interesse sono la cronaca giudiziaria e l’attualità politica, occupandosi di questioni che spaziano dalla lotta alla mafia ai fenomeni di corruzione.
Figlio di un ingegnere torinese, suo fratello Franco Travaglio è autore, regista e librettista di musical moderno. Dopo la maturità classica, conseguita al Liceo salesiano Valsalice di Torino, si è laureato in Storia Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino all’età di 32 anni, dopo esser già divenuto, nel 1992, giornalista professionista.
Ha cominciato la propria attività come giornalista free lance in piccole testate di area cattolica, come Il nostro tempo, dove collaborava all’epoca anche Mario Giordano.
Boris Pahor

Pahor è nato a Trieste, allora porto principale dell’Impero Austro-Ungarico. A sette anni vide l’incendio del Narodni dom, sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste. L’esperienza lo segnò per tutta la vita, e torna spesso nei suoi romanzi e racconti.
Finita la scuola media frequentò il seminario di Capodistria che non terminò. Dopo essersi laureato in Lettere all’Università di Padova, torna nella sua città natale dove si dedica all’insegnamento della letteratura italiana. Stabilisce stretti rapporti con alcuni giovani intellettuali sloveni di Trieste; tra questi spiccano le figure del poeta Stanko Vuk, di Zorko Jelinčič, cofondatore della organizzazione terrorista slovena TIGR (e padre dello scrittore Dušan Jelinčič) e dei pittori Augusto Černigoj e Lojze Spacal. Nel 1944 fu catturato dai nazisti e internato in vari campi di concentramento in Francia e in Germania (Natzweiler-Struthof, Dachau, Bergen-Belsen).
Nel 1975 Pahor pubblica, assieme all’amico triestino Alojz Rebula, il libro “Edvard Kocbek: testimone della nostra epoca” (Edvard Kocbek: pričevalec našega časa). Nel libro-intervista, pubblicato a Trieste, il poeta sloveno denuncia il massacro di 12.000 prigionieri di guerra, appartenenti alla milizia anti-comunista slovena (domobranci), e i crimini delle foibe perpetrati dal regime comunista jugoslavo nel maggio del 1945. Il libro provoca durissime reazioni da parte del governo jugoslavo. Le opere di Pahor vengono proibite nella Repubblica Socialista di Slovenia e a Pahor viene vietato l’ingresso in Jugoslavia.
Grazie alla sua postura morale e estetica, Pahor diventa uno dei più importanti punti di riferimento per la giovane generazione di letterati sloveni, a cominciare da Drago Jančar.
L’opera più nota di Pahor è Necropoli, un romanzo autobiografico sulla sua prigionia a Natzweiler-Struthof.
Le sue opere in sloveno sono tradotte in francese, tedesco, serbo-croato, ungherese, inglese, spagnolo, italiano, catalano e finlandese.
Tra tutti questi grandi nomi ci sarà poi lo spazio per i bambini dai 3 ai 5 anni a cui verranno proposte delle piccole rappresentazioni teatrali. Ad esempio, verrà rappresentata una delle fiabe più belle e note di Oscar Wilde, Il principe felice.
Tra le vie del centro, nei bar, nella piazza principale e in alcune sale verranno proposte piccole conferenze in cui saranno protagonisti scrittori noti e meno noti, ma non solo! Troverete anche delle piccole mostre, come quella dedicata a Gabriele D’annunzio.
Non dimentichiamo poi che la musica è un sottofondo ottimo che può accompagnare le letture e il Festival propone infatti anche questo, partendo dal nome di Danilo Sacco, cantante ma anche scrittore, e facendoci conoscere poi delle piccole band e dei musicisti della nostra zona.
Doveroso ricordare che tutto è stato organizzato grazie all’Associazione “Balene di montagna”, realtà senza scopo di lucro sorta a Caldonazzo per iniziativa di un gruppo di persone amanti dei libri e delle storie, con la finalità proprio di organizzare una grande manifestazione letteraria.
Insomma, se siete in zona vi consiglio di farci un giro perché è davvero un bel modo per passare un week end diverso dal solito, immersi tra gli amici più fedeli, i libri, che ci fanno sempre sognare e che ci portano in luoghi a noi sconosciuti.

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