Trilogia “A Occhi Bendati” di Silvana Uber

Silvana Uber;

Silvana Uber nasce a Trento nel 1982, esattamente 4 minuti dopo suo fratello-gemello Maurizio, al quale si è ispirata per la creazione del personaggio Martin in A occhi bendati. ( gemello di Còrin )
Diplomata nel 2000 al Liceo socio- psico pedagogico di Trento, decide di continuare gli studi e si iscrive all’Università di Sociologia. Ma quasi subito abbandona per poter lavorare come maestra.
Ha provato una varietà di lavori, telefonista, maestra, gioielliera e perfino commessa, ma non ha mai abbandonato la sua passione per la scrittura che porta avanti dall’età di 6 ani. 
Nel frattempo, durante un viaggio ad Ibiza, conosce Davide L. B. il quale dopo pochi mesi diventa suo marito e primo fan.
Grazie a lui (come ha dichiarato lei stessa in un’intervista) vince la paura di proporsi come scrittrice e partecipa al concorso “Gaetano Cingari” indetto dalla Casa Editrice Leonida. 
Il suo romanzo d’esordio si classifica tra i finalisi su una rosa di oltre un centinaio di libri pervenuti da tutta Europa e si catapulta, con sua grande sorpresa, in cima ai libri più apprezzati dalle adolescenti prima ancora dell’effettiva pubblicazione.

Tra gli hobby di Silvana Uber troviamo l’Africa, dove da diversi anni sta cercando di trasferirsi.

Sito: http://aocchibendatiofficialsite.sitiwebs.com/

 

Trilogia A Occhi Bendati:

1. A occhi bendati (isbn:)

2. In stesura

3. Inedito

 

Titolo: A Occhi Bendati (isbn:9788895880518)
Autore:
Silvana Uber
Serie:
Trilogia “A Occhi Bendati” , 1
Edito da:
Leonida Edizioni
Prezzo:
12,80 €
Genere:
Young Fantasy, Thriller, Giallo, Avventura
Pagine:
488 pg.
Voto:


Trama:

La diciannovenne Corin Alley vive a Loverland, una tipica cittadina america, ed è vista da tutti come una ragazza indifesa, quella che ogni uomo sente il bisogno innato di proteggere. Ma in lei c’è molto più di questo… 
Di giorno vive la sua città mostrandosi per quello che tutti credono sia, di notte invece si arma di coraggio, fermando i criminali che la polizia locale non ha né la capacità né la volontà di ostacolare. Ma il suo coraggio verrà a messo a dura prova quando incontrerà Deniel, l’essere più affascinante e crudele del pianeta. Talmente bello da assomigliare quasi ad un dio. 
Chi è questo ragazzo? Cosa cerca? Quali desideri e quali segreti nasconde dietro il suo sguardo ipnotico? Ma soprattutto perché, sebbene il suo istinto lo spinga a desiderare la morte di Còrin, si scoprirà eccessivamente protettivo verso di lei? 
Uniti da un reciproco bisogno, scopriranno che tutta la loro mente, il loro essere e perfino i loro sensi, fanno parte di un’antica leggenda che scorre nelle vene di Deniel e che li trascinerà in una inquietante voragine romantica che proprio l’amore spalancherà.

Citazione: “«Vi va di fare un salto da Mac Donald?» ci chiede Matt mentre congesti calcolati, prova di nuovo a centrare il cestino.Per la seconda volta la lattina finisce sopra le mie scarpe. Spazientitami piego per raccoglierla e, senza esitazioni, la lancio alle mie spalle dimenticandomi totalmente di mirare. Faccio centro al primo colpo sottolo sguardo meravigliato di tutti.«Come diavolo hai fatto?» Nick sposta lentamente lo sguardo dal cestino a me. Faccio spallucce sorridendo timidamente e cercando di non dare troppo peso e importanza al mio canestro. «Ehm… fortuna» ridacchio, cercando di sviare il suo sguardo stupito.A volte mi scordo di mostrarmi per quella che dovrei essere.”

 

Recensione:

Romanzo praticamente introvabile questo “A occhi bendati” di Silvana Uber; per chi fosse interessato a leggerlo l’unica maniera sembra quella di ordinarlo via internet o tramite una libreria di fiducia… In alternativa potete sempre sentirvi rispondere “Questo libro non esiste, signorina“. Esperienza diretta e comprovata. Fortunatamente gli amici sono più tenaci di noi quando si tratta di fare un regalo… Metteteli sotto torchio per la befana.

Tornando al romanzo, purtroppo, dobbiamo ammettere che il gioco non vale la candela. Non vale la pena faticare per trovarlo perché, onestamente, non è altro che “una buona idea” sviluppata discretamente ma di cui possiamo vivere perfettamente (se non meglio) senza.

Un lettore esigente finirà per essere innervosito oltremodo di fronte ad un’idea valida, perfino originale, sviluppata però in modo decisamente bizzarro e innaturale.

Il problema di fondo di questo romanzo, a parte alcune parti che avrebbero necessitato di una bella limatura durante l’editing poiché superflue, è la gestione dei personaggi. Questi, benché interessanti, sono stereotipati al massimo, forzati, poco credibili e le loro interazioni sono innaturali in modo incredibile.

A parte la scena eclatante del “fidanzamento” fra Còrin e il suo migliore amico “nato” in macchina alle 8 di mattina mentre questo l’accompagnava al lavoro (e mentre lei gli ripeteva di non aver tempo/voglia di parlare in quel momento) e dopo una frase d’esordio veramente imbarazzante vista l’età dei personaggi  (del tipo “E’ da tempo che desidero un tuo bacio”), possiamo dire che lo svilupparsi di qualsiasi sentimento in questo romanzo è forzato e poco credibile. Riprendendo il discorso del fidanzamento al quale Còrin accondiscende per errore, visto che lo interrompe nel giro di una giornata in modo alquanto brusco, quando si rende conto dell’errore, come dicevo, Nick, l’amico che da “molto” desiderava quell’unione, prende con una tranquillità quasi allarmante la notizia.

La stessa Còrin, da tosta ragazza dalla forza sorprendente – chissà da dove deriva questa forza incredibile visto che sembra essere una ragazzina piccola e mingherlina – si riduce, a metà romanzo, in un povera sfigata in preda alle decisioni di Nick, Andrew e Deniel. Peccato che queste decisioni siano assolutamente senza senso!

A parte che la protagonista potrebbe in qualunque momento decidere di prendere a calci Nick e Andrew e fare di testa sua, non facendolo, ci ritroviamo spesso a vedere la nostra eroina sballottata da una parte e l’altra (nascondiamola qui, no nascondiamola qua… no, forse è meglio la!) e le motivazioni che si celano dietro queste decisioni sono assolutamente incoerenti!

I miei fratelli pensano così, io li conosco“. Quante volte abbiamo sentito dire questo a Deniel, l’assassino che improvvisamente si ritrova a voler proteggere Còrin? Senza contare le volte che si avvicinano, si allontanano, le volte che lui la “gestisce” come se fosse sua e quelle in cui le urla contro che da un secondo a l’altro potrebbe ucciderla. Perché? Quale motivazione porta a questo suo atteggiamento? Semplice: è stato addestrato affinché scordasse ogni pulsione umana e rispettasse unicamente gli ordini… E quindi? Sei stato addestrato ad essere una macchina ma il difficile dovrebbe essere proprio “decidere di contrastare gli ordini”. Una volta che hai deciso di non rispettare gli ordini e non uccidere Còrin… il più è fatto! Il tuo cervello è sbloccato… A quel punto hai già sconfitto la condizione mentale, è piuttosto difficile che da un momento a l’altro tu sia preso da una lapsus omicida e faccia fuori tutti quelli che hai davanti, senza contare che “controllo e obbedienza” sono stati il frutto dell’insegnamento subìto negli anni.

In poche parole: Deniel è un personaggio incomprensibile, al limite del fantastico (quando ci è stato detto nella trama che non ci sarebbero state figure di fantasia) e incoerente. L’intenzione era quella di creare una personaggio ambiguo, affascinante e tenebroso. Deniel è irritante, sbruffone, incoerente e fondamentalmente banale.

Andrew aveva del potenziale, sotto ogni aspetto, peccato che non sia stato sfruttato minimamente. Un momento fa il papà, un altro sembra geloso, un altro condivide il potere e poi se ne esce con la storia del “Io sono il Capo”. Essere un capo significa avere una qualità che gli garantisca l’obbedienza. Còrin è più forte di lui e lui non ha armi segrete da tirare fuori dal cilindro per ottenere l’obbedienza. A conti fatti è un leader fasullo e tutte le volte che cerca di imporre la sua volontà a scapito degli altri il lettore sorride: un’ingenuità incredibile.

Il genitori di Còrin, entrambi, sono banali e assolutamente incredibili. In senso negativo. Possibile che, dopo la morte di uno dei due figli, nessuno di loro si accorga che questa ragazza si fa ammazzare di botte ogni notte nelle ronde? E soprattutto, come è possibile che questo “padre” da una momento all’altro voglia fare la voce grossa dopo aver fatto l’allocco per anni? Poco credibile e irritante.

Nick è il classico migliore amico/spalla/confidente/innamorato/protettore/amico impiccione/testarda palla al piede che è presente in ogni romanzo, salvo che alla fine si fa la collega di Còrin e si riprende: non è più un’inutile palla al piede innamorata.

Conclusione?

Trama intrigante e coinvolgente, il lettore è davvero curioso di sapere i particolari e la storia di background, su cui poi si costruisce tutto il romanzo, è molto interessante peccato che i personaggi siano stati buttati sul palco come fantocci mal gestiti. Còrin, che è fondamentalmente un bel personaggio, è stata trasformata in una bambolotta priva di volontà  – benché fosse quasi la più forte –  per metà del romanzo salvo poi riprendersi alla fine. La speranza è sempre l’ultima a morire.

Da leggere il seguito solo per la curiosità di sapere dove andrà a parare l’autrice e, soprattutto, per costatare se l’esperienza è veramente utile per migliorare il proprio stile.

 

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5 risposte a “Trilogia “A Occhi Bendati” di Silvana Uber”

  1. Lara ha detto:

    Ho avuto modo di leggere il libro e anche se effettivamente vi sono delle difficoltà di reperibilità, cosa possiamo pretendere da una casa editrice che si appoggia ad una piccola distribuzione? E' il mercato italiano e ne siamo tutti consapevoli. Daltronde l'acquisto online non sminuisce il valore di un'opera che a mio parere resta valida.

    La protagonista vive ed interpreta perfettamente l'età che l'autrice gli attribuisce: è una diciannovenne che si ritrova ad affrontare le ambiguità caratteristiche dell'adolescenza. Vive di un dualismo che la porta ad interrogarsi su ciò che è bene e male e per riuscirci si appoggia ad un allenatore (Andrew, che è quasi un padre per lei o un fratello maggiore) che le indica il percorso da intraprendere per arrivare ad una maturità interiore ancora ben lontana. E' un personaggio che rispecchia il carattere della maggior parte delle adolescenti, molto credibile e ben inserito nel contesto, per quanto in certe occasioni prende delle scelte surreali. Ma stiamo parlando di un fantasy!

    Come ogni normale ragazza è circondata da un gruppo di persone che la amano e che sono parti integranti della storia. Esaminiamole:

    Il suo allenatore Andrew, di cui ho già parlato, instaura con lei un rapporto sempre più profondo. Inizialmente la vede come una ragazzina da guidare e trasformare in una combattente. Vendicativa, testarda, impacciata e immatura.

    […“"Ciao Andrew, dimmi", bisbiglio.

    "C’è un problema,devi venire da me stasera".

    "Andrew, forse ti stupirai nel sentirmelo dire",lo aggredisco secca, "ma il pensiero di avere una vita privata non so come, sta cominciando ad attirarmi".

    "Ma…Còrin…la tua vita privata sono io",mi ricorda.

    "Anche lo shopping al centro commerciale se è per questo".

    "Hai letto il giornale?",cambia discorso,ignorandomi.

    "Negli unici momenti in cui non sono impegnata con te preferisco rifarmi lo smalto alle unghie"….]

    Nei dialoghi iniziali infatti l'autrice punta molto su discorsi frivoli (a volte anche un pò esageratamente stupidi) ma che per fortuna maturano di pari passo col rapporto che Còrin ha col suo allenatore. Col tempo infatti non sono più due estranei che si spalleggiano per ritrovare un senso di pace nelle loro vite, ma qualcosa che va oltre all'affetto di due amici, senza mai sforare nel romantico.

    Un protagonista che poteva benissimo essere tagliato è Nick, sebbene sia il legame che tiene Còrin ancorata alla vita normale, ma essendo che poi entra nello stesso suo gruppo senza comunque dare un minimo di aiuto, poteva benissimo non esserci. E' anche vero che questa povera ragazza qualche amico deve pur averlo. Comunque il loro rapporto è surreale. Diciamo che Nick è il classico buffone di corte. Potrebbe morire a pag. 400 e nessuno verserebbe una lacrima.

    Molto importante è Luke in quanto primo fidanzato di Còrin, poliziotto (e quindi grosso pericolo per lei) col quale lei ha il suo primo rapporto sessuale. Peccato che poi si mollano dopo pochi giorni. Erroraccio enorme da parte dell'autrice in quanto ha inserito un personaggio molto importante e poi l'ha fatto sparire come se non fosse mai esistito. Dopo un pò infatti ci si chiede: ma dov'è Luke? Alla fine del libro ancora non si è capito. Sarà morto?

    I genitori di Còrin hanno un ruolo importantissimo e sempre presente, come ci si aspetta per una ragazzina. La riempiono di coprifuoco, di castighi e sono così accecati dal dolore della pardita del loro figlio Martin, che non prestano attenzione a ciò che Còrin combina. Errore che molti genitori in effetti commettono. Piangono un figlio dimenticandosi che l'altro è vivo. Infatti, tutta la trama parte da qui, snodandosi in un puzzle sempre più complesso e intrigante che risale al passato del padre di Còrin. Un passato ricco di leggende che arrivano fino alle pendici del Tibet dove per anni ha vissuto Deniel.

    Deniel è un personaggio chiave, bellissimo, misterioso ed è l'aspetto fantasy del romanzo. E' il pezzo mancante nella vita di Còrin e allo stesso tempo l'uomo che deve ucciderla. E' stato cresciuto nell'odio e gli è stata data l'essenza della vita che l'ha reso semi-immortale a discapito della sua umanità. Quindi ogni comportamento e decisione non è solo lui a prenderla ma sono governate da istinti che gli hanno imposto e che lui non può comandare. Il più grande pericolo è che possa uccidere Còrin involontariamente, non per sua scelta ma per riflesso ad un comando del cervello che non è lui a gestire.

    Questo aspetto rende la storia d'amore surreale e per questo a mio avviso stupenda. Si vede come l'amore di còrin riesca pian piano a restituire l'anima a Deniel fino a convincerlo a lasciarla andare per la sua strada.

    Finale struggente e a sorpresa, come spesso lo sono ogni finale dei capitoli.

    La parte forte del romanzo sono i dialoghi e la descrizione delle scene che portano il lettore a sentirsi protagonista della storia.

    Come in ogni scrittore emergente ci sono delle pecche che si spera spariranno col tempo. Sono tuttavia nascoste dalla trama fluida e originale che grazie al cielo non è una mera scopiazzatura di tutti i libri su vampiri e immortali che sono usciti sull'onda di…. non faccio titoli.

    Il bello della trama è che rinchiude in sé varie tipologie di generi che possono abbracciare vari gusti e aspettative. Sebbene questo non basti per renderlo il miglior libro del 2010.

    Sorprendente la richiesta da parte delle adolescenti che hanno invaso il mio sito dedicato ai libri fantasy. Sorprendente soprattutto se si vuole considerare che è un libro difficile da reperire. (ma non impossibile se si ha la pazienza di attendere i 3 giorni per la spedizione)

  2. Billaneve ha detto:

    Lara vorrei rispondere a te.

    Premettendo che sono io la ragazza che ha ordinato il libro in questione da ragalare a Nasreen per Natale,ti posso assicurare che il problema non sta nella spedizione,oramai sempre più spesso i libri si comprano su internet,nè tantomeno questa diversa modalità di vendita sminuisce in alcun modo il valore di NESSUN libro poichè il prodotto rimane sempre lo stesso.

    Sinceramente trovo arrogante e irrispettoso questo tuo commento,cosa che in realtà commento non si può definire.

    Se veramente ci tieni ad esprimere un tuo parere su un libro puoi tranquillamente farlo sul tuo blog,come ho visto che hai,invece di incollare una recensione,perchè è questo che hai postato,in contrasto con quella di Nasreen.Ogniuno ha le proprie opinioni e sei pregata di rispettarle.

    Il tuo "Esaminiamole:…" ha disturbato addirittura me che non sono l'autrice della recensione;questi attacchi improvvisi da cui,evidentemente,non sei riuscita ad esimerti sono,come già ho detto prima,irrispettosi per il pensiero altrui ma anche e soprattutto per il LAVORO altrui.

    Sorvolando sulla tua opinione del libro,su cui non si può mettere bocca proprio perchè è TUA,non ti stai rivolgendo ad una persona che ha preso in mano il libro di un esordiente per la prima volta e questa tua puntualizzazione può essere interpretata in due modi:

    1)distrazione/mancanza di interesse del blog che vai a commentare,perchè se ti fossi fatta un giro avresti notato che il blog è indirizzato ANCHE agli scrittori emergenti per dar loro una vetrina

    2)un'offesa bella e buona indirizzata al blog e a chi lo gestisce.

    In conclusione, vorrei ribadire,a costo di essere ripetitiva, che il tuo "commento" è una specie di insulto/offesa.Si definisce "commento ad una recensione" proprio perchè serve a COMMENTARE UNA RECENSIONE e non a scriverne un'altra propria quindi,per un'eventuale prossima volta, limitati a commentare la recensione che ti interessa e se invece non ci riesci evita di scrivere alcunchè.

    E,per favore,smettiamola di fare retorica dicendo che un libro comprato su internet non è da meno di uno comprato in libreria perchè è una storia trita e ritrita e anche noiosa.

  3. Billaneve ha detto:

    E mi sono scordata di aggiungere che il tuo "commento" è semplicemente classificabile come spam per il tuo blog.

  4. Alice Cullen ha detto:

    RECENSIONE (o almeno, io ci provo)

    Ciao ciao ciaooooooo!!!!!!!!!!

    Intanto come sempre ringrazio per il lavoro che fate e che ci aiutate a scegliere o eliminare dei libri dalle nostre difficile scelte. Perchè diciamocelo…. ce ne sono davvero troppiiiii.

    Non sono brava a fare recensioni, tra l'altro ho visto nei post sopra che due ragazze si stanno per azzuffare…. paura paura… comunque Billaneve hai perfettamente ragione. Ognuno deve essere libero di giudicare un libro per le sensazioni che gli ha trasmesso. Punto e basta!!!

    A me questo libro ne ha date parecchie di sensazioni.Vi spiego ciò che mi è piaciuto:

    Prima di tutto il modo con cui è scritto: scorrevole, semplice e dettagliato. Non amo i libri con troppe descrizioni ma amo quelli in cui riesci ad impersonificarti nei protagonisti come se venissi catapultata dentro un film.

    E infatti secondo me la Uber è stata molto brava nel descrivere le sensazioni, le espressioni e i movimenti dei protagonisti. Non voglio fare spam con altri libri ma mi permetto di nominare Twilight, o meglio, il modo in cui è scritto. Ho trovato molte similitudini tra le due autrici. Sembra quasi abbiano scritto un copione cinematografico, perchè in ogni momento sai esattamente in che posizione è un personaggio, che espressione ha l'altro o deve sta guardando l'altro ancora.

    L'altro punto che segno a favore del libro è il fatto che è narrato in prima persona (gusto personale)anche se la scelta di usare il tempo presente non mi soddisfa troppo.

    Terzo punto a favore del libro: finalmente una protagonista (urban fantasy) che non si piange addosso e che non ha bisogno ogni due secondi di avere un super eroe accanto a sé per salvarsi.

    E quì passo alla trama…. è originalissima! Io adoro i libri urban-fantasy e devo ammettere a malincuore che dopo un pò che li leggi trovi molti punti in comune (più comunemente chiamati scopiazzature) tra uno e l'altro.

    Mentre in a occhi bendati c'è davvero originalità.

    Ora vi dico le cose che non mi sono piaciute:

    In alcune parti la Uber è stata davvero "lunga"… nel senso che molti eventi inseriti non portano a niente. Ogni elemento del libro dovrebbe collegarsi ad un altro! Quindi ci sono dei protagonisti (vedi Luke, Irene e NIck) che secondo me non servono a niente. Anche se forse li ha inseriti per sfruttarli meglio nel seguito. Questo non posso saperlo, ma mi auguro sia così.

    Il finale (sempre gusto personale) non mi è piaciuto. Va bene il colpo di scena ma questo colpo è troppo triste. Non mi piacciono i libri senza un lieto fine.

    Quindi, aspetto il seguito con ansia e chissà? Magari un lieto fine prima o poi me lo darà…

    Spero di essere riuscita a fare una bella recensione (vi giuro che col tempo migliorerò).

    Alice Cullen

    • Nasreen ha detto:

      In effetti alcuni punti del romanzo sono proprio superflui ^^ Altri confusionari… Però in linea di massima leggerò il seguito perchè spero in un'evoluzione della trama e una crescita dell'autrice ^^

  5. […] “A Occhi Bendati” – [Ragazzi] – [Recensioni Libri] – […]

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