Trilogia di Jude di Davide Roma

Davide Roma

Davide Roma è nato a Varese nel 1982. Ha frequentato i corsi di scrittura creativa di Raul Montanari e la scuola Holden. Da sempre appassionato di urban fantasy, ha gestito diversi forum dedicati alla saga di Twilight. Vive tra Milano e Roma e studia Scienze della Comunicazione.


Trilogia di Jude

  1. Il Bacio di Jude (isbn:9788820053512)
  2. Inedito
  3. Inedito

 

Titolo: Il Bacio di Jude
Autore: Andrea Roma
Serie: Trilogia di Jude vol. 1
Edito da: Sperling&Kupfer
Prezzo: 17,90 €
Genere: Fantasy, YA, Urban Fantasy, Mistery, Esoterico
Pagine: 289 pag.
Voto: 
  

Trama: Massachusetts, oggi. Jude Westwick, diciassettenne svogliato e ribelle, è costretto a passare il sabato pomeriggio a scuola per punizione. Riordinando il vecchio archivio della biblioteca, legge per caso la storia di un efferato fatto di sangue consumato proprio nel sotterraneo della casa in cui abita con i genitori. Incuriosito, Jude cerca il passaggio che lo porta al sotterraneo e scopre così un segreto terrificante. Un segreto antico come il mondo, che lo riguarda molto da vicino. Con l’aiuto del suo migliore amico nerd e di due ragazze davvero speciali, che riusciranno a rubargli il cuore, Jude dovrà imparare a confrontarsi con il destino che lo attende. Un destino a dir poco straordinario.

 

 Se non credi nell’esistenza del Male,
non hai mai conosciuto me.
– Jude-

Recensione
di Nasreen

Il bacio di Jude è l’opera d’esordio del trentenne italiano Davide Roma. Primo di una trilogia Young Adult (YA), che unisce urban fantasy, avventura e gothic dalle sfumature romance, questo romanzo si mostra immediatamente come uno dei libri fantasy di maggior impatto nel panorama italiano.

Il talento di Davide Roma è indiscusso, questo appare chiaro al lettore non appena apre il romanzo e finisce per esserne completamente risucchiato, come a Raul Montanari che, a seguito della partecipazione di Davide Roma alla sua scuola creativa, lo giudica come “uno dei talenti più puri che siano mai passati fra le mie mani”.

Protagonista di questo romanzo è il giovane diciassettenne Jude, la cui vita è assolutamente normale. Vive da sempre in una piccola cittadina del Massachusetts, è una matricola della sua scuola e con il suo bel viso attrae una sacco di ragazze. Ha un carattere spensierato, un migliore amico con il quale salta la scuola e si fuma qualche sigaretta, si collega ogni pomeriggio a Facebook dove ha il “numero giusto di amici”, ha una tana (una camera) ovviamente disordinata e piena di cd musicali e poster, genitori che lavorano e lo lasciano fare un po’ quello che vuole senza però trascurarlo veramente e quel pizzico di ribellione adolescenziale che lo porta sempre a stuzzicare le autorità per il solo gusto di poterlo fare.

La sua vita potrebbe essere quella di tutti, o di nessuno. Senza drammi e traumi, scorre tranquillamente fino a quando, dopo l’ennesima bravata, si ritrova a dover mettere a scansionare e archiviare i vecchi giornali della cittadina e scopre, fra una chiacchiera e l’altra, che un vecchio omicidio si è consumato nello studio del padre, prima che lui nascesse. Sarà una stanza occultata, scoperta grazie al vecchio giornale rivelatore, che Jude scoprirà che di normale, nella sua vita, non c’è assolutamente nulla.

Perché di lui parlano antiche scritture, vecchie carte e papiri segnati dal tempo che annunciano la sua nascita e glorificano la sua vita e il suo immenso potere. Quella che era stata una semplice curiosità, che lo aveva portato a scavare in quella stanza nascosta, si era rivelata come la chiave necessaria per decriptare tutto il suo passato, presente e possibile futuro.

Lui, che fino a quel momento aveva sempre immaginato di essere dalla parte giusta, si rende conto che in realtà riveste tutt’altro ruolo. Non è un vampiro, non è un licantropo e neanche una qualche altra nota creatura fantastica, Jude è semplicemente il Male.

Ecco che il protagonista vero del romanzo finalmente si affaccia e si amalgama con estrema naturalezza con il ragazzo: il Male. Il Male è la sua natura, e le sue mani sono i piatti della bilancia che potranno destinare l’umanità ad una fine atroce oppure risplendere di una nuova vita, ancora più luminosa e magnifica. Bene o male, vita o morte, tutto è alla mercé di una decisione, dell’arbitrio e della volontà di Jude, l’ormai non più normale ragazzo del Massachusetts.

Anche se il mondo è a un pelo dalla sua disfatta, e il tutto è in mano a un ragazzino americano, eccoci a tirare un sospiro di sollievo di pura soddisfazione perché, finalmente, ci ritroviamo a leggere un urban fantasy italiano che valga la pena di essere letto. Non una parola sembra “buttata là”, non esiste quella fastidiosa sensazione di “già letto” o di superficialità di chi narra o racconta fatti tanto per il piacere di buttare giù due parole per quell’attimo di notorietà. Non dobbiamo sorbirci un protagonista sterile, un burattino a cui “tutti tengono nascosta la verità, perché sì, così va fatto” e che si lascia andare agli eventi aspettando che siano gli altri a trarlo dall’impiccio.

Jude è un protagonista che fin dalle primissime pagine ci dimostra che, nella normalità, può esserci più – molto più! – della mediocrità. È curioso e, una volta scoperto il suo fantomatico destino, si prende la briga di rifletterci su, senza montarsi la testa e senza prendere e buttarsi giù da un palazzo con mantello e calzamaglia, per il puro gusto di poterlo fare e dire “sono un eroe”.

Jude è uno dei cattivi e cerca di capire perché, cosa vuole veramente essere e come si sente a riguardo, mentre ovviamente continua a lottare per mantenere la sua quotidianità. È curioso, entusiasta, intelligente e riflessivo, un bel cambiamento insomma!

Lo stile di Davide Roma è accurato, lineare e veloce. Cinematografico, potremmo dire, mentre lo leggiamo tratteggiare con sapienti colpi di parole i pensieri e i caratteri dei suoi personaggi che ascoltano musica rock, sono geni dell’informatica, conoscono Nietzsche, Ulisse e leggono Machiavelli. Sono personaggi colti, normali, pieni di “realtà” e di attualità, che non snocciolano, però, citazioni di autori importanti del passato per il solo gusto di far sapere al lettore che l’autore è istruito. Sono loro, i personaggi stessi, a trasmettere con pensieri, parole, azioni e anche citazioni, la consapevolezza di vivere in un mondo vasto e ben integrato con la vita reale e la cultura dei lettori stessi, come le vicende che vivono sono concrete e relazionate con una realtà che l’autore non si limita a narrare come un dato di fatto, ma che plasma modificando e manipolando con logica e attenzione al nostro mondo.

È un fantasy che si approccia alla religione, giocando con sapienza con i concetti di bene e male, realtà e fantasia, per un misto di sacro e profano che ha un sapore di internazionalità che lo libera dalle briglie del “nostrano” per spingerlo all’esterno del nostro paese.

Il Bacio di Jude è un romanzo gotico, esoterico e di grande impatto emotivo e riflessivo. È un libro che sprona il lettore a gettarsi fra le pieghe della mente di Jude e dei suoi ragionamenti che vanno ben oltre la classica scelta fra una ragazza e l’altra, anche se, tanto per non farci mancare nulla, Davide Roma ci regala anche questo: una storia d’amore. Una duplice storia, che possiamo ricollegare ancora una volta alla dicotomia tra bene e male. Da una parte la buona e angelica Emily che lo attrae e rappresenta il “bene”, e dall’altra la misteriosa e accattivante gothic Amber, che lo affascina e, in certo senso, si prende cura di lui e lo accetta con più onestà di Emily (che invece finisce spesso per giudicare ciò che non rientra nei suoi canoni di giusto e sbagliato).

Anche in questo caso non avremo, fortunatamente, scene madri di grandi lacrime o amori travagliati da chissà quale destino. Jude ha un rapporto onesto, anche se complesso, con entrambe e la dolcezza di questi attimi che condivide con esse ha un retrogusto di consuetudine adolescenziale che va a smorzare l’aspetto apocalittico delle cospirazioni che si addensano nella vita del protagonista da quando ha scoperto di essere, praticamente, oggetto di culto da parte dei suoi stessi genitori.

Molto interessante l’attenzione con la quale l’autore raffigura le scelte e le motivazioni dei personaggi che si muovono intorno a Jude: il filo sottile che separa bene e male è talmente incidentato dagli eventi, dal passato di ognuno, dalla capacità di reinventarsi e di accettare o meno la verità e le scelte degli altri che, in realtà, non possiamo più dividere questi in “alleati” o “nemici”. Ci sono giochi psicologici, speranze, manipolazioni, fanatismi… C’è l’umanità intera con tutti i suoi pregi e difetti e la sua intera scala di grigi, al punto che, alla fine, cattivo o non cattivo, non possiamo che tifare per il nostro Jude.

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