Trilogia “Esbat” di Lara Manni [Tanit]

Lara Manni:

Lara Manni è nata e vive a Roma. Dal 2006 con lo pseudonimo Rosencrantz scrive fan fiction su Efp, una delle quali è diventata nel 2009 proprio il suo primo romanzo “Esbat”, pubblicato con Feltrinelli. Nel febbraio di quest’anno è uscito il seguito “Sopdet” edito da Fazi, secondo libro della trilogia che terminerà con “Tanit”.

Blog: http://laramanni.wordpress.com/

 

Trilogia:

1. Esbat
2. Sopdet
3. Tanit

 

Titolo: Esbat (isbn:9788807702105)
Autore: Lara Manni
Serie: Trilogia Esbat, Vol.1
Edito da: Feltrinelli
Prezzo: 16,50 €
Genere: Narrativa, Young Adult, Fantasy
Pagine: 276 p.
Voto: 

Trama: Da tutti i suoi fan sparsi per il mondo si fa chiamare semplicemente Sensei – maestra – e adesso, a cinquant’ anni, nel pieno della sua carriera, decide di porre la parola fine al suo manga più celebre “La leggenda di Moeru”. Durante una notte di luna piena riceve una visita inaspettata da un essere che viene da un altro luogo, quello che lei crede di aver inventato nel manga e che invece è realtà; un essere disposto a tutto pur di ottenere un finale diverso. È Hyoutsuki-sama, il principe demoniaco antagonista di Moeru che attraverso il rito dell’Esbat riesce ad attraversare i due mondi. La Sensei perde completamente la testa per il demone e folle d’amore gli propone un patto: un finale diverso in cambio di una notte al mese per sei mesi con lui. Così facendo, per eseguire l’Esbat commetterà mutilazioni su se stessa fino ad arrivare ad adescare giovani vittime fra i suoi fan e sacrificarli in nome di Hyoutsuki.
Fra Italia e Giappone, un romanzo che non parla solamente di creature fantastiche, ma di passioni, le più estreme, e di come influenzano i cambiamenti all’interno dell’essere umano, dall’adolescenza all’età adulta.


« Gli umani cedono a qualcosa che consideravi deprecabile come la sofferenza […] Avevi infine compreso che il loro potere è nel loro desiderare, e nella capacità di cambiare in virtù del desiderio stesso »

Recensione
di Billaneve

Sono una persona abbastanza influenzabile o almeno sul momento.

Quando lessi la trama del libro ebbi uno strano moto di apprensione e irritazione. Avrei mai capito fino in fondo una storia di cui tutti parlano come il genere “What if…” di una fanfiction basato su un manga di cui non ho mai sentito parlare? Avrei mai potuto capire realmente quello che provano i protagonisti come tutti gli altri lettori che li conoscono da anni e, che nomi come Inu Yasha, Sesshomaru e Naraku per loro sono il corrispettivo di Moeru, Hyoutsuki e Yobai?

Poi ho semplicemente detto chissenefrega e ho iniziato a leggere. Forse sono una persona debole, come Lara Manni scrive, lo possono essere solamente i curiosi. E io lo sono. Ero curiosa di capire cosa volesse dire Esbat, ma non come una citrulla che non sa che “Google mi è amico” e che poteva cercare il termine da sola, ma cosa significasse per lei quella parola.

E pian piano, pagina dopo pagina, sono anche riuscita a comprendere quella pazzoide della Sensei o quella ingenuotta di Ivy. Anche se non mi va ancora a genio e non ci trovo nulla di affascinante in Hyoutsuki. Altro che “sama” e devozione… probabilmente se lo avessi conosciuto di persona sarei giù stata tagliata in due e lasciata agonizzante in qualche campo. Ma questo è solo un mio piccolo appunto personale.

Quello che fa muovere il tutto, quello che fa di Esbat un libro che si lascia leggere in una giornata e mezza senza dover sbuffare per aver perso tempo inutilmente è un insieme di cose.

Desiderio, passione e sacrificio sono le parole che mi escono di getto appena pigio i tasti sul pc in cerca di una descrizione per Esbat.

La storia non gira solamente intorno ad un rituale lunare e a questo tipo, furibondo con il genere umano, non racconta di demoni e donne innamorate ma anche di demoni e donne innamorate.

Anzi, proprio la mancanza di amore nella vita della Sensei la spinge a sacrificare letteralmente se stessa, qualsiasi cosa cosa o persona pur di sentire la passione insinuarsi in lei cercando di accarezzarle il cuore. Quando incredibilmente vede materializzarsi quel perfetto “grumo d’inchiostro” ogni sua speranza viene indirizzata verso di lui, in quegli occhi d’oro e fra quei capelli bianchi da demone yokai. Quando le fa giurare di cambiare il finale della storia o quando andando contro il suo stesso volere cerca di dare “un ordine” al suo ultimo manga.

E di mancanza di amore è anche la vita dell’adolescente (in pieno periodo emo)  di Ivy che con troppa accondiscendenza o forse stufa di stare nel gruppo degli sfigati (?) tenta la strada della setta di cui fanno parte il gruppo “in” della scuola e per cui la sua vita cambierà radicalmente.

Esbat non è un semplice romanzo intriso di folklore mescolato a citazioni di alto livello (da Platone a Stephen King, da Baudelaire a Shakespeare) ma sopratutto una storia di donne agli antipodi.

Sia geograficamente che essenzialmente.

La prima, con gli ormoni scombussolati dalla menopausa, cerca di dare un senso alla sua solitudine trovando conforto nella fama ottenuta dai suoi disegni. La seconda, l’otaku d’occidente che tenta in ogni modo di sentirsi diversa, alla fine il suo essere “altro” la fa sentire mortalmente infelice.

Tutto ciò mi ha fatto comprendere che Esbat non è solo un rituale esoterico, ma un passaggio nel mondo del nostro altro io, perché come scrive la Manni “Quando la passione del desiderante si innalza oltre ogni limite, si spezza ogni sigillo fra regno degli uomini e regno degli dèi.”

Qualcuno che abbia avuto la volontà di leggere tutto ‘sto polpettone si chiederà “Ma allora perché dai solamente tre stelline?”. Semplice: perché se avessi dato il massimo dei voti come avrei potuto far notare la mia crescente passione per gli altri romanzi della trilogia?

A questo punto non mi resta che dire… buona lettura!

Titolo: Sopdet
Autore: Lara Manni
Serie: Trilogia Esbat, Vol.2
Edito da: Fazi
Prezzo: 16,50 €
Genere: Narrativa, Young Adult, Fantasy
Pagine: 276 p.

Trama: Che cosa accade a un demone quando entra in contatto con il mondo degli uomini, e ne conosce gli orrori? Grazie al potere di una stella, Hyoutsuki e Yobai valicano i confini fra i tempi e le dimensioni e prendono sembianze terrene, celando la loro identità sotto nomi fittizi. Ma niente può frenare l’impeto di una battaglia che si protrae da millenni e che questa volta ha come scenario le guerre degli uomini. Molte figure femminili attraversano il loro cammino: una Dea che ne controlla le sorti, ostacolandoli e traendoli in inganno, e due umane, la misteriosa Adelina e la giovanissima Ivy dai capelli bianchi e dagli occhi tristi, che ama le storie fantastiche e ha il dono di poterle cambiare. Ma quando i mondi si incontrano non c’è comunque scampo. I demoni diventano più simili agli uomini, e gli uomini e le donne acquistano poteri che forse non desiderano. Perché c’è una soglia, tra luce e ombra, che non può essere violata nemmeno con lo sguardo. Un viaggio tra i sentieri della mente di creature soprannaturali, di esseri umani coraggiosi e storiche battaglie che hanno plasmato il destino del mondo: questo è “Sopdet”, un romanzo dai mille volti.

Titolo: Tanit
Autore: Lara Manni
Serie: Trilogia Esbat, Vol.3
Edito da: Fazi
Prezzo: 18,50 €
Genere: Narrativa, Young Adult, Fantasy
Pagine: 370 p.
Voto:

Trama: Italia, 2008. In un paese dove inizia a colpire la grande crisi economica, fa la sua comparsa Axieros, l’oscura dea che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto. Cerca una donna umana piena di rabbia e odio, che possa partorire sua figlia Tanit, la bambina nera destinata ad essere fatale per il genere umano. Sul cammino di morte che Axieros sta disegnando si incontreranno due demoni: Hyoutsuki, in cerca del suo destino, e Yobai, in cerca della vendetta. Ma sulla stessa strada cammina anche Ivy, che ha il potere di far diventare reale ciò che disegna e che rappresenta un pericolo per tutti: per la dea, per i demoni, per una coppia misteriosa che ha il compito di riequilibrare i due mondi. Solo Ivy può compiere la scelta definitiva: ma a un prezzo che forse non è disposta a pagare.

 

Recensione
di Serena Betti

“…allora gli umani uccisero i bambini nati da quelle unioni, e la vendetta dei divini tu terribile, o viceversa. L’umanità venne quasi sterminata, finchè qualcuno non trovò il modo di separare i mondi. Così fu e così è.”

E se così non fosse più? A seguito dell’apertura del passaggio avvenuta nei libri precedenti, il destino del nostro mondo e di quello abitato da demoni e dagli dei sembra essere sempre più legato, e il nostro l’orizzonte sempre più tenebroso. Per ritornare allo splendore di un tempo e prolungare l’inevitabile agonia del suo mondo, la dea Axieros deve trovare una donna terreste, un’utero, che partorisca Tanit, la bambina nera, generata dall’unione della dea con il demone Yobai, acerrimo rivale di Hyoutsuki. La nascita di Tanit e la sabbia nera che l’accompagna dissemineranno distruzione, odio, rabbia, rancore e follia cieca sulla Terra, portando la nostra razza alla distruzione. I piani della dea però, sono noti ai Grigori, “i figli dei figli dei figli, per metà umani, per metà demoni” che, svolgendo la funzione di “guardiani” dei due mondi, devono impedire l’apertura di nuove porte e hanno il compito di uccidere la madre umana di Tanit per ristabilire l’equilibro.

In questo terzo ed ultimo capitolo della saga iniziata con “Esbat”, nuovi e vecchi personaggi si mescolano dando il vita ad una narrazione avvincente, che strega il lettore grazie ad uno stile fluido ed enigmatico. La scrittrice, per trattare il tema del libro senza superficialità, si è dovuta lanciare una sfida: riuscire a scavare nei pensieri più intimi degli individui, per trovare il marcio, l’odio presente in tutti noi, ed ingigantirlo. Non è un obiettivo facile da realizzare e pochi autori, a mio modestissimo avviso, ci sono riusciti. La Manni è tra questi. Sebbene il loro stile sia completamente diverso, in alcuni brani mi è sembrato di sorgere la penna, anche se meno cruda, di Palahniuk, proprio per la capacità della scrittrice di scorstare la patina che avvolge i nostri pensieri più profondi per mostrare le turbe dell’animo umano, tipica dell’autore di Fight Club.

Gli umani sono diventati piccoli, pensa. Gli umani non conoscono più la grandezza neanche nella tenebra. Sono ordinari nei desideri e nelle repulsioni. Galleggiano dentro emozioni tiepide, si aggrappando a denaro, sesso, case, automobili, Poteri miserabili. Nessuna terra da conquistare. Niente oceani di sangue da versare. Piccoli. Si”

Il male nasce da piccole cose, da motivi futili. Non da “terre da conquistare” o “oceani di sangue da versare”, e così anche la rabbia generata dalla sabbia nera di Tanit o dalla volontà di Axieros fa leva su questi punti deboli dell’animo umani ed è da queste piccolezze che trae forza l’immagine che la scrittrice ci vuole comunicare. Se i motivi non fossero questi non ci sembrerebbero reali, non ci sembrerebbe di parlare del nostro mondo, ed invece è così. Uno degli svariati pregi dei libri della Manni sta proprio nella capacità di coiniugare l’aspetto fantasy del romanzo ( la presenza di demoni, di dei, della magia ecc…) con quanto di più vero c’è nel nostro mondo. Leggendo il libro non si ha l’impressione di stare davanti ad una “bella favola” o di essere catapultati di un altro mondo diverso dal nostro. No, noi siamo qui e i mostri, i demoni, vengono a trovarci a casa nostra scombinando ciò che già è incrinato, facendo leva sulle nostre emozioni.

Un altro aspetto che salta subito all’occhio del lettore è la cura con cui il romanzo è stato scritto, attenzione che si riscontra sia nella capacità di alternare punti di vista molto diversi tra loro, scritti con stili differenti, in modo tale da sembrare quasi un unico lunghissimo pensiero, sia nei vari riferimenti sparsi nel libro. Nella storia si intrecciano conoscenze mitologiche con avvenimenti storici presenti e rivisitazioni di personaggi illustri del passato, sparsi nel testo non con la volontà di stupire il lettore, ma per un quadro della situazione più preciso e concreto.

In conclusione “Tanit” è un romanzo che di fantasy ha tutto e niente allo stesso tempo, che, spingendo alla riflessione senza risultare troppo impegnativo, chiuderà con coerenza una trilogia degna di nota.

 

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