Trilogia “Queste Oscure Materie” di Philip Pullman

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Trilogia

Queste Oscure Materie
di Philip Pullman

 

Lyra, ragazzina impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda, vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico; lo studio della natura viene chiamato “teologia sperimentale”. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Nel nostro universo vive Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due ragazzi, provenienti da mondi diversi, si incontrano, si scontrano e diventano amici per la pelle. Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Lyra però è al centro di un’antica profezia delle streghe e la Chiesa ha decretato la sua morte. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino predefinito, ma essere liberi di scegliere….

serie1. La Bussola d’Oro
2. La Lama Sottile
3. Il Cannocchiale d’Ambra

 


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Recensioneùdi Sil.lav

Definire in poche parole una trilogia complessa come Queste Oscure Materie, non è sicuramente semplice. Viene generalmente classificato come una serie per ragazzi. La trilogia ha una struttura ben precisa. Nel primo, “La bussola d’oro”, ci viene raccontato un mondo simile al nostro ma diverso sotto molti aspetti. Nel secondo, “La lama sottile”, ci muoviamo in un terreno famigliare, sarà il nostro universo a far da sfondo alla storia. Nel terzo, “Il cannocchiale d’ambra”, ci muoveremo tra vari universi paralleli.

Nel primo libro, veniamo introdotti nel mondo di Lyra Belacqua e dal suo Daimon. Da subito, facciamo la conoscenza con queste particolari creature. Questo animaletto che accompagna tutti gli abitanti di questo mondo, è in realtà la rappresentazione fisica della loro anima. Nell’infanzia è un essere che non ha una forma definita, è sempre un piccolo animale, ma può variare la sua conformazione a piacere (gatto, topo, furetto, uccellino, ecc.) a seconda dello stato d’animo del bambino. Il Daimon acquisisce una forma definita, sempre una animale, durante la pubertà e tale forma rappresenta la natura della persona che si è diventati.

Lyra vive e studia al Jordan College di Oxford. La sua personalità allegra, dinamica, è la disperazione dei suoi insegnanti. Tant’è vero che è più facile trovarla a giocare con i suoi amici o ad arrampicarsi sui tetti del college con il suo Daimon, che china su di un libro. La sua curiosità e intraprendenza le imporranno di intervenire della ricerca del suo migliore amico quando gli Ingoiatori lo rapiscono, senza aspettare che siano gli adulti a prendere in mano la situazione. Nel suo viaggio incontra un’infinità di personaggi. I Gyziani, un popolo nomade colpito a sua volta dalla sparizione dei loro bambini. Gli Orsi Corazzati, guerrieri nati. Come dimenticarsi di Iorek Byrnison alla ricerca della sua corazza perduta. Le Streghe, le quali conoscono una profezia che riguarda Lyra da vicino.

Un elemento che sicuramente sarà di grande aiuto per la nostra eroina è l’Aletiometro, una bussola d’oro che ha la capita di rispondere a qualsiasi domanda, una specie di  oracolo portatile.

«Perché se tutti loro pensano che la Polvere sia una cosa cattiva, allora deve essere una cosa buona».
Lei non parlò. Un piccolo singhiozzo di eccitazione le salì in gola.
Pantalaimon proseguì:
«Abbiamo sentito quello che dicevano della Polvere, e loro ne hanno tanta paura, e sai una cosa? Noi abbiamo creduto a loro, anche se vedevamo che quel che facevano era malvagio, cattivo e sbagliato… Abbiamo pensato anche noi che la Polvere doveva essere una cosa cattiva, perché loro erano grandi e dicevano questo. Ma, e se non lo è? Se in realtà è…?»
Lei disse, senza fiato: «Già! E se in realtà è una cosa buona…»

Fin dal primo volume si capisce la complessità della trilogia e quando vedo dagli 8 anni in poi, rimango sempre molto perplessa, non perché non sia adatta, ma non credo che un ragazzino di quell’età la possa comprendere o anche meno apprezzarla.

Una piccola considerazione sul film tratto da questo primo capitolo della trilogia, film che tra l’altro non ha avuto un seguito: rappresentare un libro così articolato in un lungometraggio, l’ho trovata da subito un idea temeraria. Infatti, per quanto carino, non sono riusciti a trasmettere la magia del libro.

Nel secondo romanzo della serie “La Lama Sottile” troviamo il nostro secondo protagonista Will Parry, un coetaneo di Lyra, che vive nel nostro mondo. La sua figura si contrappone all’ingenuità della ragazza. Will è un ragazzo concreto che si è preso da tempo delle responsabilità. Dalla scomparsa del padre si prende cura della madre malata. Sarà proprio per difenderla che ucciderà per la prima volta. E durante la conseguente fuga si impatterà per caso in una “finestra” verso un altro mondo. L’incontro tra Will e Lyra avviene a Cittagazze. In questa realtà gli abitanti sono stati soggiogati dagli Spettri, esseri incorporei che si nutrono di anime e lasciano gli uomini a vagare come Zombi per la città. Solo i bambini sono immuni a questo fato, almeno finché non diventano adulti. In questo mondo Will viene in possesso di un coltello, un manufatto all’apparenza inutile, che rivela ben presto il suo potere: permettere al suo legittimo proprietario (colui che supera una prova per ottenerlo) di creare “finestre” verso altri mondi. Dopo il loro incontro i ragazzi decidono di allearsi e scoprire cos’è la “Polvere” e da dove arriva. Facciamo così la conoscenza di Mary Malone, una scienziata che aiuterà Lyra a comprendere meglio la Polvere.

Questo libro è il più breve della serie e fa un po’ da riempitivo. E come tutti i secondi libri non ci dà tutte le risposte. Vengono introdotti nuovi personaggi e ritroviamo i vecchi, alcuni poi ci riservano sorprese inaspettate. Pur riconoscendo l’importanza di questo libro è quello che ricordo mento di tutta la trilogia. Mentre gli altri libri mi hanno lasciato ricordi e sensazioni, per quanto riguarda questo, non riesco a trovare un evento che ha lasciato un segno indelebile nella mia memoria.

In “Cannocchiale d’Ambra” la serie trova la sua conclusione. Comincia un po’ in sordina. I nostri protagonisti sono divisi e devono ritrovarsi. L’Autorità vede in Lyra una minaccia e invia un sicario ad ucciderla, chi la troverà per primo? Will che con l’aiuto di Iorek, la sta cercando, o i suoi nemici? È difficile parlare di questo terzo libro senza dire troppo. In un certo senso, tutto trova la sua giusta collocazione. Le bricioline di pane disseminate negli altri libri ti portano alla comprensione della Polvere. La conoscenza, porta responsabilità. Si perde l’infanzia per entrare nell’età adulta, questo passaggio non è indolore per i nostri protagonisti.

E sapeva anche che i daimon non sarebbero più mutati, adesso, dopo aver sentito delle mani innamorate su di loro. Quelle erano le loro forme definitive: non ne desideravano altre.
Cosi, domandandosi se tutti gli amanti prima di loro avessero fatto la stessa meravigliosa scoperta, giacquero insieme, metre la terra ruotava lentamente e la luna e le stelle sfavillavano alte nel cielo.

Molti hanno criticato questa serie, trovando al suo interno temi anti-cristiani. Personalmente, anche se ci sono cenni ben evidenti alla religione come ad esempio il richiamo di Adamo/Will ed Eva/Lyra, non manca neanche il Serpente, non ho trovato la serie offensiva. Ho apprezzato che l’autore giocasse con la realtà, creando un suo mondo unico. Ha preso spunto da quello che lo circondava e lo ha stravolto, per trasmettere una morale: ‘Vivi la tua vita fino all’ultimo giorno, rendila degna di essere raccontata’. Ho apprezzato questo messaggio di speranza, soprattutto perché il finale mi ha lasciato con sentimenti dolce/amari. Non aspettatevi il classico lieto fine, non che finisca proprio male ma fa riflettere, come tutta la serie del resto. Guardando tutta la trilogia in retrospettiva, sono sempre più convinta che non si presta del tutto a un lettore troppo giovane.

Voto

     
  

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PHILIP PULLMAN, è uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. Con La bussola d’oro ha vinto la Carnegie Medal e il Guardian Children’s Fiction Prize. Nel 2005 ha vinto il Premio Astrid Lindgren Memorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. La bussola d’oro, da cui è stato tratto il film di Chris Weitz con Nicole Kidman e Daniel Craig, è stato nominato il migliore tra i libri vincitori della Carnegie Medal negli ultimi settant’anni. Da Salani è uscita la trilogia Queste oscure materie (La bussola d’oro, La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra). Dalla Farfalla tatuata è appena stato tratto un film.

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