Trilogia: Red Psychedelia di Emanuela Valentini

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Serie Red Psychedelia

di Emanuela Valentini

 

Eccomi qui a lasciare, per i lettori di Sognando Leggendo, il mio parere su di una serie tutta Made in Italy, un po’ pazza, un po’ psychedelica, un po’… 

serie

1. La sindrome di Cappuccetto Rosso
2. Bang Bunny
3. La longa manus di nonnina

 

 

la sindrome di cappuccetto rossoTitolo: La sindrome di Cappuccetto Rosso
Autore: Emanuela Valentini
Serie: //
Edito da: Delos Books
Prezzo: 1.99 € (ebook)
Genere: Fantasy
Pagine: 61 p.

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 Trama: La favola di Cappuccetto Rosso come non l’avete mai letta, ribaltata e riscritta in un futuro distopico, tra organizzazioni criminali e droghe miracolose. Sui tetti di una città senza nome, tra neon e insegne pubblicitarie, in un futuro che vede l’umanità vivere pressata in immensi agglomerati urbani, le cui cupole chiudono al di fuori un mondo rovinato, tentata dal fascino del lupo e in perenne fuga dal cacciatore che la vuole morta, si muove Halley. Una cicatrice sul viso, un ciuffo viola coperto dal cappuccio della felpa, short, anfibi e l’immancabile zainetto pieno di gioia sintetica: la “special red”, una droga di ultima generazione capace di creare l’illusione perfetta dei desideri più intimi di chi l’assume. Un’organizzazione criminale sui generis. Il capovolgimento di un classico antichissimo, sull’antitesi tra bene e male, luce e ombra. Emanuela Valentini impugna e riveste di tinte fluo e dieselpunk una fiaba dalla profonda morale riscritta, tra gli altri, da Perrault e dai fratelli Grimm.

bang bunnyTitolo: Bang Bunny 
Autore: Emanuela Valentini
Serie: Red Psychedelia
Edito da: Delos Books 
Prezzo: 1.99 €
Genere: Fantasy
Pagine: 48 p.

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Trama: Lunghe orecchie pelose, denti enormi e baffi che fremevano come antenne. E all’estremità del braccio, invece della mano, un trapano avvitatore di ultima generazione. Ad Halley piaceva chiamarlo “bAng Bunny”, a causa della sua testa da coniglio, ma il suo vero nome era Walther Revolver. Era uno che sparava (o trapanava) prima di parlare. Spacciatore per hobby, ricettatore per professione, assassino per diletto, famigerato e temuto esponente della malavita locale, era tornato in città. Era tornato, efferato e splendido, per lei. La Special Red. Tra cime di palazzi e alberghi fatiscenti, fra strade trafficate e ristoranti take away, Walther Revolver darà del filo da torcere ad Halley, e al Cacciatore che vuole ingabbiarli entrambi. Adrenalina pura, con un finale imprevedibile. 

la longa manus di nonninaTitolo: La longa manus di nonnina
Autore: Emanuela Valentini
Serie: Red Psychedelia
Edito da: Delos Books
Prezzo: 1.99 €
Genere: Fantasy
Pagine: 40 p.

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Trama: Era una vecchia enorme, tutta infilata in un tailleur nero di stoffa luccicante, l’enorme signora, come un cielo stellato con ai piedi babbucce di pelo e seta. L’Organizzazione di Nonnina è tornata in pista, e per Halley, giovane spacciatrice amara, cinica e sognatrice, è come poter tornare a casa. Nella città futura degradata, inquinata, coperta da una cupola di vetro e di tristezza, Halley sente il bisogno di un’ancora, di un punto di riferimento. Eppure, quando conosce la piccola Debbie Lou, per un momento coglie un fugace sguardo su un tipo di famiglia diverso. Ma dura poco. 

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Recensioneùdi Danylù

Che io ami quest’autrice è risaputo. Non mi sono mai trovata a darle meno di cinque stelle. Perché? Logico. Amo la buona scrittura. Prediligo letture colte a letture prive di significato. Amo lo stile colorato, ricco di metafore, la poesia, la crudezza. Emanuela Valentini è tutto questo. Eppure è cambiata. Tanto.

Come affermavo in uno dei miei ultimi articoli, in cui analizzavo la sua prosa, in questo ultimo anno ha assistito a una vera e propria evoluzione stilistica. La sua scrittura, dapprima molto aulica, rotonda, carica di poesia e molto vicina ai grandi classici, si è trasformata in linguaggio moderno (senza rinunciare alla perfezione dell’italiano scritto); la poesia ha ceduto un po’ del suo posto alla tensione emotiva e in generale si ha l’impressione di trovarsi dinnanzi ad una grande professionista, che ha adattato il suo stile ad un pubblico più esigente e meno avvezzo alla letteratura. Questo non ha comportato in lei, per fortuna, un calo di qualità, anzi, trovo questa sua evoluzione “croccante” e briosa.

Questa saga risulta geniale, delirante, allucinata. Non è la solita rivisitazione di una favola, fenomeno che va tanto di moda negli ultimi anni. No. E’ una reinterpretazione in chiave moderna, con l’aggiunta di significati diversi e ben più profondi.

Se dovessi raccontare una favola ai miei nipoti, racconterei questa versione di cappuccetto rosso.

C’era una volta una ragazzina ribelle e totalmente scoppiata. La società era mala e lei non aveva alcun amico. Il suo peggior nemico era un cacciatore. Un essere disgustoso che portava attaccate alla cintola le carcasse delle sue prede. Un uomo che puzzava di morte e putrefazione. Poi c’è il lupo…

Ecco, qui farei una pausa per analizzare l’innovazione e il cambiamento all’interno di questa vecchia favola.

Mi autocito, in un altro articolo ho scritto quanto segue, e non saprei spiegarlo meglio: “l’autrice ha preso la favola di Cappuccetto Rosso, ha reinventato lo spazio e il tempo in cui i protagonisti si muovono, ha trasformato il bosco in una jungla urbana, fatta di mezzi velocissimi, rotaie, fumi, neon, caos, enormi mercati e tanto altro.

Ha dato un nome a Cappuccetto Rosso, chiamandola Halley, come la Cometa (leggendo il romanzo si capirà perché), ha rivoluzionato, rovesciato, invertito, reinventato i ruoli del cacciatore e del lupo, ha dato un’esaltante immagine della nonnina, creando intrecci esilaranti e dando un nuovo volto a questa favola.

A mio parere l’ha riscattata. Non vorrei fare polemica anche sui metodi educativi delle famiglie e sulle deviazioni che hanno alcune favole, ma non vi è mai capitato di sentire genitori che per zittire i figli dicono: se non stai buono chiamo il lupo?

Il lupo! Questo essere spaventoso e malvagio! È un cane, parliamoci chiaro. Un cane neppure troppo grosso. Che non ha mai mangiato nessuno, se non la nonnina di Cappuccetto Rosso. E non sarà forse il retaggio di questa favola che ha creato questa errata espressione? Questa favola ha fatto crescere intere generazioni di bambini con il terrore del lupo cattivo.

E bravo il cacciatore. Uccide il lupo e salva tutti! Nella realtà i cacciatori uccidono per sport povere bestie innocenti. Ebbene, Emanuela Valentini si dimostra più concreta nella sua favola, ma non aspettatevi nulla, tanto troverete il contrario.”

I protagonisti sono “cazzutissimi”, per usare un linguaggio a tono con il romanzo. Halley è colei che mi crea più dubbi: la ami e la odi e poi la ami ancora e la detesti nuovamente. Ribelle, spassionata, senza speranza, rassegnata, eppure dolce, spietata, sensibile e disperata. Halley è forse il ritratto perfetto della società in cui vive.

Decisivo è l’incontro con Debby Lou. Un personaggio di una delicatezza disarmante. Piccola quanto immensa. E ancora una volta l’autrice dimostra un’attenzione particolare verso casi umani e problematiche sociali. Halley, così come Debby Lou, sono disadattati, vittime consapevoli di una società distorta e malata.

Ma i personaggi non finiscono qui. Il cacciatore, a cui accennavo prima, è il classico frustrato con un chiodo fisso: il coerente a tutti i costi. La persona prima di sentimenti. Solo. In ogni caso è il cattivo perfetto.

bAng bunny, ancora più fastidioso del cacciatore, per alcuni versi. Squilibrato. Cattivo “aggratisse“.

Il lupo… Ah! (sospiro sognante). Meraviglioso. Per dirla in “favolesco”, il principe azzurro perfetto. Un personaggio amabile.

Persino le comparse hanno il loro spessore. Ad esempio, la donna rachitica incontrata al concerto nel primo episodio. La descrizione di questo personaggio marginale (se si trattasse di un film, occuperebbe circa due minuti, non di più) è così accurata nella sua brevità, da lasciare intravedere la vita di quella persona. La sua disperazione. Le sue tragedie. Lascia intuire il suo passato, raccontato nei suoi vestiti, nel suo alito che puzza d’alcool, nel tanfo che emana il suo corpo.

E nonnina? La odio. L’opportunista circondata da tirapiedi che non la amano ma la temono. E Vecchia Road? Non è forse lei l’antagonista perfetta? Amabile è Pongo Bill, quella dolce sfumatura tra il “viola” della nostra Halley, e il “rosso” acceso di Vecchia Road.

Sono sicura che c’è ancora tanto da leggere e l’autrice ci riserva ancora altrettante sorprese. Emanuela Valentini non scrive per scrivere, ma scrive con cuore, anima e cervello. Consigliatissimo

Voto

   

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emanuela valentiniEmanuela Valentini: Vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro. Da qualche mese è entrata a fare parte della Redazione di Speechless. Autrice di strane storie, ha un romanzo weird nel cassetto, insieme a un enorme racconto di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Il 7 marzo 2013 vede la luce della pubblicazione, con il marchio GeMS, l’opera giunta tra i trenta finalisti del Torneo Letterario IoScrittore 2012, titolo provvisorio Ophelia e le Officine del Tempo. Il suo racconto Cronache di un mercante di stelle comparirà nell’antologia di prossima uscita per GDS Editore. La bambina senza cuore è una vecchia fiaba, riscritta e curata, amata tanto da cucirle intorno un abito di lucente splendore.

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