Trylle Trilogy di Amanda Hocking [Ascend]

Amanda Hocking

Amanda Hocking è una scrittrice di paranormal romance e young adult. Vive a Austin, in Minnesota. Ha lavorato in una casa di riposo fino al 2010 e, durante il tempo libero, ha scritto 17 romanzi. Dall’aprile del 2010 ha iniziato ad autopubblicare i suoi romanzi come e-book. Nel marzo 2011 aveva già venduto più di un milione di copie di nove dei suoi libri e ricavando dalle vendite due milioni di dollari, una cifra fino ad allora inaudita per gli scrittori autoprodotti. All’inizio del 2011, la Hocking, ha raggiunto una media di 9.000 copie vendute al giorno.

Trylle Trilogy:

1. Switched, 2012
2. Torn, 2012
3. Ascend, 2013

 

Titolo: Switched, Il segreto del regno perduto
Autore: Amanda Hocking (Traduttore: S. Pellegrini)
Serie: Trylle Trilogy, vol. 1
Edito da: Fazi Editore (Collana: Lain)
Prezzo: 12.00 €
Genere: Urban Fantasy, Romance
Pagine: 335 p.
Voto:

Trama: Wendy Everly sa di essere diversa dalle altre ragazze, ha scoperto di possedere un potere oscuro che le permette di influenzare le decisioni altrui, un potere segreto che non può rivelare a nessuno. La scuola della piccola cittadina di provincia in cui si è trasferita con la famiglia, le sta stretta, il rapporto con la madre è conflittuale, tutto sembra insopportabile finché, una notte, si presenta alla finestra della sua stanza il misterioso e affascinante Finn, da poco arrivato in città. L’arrivo di Finn sconvolge il mondo di Wendy. Questo strano ragazzo possiede la chiave del suo passato e le risposte sui suoi poteri e rappresenta la porta d’accesso a un luogo che Wendy non avrebbe mai immaginato potesse esistere.

Recensione
di Nihal

Troll così…

Switched è il primo volume di una saga che ha come protagonista una “nuova” creatura molto conosciuta nel panorama fantasy: i Trylle, meglio conosciuti come Troll, e, questa, forse è l’unica novità. Queste creature che ci accingiamo a conoscere non sono gli orribili mostri maleodoranti e crudeli che siamo soliti incontrare. Qui ci troviamo di fronte a creature bellissime, ricche, alcune anche potenti, che hanno il brutto vizio di scambiare i loro pargoli alla nascita per farli crescere e istruire nel mondo degli umani.

La nostra protagonista è una ragazzina difficile, con un’infanzia triste alle spalle, la straordinaria capacità di cacciarsi nei guai e un potere che non sa spiegarsi, insomma, qualcosa che di solito non si trova nei libri fantasy. L’unica differenza è che questa volta non si vede come un mostro putrescente con tre occhi strabici ma sa di essere carina, se non fosse per i suoi capelli indomabili (ehi, non si può essere, mica, perfette).

… o Troll così?

In breve, ci ritroviamo con questa ragazza, Wendy, che continua a venire espulsa da tutte le scuole perché ne combina di tutti i colori, con un potere segreto di cui non può parlare a nessuno, quando, all’improvviso, ecco spuntare lui, bello, misterioso e sfuggente che ovviamente ha tutte le risposte alle domande di Wendy ed è andato lì per salvarle la vita e innamorarsi perdutamente di lei, anche se, ovviamente, quest’amore è contro tutte le regole della fisica terrestre e astrale e potrebbe danneggiare gravemente l’andamento dell’universo.

Il mondo dei Trylle, in cui veniamo catapultati senza troppi complimenti, è venale e superficiale, una monarchia fortemente gerarchica, dove ciò che conta è l’apparenza e il potere, che in Wendy abbonda. Saremo, quindi, alle prese con noiose lezioni di galateo, rigide regole comportamentali e cene cariche di malcelato disprezzo, che mettono a dura prova la pazienza e la sopportazione di Wendy che è costantemente sotto esame.

La storia in sé è interessante e coinvolgente ma, il ritmo degli eventi, è troppo veloce a scapito dei personaggi che, appena iniziamo a conoscere, vengono messi da parte da un repentino cambio di scena. Ancora non è chiaro dove vuole andare a parare l’autrice, non è chiaro né il ruolo di Wendy né quello di molti altri personaggi che ci vengono man mano presentati e, sicuramente, il colpo di scena finale cambia tutte le carte in tavola.

È una lettura leggera, molto scorrevole, piacevole per gli amanti del genere. L’autrice mi ha incuriosita perché troppo viene lasciato in sospeso, anzi, sarebbe meglio dire tutto. Tre stelline di incoraggiamento.

 

Titolo: Torn, ritorno al regno perduto
Autore: Amanda Hocking (Traduttore: S. Pellegrini)
Serie: Trylle Trilogy, vol. 2
Edito da: Fazi Editore (Collana: Lain)
Prezzo: 9.90 €
Genere: Urban Fantasy, Romance
Pagine: 297 p.
Voto:

Trama: Da quando Wendy Everly ha scoperto la verità su di sé – essere una changeling scambiata alla nascita – sa che la sua vita è destinata a trasformarsi, ma ancora non immagina fino a che punto la spingeranno gli eventi. I Vittra, popolo nemico dei Trylle, non si fermeranno davanti a niente pur di sottrarre Wendy alla sua famiglia. Così, con una guerra sempre più imminente, l’unica speranza per Wendy di salvare il mondo dei Trylle è quella di imparare a usare i poteri di cui è dotata e di sposare un uomo che sia di stirpe nobile come lei. Ma questo significa abbandonare sia Finn, la sua affascinante guardia del corpo, che Loki, un principe Vittra per il quale prova un’attrazione sempre più irresistibile. Divisa tra i sentimenti e l’appartenenza alla sua gente, tra amore e dovere, Wendy è posta di fronte a una scelta delicata e rischiosissima, che potrebbe costarle la perdita della libertà.

Recensione
di Nihal

 Come potete vedere dalla recensione qui sopra, Switched non mi ha entusiasmata: non solo i personaggi erano banali, ma anche la narrazione e la trama lasciavano molto a desiderare. Al contrario delle grandi aspettative che mi ero fatta sul primo volume della Trylle Trilogy (grazie anche all’incredibile attenzione mediatica), mi sono avvicinata a questo secondo volume con la rassegnazione tipica di chi sa di doversi sorbire 300 pagine di nulla. Inaspettatamente non è stato proprio così. Amanda Hocking, con Torn, fa finalmente ingranare la storia, dove ancora il clichè regna sovrano, ma almeno iniziamo a capire qualcosa della psicologia dei personaggi e degli eventi che hanno portato il popolo dei Trylle a questo punto cruciale della loro storia.

Anche nell’azione però, abbiamo un problema di fondo che non si può risolvere molto facilmente: la mancanza di invettiva di un’autrice che sembra raccogliere i più ricorrenti luoghi comuni della letteratura e buttarli nel suo libro, come se dargli un taglio fantasy o dei protagonisti insoliti (credo davvero che l’unica cosa di particolare in questa saga siano i Troll) basti perché il pubblico senta di leggere qualcosa di originale. È vero che ci sono dei temi ricorrenti nei libri, soprattutto di tipo amoroso, ma il modo in cui ogni autore affronta il tema ricorrente, può renderlo particolare, quasi unico. Il modo in cui la Hocking inserisce nella sua storia i soliti espedienti narrativi sembra essere “lo scrivo perché ci sta bene”.

I personaggi non hanno un briciolo di coerenza, passano da A a B senza che in mezzo succeda qualcosa che lo giustifichi (mette i brividi il modo i cui la personalità di Willa sia cambiata nel giro di 3 righe, consiglierei una visita psichiatrica per accertamenti), sono stereotipati al massimo e i colpi di scena, o almeno quelli che potrebbero essere dei colpi di scena, vengono liquidati in poche pagine.

Il triangolo, ormai, è fin troppo considerato XD

Nonostante il rapimento e il pericolo a cui espone non solo se stessa ma anche le persone che ama, Wendy, una volta salvata e riportata a corte, sembra interessata solo alla sua triste situazione amorosa e le sconcertanti scoperte che fa riguardo la sua storia e quella di sua madre, Elora, sembrano quasi non toccarla. Gli intrighi, degni di una soap-opera, sono banali e prevedibili: abbiamo una ragazza super snob che rimette in discussione ciò in cui crede per amore, un matrimonio di interesse finito male che lascia gli ormai ex-coniugi con l’annoso problema di chi si occuperà della prole, abbiamo un cattivo così sicuro della sua cattiveria da essere cretino e, infine, l’immancabile e amatissimo (e anche questo inspiegabile) triangolo amoroso, che diventa un quadrilatero se ci si mette il dovere di una principessa nei confronti del proprio regno.

Una nota di particolare demerito va all’editing e alla redazione della Fazi: gli errori e i refusi sono una presenza continua e fastidiosa dalla prima all’ultima pagina.

Torn è una lettura semplice e scorrevole, con una storia che non sarebbe neanche tanto male, ma è sentita e risentita, soprattutto per le accanite di romanzi Fantasy e Romance. A voi decidere se ne avete abbastanza o riuscite ancora a leggere l’ennesimo libro di sull’amore, il potere e l’importanza della nobiltà d’animo contro quella di sangue.


Il Corsaro NeroTitoloAscend – Il regno ritrovato
Autore:  Amanda Hocking (Traduttore: S. Terziani)
Serie: Trylle Trilogy, vol.3
Edito da: Fazi (CollanaLain)
Prezzo: 9,90 €
Genere: Fantasy, Young, Adult
Pagine: 350 p.
Voto:http://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png
  

Trama: “Ascend” il capitolo conclusivo della saga dei Trylle. Wendy Everly, è una ragazza come tante, che non si sente mai al posto giusto e ha il pensiero fisso di volere per sé una vita diversa, fino al giorno in cui le vengono svelate le sue vere origini: è una principessa troll scambiata alla nascita. Dopo i primi entusiasmi e la scoperta di amori avvolgenti, Wendy comprende che essere l’erede al trono comporta anche degli obblighi e fa di tutto per mostrarsi all’altezza del suo ruolo. In questo periodo cruciale della sua vita, impegnata con i preparativi per le nozze con Tove – secondo in linea di successione al trono -, che sposerà per salvaguardare la pace del suo popolo, dovrà anche vedersela con le trame di palazzo e con i Vittra, bellicosi come non mai. A destabilizzare un già fragile equilibrio, Loki, un misterioso Vittra per cui Wendy prova qualcosa di più di una semplice amicizia, si presenta improvvisamente a palazzo in condizioni fisiche pietose, stremato, ridotto così dalla sua gente. Mentre la salute cagionevole di Elora peggiora, avvicinando velocemente il giorno in cui la ragazza sarà regina dei Trylle, madre e figlia cominciano a conoscersi e a capirsi superando antichi malintesi. Ma l’irruzione di Oren, il padre di Wendy, nella sala delle feste, durante lo sposalizio con Tove, equivale a una dichiarazione di guerra, e presto alle minacce seguono i fatti. Wendy si trova di fronte a delle scelte, dalle quali dipenderà la sorte del suo popolo.


Recensione

di Nihal 

Va bene, lo so, sono ancora qui a recensire la Hocking. Nonostante tutto, ho voluto aspettare il prodotto finito, di avere una visione totale della sua opera, prima di emettere il giudizio finale. Io ci ho provato, ci ho sperato, ho creduto in  questa donna, fenomeno dell’auto-pubblicazione e rivelazione del fantasy, ma ho riposto la mia fiducia nella persona sbagliata. Vi avviso: questa recensione conterrà SPOILER e anche pesanti. È una cosa che di solito non faccio, ma in questo caso sento il bisogno psico-fisico di commentare con voi alcuni eventi.

 Abbiamo lasciato la nostra Wendy alle prese con qualche problema familiare: il padre si è rivelato essere il re dei Vittra, e vuole usurpare a tutti i costi il trono della sua ex-moglie. La madre di Wendy, la regina Elora, ha esaurito quasi tutta la sua energia vitale nell’ultimo scontro coi Vittra, e Wendy, che alla sua morte diventerà regina, si deve occupare del regno facendo le veci di sua madre, sempre più debole, mentre organizza il suo matrimonio con Tove, uno dei Trylle più potenti del regno (dopo di lei ovviamente). Wendy ha un solo obbiettivo: uccidere suo padre e mettere fine alla guerra con i Vittra. Ma come fare se il suo avversario è un vecchio e sadico troll, con la fama di essere immortale e, apparentemente, immune a tutti i suoi straordinari poteri? La principessa cercherà anche di cambiare le dinamiche interne al suo regno, schiavo di una mentalità dove i più deboli vengono mandati inevitabilmente a morire in battaglia, mentre coloro che potrebbero davvero fare la differenza, se ne stanno rintanati nei loro palazzi; e così, tra l’organizzazione di parricidi, consigli di guerra e matrimoni, la nostra Wendy non si fa mancare neanche un bel problema amoroso, divisa com’è tra il suo amore per Finn, il cercatore con cui ci ossessiona da, ormai, due libri, il senso del dovere nei confronti del marito Tove, e il fascino che esercita su di lei Loki, un Vittra disertore che chiede rifugio ai Trylle.

Devo ammettere che le premesse ci sono tutte: abbiamo un cattivo da combattere nel nome della libertà e della giustizia, abbiamo un problema sociale da risolvere nel nome dell’uguaglianza e della dignità della persona e abbiamo non uno, non due ma ben tre maschietti pronti a battersi nel nome dell’amore.  Ma come al solito con la Hocking, ci sono le premesse ma niente contenuti e devo ammettere che questo capitolo finale, nel quale avevo riposto le mie speranze di una rivalsa dell’autrice, è di sicuro il peggiore della serie. Il racconto procede lentissimo fino al famigerato giorno del matrimonio, per poi prendere una velocità vertiginosa con un susseguirsi di eventi e cambiamenti improvvisi dei personaggi, che hanno messo a dura prova il mio stomaco. Il tutto ovviamente senza un briciolo di spiegazione. Facciamo qualche esempio: per tutta la prima metà del libro troviamo Wendy che sbatte contro la mentalità conservatrice dei dignitari Trylle, ricchi e potenti nobili, che valutano seriamente l’idea di stare fermi a morire piuttosto di abbassarsi a collaborare coi cercatori (la razza più infima tra i Trylle) per vincere questa guerra, gente pronta a vendere la loro principessa, e prossima regina, al re dei Vittra, pur di evitare lo scontro, e che ritroviamo, qualche pagina dopo, non proprio convinti delle ragioni di Wendy, ma abbastanza da seguirla in un attacco suicida contro il nemico. La stessa Wendy ha la volubilità del cielo di Marzo: eccola il giorno prima del matrimonio, avvinghiata al tanto amato Finn, a cui sta girando intorno da due libri e mezzo, che si fa prendere dal senso del dovere coniugale proprio nel tanto sospirato e atteso momento di “combinare qualcosa”, per poi ritrovarla, circa una settimana dopo il matrimonio, che si rotola in un letto insieme a Loki, apparso di soppiatto da poche pagine, mentre il maritino è preso da una crisi di personalità.

Mi piaceva l’idea dell’autrice, quella di mettere da parte un primo amore troppo complicato, troppo ostacolato dallo stesso Finn, a favore di un nuovo amante pronto davvero a lottare, ad essere quello che è, ad accettare il bene e il male che può derivare da una relazione osteggiata, come può esserlo quella tra due persone provenienti da ambienti completamente diversi; il peccato della Hocking è quello di non farci capire questo passaggio, ma piuttosto di andare da A a B senza la minima spiegazione o il più piccolo sentore di quello che sta succedendo: il momento prima, Wendy piangeva per un ragazzo che non avrebbe mai potuto avere, il momento dopo, è lì davanti a quel ragazzo a difendere il suo nuovo grande amore. E tutto il libro è così: prima si dispera per trovare il modo per uccidere suo padre, passa ore e ore a studiare antichi testi e a escogitare piani, e poi, in seguito ad una grandissima rivelazione sulla morte per amputazione del cranio, decide di buttarsi a capofitto in una missione sucida, portandosi dietro mezzo regno, e facendo quasi ammazzare il suo nuovo amichetto. Stenderei un velo pietoso sul falso matrimonio con Tove, sopravvissuto una settimana scarsa prima di tradimenti e rivelazioni shock, e sul finale da “e vissero tutti felici e contenti” in cui non può mancare la, ormai tradizionale, gravidanza della protagonista appena diciottenne.

Non c’è un solo personaggio di spessore che affronti un cambiamento visibile e coerente dall’inizio alla fine, o un personaggio memorabile: sono tutti piatti, fondamentalmente immobili da quella che è la minima crescita che ognuno ha avuto nei libri precedenti, nel momento in cui si trovano, per la prima volta, faccia a faccia col pericolo. Nemmeno la storia del matrimonio dei genitori di Wendy, Elora e Oren, è sfruttata per dare il minimo senso alla pura crudeltà del re dei Vittra che, in definitiva, è cattivo per il semplice gusto di esserlo.

Dopo ben tre libri, posso affermare con certezza che la prima impressione che ho avuto su questa saga era giusta: l’unica novità è l’aver innalzato i troll a protagonisti, dei troll che hanno più le sembianze di splendidi vampiri, che dei mostri a cui siamo abituati (per supporto visivo, vedere le immagini nella recensione di Switched).

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Una replica a “Trylle Trilogy di Amanda Hocking [Ascend]”

  1. Sunny Sunflower ha detto:

    Non avrei potuto leggere una recensione più calzante della tua!

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