Tulipani Rossi di Luana Cappelletto

Luana Cappelletto;

Luana  Cappelletto è un autrice esordiente che vive e lavora in provincia di Treviso.
Vive con il suo  bambino di 4 anni e lavora da 11 anni in uno studio commercialistico del suo paese (è diplomata in ragioneria).

Nonostante abbia a che fare quotidianamente con i numeri  ha una propensione per le materie letterarie. Le piace infatti scrivere e viaggiare con la fantasia. E’ razionale ma anche molto emotiva e sognatrice.

Il suo blog: http://tulipanirossi.blogspot.com/

 

Titolo: Tulipani rossi
Autore: Luana Cappelletto
Serie: #
Edito da: Zerounoundici Edizioni
Prezzo: 14.00 euro
Genere: romanzo sentimentale
Pagine: 166 pg.
Voto:


Trama: (Attenzione Spoiler!)

La vita di Amy, una giovane dolce e sensibile, viene sconvolta dal verificarsi di un incidente stradale a seguito del quale la ragazza perde l’uso delle gambe. Sembra incapace di reagire al dolore, cade in uno stato depressivo gravissimo, fino al punto di meditare il suicidio. A salvarla è l’incontro, apparentemente fortuito, con Christopher, il classico beltenebroso capace di far girare la testa a qualunque ragazzina. Amy non riesce a credere che un tale campione di mascolinità si strugga di desiderio per lei, ridotta ormai all’invalidità, eppure la forza del sentimento che li unisce le restituirà la speranza e la voglia di vivere. Purtroppo la protagonista verrà incidentalmente a conoscenza dell’amara realtà: Christopher è nientepopodimeno che il pirata della strada responsabile dell’incidente nel quale lei è rimasta coinvolta, e ha preso a frequentarla nella speranza di restituirle un pochino di serenità, in modo da lenire i propri rimorsi. Sentendosi oltraggiata da tale comportamento, lo scaccerà lontano da sé, ma col passar del tempo scoprirà di amarlo ancora, e che questo suo sentimento è ricambiato.
Un libro davvero conivolgente dal punto di vista emotivo, scorrevole e avvincente. Ne traspare un’atmosfera da commedia adolescenziale spiccatamente femminile.
Indicato a un pubblico adolescenziale, femminile, sentimentale con tendenze “darkeggianti”.

 

Incipit: “Ecco Amy, spero ti piaccia» esclamò mia madre con un entusiasmo forzato.
Cercai di stamparmi sul viso un’espressione grata e felice quando Susan spinse la mia sedia a rotelle nella mia nuova stanza; aveva cercato di renderla il più simile possibile alla mia vecchia camera che, trovandosi in fondo al corridoio al piano superiore, per me non era più raggiungibile. Ma non era la mia stanza, e il brivido di tristezza che attraversò il mio corpo doveva per forza essere trapelato sul mio viso perché notai che l’espressione sul volto di mia madre, quella falsa espressione di ottimismo, era scomparsa lasciando posto alle lacrime.”


Recensione:

Tulipani rossi è un libro breve ma che tratta una tematica molto forte e complessa: la disabilità.

L’autrice sceglie di far parlare Amy raccontandoci di come lei e le persone che le stanno accanto reagiscono all’incidente  che le causa la paralisi agli arti inferiori. Vicino alla protagonista troviamo il fratello gemello, la madre Susan e la sua migliore amica che, ognuno in maniera differente, decidono di partecipare attivamente al dolore e al disagio di Amy cercando di aiutarla a far si che, poco alla volta, possa tornare a vivere nella maniera più semplice e simile possibile a prima dell’incidente.

L’intera storia è scritta egregiamente, in maniera molto semplice e senza particolari ricerche lessicali rendendo più realistica, così, l’idea e la sensazione che sia la stessa Amy a raccontarci la vicenda.

I personaggi sono delineati con attenzione, in particolar modo Amy, di cui è descritto minuziosamente il volto il quale, infatti, è deturpato da una cicatrice, causata dall’incidente, che lei non riesce ad accettare come parte di sé e che cercherà di nascondere con i capelli. Si esalta molto bene anche il  carattere della protagonista, cambiato dopo il grave incidente avuto, causa dell’impossibilità di camminare e della conseguente rabbia e  frustrazione, che la porterà a compiere  gesti eclatanti, al di fuori della sua personalità e del suo solito modo di fare, per cercare di dare un senso alla sua vita e di sentirsi più viva, più “normale”.

Insolita, a mio avviso, è anche l’ambientazione in fioreria che, personalmente, in un romanzo non ho mai trovato anche se questa scelta dona un tocco di freschezza e colore nelle scene narrate dall’autrice e fornisce lo spunto anche per l’immagine della copertina.

Purtroppo, però, ci sono anche delle note negative: il continuo riferimento al romanzo preferito di Amy, Twilight. Christopher viene descritto come rassomigliante all’affascinante vampiro del famoso romanzo e anche un medico di Amy prende il nome di Dottor Cullen, entrambi personaggi molto conosciuti presenti nella saga della Meyer.

Il finale, troppo da lieto fine, sarebbe stato molto più interessante e stimolante se  fosse andato a finire diversamente.


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