Tutto ma non il mio tailleur di Cecile Bertod

Tutto ma non il mio tailleur

di Cecile Bertod

 


tutto ma non il mio tailleur_coverTitolo
: Tutto ma non il mio tailleur
Autore: Cecile Bertod
Edito da: Newton Compton Editore
Prezzo: € 12,00 // eBook: € 2,99
Genere: Contemporary Romance
Pagine: 316 pag.

anobii-icon Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Trudy Watts ha tutto quello che ha sempre sognato: un lavoro in banca che la soddisfa, un ragazzo fantastico e un appartamento in una delle zone più alla moda di Londra. Non cambierebbe nulla, neanche gli orari impossibili in ufficio. Dopo sei anni dalla sua assunzione, quando ormai sembra stia per arrivare la tanto attesa promozione e il suo matrimonio con Horace è vicino ecco che la catastrofe le piomba addosso. E Trudy viene trasferita in una sperduta cittadina della Scozia. L’arrivo è traumatico: detesta tutto e tutti e desidera solo scappare via. L’unico luogo in cui rifugiarsi è un piccolo pub, il cui giovane proprietario si diverte non poco a punzecchiarla. Ed è proprio lì che forse, improvvisamente, la sua vita cambierà.

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Recensioneùdi Alexa G

Solitamente quando leggo di giudizi strapositivi su un libro che ancora non ho letto, specie se si tratta di autrici che nelle precedenti letture non è che mi abbiano proprio fatto arricciare le dita dei piedi, be’, come dire… sto sempre lì a chiedermi: “Dove sta la fregatura”?

Con enorme sollievo posso annunciarvi che qui non c’è nessuna fregatura. Niente trucchi e niente inganni signore e signori, con “Tutto ma non il mio tailleur” si ride, si ride di gusto.  😆 

Trudy Watts ha 28 anni, vive a Londra e ha tutto ciò che una donna possa desiderare: una carriera in ascesa, un discreto conto in banca e una relazione di lungo corso con Horace. È una donna brillante, sicura di sé e sta organizzando il proprio matrimonio. Cosa potrebbe mai andare storto a una come lei?

tutto ma non il mio tailleur_trudy wattsLa felicità è un concetto astratto che, se volessimo, si potrebbe paragonare a una sfilata d’alta moda: esclusiva, costosa e, con un po’ di fortuna, della durata di una stagione. È un sentimento pervasivo che ti costringe a dimenarti in strane danze celebrative, preda del più devastante squilibrio mentale. Allora, mi chiedo, sono davvero felice? Posso affermare, in tutta onestà, che mi metterei a cantare I Feel Good usando la cornetta del telefono come microfono? No, immagino di no. O forse sbaglio. Forse la mia è davvero felicità, ma a un livello più accessibile. Una sorta di felicità prêt-à-porter…
Oddio, ma perché straparlo?

In una normale giornata lavorativa, la vita di Trudy cambia improvvisamente virando dal tranquillo andante al mosso sorprendente.

Non ho mai fatto nulla del genere. Non è proprio da me. Lasciare l’ufficio, sgattaiolare da lui in pieno orario lavorativo. Mai in sei anni, giuro, ma forse questa è davvero l’occasione giusta per una follia.
E se Horace si arrabbiasse?
«Ma che sciocchezze!».
Ho bisogno di lui. Ne ho un bisogno disperato. Solo adesso mi rendo conto di quanto mi sia mancato. Così, con il cuore che batte forte, salgo a due a due i gradini ed entro nell’androne, raggiungendo rapidamente l’ascensore.
L’ingresso del 2A è in fondo al corridoio, ma per non fare rumore inizio a sfilare le chiavi dalla tasca della giacca nel momento stesso in cui arrivo al piano. Non vorrei perdere l’effetto sorpresa…
“Chissà che faccia farà quando mi vedrà?”, penso senza riuscire a trattenere un sorriso, insolitamente emozionata come non mi capitava da una vita.

Cosa pensate che accadrà da qui in poi?

 In un secondo il mio presente si trasforma in passato. Ed è una fitta acuta, straziante.

Certo che è dura da mandare giù soprattutto perché Trudy è costretta a fare i conti con un cuore infranto, il proprio, e la sensazione d’aver perso ogni certezza in pochi istanti.

«Non farlo. Non provarci. Non accusare me per difendere le tue bassezze. Non insultare la mia intelligenza, hai già calpestato tutto il resto».

tutto ma non il mio tailleur cover selfDisperazione e alcol, si sa, non sono una bella accoppiata e, complice una nottata di assoluto black-out emotivo, la nostra Trudy potrebbe aver inoltrato per sbaglio una mail in cui accettava un nuovo incarico a lavoro.

Cambiare aria non sarebbe poi neanche così male vista la situazione ma il lavoro non è, come dire, proprio dietro l’angolo, è a Turriff, in Scozia.

Ma sapete com’è, la vita non fa sconti a nessuno, neanche a donne in carriera fasciate in raffinati tailleur Chanel.

Non li riconosci mai, o meglio, li riconosci sempre troppo tardi. Quei pochi secondi in cui ti giochi inconsapevole giorni, mesi e addirittura anni di psicanalisi.

Con questo libro la Bertod ha ridefinito il concetto di iperbole tra le figure retoriche perché, credetemi, tutto nella vita di Trudy fa pensare al disastro e qui mi verrebbe da nominare la “Legge di Murphy” ma cosa me ne faccio della “Legge di Murphy” quando posso conoscere l’effetto della “Legge di Trudy”?

Ma state tranquilli perché la resilienza è donna o perlomeno appartiene a Trudy così come la pioggia appartiene alla Scozia.

Trudy Watts è un incrocio tra Ally McBeal e Bridget Jones condito da un vocabolario che farebbe impallidire qualsiasi  verboso individuo affetto da diarrea verbale.

E già, ma nella lista dei difetti, oltre alla logorrea, aggiungete anche una soglia di resistenza a intrattenere rapporti sociali molto bassa e una scontrosità tipica della donna privata della propria dose di caffeina di lunedì mattina.

Se poi prendete tutte queste belle qualità e le moltiplicate per sette, ovvero i giorni della settimana, otterrete un ritratto abbastanza fedele di Miss Trudy Watts.

Eh no! A tutto c’è un limite e io sono Scorpione ascendente Leone e vi assicuro che ho soglie di tolleranza molto, ma molto, molto basse.

Estenuante, penserete? Assolutamente. Bisbetica? Come darvi torto? Divertente? Ohhh potete giurarci!

tutto ma non il mio tailleur_ethanSbatto la porta di casa e mi dirigo con passo marziale dal mio invadente coinquilino, pronta a fargli passare il più orribile quarto d’ora della sua malaugurata esistenza.

Penserete che questo personaggio sia fuori di testa ma, credetemi, stavolta Trudy ha le sue buone ragioni per avercela con Ethan. Chi è Ethan? Ma come? Lui è il barista sexy/coinquilino di Trudy.

Siete confusi? Okay, ricominciamo dall’inizio. Trudy accetta di… No aspettate… ma se ve lo racconto io che gusto c’è?

P.S.  Se non si fosse capito consiglio vivamente la lettura di questo romanzo. Fosse per me ne farei volentieri un film e lo vedrei anche!

P.P.S.  E comunque se qualcuno mi chiedesse di cercare un certo stambecco a pois, non potrei che esserne felice.  😉

VOTO:

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cecile bertod autriceCECILE BERTOD
: Ha trent’anni, è una restauratrice archeologica e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato a scrivere con un fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli. La Newton Compton ha già pubblicato, con notevole successo, Non mi piaci ma ti amo. Tutto ma non il mio tailleur, nella sua versione autopubblicata, è stato per mesi in vetta alle classifiche degli store online.

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∼ by Alexa G

Editing by CriCra

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