Un Capitolo… Proibito (3)

Buonasera a tutti! Come vi avevamo promesso questa sera ci sarà la online la “sorpresa“. Sognando Leggendo assieme alle admin di L’Ora del Libro, The Book Lover e Living For Books, dietro autorizzazione della Mondadori, ha organizzato una “staffetta” che vi permetterà di leggere il Capitolo n°6 del libri PROIBITO di Tabitha Suzuma. Questo è uno dei capitoli più belli di questo romanzo quindi… Gustatevelo!

 

PROIBITO

di Tabitha Suzuma

Capitolo 6

 

C’è un lungo silenzio e io chiudo gli occhi, gustandomi l’ultimo sole estivo sul viso. Questa pace è snervante. Grida attutite giungono dal parco giochi come se fossero lontane mille miglia. Da qualche parte in mezzo agli alberi, un cane lancia un paio di guaiti brevi e acuti. Mi giro sulla pancia e appoggio il mento sulle mani. Lochan non si accorge che lo sto guardando e ogni traccia delle risate è ormai scomparsa dal suo volto. I gomiti appoggiati sulle ginocchia piegate, lo sguardo perso nel parco, riesco a sentirela sua mente che si arrovella. Scrutando il suo volto in cercadi segnali di fastidio, non ne trovo alcuno. Solo tristezza.

— Tutto bene?

— Sì.

— Non si volta.

— Sicuro? Sta per dire qualcosa, ma poi resta in silenzio. E cominciainvece a grattarsi la ferita con il pollice. Mi raddrizzo. Allungandomi, gli allontano con delicatezzala mano dal volto. I suoi occhi si fiondano a cercarei miei.

— Maya, non ci penso proprio a uscire con Francie.

— Lo so. Non importa. Non c’è problema — mi affrettoa dire.

— Le passerà.

— Perché ci tieni tanto a farci mettere insieme? Provo un imbarazzo improvviso.

— Boh. Forse… forse pensavo che se tu dovessi uscire con una mia amica avrei piùprobabilità di continuare a vederti. Saresti… saresti meno tentato di andartene. Aggrotta le sopracciglia, senza capire.

— È solo che se l’anno prossimo incontri qualcuno all’università…

— Una piccola sensazione di dolore mi sale in fondoalla gola. Non riesco a finire la frase.

— Cioè, sarei felice per te ovviamente, ma non vorrei… ho paura… Mi lancia un’occhiata lunga e intensa.

— Maya, sai beneche non potrei mai abbandonarti. Né te, né gli altri.Mi sforzo di sorridere e abbasso gli occhi, strappando i fili d’erba. Ma prima o poi succederà, non posso fare a meno dipensare. Prima o poi ci separeremo tutti per metter su famiglia anche noi. Perché è così che va il mondo.

— In tutta onestà, dubito che riuscirò mai a uscire conqualcuna — aggiunge Lochan, tranquillo. Alzo lo sguardo, sorpresa. Lui mi guarda e distoglie subitogli occhi, un silenzio imbarazzato resta sospeso tra noi. Non posso fare a meno di sorridere.

— Che cavolata, Loch.Sei uno dei ragazzi più carini della scuola. Un sacco di miecompagne ti sbavano dietro. Silenzio.

— Vuoi forse dirmi che sei gay? Gli angoli della bocca gli si torcono per il divertimento.

— Se c’è una cosa che so, è che non lo sono.Sospiro.

— Peccato. Ho sempre pensato che sarebbe figoavere un fratello gay. Lochan ride.

— Non disperare. Ci sono sempre Kit e Tiffin.



Potete leggere la parte precedente del articolo su: L’ora del Libro

Potete leggere la parte successiva del capitolo su: The Book Lover

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