Un cuore XXL di Sara D’Amario

Sara D’Amario

Sara D’Amario è nata a Moncalieri. Dopo aver conseguito la laurea in lettere, si è diplomata presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino e si è specializzata a New York con Susan Batson. In teatro è stata diretta da Luca Ronconi, Nanni Garella e Luca Zingaretti; per il cinema ha recitato in La banda dei Babbi Natale (con Aldo Giovanni e Giacomo), Caos calmo (con Nanni Moretti), Colpo d’occhio (con Riccardo Scamarcio e Sergio Rubini), Assassini dei giorni di festa (con Carmen Maura, regia di Damiano Damiani), La ragazza del lago (con Toni Servillo); in televisione ha partecipato allo sceneggiato Il commissario Nardone (nel ruolo di Rina Fort); Le tre rose di Eva, Non smettere di sognare, Distretto di polizia 8, oltre ad aver recitato nelle soap opera Vivere e Centovetrine. Vive a Parigi con il marito e la figlia Venise.

Sito: http://tinsleymortimer.com/index.php

Pagina FB dell’autricehttps://www.facebook.com/TinsleyMortimer?fref=ts

Il Corsaro NeroTitolo: Un cuore XXL
Autore: Sara D’Amario
Serie: //
Edito da: Fanucci (Collana: )
Prezzo: 13,00 €
Genere:  Romance
Pagine: 293 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/3Bstelle66.png

   

Trama: È grande l’amicizia che li lega, sono grandi le loro intelligenze (uno è un campione in matematica e l’altro in italiano), è grande la famiglia in cui vivono (e anche un po’ allargata, come si dice oggi), sono grandi le loro scorpacciate quotidiane (uno ingurgita tutto ciò che sa di dolce e l’altro beve Coca-Cola come fosse acqua) e grande ma proprio grande, direi notevole, è il loro peso. Ma il primo giorno di liceo, il loro mondo diventa più piccolo: Lucrezia sorride a Gas che subito si scioglie, e Zucchero non ha occhi che per Isabella, lunga e sottile e con una serie di tatuaggi da fare invidia a Zayn Malik degli One Direction. E così tra un compito d’inglese e un saggio di danza, tra una gita a Parigi e un sms d’amore, tra un bacio strappato e un fratello che arriva, Gas e Zucchero scopriranno che la cosa più grande che hanno è il loro cuore, tanto grande, ma così grande, da contenere tutti. E il loro corpo, che fine fa? Vabbè, questa è un’altra storia…

Recensione
di Debora

Da me a quest’ora non c’è nessuno, a parte Sberla, il mio cane: mi accoglie facendo dei microsalti di gioia, da cane grosso, ma con un muso felicissimo e gli occhi luccicanti.

Per leggere questo libro sono dovuta andare contro a molti pregiudizi, lo ammetto. Pregiudizi verso l’autrice che è principalmente un’attrice, ma non solo, e anche verso un genere di lettura per giovanissimi che solitamente evito accuratamente.
Anche la copertina non mi invogliava molto; quei cuori e quei colori tenui mi indisponevano verso la lettura perché mi sapevano molto di sdolcinatezze e miele a non finire. Che io odio.
Su certe cose invece ho dovuto ricredermi.  Certo non è una lettura da cui si può pretendere molto. Sono libri già visti, troppo scritti e riscritti.
Non posso neppure consigliarlo a tutti ma, forse, a qualche adolescente si.
La scrittura è semplice, si adatta bene al linguaggio giovanile, che l’autrice ha cercato di ricreare. Frasi brevi, molti dialoghi e scambi di battute tra i ragazzi che incontreremo nella lettura. Anche i capitoli sono talmente brevi che ci si può permettere di interrompere il libro in qualsiasi momento per poi riprenderlo in mano senza perdere il filo del discorso. L’autrice segue il punto di vista di due personaggi, Zucchero che racconta la sue giornate tra scuola e famiglia, e la Serpentessa che anch’essa racconta al suo Diario, o meglio al suo fidanzato misterioso il suo tran tran quotidiano.

Non tratta di una storia d’amore come mi aspettavo, anche se sullo sfondo i sentimenti ci sono, dato che comunque si parla di adolescenti che come problema principale hanno le prime cotte.
E’ un libro che tratta di adolescenti e dei loro problemi di crescita. Il problema più evidente e visibile, dico io per provocazione, è l’obesità. E molti ragazzi sovrappeso possono ritrovare nel disagio del protagonista, Zucchero, un nome che dice tutto, molti loro disagi e molte loro preoccupazioni. Il disagio di questi ragazzi come Zucchero e come anche la Serpentessa, così chiamata per i suoi occhi grandi da miope, è che sono diversi rispetto alla massa degli adolescenti. Si diversificano dalla massa e questo li fa soffrire. Come spiegargli che è proprio questa diversità che ci rende unici e speciali? Non è spiegabile perché ognuno di noi, chi per un motivo, chi per un altro, si è sentito diverso dagli altri e quindi escluso, in quel periodo della vita che in teoria dovrebbe essere il più spensierato della vita, ma che in realtà è difficile da superare indenni.
Sara D’Amario tratta anche del “problema” della famiglia, di come nella società odierna siano sparite le famiglie tradizionali, le famiglie nucleari, fatte di papà mamma e figli. La famiglia di oggi è allargata, è spezzata, è mono-genitoriale; e questi ragazzi si trovano a disagio in queste famiglie molto spesso perché sono in primo luogo le figure di rifermento a sentirsi a disagio. E poi rischia di diventare un circolo vizioso che coinvolge tutti, in primo luogo i più deboli.
Per Zucchero, infatti, il cibo è una valvola di sfogo, lui stesso se ne rende conto, è un modo per colmare delle mancanze, forse che vengono proprio dalla famiglia.

Più cibo riesco ad assorbire, più mi sento calmo, forte.

Un libro che comunque insegna che dalle esperienze negative esce sempre qualcosa di bello; che, anche dove vediamo nero, all’improvviso possiamo imparare a vedere grigio e poi bianco. Un  libro che spiega come molti adolescenti si chiudono in un loro mondo, ognuno sceglie quale, chi si chiude nel cibo, chi si chiude letteralmente nella propria stanza, e un po’ alla volta imparano ad uscirne e a vivere assieme agli altri. Perché le esperienze più vive si fanno con gli altri, non in solitudine.

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