Un lungo fatale ultimo addio di VeloNero

Un lungo fatale ultimo addio

di Velonero

 

Titolo: Un lungo fatale ultimo addio 
Autore: Velonero (Traduttore: Emanuela Piasentini )
Edito da: Newton Compton
Prezzo: cartaceo 9.90 € // ebook 4.99 €
Genere: Romanzo Storico
Pagine: 288 p.

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TramaLondra 1819.
Valéry Campbell sa di mettere a rischio la propria reputazione, quando si reca nella bisca di Lady Venom, ma deve impedire al padre di giocarsi tutto in una mano di carte. Sir Arthur Campbell però ha già barattato la tenuta di famiglia e, con l’acqua alla gola, tenta di vendere anche la figlia a un losco e ricchissimo libertino, Lord Baxton. Questi non è altri che lo zio di Charles, il figlio del duca di Ragland, anche lui ospite della bisca: è proprio in quest’occasione che Valéry lo rincontra, dopo anni, e scopre di provare qualcosa per lui. Naufragato l’estremo tentativo di ripagare i suoi debiti, Sir Arthur, in un accesso di disperazione, si suicida al tavolo da gioco. Da questo momento in poi la vita di Valéry si complica terribilmente. I trascorsi della sua famiglia non le permettono di sposare Charles e al tempo stesso si trova a lottare con tutte le forze per resistere ai tentativi di seduzione di Lord Baxton, al quale non vuole cedere. Lo scontro tra i due è aperto e dichiarato: ma chi è davvero David Baxton? Quel che Valéry pensa di lui corrisponde a verità?

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Recensioneùdi Penelope88

“Valery, non devi credere alle apparenze, a ciò che la gente mostra di sé. La maggior parte di coloro che si pongono a modello di virtù sono sepolcri imbiancati: perfetti fuori e corrotti fino al midollo. Te l’ho già detto. Spesso le cose non sono come sembrano.”

Intrighi, sotterfugi, inganni, misteri e segreti sono il fulcro del racconto scritto egregiamente da Velonero. Un lungo fatale ultimo addio è un romanzo storico ambientato nel diciannovesimo secolo. Narra la storia di Lord Baxton e della sua passione per una giovane fanciulla dal forte temperamento, Valery Campbell.

Leggendo questo libro ho avuto l’impressione di essere io stessa un personaggio dia quell’epoca, di ritrovarmi nei luoghi descritti e di immedesimarmi nei personaggi. Avete presente Lost in Austen? Mi è parso di essere un po’ come Amanda Price, che, in qualche modo, viene trasportata nei fatti del libro attraverso un portale situato nel suo bagno. I protagonisti del libro sono ben caratterizzati, nulla in loro è lasciato al caso. I luoghi, le ambientazioni, i ruoli sono ben distinti e definiti, e riescono a farti entrare veramente nella storia. Ovviamente non siamo di fronte ad un capolavoro della letteratura ma, considerati gli ultimi libri letti da me e capaci di farmi entrare in letargo, questo qualcosa ha smosso.

Lord Baxton è l’eroe atipico per eccellenza. Pur essendo segnato nel fisico e nell’animo da un passato turbolento caratterizzato da azioni disdicevoli in grado di influenzare la sua reputazione negativamente, ci ritroviamo dinanzi un uomo integro moralmente, in grado di portare avanti valori e ideali tipici di un uomo d’onore. Non lasciatevi illudere però, non abbiamo di fronte un uomo impeccabile, perfetto e privo di pecche ma fidatevi, alla fine, Lord Baxton riuscirà a conquistarvi.

bMeno empatia invece ho provato per Valerie, la protagonista femminile. Una giovane eroina che si ritrova, suo malgrado, ad affrontare molteplici difficoltà a causa della scelleratezza del padre e la pazzia della madre, la quale deve fare i conti anche con continui attacchi subiti dalle donne-arpie dell’alta società, atti solo a screditarla e farla sentire inferiore, minando le poche sicurezze che con il tempo aveva acquisito.

Il dualismo che contraddistingue i due protagonisti, questa “doppia faccia” che l’autrice si ritrova a sottolineare durante l’intera storia, è la caratteristica principale della società dell’800, nella quale nulla era veramente lo specchio della realtà. Una società dedita più che altro alle apparenze, ai convenevoli, agli sfarzi sfoggiati dai ricchi interessati più a coprire i molteplici misfatti compiuti, piuttosto che ai sentimenti.

Proprio questo tipo di ambiente farà da perno all’intero libro. Anche i protagonisti secondari, molto “coloriti” e peculiari, ci mostreranno come era facile in quell’epoca, mostrare ben poco di se stessi e quanto fosse molto più semplice impersonificare quello che la società chiedeva loro.

L’unica pecca di questo romanzo, a mio avviso, è la lunghezza. Alcuni passaggi mi sono sembrati superflui e ininfluenti alla storia in sé e appunto per questo ”sacrificabili” ai fini di una resa migliore. Consiglio il libro agli amanti del genere, saprà farsi amare dai voi lettori così come ha fatto Lord Baxton.

Voto

 

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Velonero dice di sé: «Sono ligure, il che, di per sé, è un tratto distintivo. Nel mio bagaglio di esperienze ho stivato, ben pigiati, studi classici e una vecchia laurea in sociologia; vi ho infilato tutte le cose che la gente mi ha insegnato in tanto tempo e tanti anni passati dietro a un banco. La cosa che faccio in assoluto peggio è la casalinga, così, per non farmi licenziare dai miei tre datori di lavoro, mio marito e le mie figlie, mi sono messa a scribacchiare cercando di far credere loro che ho dei numeri. E li ho convinti. Ora non mi resta che convincere voi».

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