Una di loro di Torey Hayden

Torey Hayden

Capitan Salgari

Victoria Lynn Hayden, nota come Torey L. Hayden (Livingston, 21 maggio 1951), è una psicologa infantile e docente universitaria statunitense, che ha scritto una serie di libri basati sulle proprie esperienze con bambini problematici.
Tra gli argomenti trattati nei suoi libri troviamo ’’autismo, la sindrome di Tourette, abusi sessuali, sindrome alcolica fetale, e il mutismo elettivo (che adesso viene chiamato mutismo selettivo), in cui è specializzata.
Poco dopo aver scritto il suo libro più celebre, Una bambina, Hayden si è trasferita in Galles nel 1980 e ha sposato uno scozzese due anni dopo. Nel 1985, è nata la loro figlia Sheena. Attualmente è divorziata.


Il Corsaro NeroTitolo: Una di loro
Autore: Torey Hayden
Serie: //
Edito da: TEA (Collana: Esperienze)
Prezzo: 8,60 € 
Genere: Narrativa
Pagine: 339 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/5Astelle106.png
  

Trama: Comincia un nuovo anno scolastico per Torey Hayden che dovrà occuparsi di una serie di casi molto difficile: due sorelline irlandesi scioccate dagli orrori della guerra; il loro cuginetto testimone del suicidio del padre; Dirkie che conosce solo la vita dell’orfanotrofio; Mariana, otto anni, aggressiva e sessualmente precoce; Leslie, sette anni, chiusa nel suo mondo e incapace di relazionarsi con l’esterno. Inaspettatamente giunge in classe un’alunna in più: la mamma di Leslie che, entrata ufficialmente come aiutante, dopo un inizio molto conflittuale, si appoggia a Torey Hayden perché l’aiuti a risolvere i suoi numerosissimi problemi.


Recensione

di Debora

Strillò come non avrei mai immaginato fosse capace di fare, cercò di liberarsi e poi affondò i denti nella mia mano.

I libri di Torey Hayden ogni volta mi sorprendono; le sue opere, per la maggior parte storie vere, dovrebbero essere tra gli scaffali delle librerie  di  tutte le maestre e di tutti coloro che lavorano a contatto con i bambini.
Anche Torey Hayden è una maestra, in particolare una maestra per bambini speciali. Nei suoi libri parla dei casi che ha incontrato nella sua storia lavorativa, fatta di esperienze con bambini con disturbi emotivi, con mutismo elettivo, con autismo. Le sue storie, come anche questa, sono quasi tutte ambientate tra le mura scolastiche.

Quando si tratta di bambini speciali è quasi impossibile non rimanere coinvolti nelle loro storie, anche se la professionalità dell’insegnante dovrebbe evitare troppi coinvolgimenti emotivi, che causano un osservazione del bambino non più oggettiva, ma frutto dei propri sentimenti.
Ognuno di questi bambini ha una particolarità, una difficoltà che li contraddistingue e quindi dei bisogni speciali.
Torey, come ogni maestra, sa che deve osservare i suoi bambini in tutte le loro dimensioni e in tutta la giornata scolastica per comprendere meglio i loro bisogni e quindi per capire come intervenire.
A volte, purtroppo, si interviene con strategie sbagliate ma è anche questo uno dei passi che ci porta a capire la strada giusta. Sono così numerose le variabili che entrano in gioco nelle storie di questi bambini che non si può mai essere sicuri di aver fatto la scelta giusta. Un giorno può andar bene, il giorno dopo tutto può cambiare e mettere quindi di nuovo in discussione il lavoro dell’insegnante, che deve ricominciare da zero.

Questi bambini possono nascondere dei passati tormentati, difficili da capire, non solo perché loro non riescono ad esprimere i loro bisogni, ma anche perché le famiglie stesse a volte non si rendono conto che è meglio confessare alla maestra ogni lato del loro bambino e la sua storia anche tra le mura domestiche. Un particolare potrebbe essere decisivo ed è necessario avere un quadro completo di un bambino.

Purtroppo anche per i genitori è difficile aprirsi completamente perché vuol anche dire ammettere una sofferenza, una difficoltà che si prova quando si parla del loro bambino speciale.

In questo libro Torey ci fa vedere come una mamma problematica anch’essa come i suoi bambini, possa trovare la forza di superare le difficoltà e facendo ciò, anche di migliorare la condizione della figlia. Ladbrooke viene mostrata con tutte le sue debolezze, di donna con un passato tormentato e di mamma incapace di gestire la figlia problematica. Ma è anche grazie ai bambini che Ladbrooke trova la positività per andare avanti.

L’autrice quindi ci offre il presupposto per imparare da lei, dalle sue storie e dai suoi bambini che da settembre a giugno fanno dei progressi per loro notevoli; lo fa con una scrittura fluida, semplice, utilizzando dialoghi ma anche descrizioni, soprattutto quando parla dei suoi alunni.
Certo, sarebbe bello che questi bambini siano inseriti nelle classi normali, come forse è giusto che sia. In Italia oramai sta prendendo sempre più piede l’inclusione scolastica,  che vuole garantire a tutti gli alunni, tenendo conto delle loro diverse caratteristiche sociali e non solo, di sentirsi parte attiva di un gruppo ma anche di raggiungere il loro massimo livello possibile di sviluppo. Ogni bambino ci sta come può.

Un libro da leggere assolutamente perché da questi bambini si impara davvero molto e se, come me, siete maestre di sicuro sapete che bambini come questi ti rimangono nel cuore tutta la vita. Speri sempre di aver fatto abbastanza per loro ma non hai mai la certezza. Anche questo è essere insegnante.

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