Una mattina di ottobre di Virginia Baily

Una mattina di ottobre

di Virginia Baily

 

mattinaTitoloUna mattina di ottobre 
Autore: Virginia Baily
Serie: //
Edito da: Nord
Prezzo: 14,90 €
Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 407 p.

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Trama: L’alba color acciaio è fredda come la pioggia sottile che si deposita silenziosa tra i suoi capelli e le scivola lungo il collo. Chiara Ravello però ha smesso di farci caso nell’istante in cui si è inoltrata nel quartiere ebraico. Ha come la sensazione che quei vicoli siano stati svuotati di vita e non rimanga che l’eco di una sofferenza muta. Quando sbuca in una piazza, Chiara vede un camion sul quale sono ammassate diverse persone. Tra di esse, nota una madre seduta accanto al figlio. Le due donne si fissano per alcuni secondi. Non si scambiano nemmeno una parola, basta quello sguardo. Chiara capisce e, all’improvviso, incurante del pericolo, inizia a gridare che quel bambino è suo nipote. Con sua grande sorpresa, i soldati fanno scendere il piccolo e mettono in moto il camion, lasciandoli soli, mano nella mano. Sono passati trent’anni dal rastrellamento del ghetto di Roma e, all’apparenza, Chiara conduce un’esistenza felice. Abita in un bell’appartamento in centro, ha un lavoro che ama, è circondata da amici sinceri. Tuttavia su di lei grava il peso del rimpianto per quanto accaduto con Daniele, il bambino che ha cresciuto come se fosse suo e che poi, una volta adulto, è svanito nel nulla, spezzandole il cuore. E, quando si presenta alla sua porta una ragazza che sostiene di essere la figlia di Daniele, per Chiara arriva il momento di fare i conti con gli errori commessi, con le scelte sbagliate, con i segreti taciuti troppo a lungo.

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Recensioneùdi MartiMoka

Una mattina di ottobre è la storia di un amore perduto, ma non come ci si immagina subito sentendo queste parole. È la storia dell’amore infinito di una madre per il proprio figlio. Un amore che va oltre il legame biologico, il dolore e la delusione.una mattina di ottobre

I capitoli alternano passato e presente, attraverso cui i personaggi vengono svelati. Questa alternanza rimarca la lentezza del ritmo, dovuta al fatto che il romanzo si focalizza sull’aspetto introspettivo più che sull’azione dei personaggi. A fare da sfondo alla narrazione del passato è la guerra, la disperazione, la voglia di sopravvivere.

La protagonista di questi capitoli è una giovane Chiara disposta a tutto per difendere se stessa e il bambino che ha salvato, una donna forte e indipendente che ricorda la protagonista di L’Agnese va a morire.

La prima critica riguarda proprio questa reminiscenza neorealista, perché se da una parte le atmosfere e i personaggi ricordano l’ambiente della resistenza partigiana raccontati dalla Viganò, la Baily non riesce ad essere altrettanto convincente. Manca la nodosità di chi quelle esperienze le ha vissute in prima persona. A supportare questa mancanza, però, giunge la conoscenza dell’autrice per Roma e per il devastante ruolo che ha avuto durante la guerra. Si dimostra, infatti, efficace e danno forza alla narrazione. Il pregio della Baily è di aver reso scorrevole una narrazione potenzialmente cupa e malinconica. Difatti, le pagine di profondo dolore sono affiancate a momenti più leggeri e scanzonati per non cedere al facile sentimentalismo che il tema suggeriva.
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Il tema dell’abbandono e della fuga si alternano, impersonati l’uno da Daniele e l’altra da Chiara ma se il quadro della personalità della donna è analizzato in ogni sfumatura, il personaggio del ragazzo viene osservato come da un vetro appannato. Questo perché sono sempre gli altri a raccontare e a raccontarsi di Daniele. Anche nel finale, le aspettative di conoscere il vero protagonista della vicenda, restano irrealizzate. Il personaggio del ragazzo, infatti, viene lasciato sbiadire nelle ultime pagine lasciando al lettore molte domande irrisolte.

Raggiunto l’angolo di Campo de’ Fiori, si ferma un istante. I primi spiragli di un’alba grigia, che non si sono ancora fatti strada in quella sorta di angusto condotto che è via Dei Cappellari, rischiarano una piazza deserta. 

Punti di forza della narrazione sono lo stile della scrittrice che riesce ad essere scunamattinadiottobrehietta e diretta pur non risparmiando dettagli anche nella descrizione dei sentimenti e delle emozioni. Funziona anche la scelta di lasciare la guerra sullo sfondo, la rabbia e la devastazione si percepiscono come eco lontana, ma comunque, punto zero delle azioni dei protagonisti.

Una mattina di ottobre è la storia di quante vite possano essere condizionate da una scelta impulsiva e pericolosa. Consiglio questo libro a chi fosse alla ricerca di qualcosa di intenso ed emozionante perché la Baily riesce nell’intento di raccontare la guerra e il dolore ma senza essere leziosa.

Voto

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virginiaVirginia Baily è nata e cresciuta in Inghilterra, dove ha conseguito un dottorato in Letteratura inglese, ma ha vissuto per diverso tempo a Roma, imparando a conoscere e ad amare la lingua, la storia e la cultura del nostro Paese. Attualmente vive a Exeter, nella regione del Devon, e dirige la rivista Riptide, che seleziona e pubblica racconti dei migliori scrittori esordienti inglesi. Si è imposta all’attenzione del pubblico e della critica di tutto il mondo grazie a Una mattina di ottobre, romanzo ispirato alla vicenda del rastrellamento del ghetto di Roma.
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~ MartiMoka
Recensione betata da Nasreen

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