Unbroken. Il film

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le pellicole che – dicono – stanno sbancando al botteghino

Unbroken


 

Titolo: “Unbroken
Regia: Angelina Jolie
Sceneggiatura: Joel ed Ethan Coen
Genere: biografico
Durata: 137 minuti
Interpreti: Jack O’Connell: Louis Zamperini
Miyavi: Mutsushiro Watanabe
Garret Hedlund: John Fitzgerald
Domanal Gleeson: Russell Allen

Data di uscita: 29 gennaio 2015

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Trama: Tratto dal libro di Laura Hillenbrand, il film narra la storia di Louis Zamperini, soldato americano che durante la Seconda Guerra Mondiale cade con l’aereo nell’oceano. Dopo 47 giorni alla deriva, viene catturato dal nemico e portato in un campo di prigionia, dove subisce le angherie del sergente in comando Mitsushiro Watanabe.trailer

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Recensioneùdi Jacopo Giunchi

Biopic romanzesco  deludente e pretenzioso, come si capisce già dalla dicitura “una storia vera” rischiarata da raggi di sole che filtrano dalle nuvole nei titoli di testa. Inizialmente fa ben sperare, con una fotografia curata e delle buone scene spettacolari in cui si assiste a uno scontro aereo.

Dopo lo schianto parte un flashback che introduce il protagonista Louis Zamperini, atleta olimpico trovatosi in età da combattimento durante la WW2. Da questo momento si assiste a uno svolgimento canonico e banale, scandito spesso da una colonna sonora magniloquente e presuntuosa. Il film si adagia sin da subito su di una raffigurazione agiografica del personaggio, che non lascia spazio a comprimari, cosa che perdurerà fino alla fine.

Il giovane soldato si ritrova su di un canotto, assieme ad altri due compagni, alla deriva nell’Oceano Pacifico. Occasione persa per sviluppare qualche dinamica tra i personaggi: l’unica cosa interessante dei 47 giorni in mare è il modo in cui i tre riescono a procacciarsi il cibo. Una mancanza di idee davvero desolante, che rende l’episodio totalmente irrilevante nell’economia narrativa e funge da mero transito verso il campo di prigionia giapponese, dove ha luogo il resto delle vicende. Prima, però, si fa in tempo a caricare di inutile patetismo la morte di un commilitone, gettato nelle acque al suono di una mesta tromba.

Anche la reclusione poteva aprire scenari intriganti, ma tutto si risolve in un banale dualismo tra Zamperini e Watanabe (interpretato dalla rockstar Myavi). Gli altri personaggi sono privi di caratterizzazione e pure i due sono inquadrati in un rigidissimo manicheismo, che non ammette sfumature. I fratelli Coen, solitamente buoni sceneggiatori, toccano probabilmente qui il punto più basso della loro scrittura. Tanti soldi sprecati in questa costosa produzione, che verrà presto dimenticata da tutti. Angelina Jolie non centra il bersaglio, sebbene qualche sprazzo di buona regia si noti nelle scene di azione, che sono però pochissime. Sconsigliato.

– Jacopo Giunchi

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