Urla ancestrali di Davide Falossi

Davide Falossi;

Davide Falossi è nato nel 1966 a Torino. Le indimenticabili passeggiate nei boschi con il padre e la figura del nonno, guardiacaccia proprio nei boschi intorno a Torino, sicuramente hanno contribuito a far nascere la sua grande passione nei confronti della natura, degli animali che ha catturato nelle sue splendide foto. Urla ancestrali è il primo romanzo a essere pubblicato

Sito dell’autore: http://www.davidephoto.it/

 

Titolo: Urla ancestrali (isbn:978-88-567-3433-1)
Autore: Davide Falossi
Serie: #
Edito da: Edizioni Gruppo Albatros, il Filo
Prezzo: 13.90 euro
Genere:, Narrativa Contemporanea,
Pagine: 110 pg.
Voto:

 

Trama: Il lupo Banshee fiuta l’aria, apre gli occhi e ancora un po’ stordito mette a fuoco le immagini: due uomini parlano di lui; uno in particolare attrae la sua attenzione, incrocia il suo sguardo e da quel momento inizia uno strano rapporto, fatto di amicizia, complicità e rispetto. Attraverso Banshee, Philipp viene a contatto con la natura e la sua essenza; camminando tra i sentieri del bosco guidato dall’istinto del lupo, padrone incontrastato della natura selvaggia, riscopre l’alleanza ancestrale con questo animale libero. Un’amicizia sincera che si rinsalda ancora di più nel momento della tragedia: Sabine, la glia di Philipp, viene rapita e condotta nel bosco dai suoi rapitori. Questa esperienza porta Philipp a scoprire quanto sia crudele l’animo umano e a constatare la fedeltà dell’animale. Urla ancestrali è un romanzo vivo; una sequenza di immagini scorre sotto i nostri occhi e ci sembra di essere lì ad annusare i profumi intensi del sottobosco; la disperata ricerca della propria figlia si trasforma nella ricerca stessa delle radici irrimediabilmente tagliate, di ciò che noi uomini del XXI secolo abbiamo irrimediabilmente perduto.

Recensione;

In Urla ancestrali i personaggi principali sono Banshee, un bellissimo lupo europeo e Philipp, un fotografo naturalista. Fin dalle prime pagine sono descritte le emozioni e le sensazioni dei due protagonisti, soprattutto nel momento del loro primo avvicinamento. Si guardano, si osservano ed entrambi percepiscono delle strane sensazioni. Fin dal primo capitolo Davide Falossi ci presenta perfettamente sia il punto di vista dell’uomo sia quello dell’animale, descrive molto bene nei dettagli il lupo, nelle caratteristiche fisiche, nei colori che contraddistinguono il sio manto e nelle sue dimensioni. La trama è molto semplice, direi quasi banale dato che il lettore già può prevedere i fatti con largo anticipo. Il tentativo di un uomo di addomesticare il lupo è  una storia, una tematica, già affrontata  nel campo della letteratura e quindi un lettore adulto e divoratore di libri si potrebbe stancare. Non ci sono elementi nuovi, che ci sconvolgono o che rendano la lettura particolarmente avvincente, per giudicare questo libro migliore di altri che hanno trattato temi naturalistici. C’è da dire poi che Philipp, il nostro fotografo, mi è anche sembrato un pò incoerente: la sua morale è naturalistica, insegna ai figli a rispettare ed amare la natura ma poi si porta un lupo al guinzaglio in giro per il paese?! Alquanto strano. Anche la famiglia di Philipp è troppo perfetta.

Tuttavia la lettura di questo libro è piacevole e le atmosfere naturali, i boschi selvaggi, i piccoli animali che vi vivono sono resi molto bene anche se in maniera semplice. Lo consiglierei dunque non ad un pubblico adulto, che forse lo giudicherebbe troppo semplice e piatto, ma a dei ragazzi giovani che potranno sicuramente trovare il piacere di una storia ben scritta e avranno l’occasione di  riflettere sul mondo naturale e su quello dell’uomo che troppo spesso vede le cose solo dal suo punto di vista e non si ferma ad osservare e a capire i bisogni dell’ambiente.

 

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3 risposte a “Urla ancestrali di Davide Falossi”

  1. LORENA ha detto:

    definirei invece questo libro avvincente nonostante il numero esiguo dei personaggi principali e il limitato intrico di eventi che portano alla risoluzione della trama; fatto questo che dovrebbe indurre a smorzare l'attenzione del lettore e che invece non accade proprio grazie alla bravura dell'autore nel catturare le nostre menti in un vortice di sensazioni, emozioni ed eventi.

    L'amore per la natura è descritto in modo magistrale e mentre la mente di un bambino può solo riconoscerlo avendone un'esperienza limitata, quella di un adulto può rimanerne travolta e riconoscersi pienamente…e credo che, raggiunto questo obiettivo, un libro non ne possa vantare di più nobili.

    Ma ne aggiungo un altro: far trascorrere a chi lo legge ore piacevoli e soprattutto calarlo in una realtà desiderata così diversa da quella che ciascuno di noi ritrova al di fuori della porta di casa.

    Per questo ringrazio l'autore…

  2. Stuart Brule ha detto:

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