Utenti recensori: Il sogno di Ilaria di Luigi Civita

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Eccoci con un nuovo appuntamento della rubrica di SognandoLeggendo:
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Avete letto un libro che avete amato particolarmente e
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volete mettere in guardia i vostri colleghi lettori?

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Oggi vi proponiamo la recensione di Maria Ji che ha commentato il libro dicendo: 

Amo leggere e viaggiare. Ogni libro segna un particolare momento della mia vita e così non ho un solo genere preferito. Sono appassionata di fantasy e favole. 

 

Luigi Civita:

luigi civitaNato a Napoli, laureato in Scienze dell’informazione, è impegnato nel sociale, in diversi settori, ma non disdegna assolutamente una pizza con gli amici. Si diverte con le piccole follie, ama i grandi parchi divertimenti e i parchi naturali. Ama la buona cucina ed è un bravo cuoco. Vegetariano da oltre venti anni, da qualche tempo ha affrontato la scelta vegan. Animalista e attivista LAV. Ama viaggiare. Ama scrivere; infatti, afferma:”Datemi un foglio bianco e una penna e mi renderete felice, dicevo un tempo. Ora che ho perso l’attitudine all’uso della penna, vi chiedo semplicemente un PC con il notepad installato, oppure un palmare, e magari un po’ di musica da sottofondo, per trasformare una mia giornata nera in una serata da ricordare“. Grazie a questa sua grande passione, esordisce nel marzo del 2013 con Il sogno di Ilaria, racconto per bambini dai 7 ai 10 anni. La montagna è il suo luogo magico, come egli stesso afferma: “La montagna è, poi, il mio luogo magico: ogni altro pensiero svanisce quando l’aria gelida dell’inverno ridà vigore al mio corpo assonnato dalla vita sedentaria, oppure quando l’acqua di un ruscello fa da sottofondo alle mie passeggiate, più o meno impegnative”

Sito: Lugi Civita

Titolo: Il sogno di Ilaria
Autore: Luigi Civita
Serie: //
Edito da: La Quercia (Collana: //)
Prezzo: 10.00 €
Genere: Bambini
Pagine: 65 p.
Voto:

Trama: Un uovo che rotola lungo la collina; un pulcino e la sua amicizia inusuale con un gatto; una bambina sveglia e sensibile che, con i suoi sette anni, vorrebbe cambiare il mondo: sono questi gli ingredienti di una storia intensa ma tenera, dove il rapporto che lega gli uomini agli altri animali emerge nelle sue diverse sfaccettature. Tra immagini color pastello e momenti di tristezza, si intrecciano le vite e le azioni di tanti personaggi così diversi tra loro che l’autore ha rubato al mondo reale. Una promessa e un messaggio di speranza concludendo la vicenda, lasciando al giovane lettore il compito arduo di rimboccarsi le maniche per un futuro migliore. È un testo, infatti, che vuole suggerire spunti di riflessione per un rapporto rinnovato e più sano con la natura.

Recensione
by Maria Ji

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Una gallina di nome Ilaria viveva in libertà presso un fattore. Purtroppo, venne il giorno in cui il fattore decise di venderla. Da quel momento la sventurata creatura si trovò prigioniera in un allevamento intensivo di galline ovaiole, costretta a fare uova continuamente sotto la sorveglianza di tipi loschi. Questa è l’antefatto de Il sogno di Ilaria. Nelle prime righe del libro, l’autore ci racconta di un uovo che rotola giù dalla collina, sfuggendo fortunatamente a tutti gli ostacoli che incontra durante il suo rotolare, fino ad entrare nel cortile della tremenda Memena, dove attira la curiosità del giovane Tritolo. La sua corsa appena terminata si trasforma in nuova coreografia: il palleggiarsi tra una zampetta e l’altra del gatto, che lo ha scambiato per una pallina. Tra una disavventura e l’altra, finalmente la schiusa dell’uovo e la nascita di Piopio. Ma la disavventura non è ancora finita. Piopio appena nato si troverà ad affrontare una lotta per la sopravvivenza.

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Nel raccontare questa semplice storia, l’autore affronta anche il tema della diversità. L’amicizia tra il gattino e il pulcino non è un amicizia nel senso stretto del termine perché le due creature appartengono a due mondi diversi. Il gatto, che ha una natura predatoria, si trova a vivere una situazione di conflitto. Da un lato vorrebbe papparsi il pulcino, dall’altro però interviene in qualche modo un sentimento di empatia. E poi c’è la bambina, che conosce il linguaggio degli animali, è una sua dote naturale: senza che nessuno glielo abbia insegnato, riesce a comunicare con loro. Il testo si presta a diverse chiavi di lettura: i bambini più piccoli vedranno una storia di amicizia: un pulcino, un gatto e una bambina, che vivono situazioni a tratti divertenti. I più grandi capiranno che noi tutti siamo diversi dagli altri, tutte le specie sono diverse. Nel libro l’autore affronta il tema della comunicazione, diversa da specie a specie. La storia è raccontata a colori pastello. Non ci sono immagini cruente, anche se il tema affrontato è quello degli allevamenti intensivi. L’obiettivo dell’autore è quello di raccontare un mondo diverso da quello a cui siamo abituati, in modo dolce e senza traumi, per l’appunto in colori pastello.

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